Bioparco (Roma)

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Bioparco di Roma
Tipo di area Giardino zoologico, Parco divertimenti
Stati Italia Italia
Regioni Flag of Lazio.png Lazio
Province Provincia di Roma.png Roma
Comuni Roma-Stemma.png Roma
Ingresso bioparco 2.JPG
Sito istituzionale

Il Bioparco è il giardino zoologico di Roma. Attualmente ospita 1144 animali di 222 specie diverse. Si trova all'interno di Villa Borghese.

Nel 2008 è stato visitato da 780.057 persone.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il Bioparco ha una lunga storia. È stato concepito, come zoo, nel 1908 da un'organizzazione, il cui scopo era quello di destinare una zona della città come esibizione di specie animali esotiche a scopo educativo. Lo zoo aveva una superficie di circa 12 ettari e fu costruito nella parte settentrionale di Villa Borghese. I lavori iniziarono il 10 maggio 1909 per terminare nell'ottobre del 1910 con una spesa di Lit. 1.477.147.90. Il 2 novembre, arrivava a Roma il treno che portava da Amburgo il primo gruppo di animali destinato a popolare le gabbie e i vari ambienti preparati per loro. Fu inaugurato tra grandi festeggiamenti il 5 gennaio del 1911. Primo direttore fu lo zoologo tedesco Knottnerus-Meyer.

I primi anni[modifica | modifica wikitesto]

Il progetto originale di Hagenbeck 1909

Lo zoo fu interamente progettato da Carl Hagenbeck, all'epoca famoso addestratore, che aveva già aperto uno zoo ad Amburgo. Infatti il parco aveva lo stesso stile di quello tedesco: canali e fossati al posto delle sbarre, ed ampi spazi verdi.

La fauna presente[modifica | modifica wikitesto]

All'inizio dell'attività del Giardino gli animali presenti erano 1029 per 326 specie:

  • Mammiferi 282 specie 104
  • Uccelli 682 specie 181
  • Rettili 56 specie 35
  • Anfibi 9 specie 6

Inizialmente lo zoo ebbe grande successo, che però non durò a lungo anche a causa della Guerra Libica e poi della prima guerra mondiale. Il 20 novembre 1917 il Comune assunse la gestione diretta del Giardino.

Carl Hegenbeck al centro descrive l'andamento dei lavori dello Zoo al sindaco Ernesto Nathan, alla sua destra 1909

Il 6 agosto 1919 il Comune di Roma deliberava che il giardino divenisse un Azienda municipalizzata, decisione approvata provvisoriamente dalla Commissione Reale per i crediti, ma subordinata all'approvazione degli elettori. Il Commissario del Comune Cremonesi decise di affidare l'amministrazione del Giardino ad una Sovrintendenza esterna diretta dal barone Alberto Fassini, in questo modo venne evitato l'obbligo del Referendum previsto dalla legge.

Questo permise diversi interventi sullo stato del Giardino come restauri delle costruzioni, ampliamenti degli spazi ed un marcato aumento degli introiti che per l'Anno Santo del 1925 raggiunsero la cifra di Lit. 1.718.892,31. Nello stesso anno la Commissione riunita per il consuntivo approvava l'installazione di un impianto idrico, la messa a dimora di una grande quantità di flora anche esotica in consonanza con i vari reparti dello zoo, e l'estensione del giardino ad alcune aree incolte prospicienti, venne prospettata una grossa vasca per gli orsi, la casa delle giraffe in stile moresco, un ampio viale di fronte e l'ingresso per facilitare l'afflusso dei visitatori, un nuovo acquisto di animali per rendere il giardino più rappresentativo per la fauna mondiale.

Al 1º gennaio 1925 gli esemplari erano 1520 così ripartiti:

  • Mammiferi - 422
  • Uccelli - 1048
  • Rettili - 49
  • Anfibi - 1
La direzione e il personale nel 1935

Con una spesa che dal 1925 al 1930 fu portata a Lit. 974.056,95 per gli acquisti di animali anche di una certa rarità. Oltre agli acquisti la fauna venne arricchita da svariate donazioni soprattutto pervenute dalle Colonie africane da parte dei vari Governatori. Poi ci furono le nascite in special modo tra i mammiferi.

Nel luglio del 1930 Alberto Fassini lascia la sua carica di Commissario sostituito dal conte Guido Suardi che gettò le basi per la trasformazione del Giardino in una istituzione culturale con la realizzazione del Museo Civico di Zoologia, assente in una città come Roma, seguito successivamente dal Museo Coloniale per la raccolta delle importanti documentazioni etnografiche disperse in vari luoghi della capitale.

Nel 1933, l'architetto Raffaele De Vico, iniziò dei lavori in nuove zone, destinate a due attrazioni principali: una grande voliera e un rettilario che furono terminati nel 1935.

Dopo la seconda guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Le giraffe

La situazione per lo zoo durante la grande guerra fu davvero precaria e il suo degrado divenne sempre più evidente, nonostante alcune aree fossero state rinnovate ed altre completamente ricostruite. Comunque particolare importanza fu rivolta alle attività di ricerca scientifica sotto la direzione del Prof. Ermanno Bronzini (1956-1978).

Le zebre

Nel 1970 il rettilario fu chiuso a causa delle sue pessime condizioni. I lavori di ristrutturazione durarono ben nove anni e solamente nel 1983, dunque, poté essere riaperto. Il 13 febbraio 1983 è stato inaugurato con una struttura ampliata, rimasta invariata sino ad oggi. Malgrado le tante difficoltà, il Giardino Zoologico ottenne diversi successi riproduttivi con specie rare o minacciate, come l'elefante asiatico (di cui si sperimentò per la prima volta l'allattamento artificiale), il tapiro asiatico, l'orango, il licaone, il gorilla e il rinoceronte nero solo per citarne alcuni. Nell'impianto sopravvissero fino ai tardi anni settanta alcuni discendenti del Leone Eritreo, oggi estinto, i cui primi esemplari erano stati portati a Roma dalla colonia Eritrea fra il 1932 e il 1935.

Dallo zoo al Bioparco[modifica | modifica wikitesto]

La prima idea di trasformare lo zoo in un bioparco[non chiaro] fu presentata la prima volta nel 1994. Nel 1997 fu presentato il progetto di come avrebbe dovuto presentarsi nel futuro il parco; questo seguiva i principi enunciati dalla Gilman Foundation e conteneva le linee guida per i futuri sviluppi. Nell'aprile del 1998 fu fondata la società Bioparco S.p.a. grazie ai finanziamenti del Comune di Roma (51%), della Costa Edutainment (39%) e del Gruppo Cecchi Gori (10%). A causa degli scarsi successi economici conseguiti, è stata creata una Fondazione che gestisce lo zoo dal 2004.

Animali[modifica | modifica wikitesto]

MAMMIFERI

Licaoni allo Zoo di Roma 1988

UCCELLI

Pellicano al Biopaco

RETTILI

Progetti di riproduzione e reintroduzione[modifica | modifica wikitesto]

Presso il Rettilario, in collaborazione con l'EEP, si sta attuando un progetto di riproduzione e reintroduzione della specie Testudo kleinmanni[2] in Libia. Il 21 maggio 2007 l'impegno dei curatori del progetto ha riportato un indiscutibile successo riuscendo a riprodurre in cattività 10 esemplari di questa testuggine dalla complessa ecoetologia.

Collegamenti[modifica | modifica wikitesto]

È raggiungibile dalla fermata Bioparco del tram Rete tranviaria di Roma
È raggiungibile dalla fermata Bioparco del tram Rete tranviaria di Roma

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Touring Club Italiano - Dossier Musei 2009
  2. ^ Comunicato ufficiale nascita Testudo kleinmanni

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Spartaco Gippoliti. 1993. Rome Zoo. Its history, its decline and some proposals for its future, International Zoo News 40: 35-39.
  • Spartaco Gippoliti, La giungla di Villa Borghese - I cento anni del Giardino Zoologico di Roma, Edizioni Belvedere, Latina, 2010.
  • Il Giardino zoologico di Roma nel suo XXV Anniversario 1910/1935 Fratelli Palombi Roma 1935

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]