Solo Acoustic Tour

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Solo Acoustic Tour
Tour di Bruce Springsteen
Album The Ghost of Tom Joad
Inizio Stati Uniti New Brunswick
21 novembre 1995
Fine Francia Parigi
26 maggio 1997
Spettacoli 128
Cronologia dei tour di Bruce Springsteen
Bruce Springsteen 1992-1993 World Tour
(1992-1993)
Reunion Tour
(1999-2000)

Solo Acoustic Tour è stata una tournée mondiale intrapresa dal cantautore statunitense Bruce Springsteen tra la fine del 1995 e la metà del 1997 in concomitanza con la pubblicazione del suo album The Ghost of Tom Joad.

A differenza delle sue precedenti e monumentali tournée e ricalcando lo stile minimalista e sostanzialmente acustico del suo nuovo disco, Springsteen si esibì da solo senza nessun gruppo di supporto e prevalentemente in teatri o piccole sale da concerto accompagnadosi con la chitarra acustica e l'armonica a bocca.[1] La tournée, conosciuta anche come The Ghost of Tom Joad Tour, portò il cantautore per la prima volta in paesi mai prima visitati, come la Polonia, l'Austria e la Repubblica Ceca e contribuì ad aumentare la sua reputazione presso la critica e il pubblico, specialmente nei paesi europei.[2][3]

Itinerario[modifica | modifica wikitesto]

Il teatro Count Basie di Red Bank dove iniziò la tournée.

Il tour iniziò il 21 novembre 1995 con una prova generale a New Brunswick nel New Jersey e con la prima data ufficiale il giorno dopo a Red Bank. Proseguì per circa due mesi negli Stati Uniti d'America, con qualche data in Canada, prevalentemente nelle grandi metropoli come Los Angeles, Washington, New York, Filadelfia, Boston, Montréal e Toronto. Dopo una breve pausa, Springsteen si spostò oltre oceano per una lunga serie di concerti nelle principali città e capitali dell'Europa occidentale.[4] Il 19 febbraio 1996 si esibì durante al prima serata del Festival di Sanremo interpretando The Ghost of Tom Joad.[5] Fu la sua prima apparizione in una trasmissione televisiva in Europa e secondo alcuni fu realizzata solo per obblighi contrattuali con la Sony Music che voleva promuovere un disco considerato poco commerciale nei paesi non anglofoni e che faticava ad imporsi al di fuori degli Stati Uniti d'America. L'esibizione sanremese valse comunque a Springsteen la prima posizione nella classifica degli album in Italia.[6]

Durante un'interruzione dello spezzone europeo, il cantautore partecipò a Los Angeles alla cerimonia di premiazione dei primi Oscar del 1996, dove interpretò Dead Man Walkin', candidata come miglior canzone e presente nella colonna sonora dell'omonimo film di Tim Robbins.[7]

Dopo la pausa estiva il tour ricominciò negli Stati Uniti d'America dove il cantautore si esibì prevalentemente in città di provincia fino alla fine del 1996. Suonò tra l'altro a Youngstown in Ohio, cittadina che aveva dato il titolo a una delle canzoni contenute nell'album The Ghost of Tom Joad. Il 29 settembre partecipò a un evento benefico in memoria di Woody Guthrie a Cleveland dove interpretò diverse canzoni del repertorio del celebre folk singer insieme a Pete Seeger, Arlo Guthrie, Joe Ely, Billy Bragg e altri cantanti folk.[4] L'8 novembre Springsteen tenne un concerto di beneficenza nella sua vecchia scuola elementare St. Rose of Lima a Freehold accompagnato dalla moglie Patti Scialfa e dalla violinista Soozie Tyrell. Alla fine dello stesso mese tenne tre spettacoli, anch'essi per scopi benefici, nello storico teatro Paramount di Asbury Park. Per l'occasione ospitò sul palco amici e collaboratori come Steven Van Zandt, Danny Federici, Vini Lopez, Richiard Blackwell, percussionista che aveva suonato nel secondo disco del cantautore, Lisa Lowell, oltre a Soozie Tyrell e Patti Scialfa.[8][9]

La quarta parte del tour, nell'inverno del 1997, si svolse in Giappone e in Australia. Infine si concluse in maggio con una serie di concerti in Europa con due date a Parigi al Palazzo dei congressi.[10] Il 26 febbraio, dopo le date australiane, Springstreen partecipò alla cerimonia di premiazione dei Grammy Award dove The Ghost of Tom Joad vinse come miglior album di folk contemporaneo.[11] Il 5 maggio, prima delle ultime date europee, gli fu assegnato a Stoccolma il Polar Music Prize.[12]

Lo spettacolo[modifica | modifica wikitesto]

Per questa tournée Sprinsteen si presentò al pubblico in una veste inedita, del tutto diversa da quella del muscolare rocker che caratterizzava gli scatenati spettacoli con la E Street Band nel decennio precedente e a cui il pubblico era abituato. Concerti più intimi, con uno scarno accompagnamento di chitarra e armonica, focalizzando l'attenzione degli ascoltatori sui testi delle sue canzoni, in teatri e sale che poteva accogliere due o tremila persone al massimo.[9] Una chitarra acustica Takamine nera prendeva il posto della iconica Telecaster elettrica. Musicalmente solo in qualche canzone Springsteen era accompagnato dalle note di un sintetizzatore suonato, fuori scena, dal suo tecnico Kevin Buell.[13] Prima e durante i concerti chiedeva al pubblico di ascoltare in silenzio i brani, inframezzati spesso da lunghi monologhi. Si trattava, nelle intenzioni, del modo migliore per presentare i pezzi del nuovo album, ma allo stesso modo il cantautore rilesse le canzoni del suo repertorio.[14]

Il Teatro Augusteo di Napoli dove Springsteen si esibì nella terz'ultima tappa della tournée.

Lo stile musicale variava notevolmente a seconda della canzone: alcuni classici del repertorio, come Darkness on the Edge of Town o la più recente Murder Inc. erano interpretate con un vigoroso cantato e un potente accompagnamento di chitarra, ma la maggior parte delle canzoni, tra cui quasi tutte quelle di Tom Joad, erano quasi sussurrate con un sapiente uso dei momenti di silenzio e delle pause.[9] Per contrastare l'interpretazione diffusa e errata che era stata data al brano, Springsteen tornò a eseguire Born in the U.S.A. in versione acustica, del tutto simile a come era stata inizialmente concepita ai tempi dell'album Nebraska.[15] Si trattava in effetti di un'amara riflessione sul destino dei veterani della guerra del Vietnam e non di un inno gingoista e il cantautore la presentò «in una versione che non poteva essere fraintesa».[16]

L'abbigliamento stesso di Springsteen, che richiamava quello dei lavoratori degli anni trenta e dei personaggi di Furore di John Steinbeck, si accordava con il tema della maggior parte delle canzoni, incentrate sulle difficoltà delle parti più deboli della società americana e che ne erano ai margini.[9][17]

Springsteen, nel corso del tour, presentò anche diverse nuove canzoni; The Hitter e Long Time Comin', escluse dalla scaletta definitiva di The Ghost of Tom Joad, fecero il loro esordio durante il tour per essere poi ripescate dieci anni dopo in Devils & Dust. Altre erano di carattere quasi umoristico, come In Michigan, dedicata alla gente di quello stato e che poi divenne In Freehold, un ironico omaggio al luogo dove era cresciuto, Sell It and They Will Come, un graffiante presa in giro delle pubblicità televisiva e Pilgrim in the Temple of Love, che ha come protagonista un Babbo Natale cattivo.[18] Contemporaneamente, presentò brani con espliciti riferimenti sessuali, come Red Headed Woman o It's the Little Things That Count, e ripescò vecchie canzoni mai suonate dal vivo in precedenza, come The Angel tratta dal suo primo album del 1973.[9] Per la prima volta da quando era stato pubblicato, Springsteen non interpretò nessuna canzone tratta da Born to Run.[13] Solo in una delle ultime date, a Napoli, dopo aver omaggiato il pubblico partenopeo con 'O sole mio, Springsteen, terminato il concerto, si affacciò alla terrazza del Teatro Augusteo improvvisando Thunder Road per la folla radunata nella piazzetta sottostante.[19][20]

Concerti[modifica | modifica wikitesto]

Data[2][21] Città Nazione Impianto
Prova generale
21 novembre 1995 New Brunswick Stati Uniti Stati Uniti State Theatre
America del Nord
22 novembre 1995 Red Bank Stati Uniti Stati Uniti Count Basie Theatre
26 novembre 1995 Los Angeles Wiltern Theatre
27 novembre 1995
29 novembre 1995 Berkeley Berkeley Community Theatre
30 novembre 1995
3 dicembre 1995 Rosemont Rosemont Theatre
5 dicembre 1995 Washington DAR Constitution Hall
6 dicembre 1995
8 dicembre 1995 Upper Darby Tower Theatre
9 dicembre 1995
12 dicembre 1995 New York Beacon Theatre
13 dicembre 1995
15 dicembre 1995 Boston Orpheum Theatre
16 dicembre 1995
17 dicembre 1995 New York Beacon Theatre
7 gennaio 1996 Montréal Canada Canada Salle Wilfrid-Pelletier
8 gennaio 1996 Toronto Massey Hall
10 gennaio 1996 Detroit Stati Uniti Stati Uniti Fox Theatre
11 gennaio 1996
12 gennaio 1996 Youngstown Stambaugh Auditorium
16 gennaio 1996 Cleveland Cleveland Music Hall
17 gennaio 1996
18 gennaio 1996 Saint Louis Fox Theatre
22 gennaio 1996 New Orleans Saenger Theatre
23 gennaio 1996 Houston Jesse H. Jones Hall for the Performing Arts
25 gennaio 1996 Austin Austin Music Hall
26 gennaio 1996 Dallas Bronco Bowl
28 gennaio 1996 Atlanta Fox Theatre
Europa
12 febbraio 1996 Francoforte Germania Germania Alte Oper
14 febbraio 1996 Dresda Kulturpalast
15 febbraio 1996 Monaco Rudi-Sedlmayer-Halle
17 febbraio 1996 Amburgo Congress Centrum Hamburg Halle 1
18 febbraio 1996 Düsseldorf Philipshalle
21 febbraio 1996 Parigi Francia Francia Le Zénith
22 febbraio 1996
25 febbraio 1996 Rotterdam Paesi Bassi Paesi Bassi De Doelen
26 febbraio 1996 Amsterdam Koninklijk Theater Carré
28 febbraio 1996 Manchester Regno Unito Regno Unito Manchester Apollo
29 febbraio 1996 Birmingham Symphony Hall
2 marzo 1996 Newcastle Newcastle City Hall
3 marzo 1996 Edimburgo Edinburgh Playhouse
13 marzo 1996 Stoccolma Svezia Svezia Cirkus
14 marzo 1996 Oslo Norvegia Norvegia Oslo Spektrum
16 marzo 1996 Copenaghen Danimarca Danimarca Falkoner Salen
19 marzo 1996 Belfast Regno Unito Regno Unito King's Hall
20 marzo 1996 Dublino Irlanda Irlanda Point Theatre
10 aprile 1996 Roma Italia Italia Auditorium Santa Cecilia
11 aprile 1996 Milano Teatro Smeraldo
13 aprile 1996 Genova Teatro Carlo Felice
16 aprile 1996 Londra Regno Unito Regno Unito Royal Albert Hall
17 aprile 1996
19 aprile 1996 Berlino Germania Germania ICC Berlin
20 aprile 1996 Anversa Belgio Belgio Koningin Elisabethzaal
22 aprile 1996 Londra Regno Unito Regno Unito Royal Albert Hall
24 aprile 1996 Brixton Academy
25 aprile 1996
27 aprile 1996 Royal Albert Hall
30 aprile 1996 Strasburgo Francia Francia Salle Erasme
1 maggio 1996 Bruxelles Belgio Belgio Palais des Beaux-Arts
2 maggio 1996 Zurigo Svizzera Svizzera Kongresshaus
6 maggio 1996 Barcellona Spagna Spagna Teatro Tivoli
7 maggio 1996
8 maggio 1996 Madrid Palacio de Congresos Y Exposiciones
America del Nord
16 settembre 1996 Pittsburgh Stati Uniti Stati Uniti Benedum Center
18 settembre 1996 Wallingford Oakdale Theatre
19 settembre 1996 Providence Providence Performing Arts Center
24 settembre 1996 Kalamazoo James W. Miller Auditorium
25 settembre 1996 Akron E.J. Thomas Performing Arts Hall
26 settembre 1996 Ann Arbor Hill Auditorium
1 ottobre 1996 Normal Braden Auditorium
2 ottobre 1996 Milwaukee Riverside Theater
3 ottobre 1996 Minneapolis Northrop Auditorium
15 ottobre 1996 Salt Lake City Abravanel Hall
16 ottobre 1996 Denver Paramount Theatre
17 ottobre 1996
19 ottobre 1996 Albuquerque Kiva Auditorium
21 ottobre 1996 Tempe Grady Gammage Memorial Auditorium
22 ottobre 1996 San Diego Civic Theatre
23 ottobre 1996 Fresno William Saroyan Theatre
25 ottobre 1996 Santa Barbara Arlington Theatre
26 ottobre 1996 San Jose Event Center Arena
28 ottobre 1996 Portland Arlene Schnitzer Concert Hall
29 ottobre 1996 Seattle Paramount Theatre
8 novembre 1996 Freehold Saint Rose of Lima School
12 novembre 1996 Buffalo Shea's Performing Arts Center
13 novembre 1996 Syracuse Landmark Theatre
14 novembre 1996 Lowell Lowell Memorial Auditorium
19 novembre 1996 Memphis Ellis Auditorium
20 novembre 1996 Louisville The Louisville Palace
21 novembre 1996 Indianapolis Murat Theatre
24 novembre 1996 Asbury Park Paramount Theatre
25 novembre 1996
26 novembre 1996
2 dicembre 1996 Sunrise Sunrise Musical Theater
3 dicembre 1996
5 dicembre 1996 Columbia Township Auditorium
6 dicembre 1996 Birmingham Birmingham-Jefferson Civic Center Concert Hall
10 dicembre 1996 Cincinnati Music Hall
11 dicembre 1996 Columbus Veterans Memorial Auditorium
12 dicembre 1996 Nashville Ryman Auditorium
14 dicembre 1996 Charlotte Ovens Auditorium
Giappone
27 gennaio 1997 Tokyo Giappone Giappone Tōkyō Kokusai Fōramu
29 gennaio 1997
30 gennaio 1997
31 gennaio 1997
Australia
4 febbraio 1997 Brisbane Australia Australia QPAC Concert Hall
5 febbraio 1997
7 febbraio 1997 Sydney Capitol Theatre
8 febbraio 1997
10 febbraio 1997
11 febbraio 1997
12 febbraio 1997
15 febbraio 1997 Melbourne Palais Theatre
16 febbraio 1997
17 febbraio 1997
Europa
6 maggio 1997 Vienna Austria Austria Austria Center Vienna
7 maggio 1997
9 maggio 1997 Varsavia Polonia Polonia Sala dei congressi
10 maggio 1997
12 maggio 1997 Praga Rep. Ceca Rep. Ceca Centro congressi
15 maggio 1997 Lione Francia Francia Auditorium Maurice Ravel
16 maggio 1997 Montpellier Opéra Berlioz
18 maggio 1997 Nizza Acropolis]
19 maggio 1997 Tolone Zenith Omega
21 maggio 1997 Firenze Italia Italia Teatro Verdi
22 maggio 1997 Napoli Teatro Augusteo
25 maggio 1997 Parigi Francia Francia Palazzo dei congressi
26 maggio 1997

Scaletta[modifica | modifica wikitesto]

La scaletta tipica dei concerti aveva come nucleo centrale le canzoni dell'album The Ghost of Tom Joad, in particolare nella sequenza costituita da Youngstown, Sinaloa Cowboys, The Line, Balboa Park, The New Timer e Across the Border, ma nel corso del tour Springsteen spaziò in gran parte del suo repertorio e fece esordire un gran numero di nuove canzoni. A queste si devono aggiungere brani di altri artisti, tra cui alcune cover di Woody Guthrie.[2][21][22]

Canzoni originali[modifica | modifica wikitesto]

Greetings from Asbury Park, N.J.

The Wild, the Innocent & the E Street Shuffle

Darkness on the Edge of Town

  • Adam Raised a Cain
  • Darkness on the Edge of Town
  • The Promised Land
  • Racing in the Street

The River

  • I Wanna Marry You
  • Independence Day
  • Point Blank
  • The River
  • Two Hearts
  • You Can Look (But You Better Not Touch)

Nebraska

  • Atlantic City
  • Highway Patrolman
  • Johnny 99
  • Mansion on the Hill
  • My Father's House
  • Nebraska
  • Open All Night
  • Reason to Believe
  • State Trooper
  • Used Cars

Born in the U.S.A.

Tunnel of Love

  • All That Heaven Will Allow
  • Spare Parts
  • Tougher Than the Rest
  • When You're Alone

Human Touch

  • Pony Boy

Lucky Town

  • If I Should Fall Behind

Greatest Hits

The Ghost of Tom Joad

  • Across the Border
  • Balboa Park
  • Dry Lightning
  • Galveston Bay
  • The Ghost of Tom Joad
  • Highway 29
  • The Line
  • My Best Was Never Good Enough
  • The New Timer
  • Sinaloa Cowboys
  • Straight Time
  • Youngstown

Altre

  • Brothers Under the Bridge
  • Dead Man Walkin'
  • The Hitter
  • I'm Turning Into Elvis
  • In Freehold
  • In Michigan
  • It's the Little Things That Count
  • Long Time Comin'
  • Pilgrim in the Temple of Love
  • Red Headed Woman
  • Seeds
  • Sell It and They Will Come
  • Shut Out the Light
  • There Will Never Be Any Other for Me But You
  • The Wish

Cover[modifica | modifica wikitesto]

Altre canzoni provate o fuori scaletta[modifica | modifica wikitesto]

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

con:[2]

Ospiti[modifica | modifica wikitesto]

Durante il tour Springsteen ha occasionalmente ospitato sul palco amici musicisti e collaboratori.[2]

  • Joe Ely – duetto su Blowin' Down This Road (Austin, 25 gennaio 1996)
  • Joe Grushecky e Elliott Murphy – duetto su Blowin' Down This Road, (Londra, 25 aprile 1996)
  • Joe Grushecky – duetto su Homestead (Pittsburgh, 16 settembre 1996)
  • Nils Lofgren – duetto su No Surrender (Tempe, 21 ottobre 1996)
  • Dion DiMucci – duetto su If I Should Fallm Behind (Miami, 2 dicembre 1996)
  • Steven Van Zandt, Danny Federici, Vini Lopez, Richard Blackwell, Lisa Lowell - vari pezzi nei concerti di Asbury Park del 24, 25, 26 novembre 1996
  • Elliott Murphy – duetto su Diamonds by the Yard e Blowin' Down This Road, (Parigi, 26 maggio 1997)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Guaitamacchi, cap. Bruce Springsteen – Il fantasma di Tom Joad
  2. ^ a b c d e Labianca, pp. 218-225
  3. ^ Marsh, 2004, p. 504
  4. ^ a b Labianca, pp. 218-221
  5. ^ Gino Castaldo, Brivido Springsteen, il resto è Sanremo, in La Repubblica, 21 febbraio 1996. URL consultato il 22 gennaio 2016 (archiviato il 22 gennaio 2016).
  6. ^ (EN) Thom Duffy, For Sony Music's Springsteen, 'Ghost of Tom Joad' Finds New Life Abroad, in Billboard, Billboard Publications, Inc., 25 maggio 1996, p. 10, 97. URL consultato il 22 gennaio 2016.
  7. ^ (EN) The 68th Academy Awards, su Oscars.org, Academy of Motion Picture Arts and Sciences, 25 marzo 1996. URL consultato il 22 gennaio 2016 (archiviato il 22 gennaio 2016).
  8. ^ Labianca, p. 222
  9. ^ a b c d e Carlin, cap. 23
  10. ^ Labianca, pp. 223-225
  11. ^ (EN) Search > Bruce Springsteen, su Grammy.org, 22 gennaio 2016 (archiviato il 22 gennaio 2016).
  12. ^ (EN) Laureates > Bruce Springsteen, su Polar Music Prize, 22 gennaio 2016 (archiviato il 22 gennaio 2016).
  13. ^ a b Marsh, 2006, p. 223
  14. ^ Marsh, 2006, p. 217
  15. ^ La versione originale acustica di Born in the U.S.A. fu in seguito pubblicata nella raccolta Tracks nel 1998.
  16. ^ Colombati, p. 570
  17. ^ Kirkpatrick, p. 300
  18. ^ Marsh, 2006, pp. 225-226
  19. ^ a b c Luciano Giannini, Springsteen ieri a Napoli. Tra i bis, anche un accenno a «'O sole mio», in Il Mattino, maggio 1997, p. 6.
  20. ^ Labianca, p. 200
  21. ^ a b (EN) 1995, su Brucebase (archiviato il 22 gennaio 2016).
  22. ^ Marsh, 2006, p. 222

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Peter Ames Carlin, Bruce, ebook, Milano, Mondadori, 2013, ISBN 978-88-520-3979-9.
  • Leonardo Colombati, Bruce Springsteen. Come un killer sotto il sole. Il grande romanzo americano, 5ª ed., Milano, Sironi Editore, 2011, ISBN 978-88-518-0140-3.
  • Ezio Guaitamacchi, 1000 concerti che ci hanno cambiato la vita, 1ª ed., Milano, Rizzoli, 2010, ISBN 978-88-17-04222-2.
  • Rob Kirkpatrick, Magic in the night. Le parole e la musica di Bruce Springsteen, Milano, Baldini & Castoldi, 2014, ISBN 978-88-6852-290-2.
  • Ermanno Labianca, American skin. Vita e musica di Bruce Springsteen, 2ª ed., Firenze, Giunti, 2002, ISBN 88-09-02897-X.
  • (EN) Dave Marsh, Bruce Springsteen - Two Hearts: The Definitive Biography, 1972-2003, New York, Routledge, 2004, ISBN 978-0-415-96928-4.
  • (EN) Dave Marsh, Bruce Springsteen on Tour: 1968-2005, New York, Bloomsbury USA, 2006, ISBN 978-1-59691-282-3.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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