Pongo pygmaeus
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| Stato di conservazione | ||
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| Classificazione scientifica | ||
| Nomenclatura binomiale | ||
| Pongo pygmaeus Linnaeus, 1760 |
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L'Orango del Borneo (Pongo pygmaeus, Linnaeus 1760) è una scimmia ominide, endemica del Borneo.
Indice |
[modifica] Descrizione
I maschi hanno guance carnose e larghe con cui impressionano i rivali e le femmine. Hanno il pelo rossastro molto lungo sulle spalle, che forma una specie di mantello impermeabile. I cuccioli alla nascita sono molto piccoli ma riescono subito ad arrampicarsi al pelo della madre. Hanno gambe corti e deboli, le quali non riescono a sostenere a lungo il corpo in posizione eretta. Le mani hanno quattro dita molto lunghe e un pollice opponibile che consente all'orango di salire sugli alberi e di prendere il cibo. Hanno braccia molto lunghe e forti che usano per passare da un albero all'altro. Hanno piedi larghi e piatti con dita lunghissime; l'alluce è opponibile e permette una presa solidissima.
[modifica] Abitudini
Nel loro habitat naturale gli oranghi trascorrono la maggior parte della vita sugli alberi,perché le loro zampe non sono adatte per camminare sul terreno.
L'orango è un animale capace di relazionare molto bene con l'uomo. Riesce ad apprendere dal comportamento dell'uomo ed è in grado di compiere azioni simili ad esso (piantare chiodi, tagliare un pezzo di legno con la sega...), anche solo osservandolo.
[modifica] Alimentazione
L'orango è un grande mangiatore di frutta. Il 60% della dieta è basato sulla frutta selvatica: litchi, frutti del rambutan, dell'albero del pane, manghi e il suo frutto preferito, il durian. Tuttavia, l'elemento più importante nella dieta dell'orango sono i fichi soprattutto perché nascono in diversi periodi dell'anno.
Spesso si pensa erroneamente che nelle foreste tropicali il cibo, ad esempio frutta e fiori, sia facilmente reperibile. In realtà, questo cibo è distribuito in vari punti della foresta e se ne trova in abbondanza soltanto per vari periodi. Il comportamento e il metabolismo dell'orango si sono adattati a questa situazione. I piccoli apprendono dalla madre a selezionare gli alberi da frutto e sono capaci di ricordare i periodi in cui fruttificano. Quando l'orango trova frutti maturi, ne mangia fino a riempirsi per poi partire in cerca di un'altra fonte di cibo. Spesso capita che debba dividere un albero con i suoi simili o con altre scimmie e uccelli: si tratta di uno dei rari momenti in cui più oranghi si ritrovano nella stessa zona.
In mancanza di frutta l'orango mangia anche foglie, corteccia, bacche, noci, germogli e in casi eccezionali, insetti, vermi, piccoli vertebrati e uova d'uccello.
[modifica] Riproduzione
| maturità sessuale | per le femmine in genere 7 anni; il maschio tra i 13 e i 15 anni |
| riproduzione | per tutto l'anno |
| periodo di gestazione | circa 275 giorni |
| numero cuccioli | 1 |
| pausa tra le nascite | 3-4 anni, a volte anche di più |
| vita media | 35-45 anni |
[modifica] Diffusione e habitat
[modifica] Conservazione
La caccia a questo animale è vietata, dato che questa specie è a rischio di estinzione.
Nel Borneo esiste un centro per la tutela di questi animali. La mascotte di questo centro, già dalla fine degli anni '70 è un orango femmina. Le sono stati insegnati più di trenta segni dell'alfabeto per le persone non udenti ed in tal modo riesce a interloquire con gli esseri umani.
In questo centro arrivano molti piccoli d'orango, spesso orfani, perché vengono uccise loro le madri per impossessarsi dei piccoli. Le donne-collaboratrici di questo centro fungono da madre a questi cuccioli. Controllando la dentatura ed esaminando pelo e sangue (Dna),i veterinari riescono a risalire all'età dell'animale. Gli oranghi rimangono 7/8 anni con la madre e spesso se le madri hanno altri cuccioli che allattano, diventano gelosi. Dopo essere stati curati e cresciuti gli oranghi vengono liberati in un parco naturale. Sotto la pelle gli viene inserito un microchip, in modo da poter riconoscere ogni individuo.
In Italia, è severamente vietato dalla legge tenere un orango nella propria abitazione.
[modifica] Bibliografia
- Ancrenaz, M., Marshall, A., Goossens, B., van Schaik, C., Sugardjito, J., Gumal, M. & Wich, S. 2007. Pongo pygmaeus. In: 2008 IUCN Red List of Threatened Species. IUCN 2008.
- Groves C. Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference. 3a edizione, Johns Hopkins University Press, 2005. ISBN 0801882214
[modifica] Altri progetti
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