Greetings from Asbury Park, N.J.

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Greetings from Asbury Park, N.J.
ArtistaBruce Springsteen
Tipo albumStudio
Pubblicazione5 gennaio 1973
Durata37:08
Dischi1
Tracce9
GenereRock
EtichettaColumbia
ProduttoreMike Appel e Jim Cretecos
Registrazione914 Sound Studios, Blauvelt, giugno-luglio, settembre-ottobre 1972[1][2]
FormatiLP (1973), CD (1984)
Certificazioni
Dischi d'argentoRegno Unito Regno Unito[3]
(vendite: 60 000+)
Dischi d'oroAustralia Australia[4]
(vendite: 35 000+)
Dischi di platinoStati Uniti Stati Uniti (2)[5]
(vendite: 2 000 000+)
Bruce Springsteen - cronologia
Album precedente
Singoli
  1. Blinded by the Light
    Pubblicato: febbraio 1973
  2. Spirit in the Night
    Pubblicato: maggio 1973

Greetings from Asbury Park, N.J. è il primo album del cantautore statunitense Bruce Springsteen, pubblicato dalla Columbia Records nel 1973.

Pur avendo venduto solo 25 000 copie nel primo anno dalla sua pubblicazione, il disco è stato poi significativamente rivalutato dalla critica e dal pubblico con il crescere della popolarità di Springsteen. Molte canzoni del disco sono divenute dei punti fissi della scaletta dei suoi concerti.

La rivista Rolling Stone l'ha inserito al 379º posto della sua lista dei 500 migliori album nel 2003 e al 37º posto tra i migliori album di debutto nel 2013.[6][7]

Il disco[modifica | modifica wikitesto]

Nei primi giorni del maggio 1972, grazie all'insistenza del suo manager Mike Appel, Bruce Springsteen tenne la prima informale audizione nell'ufficio del talent scout della Columbia John Hammnod, famoso tra l'altro per aver scoperto qualche anno prima Bob Dylan. Col sostegno dell'allora presidente della casa discografica Clive Davis, il cantautore fu messo sotto contratto da quella che era la più importante etichetta statunitense. In realtà il contratto, firmato formalmente il 9 giugno, fu stipulato dalla Laurel Canyon di Appel e del suo socio Jim Cretecos ai quali Springsteen aveva di fatto ceduto il controllo completo delle proprie canzoni e della propria carriera musicale.[8][9]

Nelle intenzioni di Hammond e di Appel, Springsteen avrebbe dovuto realizzare un disco sostanzialmente acustico o al massimo con il contributo di alcuni rodati session men.[10] L'immagine che Springsteen aveva dato di sé durante le audizioni e nelle prime esibizioni a beneficio dei manager della Columbia era quella del one-man show, accompagnato solo dalla sua chitarra, con un repertorio impegnato e sostanzialmente folk. In realtà nessuno di loro conosceva i suoi trascorsi e i lunghi anni impegnati a suonare con gli Steel Mill e in altri gruppi rock nell'area del Jersey Shore e lo stesso cantautore, finite ormai quelle esperienze, da tempo si esibiva da solo nei locali di New York e così si era presentato a Appel all'inizio. Springsteen invece pretese di essere accompagnato dei suoi vecchi amici della Bruce Springsteen Band creando non poche perplessità tra coloro che lo vedevano come il classico cantautore solitario. Avevano fatto la gavetta insieme e Springsteen si sentì in dovere di coinvolgere coloro con cui aveva tentato per anni di sfondare alla ricerca del successo.[11] Alla fine, grazie anche all'appoggio del presidente Davis, alle registrazioni parteciparono i reduci della vecchia band, il tastierista David Sancious, il bassista Garry Tallent e il batterista Vini Lopez.[12] Steven Van Zandt, miglior amico di Springsteen, si presentò in studio il primo giorno ma fu subito escluso, sacrificio necessario per salvare il compromesso trovato tra il leader e il suo management. Secondo Appel non c'era la necessità di una seconda chitarra elettrica e Springsteen era comunque un ottimo chitarrista.[11] L'unico contributo al disco, non accreditato, fu il rumore di tuono provocato da un arrabbiato Van Zandt mentre colpiva il suo amplificatore e che poi fu sovrainciso all'inizio della canzone Lost in the Flood.[13][14]

Una insegna sulla spiaggia di Asbury Park che richiama la copertina del primo album di Bruce Springsteen

Le registrazioni si svolsero presso i 914 Sound Studios, a Blauvelt, nello stato di New York, con Mike Appel e Jim Cretecos alla produzione e un budget di 40 000 dollari messo a disposizione dalla casa discografia.[15] Si trattava di una sala d'incisione un po' fuori mano, ma economica, scelta da Appel per risparmiare. Nello stesso studio il manager aveva fatto registrare a Springsteen, da solo, alcuni demo delle sue canzoni per questioni di copyright e con lo scopo di proporle ad altri artisti. Le session durarono poche settimane e iniziarono alla fine di giugno. Furono registrati una decina di pezzi destinati al disco con qualche brano poi scartato. Alla fine i musicisti furono congedati e Appel e Cretecos si concentrarono sulle canzoni che Springsteen avrebbe docuto eseguire da solo.[11] Pochi giorni dopo il risultato fu fatto ascoltare a Clive Davis che, pur giudicandolo soddisfacente, si accorse della mancanza di un brano da utilizzare come singolo radiofonico e con potenzialità di successo.[16] Springsteen fu così costretto a mettersi al lavoro e, in una notte passata in spiaggia, compose due nuove canzoni: Blinded by the Light e Spirit in the Night furono registrate a settembre con Springsteen che suonò tutti gli strumenti ad eccezione della batteria per la quale fu richiamato in fretta Vini Lopez.[2] Per l'occasione però il cantautore coinvolse anche Clarence Clemons, un sassofonista che aveva conosciuto qualche mese prima e con il quale aveva stretto un ottimo rapporto.[17]

L'album fu pubblicato nel gennaio del 1973 e da esso furono tratti due singoli, Blinded by the Light e Spririt in the Night, proprio le canzoni che Springsteen aveva composto su richiesta di Davis. Nessuno dei dischi entrò in classifica decretando il sostanziale fallimento dell'operazione commerciale, nonostante la campagna promozionale della Columbia che definiva Springsteen il "nuovo Bob Dylan" e l'appoggio incondizionato dei presidente della casa discografica.[11] Springsteen e Appel organizzarono nell'autunno del 1972 una serie di concerti con il primo embrione di quella che poi sarebbe stata poi conosciuta come E Street Band. Ne facevano parte i musicisti che avevano partecipato alle registrazioni di Greetings con l'aggiunta di Clemons, ma con l'organista Danny Federici, reduce degli Steel Mill, al posto di David Sancious.[18]

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Malgrado parte della critica avesse accolto molto bene l'opera, i riscontri di vendita furono nettamente inferiori alle aspettative, con circa 25 000 copie vendute nei primi mesi. Lo scarso successo del disco dipese, oltreché dalla produzione non sufficientemente professionale, dall'equivoco iniziale secondo cui Springsteen doveva apparire come una sorta di folksinger, senza tener conto dei suoi trascorsi e delle sue inclinazioni verso il rock and roll. La critica, peraltro abituata e ormai stufa di sentirsi proporre artisti emergenti definiti come il "nuovo Dylan", faticò a inquadrare l'album che era stato prodotto senza risolvere l'ambiguità di fondo: un album troppo rude e movimentato se paragonato alla musica soft rock dei cantautori alla James Taylor e che nello stesso tempo non riusciva a esprimere completamente la vena rock di Springsteen e della sua band.[19][20]

Nella sua recensione su Rolling Stone, il critico Lester Bangs avvicinò la musica del disco a quella della Band di Robbie Robertson e a Van Morrison che era stato peraltro effettivamente una delle fonti ispirative di Springsteen ai tempi della formazione della sua band nel 1971.[21] Le canzoni furono definite "verbose" dal giornalista che rimase colpito dalla considerevole quantità di parole che costituivano i testi, ma comunque definì l'esordiente cantautore «un nuovo audace talento» con parecchie cose da dire e consigliò i suoi lettori di tenerlo d'occhio in futuro.[22]

Negli anni successivi le vendite del disco continuarono lentamente, ma inesorabilmente, a crescere insieme alla reputazione di Springsteen finché, nel pieno della campagna promozionale organizzata dalla Columbia Records per Born to Run, il 26 luglio del 1975 Greetings entrò nella classifica degli album più venduti di Billboard raggiungendo qualche mese dopo la posizione n° 60.[23]

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

Lato A[modifica | modifica wikitesto]

  1. Blinded by the Light(Bruce Springsteen) – 5:04
  2. Growin' Up(Bruce Springsteen) – 3:05
  3. Mary Queen of Arkansas(Bruce Springsteen) – 5:21
  4. Does This Bus Stop at 82nd Street?(Bruce Springsteen) – 2:05
  5. Lost in the Flood(Bruce Springsteen) – 5:17

Lato B[modifica | modifica wikitesto]

  1. The Angel(Bruce Springsteen) – 3:24
  2. For You(Bruce Springsteen) – 4:40
  3. Spirit in the Night(Bruce Springsteen) – 4:59
  4. It's Hard to Be a Saint in the City(Bruce Springsteen) – 3:13

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

Classifiche[modifica | modifica wikitesto]

Anno Classifica Posizione
massima
1975 Billboard 200[24] 60

Le tracce nella cinematografia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Labianca, p. 28
  2. ^ a b HeylinFurther Notes on Springsteen Songs
  3. ^ (EN) BRIT Certified, British Phonographic Industry. URL consultato il 23 ottobre 2014.
  4. ^ (EN) Accreditations - 2008 Albums, ARIA. URL consultato il 23 ottobre 2014.
  5. ^ (EN) Greetings from Asbury Park, New Jersey – Gold & Platinum, RIAA. URL consultato il 23 ottobre 2014.
  6. ^ (EN) Joe Levy e Steven Van Zandt, 379: Greetings from Asbury Park, N.J. - Bruce Springsteen, in Rolling Stone's 500 Greatest Albums of All Time, 1ª ed., New York, Wenner, 2005, ISBN 978-1-932958-01-0, OCLC 70672814.
  7. ^ (EN) 37: Greetings from Asbury Park, N.J., su The 100 Best Debut Albums of All Time, Rolling Stone, Rolling Stone LLC, 22 marzo 2013. URL consultato il 14 gennaio 2016.
  8. ^ Eliot, cap. 12
  9. ^ Marsh, pp. 51-55
  10. ^ Marsh, p. 38
  11. ^ a b c d e Carlin, cap. 8
  12. ^ Marsh, p. 39
  13. ^ Kirkpatrick, p. 53
  14. ^ Non è ben chiaro il motivo per cui Van Zandt non entrò a far parte del progetto. Secondo Mike Appel la decisione fu dello stesso Springsteen che non sentiva il bisogno di avere un altro chitarrista. Secondo altri fu invece Appel che lo volle escludere per limitarne l'influenza su Springsteen (v. Carlin, cap. 8).
  15. ^ Labianca, p. 18
  16. ^ Colombati, p. 538
  17. ^ Marsh, p. 40
  18. ^ Labianca, p. 35
  19. ^ Marsh, pp. 74-78
  20. ^ Kirkpatrick, p. 52
  21. ^ Carlin, cap. 6
  22. ^ (EN) Lester Bangs, Greetings From Asbury Park, NJ, in Rolling Stone, Rolling Stone LLC, 5 luglio 1973. URL consultato il 13 gennaio 2016.
  23. ^ (EN) Fred Bronson, Chart Beat, in Billboard, Billboard Music Group, 17 agosto 2002, p. 4. URL consultato il 12 gennaio 2016.
  24. ^ (EN) Bruce Springsteen > Awards > Billboard Albums, su AllMusic, Rovi Corporation. URL consultato il 12 gennaio 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Peter Ames Carlin, Bruce, ebook, Milano, Mondadori, 2013, ISBN 978-88-520-3979-9.
  • Leonardo Colombati, Bruce Springsteen. Come un killer sotto il sole. Il grande romanzo americano, 5ª ed., Milano, Sironi Editore, 2011, ISBN 978-88-518-0140-3.
  • (EN) Marc Dolan, Bruce Springsteen and the Promise of Rock 'n' Roll, New York, W. W. Norton & Company, 2012, ISBN 978-0-393-08421-4.
  • (EN) Marc Eliot, Down thunder road: the making of Bruce Springsteen, con Mike Appel, New York, Simon & Schuster, 1992, ISBN 0-671-78933-3.
  • (EN) Clinton Heylin, E Street Shuffle. The Glory Days of Bruce Springsteen & the E Street Band, ebook, Londra, Constable & Robinson Ldt., 2012, ISBN 978-1-78033-580-3.
  • Rob Kirkpatrick, Magic in the night. Le parole e la musica di Bruce Springsteen, Milano, Baldini & Castoldi, 2014, ISBN 978-88-6852-290-2.
  • Ermanno Labianca, American skin. Vita e musica di Bruce Springsteen, 2ª ed., Firenze, Giunti, 2002, ISBN 88-09-02897-X.
  • (EN) Dave Marsh, Bruce Springsteen - Two Hearts: The Definitive Biography, 1972-2003, New York, Routledge, 2004, ISBN 978-0-415-96928-4.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Rock Portale Rock: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Rock