Via Crucis di Laghel

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La valle di Laghel e il capitello dell'undicesima stazione della Via Crucis

La Via Crucis di Laghel già verso il 1690 fu eretta e dotata di 14 capitelli dal conte Gianbattista d'Arco lungo il muro di cinta delle sue proprietà nell'attuale via dei Capitelli ad Arco.

La nuova Via Crucis[modifica | modifica wikitesto]

Con il tempo i capitelli della Via Crucis andarono in rovina finché verso la fine del XIX secolo si costituì una commissione per la realizzazione di una nuova Via Crucis nella valletta che porta alla Madonna di Laghel. L'ingegnere Angelo de Negri realizzò il progetto dei 13 capitelli che partono dalla Villa Rosa fino al santuario nella valle ricca di ulivi. Venne incaricato lo scultore gardenese Giuseppe Moroder-Lusenberg ad eseguire i tredici rilievi delle stazioni in legno e dipinti da lui stesso e il corpo di Cristo in grandezza naturale per la 14ª stazione nell'atrio della chiesa di Laghel. Il prezzo pattuito era di 700 fiorini. La installazione dei rilievi avviene in corso di una grande festa il giorno di San Giuseppe del 1896. Al canto dello Stabat Mater vennero inseriti i 13 pannelli di cirmolo raffiguranti la passione di Cristo in rilievo, passando da un capitello all'altro sotto la supervisione dello stesso scultore Moroder.

Nel 1943 e nel 1976 furono eseguiti restauri della Via Crucis.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Dr. Chini Arciprete Il Santuario della Madonna in Laghel presso Arco e la sua Via Crucis. I. e R. Tipografia di Corte di C. Emmert, Arco 1896.

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