Peritonite batterica spontanea

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Peritonite batterica spontanea
Classificazione e risorse esterne (EN)
ICD-9-CM 567.23
eMedicine 789105

La peritonite batterica spontanea è un'infezione batterica dell'ascite in assenza di cause intra-addominali primitive o di altre infezioni principali (es. endocardite, broncopolmonite). La causa è dovuta ad una traslocazione batterica favorita dall' ipertensione portale. Rappresenta una complicanza frequente (1/3 pz. cirrotici ascitici); oltre che un evento pericoloso con una mortalità fino al 20% dei casi.

Sintomi[modifica | modifica wikitesto]

I sintomi includono febbre , brividi , nausea , vomito , dolore addominale e generale malessere. I pazienti possono lamentare dolori addominali e peggioramento dell'ascite. Il tredici percento dei pazienti non presentano segni o sintomi. In alcuni casi encefalopatia epatica può essere l'unica manifestazione di PBS.

Diagnosi[modifica | modifica wikitesto]

La peritonite batterica spontanea classica: Polimorfonucleati neutrofili ≥ 250/mm3 inoltre l'esame colturale risulta positivo per un unico e ben definito ceppo batterico. Varianti della condizione classica sono:

  • la batteriascite (BA) in cui l'esame colturale è positivo nonostante una leucometria < 250/mmc;
  • la neutrascite (NA) in cui la leucometria è > 250/mmc nonostante l'esame colturale sia negativo.

La PBS e la neutrascite richiedono una terapia antibiotica immediata, mentre la batteriascite va ricontrollata con una seconda paracentesi a 48 ore. Se un prelievo di liquido ascitico effettuato dopo le prime 48 ore di terapia non mostra un calo significativo del numero di leucociti neutrofili, è da sospettare una peritonite secondaria o la presenza di un agente batterico resistente. Da distinguere dalla peritonite secondaria, mortalità raggiunge l'80%. Quest'ultima, infatti, presenta una flora di tipo polimicrobico, proteine totali > 10 g/L, concentrazioni di LDH nel liquido ascitico maggiori che nel siero, glucosio < 50 mg/dl).

Trattamento[modifica | modifica wikitesto]

Cefotaxime per almeno 5 giorni e verifica guarigione con seconda analisi del liquido ascitico, effettuabile entro 48-72 ore dal primo controllo.La dose consigliata, con funzione renale normale, è di 2 grammi ogni 8-12 ore. Sono controindicati gli aminoglicosidi, perché responsabili di nefrotossicità in un elevato numero di casi. Bisogna,inoltre, prevenire sia la recidiva mediante profilassi antibiotica a lungo termine (norfloxacina) e sia la comparsa di insufficienza renale mediante somministrazione di albumina.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Harrison Principi di medicina interna 17 Edizione

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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