Eulemur macaco

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Lemure macaco
Black Lemurs.JPG
Stato di conservazione
Status iucn3.1 VU it.svg
Vulnerabile
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Superordine Euarchontoglires
(clade) Euarchonta
Ordine Primates
Sottordine Strepsirrhini
Infraordine Lemuriformes
Superfamiglia Lemuroidea
Famiglia Lemuridae
Genere Eulemur
Specie E. macaco
Nomenclatura binomiale
Eulemur macaco
Linnaeus, 1766
Sinonimi

Eulemur macaco

Il lemure macaco (Eulemur macaco Linnaeus, 1766), detto anche maki macaco o maki nero, è un lemure endemico del Madagascar[1].

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

Con due sottospecie (E. macaco macaco ed E. macaco flavifrons) questi animali sono diffusi nella regione nord-occidentale del Madagascar e sulle prospicienti isole di Nosy Be e Nosy Komba: sull'isola principale, l'areale delle due sottospecie è separato dal fiume Andranomalaza, con la sottospecie E. m. flavifrons a sud e la sottospecie E. m. macaco a nord.

Vive principalmente nella foresta pluviale, sia primaria (ossia ancora intatta) che secondaria (foresta ricresciuta a seguito di un taglio); con l'antropizzazione crescente del suo areale, la specie si è adattata a vivere anche nelle piantagioni e nei giardini pubblici.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Dimorfismo sessuale: femmina (in alto) e maschio (in basso)

Dimensioni[modifica | modifica sorgente]

Si tratta di animali della taglia di un gatto domestico: il corpo è lungo 50–54 cm e la coda ne misura altrettanti, per un peso che raggiunge i 2,5 kg.

Aspetto[modifica | modifica sorgente]

È presente un dimorfismo sessuale assai accentuato, sotto forma di dicromatismo: i maschi hanno il pelo nero, talvolta picchettato di rossiccio sugli arti e sul tronco, mentre le femmine hanno un manto bruno-rossiccio con sfumature color porpora sul dorso, mentre la zona ventrale del corpo è biancastra. Ambo i sessi possiedono una "barba" a collana, che nel maschio è nera, mentre nella femmina è bianco crema.

Comportamento[modifica | modifica sorgente]

Si tratta di animali sociali, che vivono in gruppi che vanno da 7-15 individui, solitamente imparentati fra loro: i maschi sono solitamente in numero maggiore rispetto alle femmine, che dal canto loro hanno posizione di dominanza, che si manifesta ad esempio nella scelta dei giacigli migliori per riposare o nell'ordine in cui gli animali raggiungono una fonte di cibo. I membri del gruppo comunicano fra loro tramite segnali odorosi e sonori e (seppur limitate) espressioni facciali: molto importante per allacciare o rinforzare relazioni sociali è l'attività di grooming, ossia l'attività di pulizia reciproca, per espletare la quale questi animali hanno sviluppato una conformazione particolare degli incisivi inferiori ed un'apposita unghia sulle zampe posteriori.

Sono animali principalmente arboricoli, che si muovono fra i rami più alti saltando e correndo. In caso di pericolo improvviso dal quale non può mettersi in salvo fuggendo, il maki macaco si finge morto e si lascia cadere dal ramo su cui si trova, salvo poi afferrarsi ad altri rami più in basso e sparire nel sottobosco.

Alimentazione[modifica | modifica sorgente]

Durante la stagione delle piogge, questi animali hanno un regime alimentare prevalentemente frugivoro, anche se sono stati avvistati esemplari nutrirsi di funghi ed occasionalmente millepiedi. Durante la stagione secca, invece, la dieta include principalmente nettare, foglie e semi.

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

La riproduzione di questi lemuri è un meccanismo ancora non approfonditamente studiato: negli zoo, infatti, si tende ad ospitare un'unica coppia di questi animali, mentre in natura, vivendo essi in gruppo, le femmine scelgono il proprio partner a piacimento. Ne consegue che (similmente alle specie di cappuccino) coppie assortite a caso si riprodurranno solo eccezionalmente in cattività.

La stagione degli amori va da giugno a luglio: la gestazione dura circa 4 mesi, in modo che i cuccioli (solitamente uno, ma non è infrequente imbattersi in femmine con due gemelli) nascano fra ottobre e dicembre, ossia nella primavera australe, quando c'è maggior disponibilità di cibo.

I cuccioli nascono di colore scuro e solo verso i sei mesi d'età raggiungono il colore specifico per il sesso: nelle prime tre settimane di vita si tengono saldamente attaccati al ventre materno, mentre in seguito si spostano sul dorso e ben presto cominciano i primi tentativi di seguire la madre autonomamente. La femmina si occupa delle attività di grooming, della difesa e della socializzazione dei propri piccoli: non è chiaro invece il ruolo del maschio nelle cure parentali, sebbene in cattività sono stati registrati vari episodi di infanticidio. Lo svezzamento viene completato attorno ai sei mesi d'età: a due anni i giovani sono maturi sessualmente, ma in genere passa almeno un anno prima che comincino ad accoppiarsi.

Speranza di vita[modifica | modifica sorgente]

In cattività, i maki macaco vivono facilmente oltre i 30 anni: il record di longevità di questa specie è di 36 anni e mezzo. Si pensa perciò che in natura la speranza di vita di questi animali sia di circa 25 anni.

Conservazione[modifica | modifica sorgente]

La IUCN red list classifica questa specie come vulnerabile[2]. La sottospecie E. m. flavifrons è considerata invece in pericolo di estinzione (Endangered)[3].

Nella cultura di massa[modifica | modifica sorgente]

In tutto il suo areale, il maki macaco è considerato portatore di cattive nuove ed è in generale un tabù ucciderne uno: sull'isola di Nosy Komba è considerato un messaggero dell'oltretomba ed ucciderne uno vuol dire attirare l'ira delle anime dei defunti sul villaggio dell'uccisore.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Colin Groves, Eulemur macaco in D.E. Wilson e D.M. Reeder (a cura di), Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, 3ª ed., Johns Hopkins University Press, 2005, ISBN 0-8018-8221-4.
  2. ^ (EN) Andrainarivo, C. et al. 2008, Eulemur macaco in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.2, IUCN, 2014.
  3. ^ (EN) Andrainarivo, C. et al. 2008, Eulemur macaco ssp. flavifrons in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.2, IUCN, 2014.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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