Tribute in Light

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Il Tribute in Light visto da Jersey City l'11 settembre 2004

Il Tribute in Light è un'installazione artistica in ricordo degli attentati dell'11 settembre 2001. È formata da 88 fari da ricerca, posizionati nei pressi del sito dove sorgeva il World Trade Center, che generano due colonne verticali di luce proiettate verso il cielo, in modo da simulare le Torri Gemelle crollate in seguito agli attacchi aerei. Progettato inizialmente come installazione temporanea dall'11 marzo al 14 aprile 2002, fu riproposto nuovamente nel 2003, in occasione del 2º anniversario degli attentati; da allora viene regolarmente acceso l'11 settembre di ogni anno.

Sviluppo[modifica | modifica sorgente]

Il Tribute in Light l'11 settembre 2011, visto da Jersey City, New Jersey. In basso a sinistra è visibile il One World Trade Center decorato con i colori della bandiera statunitense (blu, bianco e rosso).

L'idea su tale progetto nacque nella settimana successiva all'attacco. Gli architetti John Bennett e Gustavo Bonevardi del PROUN Space Studio presentarono il loro Project for the Immediate Reconstruction of Manhattan's Skyline , mentre gli artisti Julian LaVerdiere e Paul Myoda, che prima dell'11 settembre 2001 lavoravano al 91º piano della torre nord del World Trade Center, concepirono un progetto denominato Phantom Towers. Essi furono commissionati dal The New York Times Magazine (allegato domenicale del The New York Times) per crearne un'immagine per la copertina del 23 settembre 2001.

Richard Nash Gould, un architetto di New York che faceva parte di un gruppo il cui ufficio a SoHo si trovava di fronte al World Trade Center, si presentò al Municipal Art Society con il progetto.

Il 19 settembre 2001, Philip K. Howard scrisse all'allora sindaco di New York Rudolph Giuliani, chiedendogli di considerare l'installazione di due fari giganti presso il luogo del disastro, proiettando le loro luci in cielo.

Realizzazione[modifica | modifica sorgente]

Tribute in Light (11 settembre 2009)

Dopo diverse considerazioni si decise di contattare esperti di illuminazione specializzati in luci intense visibili a distanza. La scelta ricadde su un'azienda italiana, la Space Cannon di Fubine (AL), che fornì assistenza e supporto per l'installazione degli 88 fari necessari per la realizzazione del memoriale.

Inizialmente doveva chiamarsi Towers of Light ("Torri di luce"), ma i familiari delle vittime temevano che il nome enfatizzasse troppo gli edifici distrutti anziché le persone perite nell'attentato.[1]

Nelle notti sgombre di nubi le luci emesse dai fari possono essere viste anche a 60 miglia (circa 96 chilometri) di distanza; sono visibili in tutta l'area di New York City e in buona parte del New Jersey settentrionale, di Long Island, di Fairfield, della contea di Westchester e della Contea di Rockland.

A partire dal 2008, i generatori del Tribute in Light sono alimentati con biodiesel ricavato da olio da cucina riciclato.[2]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Tribute in light to New York victims, BBC News, 6-3-2002. URL consultato il 27-4-2008.
  2. ^ Tri-State Biodiesel fuels Sept. 11 memorial. URL consultato l'11-9-2009.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]