Colelitiasi

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Colelitiasi
Gallensteine 2006 03 28.JPG
Calcoli biliari
Classificazione e risorse esterne (EN)
ICD-9-CM 574
ICD-10 K80
OMIM 600803
MeSH D042882
MedlinePlus 000273
eMedicine 175667
Cistifellea piena di calcoli
Calcoli biliari

La colelitiasi o calcolosi biliare è una malattia consistente nella presenza di calcoli nei dotti biliari o nella cistifellea (o colecisti). Questi calcoli si formano in seguito all'accrescimento dei componenti della bile che formano cristalli. Ciò avviene nella cistifellea, ma poi possono migrare distalmente in altre parti dei dotti biliare, come il dotto cistico, il dotto biliare comune, il dotto pancreatico o la papilla di Vater. Raramente, in casi di grave infiammazione, i calcoli biliari possono erodere la parete della cistifellea e creare una fistola migrando in intestino e causando un potenziale un ostacolo chiamato ileo biliare.[1]

La presenza di calcoli biliari nella cistifellea può portare a colecistite acuta[2], una condizione infiammatoria caratterizzata da ritenzione di bile nella cistifellea e spesso da una infezione secondaria da microrganismi intestinali prevalentemente Escherichia coli, Klebsiella, Enterobacter e specie di Bacteroides.[3] La presenza di calcoli biliari nei dotti può causare la loro ostruzione dei dotti biliari, che può portare a gravi condizioni come la colangite ascendente o la pancreatite. Ciascuna di queste due condizioni possono essere pericolose per la vita e sono quindi considerati emergenze mediche.

Il 75-80% dei calcoli della colecisti presentano colesterolo come componente base ("calcoli colesterinici"); solo nel 20% dei casi i calcoli contengono colesterolo per meno di un terzo e sono formati prevalentemente da carbonati e fosfati di calcio - soprattutto bilirubinato di calcio - ("calcoli pigmentari").

Manifestazioni cliniche[modifica | modifica wikitesto]

  • Forme asintomatiche. Nell'80% dei casi la semplice colelitiasi è asintomatica e tale può rimanere per diversi anni (spesso la diagnosi è occasionale durante un'ecografia dell'addome eseguita per altri motivi).
  • Forme paucisintomatiche. Si caratterizzano per la comparsa di dispepsia post prandiale associata a lieve dolenzia in ipocondrio destro, eruttazioni frequenti, nausea e più raramente vomito. Può essere positivo il segno di Murphy.
  • Forme francamente sintomatiche. Si manifestano con il tipico quadro della colica biliare.

Fattori di rischio[modifica | modifica wikitesto]

La colelitiasi è detta, in inglese, malattia delle quattro F: Female, Fat, Fertility, Fourty. Sono le donne in età fertile (intorno ai 40 anni) ad essere più a rischio. Altri fattori che aumentano la probabilità di sviluppo della patologia sono: ipertensione, dislipidemia, diabete, terapia con estrogeni e fibrosi cistica. Sebbene le cause precise non siano note, pare che più fattori eziologici possano portare a disfunzioni metaboliche del fegato e ad una conseguente alterazione nella composizione della bile. Recentemente è stata scoperta anche una relazione tra colelitiasi e assunzione di inibitori di pompa protonica.[4]

Patogenesi[modifica | modifica wikitesto]

I calcoli pigmentati si formano per l'aumentata produzione di bilirubina insolubile non coniugata nella bile che precipita sotto forma di bilirubinato di calcio. Per questo tipo di calcoli sono fattori di rischio:

  • anemia emolitica cronica;
  • cirrosi etilica;
  • infezione cronica delle vie biliari e infezione parassitaria;
  • età avanzata.[5]

Complicanze[modifica | modifica wikitesto]

Se il calcolo è piccolo può andare frequentemente ad incunearsi nel coledoco e incastrarsi a livello della papilla del Vater causando ittero ostruttivo con conseguente pancreatite. Altra complicanza frequente è la colecistite, idrope e epatite, ileo biliare, carcinoma della colecisti.[6]

Diagnosi[modifica | modifica wikitesto]

L'esame di prima scelta per la colelitiasi è l'ecografia dell'addome: il calcolo appare calcifico e iperecogeno con cono d'ombra a valle.

Terapia[modifica | modifica wikitesto]

La terapia risolutiva è chirurgica, colecistectomia normalmente per via laparoscopica. In alcuni casi vengono utilizzate terapie alternative:

  • medico-farmacologica con acido ursodesossicolico per calcoli di diametro minore di 15-20 mm e di colesterolo puro o fango biliare.
  • onde d'urto (litotrissia) (non si utilizza quasi più)
  • solvente per via percutanea.

L'intervento laparoscopico dura 20 minuti circa, richiede 2 giorni di degenza e il giorno seguente il paziente riprende a mangiare. Dopo la terapia i sintomi scompaiono nel 91% dei casi.[senza fonte]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fitzgerald JEF, Fitzgerald LA, Maxwell-Armstrong CA, Brooks AJ, Recurrent gallstone ileus: time to change our surgery? in Journal of Digestive Diseases, vol. 10, nº 2, 2009, pp. 149–151, DOI:10.1111/j.1751-2980.2009.00378.x, PMID 19426399.
  2. ^ Acute cholecystitis (MedilinePlus, A service of the U.S. National Library of Medicine). Available on: April 26, 2013.
  3. ^ Csendes A, Burdiles P, Maluenda F, Diaz JC, Csendes P, Mitru N, Simultaneous bacteriologic assessment of bile from gallbladder and common bile duct in control subjects and patients with gallstones and common duct stones in Arch Surg, vol. 131, nº 4, aprile 1996, pp. 389–94, PMID 8615724.
  4. ^ Cahan MA, Proton pump inhibitors reduce gallbladder function in Surg. Endosc., vol. 20, nº 9, Sept 2006, pp. 1364–1367, DOI:10.1007/s00464-005-0247-x, PMID 16858534.
  5. ^ Claudio Rugarli, Medicina interna sistematica, 5 edizioneª ed., 2005, p. 610, ISBN 978-88-214-2792-3.
  6. ^ Colelitiasi | Laparoscopia Roma

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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