Stitichezza

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Stitichezza
Constipation.JPG
Stitichezza in un bambino vista mediante radiografia dell'addome. I cerchi rappresentano le aree di materia fecale (le feci sono bianche opaco circondate da gas intestinali neri).
Classificazione e risorse esterne (EN)
ICD-9-CM 564.0 e 564.00
ICD-10 K59.0 e K59.00
MeSH D003248
MedlinePlus 003125
eMedicine 184704

La stitichezza (o stipsi o costipazione) è un disturbo della defecazione consistente nella difficoltà obiettivamente osservabile e/o soggettivamente percepita a svuotare in tutto o in parte l'intestino espellendone le feci.

In media è anche caratterizzata dalla durezza e dalla secchezza delle feci, che ne rende difficile l'espulsione: questo stato delle feci può essere dovuto a eccessivo assorbimento di acqua da parte del colon e spesso specie nella stipsi cronica è legato a episodiche o ricorrenti coprostasi ma non è obbligatoriamente connesso a questa: il soggetto può infatti avvertire difficoltà ad evacuare a prescindere dalla lentezza del traffico fecale che caratterizza la coprostasi.

Classificazione e fisiopatologia[modifica | modifica wikitesto]

La stipsi è il risultato di un'alterazione nella propulsione del bolo fecale e/o della evacuazione dello stesso. I disturbi della progressione possono essere correlati ad una ridotta massa fecale (diete incongrue, scarso introito di fibre, alterazioni elettrolitiche), ad affezioni organiche del colon che meccanicamente impediscono il passaggio del bolo fecale, oppure ad alterazioni funzionali intestinali, quali la stipsi cronica a lento transito o l'atonia coli. I disturbi della evacuazione sono anche correlabili ad alterazioni organiche della regione ano-rettale (ragadi, fistole, emorroidi, neoplasie ano-rettali, m. di Hirschsprung, tubercolosi intestinale) o ad alterazioni funzionali, quali la dischezia rettale o la sindrome del perineo discendente.

La malattia celiaca può presentarsi con stipsi (i primi lavori inglesi sulla malattia celiaca evidenziarono che il sintomo più frequente di questa malattia era la stipsi e non la diarrea). Nei bambini una causa frequente di stipsi è l'intolleranza alimentare.

La stipsi (sia acuta che cronica) è in media connotata da difficoltà e dolori nel transito degli escrementi ed è usualmente accompagnata da scarsi stimoli all'evacuazione.

La stitichezza dà sintomi locali, come modesti dolori locali o diffusi, che possono riacutizzarsi fino a diventare una colica, alcune volte possono portare a modificazioni dell'alvo con encopresi.

La stitichezza può influire sullo stato generale: mal di testa, cardiopalmo, insonnia, alitosi. Possono comparire difficoltà digestive e una diminuzione dell'appetito. Sono frequenti le dermatosi (orticaria, eczema, acne), causate probabilmente da autointossicazione dovuta all'assorbimento di sostanze che avrebbero dovuto essere eliminate, ma che invece permangono troppo a lungo nell'intestino.

Secondo recenti ed importanti statistiche su un campione consistente di soggetti attenzionati il 40 % della popolazione mondiale soffre o ha sofferto di stipsi almeno una volta nella vita.

La stipsi può essere primitiva o secondaria. E' secondaria se generata da fattori terzi, temporanei o stabili che siano. Ad es. febbre, farmaci, invalidità psicofisica, etc...

La stipsi acuta (quindi temporanea e facilmente regredibile) è quasi sempre secondaria

Stispi cronica[modifica | modifica wikitesto]

La Stipsi cronica va distinta dalla semplice stipsi generica (acuta o saltuaria), in quanto a differenza da quest'ultima costituisce una condizione a tutti gli effetti clinica[1][2] e perché il trattamento iniziale di questa "con modificazioni dietetiche, uso di fibre, tentativi di regolarizzare l'alvo e lo stile di vita non è sostenuto da solide evidenze cliniche ed è spesso causa di notevole frustrazione da parte dei pazienti"[3]

Costituisce infatti una falsa convinzione "che questa condizione, anche nelle sue forme più severe, sia una variante fisiologica, più o meno mal sopportata, dello stato di salute e non una condizione clinica che, quando di grado severo, può essere incapacitante [...] Questi fatti sono valutabili attraverso le evidenze scientifiche disponibili. Le citazioni bibliografiche (Pub Med) reperibili alla voce «disturbi funzionali gastrointestinali» e pubblicate su autorevoli riviste mediche sono oltre cinquecentomila e quelle riguardanti la voce stipsi oltre diecimila"[4]

Come conferma anche il sito dell'organizzazione per la pratica e ricerca medica Mayo Clinic ( nota per essere in cima alla lista dei più accreditati standard di qualità[5] ): "Though occasional constipation is very common, some people experience chronic constipation that can interfere with their ability to go about their daily tasks. Chronic constipation may also cause excessive straining to have a bowel movement and other signs and symptoms. Treatment for chronic constipation depends on the underlying cause"[6]

La Stipsi cronica in media è autodiagnosticata dal paziente, talvolta incontrando difficoltà perché i non specialisti possono attribuirne i sintomi ad altre patologie o sindromi: "Physicians are too dismissive of symptoms when patients tell of having chronic constipation [...] and patients must be more forceful in describing their problem with constipation. Physicians must ask more questions to find out what's really going on"[7]

Identificazione e classificazione[modifica | modifica wikitesto]

La stipsi cronica clinicamente è divisibile in:

  • stipsi silente
  • stipsi complicata
  • stipsi riferita

Inizialmente questa sarebbe stata definita dagli stessi pazienti, secondo criteri soggettivi, in termini di ridotta frequenza dell'alvo e disturbi addominali imputati ad una difficoltosa ed insufficiente evacuazione (stitichezza quantitativa).

Poi alcuni studiosi indicarono il criterio di 3 evacuazioni per settimana (il 98° percentile della frequenza dell'alvo statisticamente riportata dalla popolazione adulta) come frequenza minima per non considerarsi affetti dal disturbo.

Il punto è che evacuare ogni 2-3 giorni è potenzialmente ancora considerabile normale e il 60% di coloro che si definiscono stitici hanno un'attività apparentemente in termini di frequenza più regolare della norma (una volta al giorno), accusando i sintomi di una stitichezza fisiologica sulla base di un malessere esclusivamente soggettivo.[8]

Oggi di fatto si procede alla diagnosi in base ai Criteri di Roma (nello specifico i Criteri di Roma III ). Per esser definita cronica [9][10] la stipsi

  • deve presentare almeno alcune caratteristiche (ad es. sforzo, sensazione di incompleto svuotamento, meno di 3 evacuazioni a settimana, ...) negli ultimi 3 mesi con un esordio da almeno 6 mesi
  • le cosiddette "feci non formate" si presentano raramente senza lassativi
  • non deve rientrare nella diagnosi di Sindrome dell'intestino irritabile
Primitiva o secondaria[modifica | modifica wikitesto]

La stipsi cronica può essere primitiva o secondaria. E' secondaria se generata da fattori terzi, ad es. farmaci, invalidità psicofisica, etc... cioè può essere secondaria a numerose condizioni morbose, nosologicamente determinate, in cui il sintomo è quindi ciò che si manifesta di una patologia organica gastrointestinale o extraintestinale.

Nella maggior parte dei casi la stipsi cronica è primitiva o idiopatica, rappresenta cioè un'entità autonoma che, in assenza di lesioni organiche o biochimiche, è ricollegabile a patologia cosiddetta «funzionale» della motilità del viscere.

Nella pratica clinica si distingue nelle forme di stipsi idiopatica:

  • la stipsi cronica idiopatica semplice, che risponde ai comuni trattamenti medici
  • la stipsi cronica idiopatica intrattabile, che non risponde ai comuni presidi terapeutici di tipo medico ed è suscettibile di approccio chirurgico.
Caratteristiche e sintomi[modifica | modifica wikitesto]

Le dosi fecali sono scarse e spesso hanno un aspetto molto secco e duro; la defecazione non è mai completa. Come esame complementare si può usare la manometria colica delle 24 ore e clisma opaco ed eventualmente la defecografia. Può essere utile per monitorizzare nel tempo la consistenza delle feci e i miglioramenti ottenuti con la terapia l'uso della Bristol stool scale.[11]

Il quadro clinico della stipsi cronica non è però dato solo dalla frequenza e difficoltà con cui si va al bagno ma anche da una serie di sintomi spesso associati (ad es. gonfiore e dolore addominale) e dal come tutto questo interagisce con l'esistenza e la quotidianità psicosociale della persona[9][12]

Terapie[modifica | modifica wikitesto]

La diagnosi è multifattoriale e talvolta complessa, quindi le terapie possono variare. In media tra i farmaci utilizzati c'è in via preferenziale il macrogol, in via secondaria il prucalopride[9]. Nei casi in cui la stipsi cronica sia effetto e parte della Sindrome dell'Intestino Irritabile negli ultimi anni è emerso che un notevole miglioramento sia dato dalle diete a basso contenuto di Fodmap

Cause[modifica | modifica wikitesto]

La stipsi specie quella cronica essendo un sintomo e una sindrome può essere causata da numerosi fattori (di cui un tot sono di matrice ambientale psicologica e persino soggettiva) tra cui anche - ma assolutamente non per forza o solo - da coprostasi (movimento troppo lento del materiale digerito attraverso il colon, che determina una eccessiva quantità di acqua assorbita dall'intestino) che a sua volta può essere dovuta a molti fattori (insufficiente assunzione di liquidi, stati di decubito prolungato, ...)

Primarie[modifica | modifica wikitesto]

Funzionali[13][modifica | modifica wikitesto]

Ostruttive[modifica | modifica wikitesto]

Ginecologiche[modifica | modifica wikitesto]

Secondarie[modifica | modifica wikitesto]

Malattie connettivali[modifica | modifica wikitesto]

Malattie batteriche[modifica | modifica wikitesto]

Stile di vita[modifica | modifica wikitesto]

Farmaci[modifica | modifica wikitesto]

Antiacidi; Anticolinergici; Anticonvulsivanti o Antiepilettici; Antidepressivi; Antistaminici; Antiparkinsoniani; Antipsicotici; Calcio-Antagonisti; Calcio supplementi; Diuretici; Terapia marziale; Lassativi per usi cronici (specie con gli stimolanti/irritanti p.e.: Antrachinonici); FANS; Oppiodi Maggiori; Oppiodi minori; Antitussigeni; Codeino simili;

Malattie metaboliche[modifica | modifica wikitesto]

Malattie neurologiche[modifica | modifica wikitesto]

Disturbi psichiatrici[modifica | modifica wikitesto]

Disturbi del comportamento alimentare; Stress situazionale.

Freud ricollega la stipsi alla psiconevrosi:

« I disturbi intestinali tanto comuni nell'infanzia fanno in modo che la zona anale non resti priva di eccitazioni intense. I catarri in tenera età rendono i bambini nervosi, e in casi di successiva malattia hanno un'influenza determinante sui sintomi della nevrosi e mettono a disposizione di questa l'intera gamma di disturbi intestinali. I bambini che ricorrono alla suscettibilità alla stimolazione erogena della zona anale si tradiscono perché trattengono le feci finché la loro accumulazione non provoca delle violente contrazioni muscolari e, quando passano attraverso l'ano, un potente stimolo alla mucosa. In questo le feci devono senza dubbi causare non solo sensazioni dolorose, ma anche sensazini molto piacevoli »
(Tre saggi sulla sessualità, capitolo "manifestazioni sessuali masturbatorie-attività della zona anale)

Secondo Freud c'è un reciproco condizionamento fra nevrosi e stipsi. In un primo momento, il bambino apprende per caso che la stitichezza, avente altre cause non psicologiche, provoca uno stato di nevrosi e al momento della defecazione uno stato di piacere e dolore. La psiche, alla ricerca del piacere come strumento compensatorio della nevrosi, utilizzerebbe in seguito la stitichezza come stimolo della zona anale fine al mero piacere, e poi tramite questo per gestire e ridurre uno stato di nevrosi.

« La ritenzione della massa fecale, che pertanto è all'inizio attuata dal bambino perché serva, per così dire, da stimolo masturbatorio della zona anale o perché sia usata nei suoi rapporti con quelli che lo circondano, costituisce anche una delle cause primarie della stitichezza così comune fra i nevropatici. [..]. La vera stimolazione esercitata per mezzo del dito e, provocata da una sensazione di prurito determinata centralmente o mentenuta perifericamente, non è affatto rara tra i bambini più grandi »

Rimedi[modifica | modifica wikitesto]

Nei casi di stipsi lieve e saltuaria (ed escludendo i casi in cui la stitichezza dipende da fattori patologici gravi) si indicano le seguenti misure:

  • Camminare di più o realizzare un'altra attività che ponga in movimento il corpo. Normalmente aiutano 20 minuti di movimento al giorno a ritmo accelerato e per tonificare la muscolatura addominale e stimolare quella intestinale; svolgere, lontano dai pasti, un'intensa attività fisica di tipo "cardio" è sicuramente un valido aiuto contro la stitichezza.
  • In determinati casi maggior quantità di fibre alimentari: legumi, verdura cotta e soprattutto cruda, cereali, e in generale tutti gli alimenti ricchi di fibre vegetali: psillio, crusca.
  • Assumere maggior quantità di liquidi: acqua (a digiuno), brodo, latte, succo di frutta.
  • Evitare invece di assumere fibre nei casi in cui la stipsi sia dovuta da patologie funzionali come morbo di Hirschsprung, da problemi motori come la pseudo ostruzione intestinale oppure da problemi anatomici come le stenosi.[14]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Chronic Constipation: Facts vs. Myths, su http://www.webmd.com/.
  2. ^ Stipsi cronica, su http://www.shireitalia.it/.
  3. ^ Enrico Stefano Corazziari, Stipsi cronica, Milano, Messaggi International Srl, Giugno 2012, p. 26.
  4. ^ Enrico Stefano Corazziari, Stipsi cronica, Milano, Messaggi International Srl, Giugno 2012, p. 126.
  5. ^ Mayo Clinic, su http://health.usnews.com/health-care.
  6. ^ (EN) Constipation - Definition, su http://www.mayoclinic.org/.
  7. ^ Chronic Constipation: Facts vs. Myths, su http://www.webmd.com/.
  8. ^ Harrison 2006
  9. ^ a b c Enrico Stefano Corazziari, Stipsi cronica, Milano, Messaggi International Srl, Giugno 2012.
  10. ^ Emedicine, "constipation".
  11. ^ SJ. Lewis, KW. Heaton, Stool form scale as a useful guide to intestinal transit time., in Scand J Gastroenterol, vol. 32, nº 9, Sep 1997, pp. 920-4, DOI:10.3109/00365529709011203, PMID 9299672.
  12. ^ Mauro Basilico, Stipsi cronica, maurobasilico.it.
  13. ^ http://www.aosp.bo.it/rad2/Download/Colon%202012/Imaging%20dal%20punto%20di%20vista%20del%20Chirurgo.pdf.
  14. ^ Microsoft PowerPoint - Imaging dal punto di vista del Chirurgo.ppt [modalità compatibilità ]

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