Ernesto Nathan

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Ernesto Nathan
Ernesto Nathan.jpg

Sindaco di Roma
Durata mandato 25 novembre 1907 –
novembre 1911
Predecessore Cesare Salvarezza
Successore Ernesto Nathan
Ernesto Nathan

Sindaco di Roma
Durata mandato novembre 1911 –
dicembre 1913
Predecessore Ernesto Nathan
Successore Fausto Aphel

Ernesto Nathan (Londra, 5 ottobre 1845Roma, 9 aprile 1921) è stato un politico italiano, sindaco di Roma dal novembre 1907 al dicembre 1913.

Ebreo di origini anglo-italiane, cosmopolita, repubblicano-mazziniano, massone dal 1887, laico e anticlericale[1], Ernesto Nathan fu il primo sindaco di Roma estraneo alla classe di proprietari terrieri (nobili e non) che aveva governato la città fino al 1907[2]. Ricoprì la carica di gran maestro del Grande Oriente d'Italia dal 1896 al 1904 e dal 1917 al 1919[3].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Gioventù e prime esperienze politiche[modifica | modifica wikitesto]

Nathan nacque a Londra il 5 ottobre 1845 dalla pesarese Sara Levi Nathan (1819-1882) e da Moses Meyer Nathan, agente di cambio tedesco naturalizzato inglese, che morì il 4 agosto 1859, quando il ragazzo non aveva neanche quattordici anni. Entrambi i genitori avevano origini ebraiche. La madre fu una fervente mazziniana e si spese in azioni di sostegno finanziario per la causa risorgimentale, oltre che in missioni diplomatiche e di raccordo tra le varie organizzazioni del movimento patriottico. Gli studiosi sono concordi nell'ammettere che abbia avuto con il patriota genovese una relazione amorosa[4], e qualcuno ha anche sostenuto che Ernesto fosse figlio naturale di Mazzini, un'ipotesi che tuttavia gode di scarso credito.[5]

In Italia fin dal 1859, visse l'adolescenza e la prima giovinezza tra Firenze, Lugano, Milano e la Sardegna, dove fu inviato ad amministrare un cotonificio che però fallì. L'influenza di Mazzini e di Aurelio Saffi, amici di famiglia dai tempi londinesi, incise fortemente nella sua formazione e sul suo orientamento culturale e politico.

Nel 1867 sposò Virginia Mieli.

Giunse a Roma a 25 anni, nel 1870, per lavorare come amministratore al mazziniano “La Roma del Popolo”, così presto si dedicò alla politica, con impronta convintamente laica e anticlericale. Dal 1879 aderì al partito dell'estrema sinistra storica[6], nello schieramento di Felice Cavallotti.

Alla morte della madre, avvenuta a Londra il 19 febbraio 1882, le carte di Mazzini e l'onere della loro pubblicazione, in mano a Sara Levi Nathan negli anni precedenti, passarono a Ernesto, che ebbe il compito di raccoglierne a tutti gli effetti l'eredità politica. Nathan proseguì le battaglie in cui si era impegnata la madre negli ultimi anni di vita, tra cui quella per l'abolizione della prostituzione legalizzata.[7] Nel 1888 ottenne la cittadinanza italiana onoraria dalla città natale di Sara, Pesaro, dove ricoprì la carica di consigliere provinciale dal 1889 al 1895.

Fu iniziato alla Massoneria nel 1887; nel 1893 fu affiliato maestro presso la loggia Propaganda massonica di Roma e, nel 1896 divenne gran maestro del Grande Oriente d'Italia[8], succedendo ad Adriano Lemmi e rimanendo in carica fino al 1903.

Nel 1889 fu tra i fondatori della Società Dante Alighieri.

Nell'aprile 1898 Nathan fu eletto consigliere al comune di Roma e più tardi nominato assessore all'economato e ai beni culturali, un incarico amministrativo di grande rilievo mentre la capitale subiva una tumultuosa crescita edilizia e demografica. All'arrivo dei Savoia, nel 1871, Roma contava appena 226 000 abitanti che, trent'anni dopo, nel 1900, sarebbero raddoppiati. Le frenetiche attività edificatorie, sia per la realizzazione di grandi edifici pubblici e l'apertura di nuova viabilità, sia per la creazione di nuovi quartieri residenziali tenevano troppo spesso in scarso se non alcun conto l'affiorare, ad ogni scavo di fondazioni nei nuovi edifici e delle nuove strade, dei resti dell'immenso patrimonio archeologico cittadino.

Fu in questo clima, acutamente descritto dall'ingegnere e archeologo Rodolfo Lanciani, che Nathan, che era a capo del "Blocco popolare", venne eletto sindaco nel 1907.

Sindaco di Roma (1907-1913)[modifica | modifica wikitesto]

ERNESTO NATHAN (1845 - 1921) SINDACO DI ROMA IN QUESTA CASA VISSE E MORÌ + S·P·Q·R·1994
Targa dedicata a Ernesto Nathan, sulla casa in cui visse, in via Torino a Roma[9]

Fu eletto sindaco nel 1907 e confermato nel novembre del 1911, rimanendo in carica fino al 1913. La sua amministrazione fu improntata a un forte senso dell'etica pubblica, di dichiarata ispirazione mazziniana, nella versione municipalistica di Aurelio Saffi, che Nathan stesso aveva tenuto a commemorare nel secondo anniversario della morte, nel 1892, a Forlì, città sede del Circolo Giuseppe Mazzini di cui lo stesso Saffi era stato presidente.

Ebbe come baricentro principalmente due questioni: lo sforzo di governare la gigantesca speculazione edilizia che si era avviata con il trasferimento della capitale a Roma, e un vasto piano d'istruzione per l'infanzia e il sostegno alla formazione professionale, pensati e realizzati in chiave assolutamente laica. Nathan era infatti motivato dalla forte convinzione dell'importanza della laicità delle istituzioni pubbliche, e di un apparato educativo laico, in un periodo storico nel quale a Roma il sistema scolastico era in mano alle strutture cattoliche.

Nel 1909 fu approvato il primo piano regolatore della città, che definì le aree da urbanizzare fuori le mura, tenendo conto del fatto che il 55% delle aree edificabili era in mano a soli otto grandi proprietari. Sempre nel 1909, dopo aver difeso questo obiettivo per molti anni dall'opposizione degli speculatori, promosse la municipalizzazione del servizio tranviario e dell'energia elettrica.

Si avviò anche una politica di opere pubbliche. Come si legge nel sito del comune di Roma [1], “Il cinquantenario dell'Unità d'Italia, nel 1911, fu l'occasione per Roma di avviare un programma urbanistico rinnovatore. Ernesto Nathan, sindaco in quegli anni, sfrutta tutti i finanziamenti possibili per realizzare edifici e opere che diventano i simboli di Roma capitale del regno. Sono inaugurati in quell'anno il Vittoriano, il Palazzo di Giustizia - che i romani battezzano subito il "palazzaccio" -, la passeggiata archeologica (un grande comprensorio di verde pubblico, oltre 40.000 metri quadrati tra l'Aventino e il Celio) e lo stadio Nazionale, l'attuale Flaminio, il primo impianto moderno per manifestazioni sportive.

Durante l'amministrazione Nathan furono inoltre aperti circa 150 asili comunali per l'infanzia, che fornivano anche la refezione. Un numero più che rispettabile, se si pensa che Roma ha, oggi, non più di 288 scuole materne comunali.

È probabilmente anche il più anziano tenente ad aver prestato servizio nell'esercito italiano: fu infatti con questo grado che Nathan si arruolò volontario nel 1915, a 70 anni, combattendo sul Col di Lana[10].[senza fonte]

Un aneddoto ormai famoso narra che, neoeletto sindaco, a Nathan venne sottoposto il bilancio del comune per la firma. Nathan lo esaminò attentamente e, quando lesse la voce "frattaglie per gatti", chiese spiegazioni al funzionario che gli aveva portato il documento. Egli rispose che si trattava di fondi per il mantenimento di una nutrita colonia felina che serviva a difendere dai topi i documenti custoditi negli uffici e negli archivi capitolini. Nathan prese la penna e cancellò la voce dal bilancio, spiegando al suo esterrefatto interlocutore che d'allora in avanti i gatti del Campidoglio avrebbero dovuto sfamarsi con i roditori che avevano lo scopo di catturare e, che nel caso di topi non avessero più trovati, sarebbe venuto a cessare anche lo scopo della loro presenza. Da questo episodio deriverebbe il detto romanesco Nun c'è trippa pe' gatti.

tomba di Ernesto Nathan al Cimitero del Verano di Roma

Gli ultimi anni[modifica | modifica wikitesto]

Tornò a ricoprire la carica di Gran maestro del Grande Oriente d'Italia dal 1917 al 1919. Morì nel 1921, a 76 anni. La salma fu tumulata nel Cimitero del Verano.

Scritti[modifica | modifica wikitesto]

  • Intorno all'epistolario mazziniano, in "Rivista d'Italia", XIX (1916), 12, p. 841-850.
  • Le diobolaire e lo stato. Quadro di costumi regolamentari, Roma, Forzani, 1887.
  • Commemorazione del natalizio di Giuseppe Mazzini, 22 giugno 1890. Discorso, Urbino, Tip. Righi, 1890.
  • Discorso di Ernesto Nathan pronunciato nel teatro Rossini di Pesaro il 16 novembre 1890, Pesaro, Stab. Annesio Nobili, 1891 (Pubblicazione del Comitato radicale provinciale per le elezioni politiche).
  • X aprile 1892. Discorso commemorativo pronunciato da Ernesto Nathan nel Teatro Comunale di Forli nella ricorrenza del II anniversario della morte di Aurelio Saffi, Forli, Tip. Lit. Democratica, 1892 (Pubblicazione del Circolo Giuseppe Mazzini, Forli).
  • Discorso pronunciato nel Teatro Rossini di Pesaro il 23 ottobre 1892, Pesaro, Stab. Tip. Annesio Nobili, 1892.
  • La societa Dante Allighieri [sic]. Conferenza tenuta in Viterbo il Giorno 29 maggio 1892 (Comitato viterbese della societa Dante allighieri), Viterbo, Tip. Soc. Agnesotti e C., 1894.
  • Il dovere presente per Ernesto Nathan, Edizione 2. ed. con pref., Roma, Commissione editrice degli scritti di Giuseppe Mazzini, 1895 (Tip. Federico Ricci).
  • Il compito massonico. Discorso inaugurale del Gran maestro Ernesto Nathan alla Conferenza massonica nazionale di Torino, 20 settembre 1898, Roma, Stab. Tip. Giuseppe Civelli, 1898.
  • L' opera massonica nel triennio 1896-99. Relazione del gran maestro Ernesto Nathan. 20 settembre 1899, Roma, Stab. tip. Civelli, 1899.
  • Due lettere del Gran Maestro E. Nathan e del Sov. Gran Commendatore A. Lemmi. Discorso del Fratello Oratore Ernesto Orrei inaugurandosi il nuovo tempio delle RR. LL. Rienzi ed Universo, Roma, Stab. Civelli, 1900.
  • La massoneria: sua azione, suoi fini. Conferenza del Gran maestro E. Nathan, Roma, Stabilimento tipografico Civelli, 1901 (Tenuta all'inaugurazione della sede massonica in Roma 21 aprile 1901).
  • Roma e il 20 settembre. Conferenza di Ernesto Nathan, Roma, Stab. Tip. Civelli, 1902.
  • Il bivio, Roma, Nuova Antologia, 1904.
  • Vent'anni di vita italiana attraverso all'"Annuario". Note e commenti, Roma Torino, Roux e Viarengo, 1904.
  • Pel centenario di Giuseppe Mazzini. Discorso di Ernesto Nathan tenuto il 22 giugno 1905 nell'Aula magna del Collegio Romano, Roma Torino, Roux e Viarengo, 1905.
  • La morale nell'insegnamento pubblico, Roma, Nuova antologia, 1907.
  • La morale nella conquista della ricchezza: prolusione al corso di etica professionale nel R. Istituto di studi commerciali di Roma, Torino Roma, Societa Tipografico-Editrice Nazionale, 1907.
  • Per il centenario della nascita di Giuseppe Garibaldi. Commemorazione massonica di Ernesto Nathan tenuta al Teatro Adriano il 3 luglio 1907, Roma, F. Centenari & C., 1907.
  • Roma papale a Roma italiana. Discorso commemorativo del 20 settembre 1910, Roma, Tip. F. Centenari, 1910.
  • Giuseppe Mazzini. Discorso pronunziato in Campidoglio il 10 marzo 1911, S.l., s.n., 1911 (ma: Roma, Tipografia editrice nazionale).
  • Vittorio Emanuele 2. : discorso pronunziato in Campidoglio il 4 giugno 1911, S.l., s.n., stampa 1911 (ma: Roma, tip. Editrice nazionale).
  • Del Congresso e della pace, Roma, Direzione della Nuova Antologia, 1916.
  • Intorno all'Epistolario mazziniano, Roma, Tip. Unione Ed., 1916.
  • Relazione del R. Commissario generale italiano per la Esposizione Internazionale panama Pacifico, di s. Francisco, a s. E. Il Ministro di agricoltura, Industria e commercio sen. Giannetto Cavasola, Roma, Tip. Nazionale, di G. Bertero e C., 1916.
  • La terza Roma, Roma, Nuova antologia, 1916.
  • Il dovere presente : discorso pronunciato al Teatro Costanzi in Roma il 4 marzo 1917, Roma, Tip. Nazionale, Bertero, 1917.
  • Giuseppe Mazzini : Conferenza al Teatro Carlo Felice di Genova il 26 marzo 1917, Genova, Libr. Ed. Moderna, 1917 (Tip. Sociale).
  • La massoneria, la guerra e i loro fini : discorso tenuto al teatro Costanzi di Roma il 21 aprile 1918, Milano, Società Editrice Dante Alighieri, 1918.
  • L'insidioso contagio delle parole: il bolscevismo, Roma, Nuova Antologia, 1919.
  • La terza Italia: quale fu, e, e sarà, Firenze, R. Bemporad, 1919.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fulvio Conti, Nathan, Ernesto, in «Dizionario Biografico degli Italiani», vol. 77, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, Roma 2012.
  2. ^ A. Ascenzi - M. Di Felice - R. Tumino (a cura di), Santa giovinezza! Lettere di Luigi Bertelli e dei suoi corrispondenti (1883-1920), Alfabetica, Macerata 2008, p. 90, n. 2.
  3. ^ Fulvio Conti, op. cit.
  4. ^ C. Valentini, La banchiera della rivoluzione. Sara Levi Nathan, in AA. VV., Donne del Risorgimento, Bologna, il Mulino, 2011, p. 143
  5. ^ Riporta la diceria E. Luzzatto, La mummia della Repubblica. Storia di Mazzini imbalsamato, Milano, Rizzoli, 2001, p. 10
  6. ^ Alessandro Galante Garrone, I radicali in Italia (1849-1925), Garzanti, Milano, 1973, pag. 215
  7. ^ C. Valentini, cit., pp. 156 e 243
  8. ^ Vittorio Gnocchini, L'Italia dei liberi muratori, Erasmo editore, Roma,2005, pag. 195
  9. ^ Il testo della targa: ERNESTO NATHAN ˑ (1845 - 1921) ˑ SINDACO DI ROMA ˑ IN QUESTA CASA ˑ VISSE E MORÌ ˑ + S·P·Q·R·1994
  10. ^ La circostanza dell'impegno nella Grande Guerra è attestata in Nadia Ciani, Da Mazzini al Campidoglio. Vita di Ernesto Nathan, Ediesse, Roma 2007, p. 272, secondo cui si arruolò nell'81 reggimento di fanteria come ufficiale di collegamento con le truppe britanniche operando sul fronte dolomitico, ma fu poi costretto a rinunciare per le condizioni di salute.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Nadia Ciani. Da Mazzini al Campidoglio. Vita di Ernesto Nathan. Roma, Ediesse, 2007
  • Maria Immacolata Macioti. Ernesto Nathan il sindaco che cambiò il volto di Roma : attualità di un'esperienza. Roma, Newton, 1995
  • Maria Immacolata Macioti. Ernesto Nathan: un sindaco che non ha fatto scuola. Roma, Ianua, 1983. ISBN 88-7074-023-4
  • Ernesto Nathan. Scritti politici di Ernesto Nathan (a cura di Anna Maria Isastia). Foggia, Bastogi, 1998. ISBN 88-8185-158-X
  • Romano Ugolini. Ernesto Nathan tra idealità e pragmatismo. Roma, Edizioni dell'Ateneo, 2003. ISBN 88-8476-013-5
  • Alessandro Levi. Ricordi della vita e dei tempi di Ernesto Nathan. Lucca, Maria Pacini Fazzi, 2006. ISBN 88-7246-746-2

Per Ernesto Nathan Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia:

  • Anna Maria Isastia, Ernesto Nathan, il pensiero e la figura a 150 anni dalla nascita, Perugia, 1998;
  • Anna Maria Isastia, L'eredità di Nathan, Guido Laj prosindaco di Roma, Roma, 2004;
  • Anna Maria Isastia, Nathan Ernesto, voce nella Encyclopédie de la Franc-Maçonnerie, Parigi, 2000;
  • Aldo A. Mola, Storia della Massoneria italiana dalle origini ai nostri giorni, Bompiani, Milano, 1992;
  • Enrico Simoni, Bibliografia della Massoneria in Italia, in 5 volumi, Bastogi, Foggia, 1992-1993-1998-2006-2010

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Sindaco di Roma Successore Roma-Stemma.png
Cesare Salvarezza novembre 1907 - novembre 1911 Ernesto Nathan I
Ernesto Nathan novembre 1911 - dicembre 1913 Fausto Aphel II


Predecessore Gran maestro del Grande Oriente d'Italia Successore Square compasses.svg
Adriano Lemmi 1º giugno 1896 - 14 febbraio 1904 Ettore Ferrari I
Ettore Ferrari 25 novembre 1917 - 22 giugno 1919 Domizio Torrigiani II

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