Zoo di Napoli

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Coordinate: 40°49′24″N 14°10′54″E / 40.823400°N 14.181515°E / 40.823400; 14.181515

Lo Zoo di Napoli è un giardino zoologico italiano.

Indice

[modifica] Storia

Lo zoo nasce nel 1940, ma a causa della Seconda guerra mondiale viene aperto permanentemente al pubblico solo nel 1949, grazie a Franco Cuneo e Angelo Lombardi, nell'area della Mostra d'Oltremare.

Uno dei primi zoo italiani ad aprire i battenti, verrà considerato per tutta la seconda metà del '900 un luogo ideale per ricerche scientifiche, assumendo fama in tutta Europa, dato che ospitava decine di specie animali a rischio di estinzione nel loro habitat naturale. Tra i suoi maggiori risultati, la prima nascita di saltarupe Oreotragus oreotragus e di avvoltoio papa al mondo, di antilope giraffa in Europa e di rinoceronte nero in Italia. L'area di quarantena del Parco del Fusaro vede in quegli anni il passaggio di varie specie di ungulati molto rari, diretti ai parchi zoologici di tutto il mondo.

Negli anni novanta inizia per lo zoo una fase difficile della sua storia: sarà l'inizio della fine. L'area verrà colpita da abbandono e degrado ed a causa dei debiti della società che lo gestiva, lo Zoo di Napoli chiude i battenti nel settembre 2003. Subito dopo la chiusura si registra nello zoo una moria di animali a causa della mancanza di cibo, spazi e acqua.[1] L'area riapre solo in parte nel 2005 in una fase di degrado totale dello zoo.

[modifica] Lo zoo oggi

Attualmente solo una parte del giardino zoologico è aperta e visitabile e sono diverse le zone in ristrutturazione.

Nel corso del 2009, sia in maggio che in settembre, sono nati diversi cuccioli di leone[2].

Diversi sono gli animali ospitati nel parco, oltre ai leoni, fra cui un elefante, coppie di orsi bruni e orsi dal collare, alcuni esemplari di tigre e leopardo, numerosi erbivori fra cui cammelli, zebre, cervi pomellati. Sono diverse le specie di uccelli presenti, fra cui emù e struzzi, oltre a gru coronate, fenicotteri rosa, pellicani e cicogne.[3] Una delle aree maggiormente visitate è quella in cui i bambini possono entrare in diretto contatto con oche, capretti ed altri animali domestici. Nello zoo dal 2008 non vi sono più giraffe[4] mentre l'ultima otaria presente è deceduta nel 2010.

È in atto un piano per rivalutare lo Zoo di Napoli, adeguando gli spazi per gli animali, e di creare Animalia, unendosi alla vicina Edenlandia.

[modifica] Curiosità

  • Nell'area dello zoo è visibile il tratto di una strada risalente al periodo romano (è parte della strada visibile nell'area della Mostra d'Oltremare).

[modifica] Note

  1. ^ Napoli, fallisce e chiude lo zoo cercasi casa per orsi e lama (2004) la Repubblica
  2. ^ Quattro cuccioli di leone nati a settembre 2009 Il Messaggero
  3. ^ Zoo di Napoli: animali
  4. ^ Zoo di Napoli, se ne va l'ultima star È morta di polmonite la giraffa Bakalù

[modifica] Bibliografia

Gippoliti S. 1997. A contribution to the history of zoos in Italy up to the Second World War. Int. Zoo News 44(8): 458-465.

[modifica] Collegamenti esterni

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