Attentato al Pentagono dell'11 settembre 2001

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Il Pentagono
Il Pentagono

Per attentato al Pentagono dell'11 settembre 2001 si intendo lo schianto di aerei, poco meno di un'ora dopo l'attacco al World Trade Center, sull'edificio amministrativo statunitense. La versione ufficiale afferma che a colpire il Pentagono sia stato il terzo aeroplano dirottato. Del Pentagono venne colpita un'ala (prospiciente la pista d'atterraggio per elicotteri) che era da tempo sottoposta ad estesi lavori di ristrutturazione. Tali lavori comprendevano la messa in opera di pareti e strutture di cemento armato rinforzato e finestre blindate a prova di bomba. Per via dei lavori in corso, l'ala interessata dall'attacco (posta dal lato opposto rispetto a quella che ospita gli uffici degli alti vertici militari e del ministro della Difesa) era in quel momento semi-vuota, essendo la gran parte del personale trasferito altrove durante le opere di ristrutturazione. Questa circostanza ha limitato il numero delle vittime dell'attentato che erano nel Pentagono, in gran parte contabili sia civili che militari.

Indice

[modifica] Lo svolgimento della tragedia

  • 9.45: il Pentagono è colpito.
  • 10.28: "si diffonde la voce di un'autobomba esplosa davanti al dipartimento di Stato a Washington che provoca un incendio. [1]
  • alle 10.32 l'«ABC News» parla del dirottamento del volo di linea ma non dice nulla circa il suo ritorno a Washington in coincidenza con l'attacco terroristico;
  • poco dopo la Fox TV, diramando la notizia dell'attentato, parla di un apparecchio dell'US Air Force (“Minute by Minute with the Broadcast News”);
  • 11.36: "un funzionario del dipartimento di Stato smentisce che una autobomba sia esplosa davanti alla sede del ministero.[2]

L'attribuzione ufficiale dell'attacco al volo civile AA 77 non è stata immediata. Le uniche dichiarazioni ufficiali sulla natura dell'apparecchio utilizzato nell'attentato appartengono a fonti militari del Pentagono stesso, e ancora oggi non sono suffragate da alcun documento probatorio. La fonte stessa dell'informazione, come dichiarato dal “Los Angeles Times”, fu un ufficiale che parlò a condizione di rimanere anonimo. [3].

[modifica] Testimonianze

Fumo sul Pentagono dopo lo schianto
Fumo sul Pentagono dopo lo schianto

Alcuni opinionisti - come Griffin o Meyssan - che hanno trattato dell'attentato al Pentagono assegnano maggiore importanza ad alcune presunte prime testimonianze, ritenute fondamentali in quanto supposte scevre da influenze mediatiche:

  • Danielle O'Brien, controllore di volo dell'aeroporto di Dulles: «Per la velocità, la manovrabilità, il modo in cui ha eseguito la virata, ognuno di noi nella sala radar, tutti controllori di volo esperti, pensava si trattasse di un aereo militare»;
  • testimone oculare, abitante al 14° piano di un edificio di Pentagon City: «sembrava poter trasportare otto-dodici persone (…) faceva il rumore stridente di un caccia»;
  • Lon Rains, direttore di “Space News”: «ero convinto che fosse un missile. È arrivato così veloce che non sembrava davvero un aeroplano»; [4].

In seguito, secondo alcune fonti, "almeno 100 testimoni oculari, ascoltati con nome e cognome, racconteranno di avere visto il Boeing con la livrea argentea della American Airlines scendere dalle colline, abbassarsi sopra l'autostrada 395 che affianca il Pentagono, colpire alcuni pali della luce prima di finire contro il fianco della fortezza."
[5]

Altri autori, come Paolo Attivissimo, sottolineano come le testimonianze in realtà siano state assai più numerose [6] corredata da link alle testate online che contengono le testimonianze in questione, che ne ha raccolte diverse centinaia). Tuttavia molte di esse sembrano tra loro assai discordanti. Secondo delle altre fonti infatti molti testimoni riferirono che a colpire il Pentagono sarebbe stato un aeroplano di grandi dimensioni (compatibile quindi con un aereo di linea) ma secondo altri sarebbe stato un missile, mentre altri ancora riferirono di aver udito e avvertito ("felt") esplosioni riconducibili allo scoppio di una bomba. E non manca chi parla di un aeroplano di linea seguito da vicino da un C-130[7].

Sostenitori delle diverse ipotesi di complotto hanno visto in queste discordanze una prova della lacunosità e delle incongruenze della versione ufficiale; secondo molti scettici si tratterebbe invece di normali divergenze che possono verificarsi nell'osservazione di un fenomeno.

[modifica] I video dello schianto

In seguito all'attentato il Pentagono rilasciò alcune immagini dell'esplosione catturate da una telecamera di sicurezza dell'edificio; tuttavia nelle immagini è visibile chiaramente soltanto l'esplosione. Il 16 Maggio 2006, grazie alla forte pressione del gruppo Judicial Watch, il Pentagono pubblica sul proprio sito Internet altri due filmati (tuttavia accusati di essere di pochissimi fotogrammi ed a bassa definizione) catturati da altre due telecamere di sicurezza. I video mostrano una forte esplosione "preceduta da una nuvola bianca che, per gli esperti, rappresenta la scia lasciata dall'aereo toccando il terreno sul prato fuori dall'edificio [...]. Nei fermo-immagine si intravede quello che appare essere il 'naso' del Boeing. " [8]. Le immagini "saranno analizzate dagli esperti e non dovrebbero contenere rivelazioni clamorose ma, secondo il Pentagono, potrebbero mettere a tacere le mille teorie di complotto che hanno condizionato a lungo la dinamica dello schianto del volo dell'American Airlines." [9].

Secondo il divulgatore informatico Paolo Attivissimo "Uno dei pochi aspetti interessanti dei "nuovi" filmati è che permettono di notare più chiaramente la brevissima durata della palla di fuoco, sostituita subito da una colonna di fumo, e il suo sviluppo. Per la sua forma ed evoluzione, la palla di fuoco è compatibile con l'incendio di una grande quantità di materiale infiammabile e non con un'esplosione (che non formerebbe volute ma proietterebbe materiale in tutte le direzioni).[10]

Al contrario, soprattutto in internet, sono reperibili documentazioni e pareri che pongono in dubbio la versione ufficiale, alcuni dei quali avanzano l'ipotesi alternativa dell'impatto di un missile o avanzano il dubbio che l'aereo che ha colpito il Pentagono non fosse il Volo American Airlines 77. Tra gli aspetti della versione ufficiale posti in evidenza come incongruenze:

  1. Secondo alcuni opinionisti l'aereo di linea (Boeing 757) che secondo le fonti ufficiali ha colpito il Pentagono, volando nell'ultimo tratto parallelo al terreno, è alto quasi 14 metri (13,56 m) nella sua sezione di coda, mentre le immagini note dell'edificio colpito, riprese prima che la facciata crollasse qualche tempo dopo l'impatto, non sembrerebbero mostrare tracce dell'impatto della sezione di coda stessa.
  2. Lo stesso aereo ha una apertura alare di 38,05 m; la sezione di edificio colpita, però, - stando alle ipotesi alternative alla versione ufficiale - non sembra riportare tracce evidenti riconducibili allo schianto delle sue ali sulla facciata. Nelle riprese effettuate prima che la sezione coinvolta crollasse, è invece ben visibile un unico foro di entrata, del diametro stimato in circa 5 metri, il quale, secondo le più accreditate ricerche ufficiali, proseguirebbe fino al terzo anello dell'edificio, coinvolgendo numerosi pilastri di cemento armato e almeno sei muri massicci di diversa consistenza [11]; i risultati di tali studi sono oggetto di controversia relativamente alla possibilità che tali strutture abbiano ceduto per il solo impatto della carlinga del Boeing 757. Altri osservatori, favorevoli alla piena validità della versione ufficiale, ipotizzano invece che le tracce delle ali siano molto leggere, ma visibili, e che il foro generato dalla carlinga dell'aereo avrebbe risucchiato gran parte delle ali e la deriva di coda, spiegando in tal modo l'apparente assenza di tracce corrispondenti alle stesse sulla facciata del Pentagono e la totale mancanza, nelle riprese all'esterno del Pentagono, di qualsiasi relitto attribuibile alle ali.
  3. I danni apparenti causati dagli incendi all'arredamento della sezione colpita del Pentagono sono considerati dai presuntori del complotto come tutto sommato inferiori a quelli che si ritengono verificarsi comunemente in caso di impatto e successiva combustione di migliaia di litri di carburante, come avvenuto al Pentagono stando alla versione ufficiale e ad abbondante evidenza fotografica e video di ampi incendi scoppiati dopo l'attacco. In immagini riprese poco dopo il crollo della sezione coinvolta dell'edificio [12], sono visibili uno schedario con sopra un monitor che appaiono intatti, una scrivania, apparentemente in legno, che non sembra bruciata, nel piano sottostante, e uno sgabello con un libro aperto sopra, le cui pagine appaiono integre, al primo piano [13]. Tutto sommato, questi particolari non debbono stupire: tali sezioni non erano state colpite dall'aereo, bensì erano semplicemente le zone rimaste esposte all'aria dopo il collasso della facciata.
  4. Il prato circostante il Pentagono non recherebbe (secondo la fazione che non ritiene veritiera la versione ufficiale) tracce scavate dalla carlinga, dai motori o dalle ali dell'aereo. A differenza degli scenari ritenuti tipici dei disastri aerei, sarebbero visibili relativamente pochi rottami e di dimensioni modeste, e mancherebbero del tutto sia i bagagli, sia i corpi dei passeggeri, sia i sedili. Non ci sarebbero inoltre rottami attribuibili in particolare ai motori (Rolls-Royce RB211-535), i quali hanno un diametro della ventola di 1,88 m (74,1 pollici) ed una lunghezza di 2,99 m (117,9 pollici)[14]. Occorrerebbe comunque notare che, di questa massa, solo le parti intorno all'asse sono così compatte che viene escluso possano completamente disintegrarsi in caso d'impatto, anche più violento di quello registrato. Ricerche indipendenti avrebbero evidenziato come alcune delle foto diffuse dei rottami appaiano compatibili con motori e carrello del Boeing 757.[15]
  5. Viene inoltre ritenuta curiosa da alcuni la coincidenza per la quale, per uno dei luoghi che si ritiene siano tra i più videosorvegliati del pianeta, non siano stati ancora (settembre 2006) mostrati, relativamente all'attentato, che pochi confusi fotogrammi ripresi da una telecamera a bassa risoluzione [16]. Viene ritenuto inoltre sospetto dagli stessi che i nastri delle numerose telecamere di sorveglianza poste nei paraggi siano stati prontamente sequestrati dalle autorità federali statunitensi nell'immediatezza dell'evento catastrofico e mai mostrati alla stampa [17]: tale sequestro ha riguardato non solo le videocamere dello stesso Pentagono, considerate riservate, ma anche quelle di un famoso albergo [18], di una stazione di servizio [19] e del controllo del traffico sull'autostrada cittadina (gestite dal Virginia Department of Transportation [20], tutte prospicienti il teatro della tragedia. Il contenuto di tali nastri (in tutto ne risultano sequestrati 85 [15], solo uno quello mostrato [16]) - stando alla traiettoria ipotizzata per l'aereo nei Rapporti ufficiali - avrebbe potuto mostrare immagini dell'aereo in avvicinamento al Pentagono e probabilmente il suo impatto con l'edificio [17]. Successivamente, sono stati rilasciati al pubblico anche i nastri dell'hotel Doubeltree e della stazione di servizio Citgo: in entrambi i casi, i filmati non mostrano alcun particolare utile alle indagini.
  6. Appare assai improbabile che l'attentatore, dotato solo di una semplice PPL, e, dunque, senza alcuna conoscenza del flight management computer, sia riuscito a prendere i comandi di un Boeing. Inoltre, condurre un Boeing 757-223 a sei metri dal suolo alla velocità di 600 km/h è una manovra tecnicamente non realizzabile a causa dei vortici che si sarebbero formati al di sotto del velivolo. Nela Sagadevan, pilota commerciale e ingegnere aeronautico, specializzato in aerodinamica, conferma l'impossibilità di questa manovra e sfida qualunque pilota al mondo a replicarla [21].

[modifica] Il libro di Meyssan

Durante l'estate del 2002 è pubblicato anche in Italia il discusso libro L'Effroyable Imposture, l'autore Thierry Meyssan afferma che non è stato un aereo a colpire il Pentagono e basandosi su fotografie e documenti ufficiali costruisce una spiegazione alternativa. Più in generale Meyssan afferma che responsabile dell'attacco dell'undici Settembre non sia Bin Laden e la sua rete terroristica, ma piuttosto è il frutto di un complotto di oscuri centri di potere all'interno dell'amministrazione Usa. Riguardo l'attacco al Pentagono Meyssan basa la sua argomentazione sul fatto che nel luogo dell'impatto non sono state ritrovati i detriti dell'aereo, e mostra numerose foto come controprova della sua argomentazione. Chi contesta questa affermazione dichiara che le fotografie sono autentiche e non ritoccate, ma sono state scelte appositamente solo quelle in cui non comparivano detriti. In questa pagina [18] sono visibili numerosi detriti riconducibili al Boeing 757 che sembrano confermare questa versione dei fatti.

A proposito del libro è stato scritto: "Criticato, stroncato, irriso dalla stampa di mezzo mondo e proprio per questo divenuto caso editoriale [...] Se la tesi portante del libro è stata facilmente demolita (ma per un cultore del complotto ogni smentita è un'ulteriore prova che il complotto esiste), del libro però si salvano alcune parti. Per esempio ci sono le trascrizioni dei documenti ufficiali con cui la Casa Bianca ha modificato le libertà individuali in tempi di terrorismo. Ci sono le ricostruzioni del noviziato di Osama Bin Laden come agente della Cia assoldato per combattere l'Urss, la nascita di al Qaeda e l'ambiguità (secondo Meyssan) dei rapporti odierni tra certi settori dell'intelligence e Osama. Ci sono le relazioni di affari tra i genitori dei due protagonisti: la potentissima famiglia saudita di Bin Laden e il petroliere Gorge Bush senior. Ci sono le inquietanti analogie tra il piano antiterrorismo odierno e quello elaborato nel 1960 per riconquistare Cuba e rovesciare Castro. E poi le tabelle con le spese per gli armamenti sostenute da Usa e altri Paesi. Paranoia, certo. Ma la logica del paranoico si nutre e si documenta di solida realtà prima di asservirla al suo bisogno." Dario Olivero, La Repubblica

[modifica] Discrepanze sul relitto

Foto dell'impatto sul Pentagono
Foto dell'impatto sul Pentagono

Tutta la problematica attualmente oggetto di discussione e interpretazione riguarda la forte discrepanza tra le dichiarazioni e le ricostruzioni ufficiali dei comandi militari, e le numerose foto di dominio pubblico che testimoniano dei danni subiti dall'edificio del Pentagono in seguito all'attentato.

  1. I risultati di una ricerca condotta dall'Università di Stato di Purdue (Indiana)

«Il fatto più evidente è che non essendoci altri segni di danneggiamento ai due lati dello squarcio, può esservi entrato soltanto il “muso” di un aereo [delle dimensioni di un Boeing 757]» (Griffin, cit., pag. 43). Se le cose stessero così, i vigili del fuoco avrebbero dovuto rinvenire i resti delle ali, motori compresi, sul prato circostante; il comandante dei vigili, al contrario, dichiarò, durante la conferenza stampa tenuta ventiquattrore dopo, di aver trovato «qualche frammento (…) non si trattava di parti consistenti (…) non ci sono pezzi della fusoliera, né niente del genere» (Plaugher: First all, the question about the aircraft, there are some small pieces of aircraft visible from the interior during this fire-fighting operation I'm talking about, but not large sections. In other words, there's no fuselage sections and that sort of thing – in: [19]).
Sette mesi dopo, tuttavia, lo stesso Ed Plaugher ritrattò la prima versione, sostenendo di aver visto «pezzi di fusoliera, le ali, il carrello d'atterraggio, pezzi di motore, sedili». Contemporaneamente, l'FBI dichiarò che i frammenti dell'aereo AA 77 erano stati recuperati e stoccati in un magazzino.

La tesi difensiva del Pentagono sostiene: «Nel momento dell'impatto, quando il muso del Boeing ha colpito il Pentagono, presumibilmente le parti esterne delle ali si sono spezzate. Sono poi state spinte all'interno della fusoliera e trascinate dentro l'edificio. Le parti esterne delle ali sono quindi penetrate nelle mura del Pentagono con il resto dell'aereo. Altre parti di dimensioni considerevoli sono state distrutte all'esplosione o dall'incendio che seguì» [questa è la risposta alla quinta domanda posta dagli autori del sito: “Urban legend” “Can you explain what happened to the wings of the aircraft and why they caused no damage?”].
La risposta contrasta con le leggi della cinetica, secondo cui, nel momento in cui il volo del velivolo fu bruscamente interrotto, le ali avrebbero dovuto spostarsi violentemente in avanti, e non indietro. Non si capisce poi come mai sulla scena dell'incidente non siano presenti i due enormi motori dell'aereo, che pur essendo di lega particolarmente resistente alla temperatura, non furono più trovati, avvalorando le tesi di coloro che si mostravano scettici.

[modifica] Alcune questioni ancora aperte sull'attacco al Pentagono

Riportiamo a questo punto gli interrogativi che David Ray Griffin elenca nella sua analisi sui fatti qui trattati, in quanto dalle risposte che le istituzioni americane volessero fornire ad essi (e a tutt'oggi mancanti), potrebbero trovare soluzione alcune delle più intricate incongruenze ancora irrisolte.

Un fotogramma di una delle due telecamere di sorveglianza che ripresero l'evento.
Un fotogramma di una delle due telecamere di sorveglianza che ripresero l'evento.
  • «Perché i terroristi avrebbero colpito l'ala ovest del Pentagono?».

Un pilota in grado di effettuare l'acrobazia che portò il Boeing a schiantarsi – da più di 2000 metri d'altezza – in netta rotta di collisione sulla facciata inferiore dell'edificio governativo, avrebbe potuto tranquillamente scegliere un bersaglio molto più devastante, centrando con molta facilità il tetto e causando molte più vittime. Come scrive il “Los Angeles Times”: «[l'ala ovest] era l'unica ala del Pentagono dotata di sistema antincendio automatico e ristrutturata con una fitta maglia di pilastri e travi d'acciaio (e finestre antideflagrazione) per resistere alle esplosioni di eventuali bombe (…). Nell'area più colpita normalmente avrebbero lavorato 4.500 dipendenti, mentre quel giorno, a causa dei lavori non ancora terminati, non ne erano presenti più di 800» [LAT, 16 settembre 2001]. Tra le vittime si contò un solo generale; tutti gli altri erano civili, molti dei quali operai addetti ai lavori edili.

  • «Un pilota privo di esperienza può aver guidato l'aereo?».

La teoria ufficiale parla di piloti kamikaze addestrati presso piccole scuole private. L'esperto militare statunitense Stan Goff ha dichiarato: «Un pilota che, a quel che vorrebbero farci credere, ha studiato in Florida in una scuola per saltafossi in cui si insegna ai novellini a condurre Piper e Cessna, esegue una magistrale spirale verso il basso, discende gli ultimi duemilacento metri in due minuti e mezzo, porta l'aereo in volo così basso e radente da tagliare i fili elettrici sulla strada davanti al Pentagono, e poi vola con precisione (…) contro la fiancata di quell'edificio, alla velocità di ottocentocinquanta chilometri l'ora».
Un articolo del “New York Times” aggiunge: «Il personale della scuola ha descritto [Hanj Hanjour, il presunto pilota kamikaze] come una persona educata, mite e silenziosa. Ma un ex dipendente ha tenuto a sottolineare che tutti lo consideravano un pessimo pilota. “Ancora oggi non riesco a credere che possa aver guidato quell'aereo contro il Pentagono”, ha detto l'ex dipendente. “Non sapeva proprio volare”».

  • «Davvero il volo 77 sparì per mezzora?».

Resta senza risposta il fatto che il volo incriminato abbia potuto procedere per 29 minuti in direzione di Washington senza essere rilevato da alcun sistema radar. Questo punto potrebbe essere spiegato dal fatto che avendo il transponder spento, la traccia radar dell'aereo dirottato veniva ad essere priva di identificazione e quindi confusa tra le tracce degli altri aerei in volo. Tuttavia, proprio la presenza di una traccia orfana, indicando la presenza di un volo fuori rotta e non identificato, avrebbe dovuto far scattare tempestivamente un allarme.

  • «Perché l'attacco non fu prevenuto tramite le procedure operative standard?».

L'argomento è attinente al paragrafo già dedicato alla mancata esecuzione delle procedure di intercettazione aerea degli apparecchi dirottati. Come abbiamo già visto, l'ordine di decollo dei caccia venne impartito solo ad attacco avvenuto.

  • «Perché il Pentagono non fu evacuato?».

Perché i funzionari del Ministero della difesa, al corrente degli attacchi al WTC, non ordinarono l'evacuazione dell'edificio? «E se pure non lo fecero subito dopo le 8.56, perché neanche alle 9.25, quando vennero a sapere che i controllori del traffico aereo avevano individuato un apparecchio non identificato che si spostava a grande velocità in direzione del Pentagono e della Casa Bianca? Nei restanti 13 minuti, si potevano probabilmente mettere in salvo quasi tutti» [Griffin, cit., pag. 57].
A giustificazione di questo fatto, un portavoce del Pentagono affermò: «Non ci eravamo resi conto che quell'aereo puntava su di noi». Tuttavia, secondo un resoconto del “New York Times”, «[dalle 8.46] i funzionari militari del NMCC sul lato orientale del Pentagono erano occupati in urgenti conversazioni telefoniche sul da farsi con le forze dell'ordine e i funzionari del controllo del traffico aereo». Probabilmente il palazzo non fu fatto evacuare perché nessuno si aspettava che un aereo dirottato venisse usato come arma; un fatto come quello infatti non era mai accaduto prima.

[modifica] L'attentato simulato nell'ottobre 2000

Poco meno di un anno prima dell'attacco occorso l'11 settembre 2001, tra il 24 e il 26 ottobre 2000, furono condotte, presso il Pentagono, una serie di esercitazioni denominate Pentagon Mass Casualty Exercise (Esercitazione relativa a massicce perdite di vite umane al Pentagono). Uno degli scenari catastrofici previsti e simulati era costituito dallo schiantarsi di un aereo passeggeri sulla sede del Ministero della Difesa USA (comunicato stampa militare USA sull'esercitazione, foto che corredavano il comunicato stampa, ora rimosse dal sito militare USA, link 1, link 2). Negli Stati Uniti la realtà documentata di queste esercitazioni ha aperto la strada a rinnovate critiche circa la mancata reazione della difesa aerea del Pentagono e l'assenza di un ordine di evacuazione - che avrebbe potuto salvare molte vite umane - e a proposito della supposta imprevedibilità dell'evento, più volte asserita anche dai massimi responsabili dell'Amministrazione Bush: in una intervista televisiva con la CNN del 18 maggio 2002 [20], ad esempio, Condoleeza Rice, all'epoca Consigliere per la Sicurezza Nazionale del presidente Bush, ebbe ad affermare: "Non penso che chiunque avrebbe potuto prevedere che queste persone avrebbero dirottato un aereo e lo avrebbero schiantato contro il World Trade Center, ne avrebbero dirottato un altro e lo avrebbero schiantato contro il Pentagono, che essi avrebbero tentato di usare un aereo come un missile, un aereo dirottato come missile. Tutti i preavvisi su dirottamenti erano relativi a dirottamenti tradizionali".

[modifica] Note

  1. ^ "la Repubblica
  2. ^ "la Repubblica
  3. ^ [1]
  4. ^ Tutte le testimonianze sono citate in: Griffin, cit., pag. 40
  5. ^ Vittorio Zucconi, la Repubblica
  6. ^ esiste ad esempio una pagina web
  7. ^ Un Boeing 757 può raggiungere (in teoria) quasi 1.000 km/h e un C-130 non supera i 700 km/h. Tale notevole differenza di velocità, impedisce ad un C-130 di seguire a vista ed a lungo un 757 che viaggi alla velocità di crociera standard di 850 km/h. Il rapporto ufficiale del governo statunitense sull'11 settembre riporta che un cargo C-130H (che si trovava casualmente in zona) fu istruito di seguire l'AA77 dai controllori dell'aeroporto Reagan. Circa 6 minuti dopo questa comunicazione, il pilota del C-130 notificò all'ATC l'impatto dell'AA77 sul Pentagono.
  8. ^ la Repubblica
  9. ^ Corriere della sera
  10. ^ "[2]
  11. ^ The Pentagon Building Performance Report, pubblicato dal National Institute of Standards and Technology
  12. ^ [3]
  13. ^ [4]
  14. ^ Sito ufficiale RollsRoyce, pagina dedicata al propulsore RB211-535
  15. ^ Sito [5], tutte le foto sono commentate: http://www.pentagonresearch.com: Rotore del compressore (esterno) , Altra parte motore [6], Ruota carrello [7], Gamba carrello [8], Altro frammento motore [9]
  16. ^ si tratta di due riprese distinte, per le quali viene tuttavia fatta notare la provenienza da riprese quasi identiche: video 1, video 2
  17. ^ [10]
  18. ^ il Doubletree [11]
  19. ^ Nexcomm/Citgo [12]
  20. ^ [13], [14]
  21. ^ Intervista a Nela Sagadevan, pilota commerciale, ingegnere aeronautico ed esperto in aerodinamica

[modifica] Bibliografia

  • Griffin David R., 11 settembre. Cosa c'è di vero nelle «teorie del complotto», Fazi Editore, 2005.
  • Thierry Meyssan, Il Pentagate. Altri documenti sull'11 settembre, Fandango Libri Edizioni, 2003
  • Thierry Meyssan, L`incredibile menzogna - Nessun aereo è caduto sul Pentagono, Fandango Libri Edizioni, 2002 ISBN 88-87517-34-7.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

Gli attentati dell'11 settembre 2001
Eventi e dramatis personae: In generaleCronologiaDirottatoriAl-Qaida

I voli: Volo American Airlines 11Volo United Airlines 175Volo American Airlines 77Volo United Airlines 93

I luoghi: Il PentagonoWorld Trade Center

Dopo l'attentato: Dispute e controversie 1Dispute e controversie 2AntefattiLa commissione d'indagineLa controversia di PragaIl ventesimo dirottatore

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