The Doors (film)

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The Doors
The Doors film.jpg
Val Kilmer in una scena del film
Titolo originaleThe Doors
Paese di produzioneUSA
Anno1991
Durata140 min
Generemusicale, biografico, drammatico
RegiaOliver Stone
SceneggiaturaRandall Jahnson, Oliver Stone
ProduttoreBill Graham, Sasha Harari, A. Kitman Ho
Produttore esecutivoMario Kassar, Brian Grazer, Ron Howard (non accreditato), Nicholas Clainos
Casa di produzioneBill Graham Films, Carolco International N.V., Carolco Pictures, Imagine Entertainment, Ixtlan
Distribuzione (Italia)Penta Film
FotografiaRobert Richardson
MontaggioDavid Brenner, Joe Hutshing
MusicheThe Doors
ScenografiaBarbara Ling
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi

The Doors è un film biografico del 1991 diretto da Oliver Stone, incentrato sulla vita di Jim Morrison, girato a vent'anni dalla morte del leader dei The Doors.

Il film è arrivato negli schermi italiani nel settembre del 1991.

Il film dipinge Morrison come la più grande icona degli anni sessanta della storia del rock and roll, della controcultura e dello stile di vita hippie incentrato sull'amore libero e sull'uso di droghe. Ma il suo ritratto va oltre la mitizzazione: il suo alcolismo, il suo interesse per le droghe allucinogene come gli enteogeni e, in particolare, la sua crescente ossessione per la morte sono fili che si intrecciano dentro e fuori dal film.

Nel complesso, il film non è stato ben accolto dai suoi amici stretti, dalla sua famiglia e soprattutto dai suoi stessi compagni di band, il che è dovuto al fatto che Jim Morrison è stato dipinto come uno psicopatico e non come il poeta e il musicista che era e anche al fatto che il film presenta molte inaccuratezze storiche.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Alla facoltà di cinematografia di Los Angeles, Jim Morrison abbandona il corso perché ripudiato dai colleghi e si dedica alla musica insieme alla vecchia conoscenza Ray Manzarek, che si occupa della fondazione dei Doors (a cui Morrison dà il nome ispirato dall'opera Le porte della percezione). Inoltre coltiva l'interesse per una giovane ragazza, Pam. Jim, sciamano improvvisato dall'uso delle droghe e dalla passione multiculturale per l'esoterismo, spinge la sua ragazza e la band nel deserto, dove, avendo assunto mescalina, hanno una serie di visioni collettive.

Mentre eseguono una performance nel pub dove erano soliti esibirsi, il Whisky a Go Go, Morrison inserisce il passo edipico della sua canzone, The End, dove urla di voler avere un incesto con la madre. La band viene licenziata la sera stessa, ma ad attenderli fuori dal pub ci sono i rappresentanti di un'etichetta discografica che portano il gruppo al loro primo album studio.

Durante uno show televisivo, nella performance di Light My Fire, Jim si rifiuta di censurare un verso, ma questo non basta a fermare l'ascesa dei Doors, il cui successo, al cui centro ruota Morrison, trascina sempre più quest'ultimo nel baratro dell'alcool e delle droghe, nonché della lascivia. In un party il cantante incontra un eccentrico Andy Warhol e l'attore Tom Baker. Il vocalist però non è accompagnato dai compagni di band, che non si trovano a proprio agio alla serata e alla fine della serata cede alla avances di Nico. Successivamente alla pubblicazione del libro di poesia di Morrison, An American Prayer, questi incontra in un'intervista una giovane giornalista, Patricia, dedita al culto del femminino sacro, con la quale intraprende una tormentata relazione amorosa, influenzata da droghe e riti pagani.

Sempre più consumato dall'alcool e dalle due stressanti relazioni, Jim viene sorpreso da un poliziotto dietro le quinte del suo concerto a New Heaven, poco prima di esibirsi, mentre, parlando con Patricia, scopre che questa sa della sua famiglia, ancora viva nonostante le bugie di lui. Il poliziotto, scambiandoli per degli intrusi, spruzza dello spray corrosivo in faccia a Jim, che racconta questo evento, in tono critico, davanti a tutta la platea di spettatori, venendo arrestato. A un pranzo dove sono presenti i Doors, Pam e Baker, nonché vari amici di Jim, Pam incontra Patricia e la doppia relazione del cantante salta fuori in maniera rovinosa per lui. In un concerto a San Francisco Morrison è colto da svariate visioni e successivamente tenta di uccidere Pam bruciandola viva in un armadio, senza riuscirci.

Nel frattempo, la registrazione del nuovo album, The Soft Parade, è ostacolata dall'ubriachezza quasi costante di Jim, impossibilitato a cantare e in contrasto con i rappresentanti dell'etichetta per questo. L'album viene giudicato un flop e a Miami, in concerto, dopo essersi drogato e aver convinto il chitarrista Robby Krieger a fare altrettanto, Jim provoca il pubblico a suon di insulti, mentre si lascia intuire che possa aver mostrato i genitali in pubblico.

Il processo contro cui Morrison va incontro lo condanna infine per blasfemia e la sua relazione con Patricia va in crisi, poiché egli non rispetta il matrimonio con rito pagano che aveva stipulato con lei. Terminata la registrazione delle sue poesie, Jim decide di trasferirsi a Parigi dopo la registrazione di L.A. Woman, dove muore nella vasca da bagno di casa sua nel 1971.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

La pellicola, costata 20 milioni di dollari, è stata prodotta da Carolco, ed è basata sul libro Riders on the Storm[1].

Nella colonna sonora del film, oltre alle canzoni originali dei The Doors, alcuni dei brani sono stati reinterpretati dallo stesso protagonista Val Kilmer.

Critica italiana[modifica | modifica wikitesto]

Irene Bignardi de la Repubblica afferma che il film «lascia l'amaro in bocca», in particolare a causa della «goffissima» ricostruzione dei rapporti privati, che «rischia di seppellire una leggenda nel ridicolo»[2]. Giovanni Grazzini de L'Indipendente apprezza gli interpreti, ma evidenzia come limiti del film gli «insulti e sconcezze» presenti nel linguaggio, e la sua «eccessiva durata»[3].

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

La colonna sonora del film è stata pubblicata dall'etichetta Elektra nel 1991[4].

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

  1. The Movie – 1:06
  2. Riders on the Storm – 7:01
  3. Love Street – 2:48
  4. Break on Through (To the Other Side) – 2:26
  5. The End – 11:42
  6. Light My Fire – 7:06
  7. Ghost Song – 2:55
  8. Roadhouse Blues (Live) – 5:20
  9. Heroin (The Velvet Underground) – 7:08
  10. Carmina Burana (Orff) – 2:32
  11. Stoned Immaculate – 1:34
  12. When the Music's Over – 10:56
  13. The Severed Garden – 2:11
  14. L.A. Woman – 7:49

Inoltre nel film son presenti Venus in Furs dei The Velvet Underground e O Fortuna, poema che fa parte dei Carmina Burana, cantata scenica composta da Carl Orff.

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Krieger, Densmore, e Patricia Kennealy vengono tutti accreditati come consulenti tecnici per il film, tuttavia, in seguito commentarono tutti e tre che spesso Stone ignorava i loro resoconti in favore della sua visione della storia.

Secondo Ray Manzarek, nonostante egli avesse trascorso con il regista Stone due interi giorni nei quali il musicista gli aveva raccontato anche del lato poetico e spiritoso di Morrison, Stone non ne tenne conto in alcun modo nel film, dal quale emerge un ritratto di Morrison solo come "un pazzo e un ubriacone", senza tener conto del grande umorismo e dell'ironia del vero Jim Morrison.[5].

Il film di Stone si concentra fondamentalmente sugli aspetti controversi della vita del cantante, in particolare i suoi scandali sul palco e il suo abuso di alcol e droghe, accantonando quasi completamente il suo lato umano e il suo talento artistico come poeta e musicista.

È abbastanza difficile per lo spettatore immaginare come i Doors sarebbero arrivati a capirsi e raggiungere la chimica corretta che è stata raggiunta dai quattro membri della band, se il loro leader aveva avuto sempre questo comportamento così distante, fuori dagli schemi e persino ostile, come quello presentato in questo film.

Altre polemiche furono legate alla presunta inaccuratezza storica degli avvenimenti narrati nella pellicola, basati per la maggior parte su persone e fatti reali, ma ampiamente filtrati dalla visione romanzata dei fatti e dei personaggi di Stone.

Per esempio, quando a Morrison viene richiesto di modificare il testo di Light My Fire per l'apparizione all'Ed Sullivan Show, egli è mostrato rifiutare provocatoriamente la richiesta, ed anzi enfatizzare il verso incriminato urlando nella telecamera la parola "higher", quando invece nella realtà, nonostante non avesse cambiato il testo, cantò il brano normalmente senza particolari sottolineature polemiche.[6]

Morrison in seguito ha detto che l'inserimento di "higher" nella versione live è stato un incidente, che intendeva cambiare il testo ma che era così nervoso di esibirsi in diretta televisiva che si era semplicemente dimenticato di cambiarlo.

Il dialogo che ha avuto luogo tra la Kennealy e Morrison è riassegnato alla Courson, e la Courson è raffigurata mentre dice cose ostili alla Kennealy, quando da parte di tutti è stato riportato che le loro interazioni furono educate. Inoltre è raffigurato come Densmore odia Morrison in quanto l'abuso di droghe e i problemi personali di Morrison iniziano a dominare il suo comportamento. In realtà, come Densmore scrive in Riders on the Storm, non ha mai affrontato direttamente Morrison circa il suo comportamento.

Nel film Morrison chiude in un armadio la Courson e gli dà fuoco, episodio mai accaduto nella realtà. Nessuna delle numerose biografie del cantante o del gruppo cita l'avvenimento in questione.[7]

In una scena Jim e Patricia Kennealy sono mostrati mentre parlano nei locali docce del palazzetto di New Haven, in Connecticut. Ma la Kennealy non si trovava lì all'epoca dei fatti, ed inoltre nel dialogo tra i due personaggi viene affermato che Jim abbia frequentato la University of Florida, quando in realtà Morrison frequentò la Florida State University.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Silvia Bizio, Dedicato a Jim, il mio eroe, La Repubblica, 6 marzo 1991, p. 31. URL consultato il 20 aprile 2014.
  2. ^ Irene Bignardi, Eccesso e trasgressioni dell'angelo ribelle, La Repubblica, 24 settembre 1991, p. 33. URL consultato il 25 dicembre 2010.
  3. ^ Giovanni Grazzini, The Doors, L'Indipendente, 28 settembre 1991.
  4. ^ (EN) The Doors, allmusic.com. URL consultato il 6 settembre 2014.
  5. ^ Ecco il vero Morrison "Stone giro' un falso", Corriere della Sera, 3 giugno 1995, p. 36. URL consultato il 6 settembre 2014 (archiviato dall'url originale il 21 aprile 2014).
  6. ^ Ray Manzarek, Light My Fire, New York: Berkley Boulevard Books, 1998 (ISBN 0-425-17045-4), p. 251-252.
  7. ^ Ray Manzarek, Light My Fire, p. 180, 205-207, 305-308.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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