Battaglia di Nikolaevka
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| Battaglia di Nikolaevka | |||||||
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| Parte seconda guerra mondiale | |||||||
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| Schieramenti | |||||||
| Comandanti | |||||||
| Giulio Martinat Luigi Reverberi |
Fyodor Isodorovich Kuznetsov Dmitri Lelyushenko |
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| Effettivi | |||||||
| 40.000 uomini | sconosciuti | ||||||
| Perdite | |||||||
| 30.000 tra morti, feriti, catturati e dispersi | sconosciute | ||||||
La battaglia di Nikolaevka (la grafia Nikolajewka, che si trova spesso nei testi, deriva dalla traslitterazione tedesca della lingua russa), combattuta il 26 gennaio 1943, fu uno degli scontri più importanti durante il caotico ripiegamento delle forze dell'Asse nella parte meridionale del fronte orientale durante la seconda guerra mondiale, a seguito del fallimento dell'offensiva verso il Caucaso.
Le forze italo-tedesche, provate, oltre che dai combattimenti, dal gelido inverno russo, si ritrovano ad affrontare alcuni reparti dell'Armata Rossa, asserragliatisi nel villaggio di Nikolaevka per impedire all'ARMIR e alla Wehrmacht la fuga dalla grande sacca del Don: nel corso dei mesi precedenti, a seguito dell'aggiramento della sesta armata tedesca a Stalingrado le armate russe erano riuscite a tagliar fuori le truppe germaniche in ritirata dal Caucaso, dove l'offensiva sul Tarek si era conclusa con un fallimento.
Indice |
[modifica] Storia
Già dalle prime ore del mattino, la colonna formata dalle truppe italiane in ritirata, cui sono aggregati diversi reparti delle altre potenze dell'asse, venne fatta oggetto di un bombardamento da parte di quattro aerei dell'Armata Rossa.
Alla Tridentina, unica delle divisioni italiane ancora in grado di combattere fu assegnato il compito di iniziare l'assalto al villaggio. Particolarmente significativi durante questo attacco sono le azioni dei battaglioni Vestone, Verona, Valchiese e Tirano. Malgrado lo sbando che delle truppe in ritirata dovrebbero avere, gli italiani riescono a sostenere l'attacco contro un nemico maggiormente dotato di armi pesanti ed artiglieria.
In serata si uniscono alle forze all'attacco i battaglioni Battaglione Alpini Edolo e Valcamonica e gli uomini della Tridentina, guidati dal generale Luigi Reverberi, riuscendo ad aprire un varco fra le linee russe grazie all'impiego dell'unico carro armato tedesco ancora utilizzabile ed alla disperata lotta per sfuggire all'accerchiamento nemico.
Dalla motivazione della medaglia d'oro al valor militare conferita a Luigi Reverberi per il suo comportamento in questa battaglia si legge:
- Alla testa di un manipolo di animosi, balza su un carro armato e si lancia leoninamente, nella furia della rabbiosa reazione nemica, sull'ostacolo, incitando con la voce e il gesto la colonna che, elettrizzata dall'esempio eroico, lo segue entusiasticamente a valanga coronando con una fulgida vittoria il successo della giornata ed il felice compimento del movimento.Esempio luminoso di generosa offerta, eletta coscienza di capo, eroico valore di soldato.
Le perdite italiane sono altissime, nonostante ciò la battaglia rappresenta un successo strategico poichè le truppe dell'asse riescono a raggiungere Shebekino il 31 gennaio 1943, località al di fuori della "tenaglia" russa.
[modifica] Onorificenze
[modifica] Tributi alla memoria
Fra gli alpini che hanno preso parte a questa battaglia, si ricordano Giulio Bedeschi, don Carlo Gnocchi, Mario Rigoni Stern, e Nuto Revelli.
Rigoni Stern scrisse di quest'episodio nel suo romanzo Il sergente nella neve, che nel 2007 fu riadattato teatralmente (Il sergente) da Marco Paolini. In Ritorno sul Don, Rigoni Stern torna a visitare quei luoghi dopo circa trent'anni dalla prima volta in cui li aveva visti.
A perenne memoria, ogni anno tra gennaio e febbraio, in numerose città hanno luogo delle commemorazioni della battaglia organizzate da gruppi e sezioni dell'Associazione Nazionale Alpini. Tra queste cerimonie, la più importante a livello nazionale ha luogo a fine gennaio a Brescia.
Nel ricordo di Nikolaevka troviamo, fra le più note canzoni alpine, "Le voci di Nikolajewka" e una bellissima canzone del Cantautore veneto Massimo Priviero, intitolata Nikolaevka, è da segnalare anche il brano: La strada del Davai, ideale continuazione del brano precedente.
Nel 2008 l'etichetta discografica italiana Palace of Worms ha pubblicato una compilation martial industrial/neofolk in memoria dei 65 anni dalla battaglia.
[modifica] Nikolaevka oggi
Oggi Nikolaevka non esiste più, essendo stata assorbita dal comune di Livenka.
[modifica] Bibliografia
- Giulio Bedeschi. centomila gavette di ghiaccio. Milano, Ed Mursia, 1967
- Carlo Chiavazza. Scritto sulla neve. Bologna, Ed Ponte Nuovo, 1974.
- Egisto Corradi. La ritirata di Russia. Milano, Ed. Longanesi & C., 1964.
- Fidia Gambetti. I morti e i vivi dell’ARMIR. Milano, Ed. Milano-sera, 1948.
- Riccardo Posani (curatore). Storia illustrata della seconda guerra mondiale. Vol. V - *1942/43 la svolta della guerra. Firenze, Ed. Sansoni, 1969.
- Nuto Revelli. La guerra dei poveri. Torino, Ed. Einaudi, 1962.
- Mario Rigoni Stern, Il sergente nella neve, Einaudi, ISBN 880617732X, 328 pp.
- Giorgio Rochat, Le guerre italiane 1935-1943. Dall'impero di Etiopia alla disfatta, Einaudi, 2005, ISBN 8806161180 392pag
- Lamberti Sorrentino. Isba e steppa. Milano, Ed. Mondadori, 1947.
- Ottobono Terzi. Varvàrovka alzo zero. Milano, Ed. Longanesi & C., 1974.
- Cesco Tomaselli. Battaglia sul Don. Milano-Roma, Ed. Rizzoli, 1943.
- Autori vari. La campagna di Russia. Milano, Ed. Mondadori, 1975
- Giovanni Battista Stucchi. "Tornim a Baita - dalla campagna di Russia alla Repubblica dell'Ossola". Milano, Ed. Vangelista, 1983.

