Rimedi fitoterapici

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Rimedio fitoterapico)
Avvertenza
Le pratiche qui descritte non sono accettate dalla medicina, non sono state sottoposte alle verifiche sperimentali condotte con metodo scientifico o non le hanno superate. Potrebbero pertanto essere inefficaci o dannose per la salute. Le informazioni hanno solo un fine illustrativo. Wikipedia non dà consigli medici: leggi le avvertenze.

Questa lista contiene un elenco di rimedi fitoterapici associati ad una indicazione come da tradizione fitoterapica e medicina popolare.

Con indicazioni si intende (in gergo medico) il campo di impiego terapeutico di un determinato farmaco (ad esempio l'aspirina è un anaflogistico).

In fitoterapia si usano i termini droga e rimedio al posto di farmaco. Droga è inteso (nel vecchio senso della parola di farmacisti, speziali e erboristi) come pianta preparata a fungere come rimedio.

Le indicazioni per le droghe vegetali sono più complesse che per farmaci sintetici: una droga vegetale contiene al solito un largo spettro di sostanze terapeuticamente attive (e con questo anche diversi impieghi, indicazioni), mentre un farmaco sintetico al solito è una sostanza e ha una o due indicazioni. Non tutti i rimedi qui elencati sono riconosciuti dalla comunità medica scientifica classica, ma rappresentano un piccolo sunto della tradizione e dell'esperienza fitoterapica occidentale.[senza fonte]

Dalla pianta vivente al rimedio (farmaco)[modifica | modifica sorgente]

Una pianta o una droga diventa un rimedio o un farmaco tramite preparazione galenica, eseguito:

La ricetta medica descrive in modo inconfondibile gli ingredienti, la preparazione e l'applicazione di un rimedio o farmaco. Ricette mediche individuali (non confezionate, che bisogna preparare per uno specifico cliente) si chiamano anche ricette magistrali.

Indicazioni fitoterapiche[modifica | modifica sorgente]

Sono elencate in ordine alfabetico alcune indicazioni.

Astringenti[modifica | modifica sorgente]

Un astringente è una sostanza che attenua le funzioni dei tessuti.

Astringenti a tannini[modifica | modifica sorgente]

L'astringenza è data dalla presenza di tannini, che astringono la superficie della pelle e delle mucose, formando una sottile membrana. Utilizzati per la coagulazione della sanguinazione capillare, per le escrezioni plasmatiche (siero) e la guarigione di ferite. Sono nello stesso tempo dei germostatici.

Usi
  • Infiammazioni dell'alto tratto digestivo
  • Diarrea a seguito di infiammazioni gastrointestinali
  • A livello topico: lesioni aperte, emorroidi

Controindicazioni

  • Costipazione
  • Anemia sideropenica
  • Malnutrizione
Prescrizione

Nella maggior parte dei casi assumere subito dopo i pasti principali. In alcuni casi di infiammazione gastrica l'utilizzo a breve termine lontano o prima dei pasti è giustificato. Non usare a lungo termine (4-6 settimane di seguito).

Piante

Astringenti a resine[modifica | modifica sorgente]

L'astringenza in questo caso è data dalla presenza di resine, gommoresine, oleogommoresine. Le piante a resina sono generalmente antimicrobiche, stimolanti della leucocitosi locale, astringenti, rubefacenti.

Piante

Alteranti[modifica | modifica sorgente]

Un alterante è una sostanza che modifica i processi riparazione e nutrizione dei tessuti. Chiamati nella medicina tradizionale anche "depuratori ematici". Hanno la reputazione di restaurare "sane funzioni corporee", di promuovere la vitalità e la salute senza ulteriormente specificare in che cosa ciò consiste.

Amara[modifica | modifica sorgente]

Gli amara aumentano la secrezione gastrica (prima dei pasti) e tonificano il sistema digestivo. Una parte sono anche ottimi epatici.

Meccanismo d'azione degli amari
  1. stimolazione dei recettori per l'amaro sulla lingua
  2. stimolazione del vago, rilascio di gastrina, stimolazione secrezioni gastriche e salivari, che a loro volta stimolano una catena di secrezioni da parte del pancreas, cistifellea, duodeno, ecc.
  3. riducono infezioni enteriche e dispepsia
  4. riducono la fermentazione, specialmente durante le febbri quando il tratto gastrointestinale è meno attivo a causa della ridotta perfusione ematica
  5. riducono l'iperattività ad allergeni ed antigeni
  6. aumentano il flusso di bile
  7. aiutano a regolare le secrezioni di insulina/glucagone
  8. stimolano l'appetito contribuiscono alla rigenerazione delle pareti intestinali
  9. promuovono l'assorbimento di grassi e vitamine A, D, E, K.
  10. Promuovono una leggera leucocitosi
  11. Riducono la temperatura corporea (aumentano il flusso ematico al fegato)
Usi
  • Anoressia e cattiva digestione
  • Disturbi epatici e biliari (azione coleretica)
  • Disturbi della glicemia
  • Gastrite cronica e ulcera gastrica
  • Intolleranze alimentari e allergie
  • Condizioni di debilitazione associate ai disturbi sopra elencati
  • Condizioni febbrili
  • Ittero

Gli amari possono risultare utili anche in casi di disturbi non direttamente gastrointestinali:

  • emicranie e cefalee
  • problemi infiammatori, soprattutto cutanei
  • condizioni di ipersensibilità ed allergia
Controindicazioni
  • Ulcera duodenale
  • Condizioni descritte come 'caldo-fredde' nelle medicine tradizionali
Prescrizione
  • Vista l'azione riflessa, non c'è bisogno di utilizzare dosi elevate; sarà sufficiente elicitare una forte sensazione di amaro, e bere lentamente. Il medium preferito è una tintura diluita
  • Dato che l'azione è mediata dal sistema nervoso parasimpatico (nervo vago), è necessario aspettarsi un ritardo di 20-30 minuti nell'azione, quindi assumere mezz'ora prima dei pasti.
  • L'assunzione a lungo termine è possibile se è di beneficio, ma sarebbe preferibile l'utilizzo degli amari solo in caso di necessità, cioè come una stimolazione ad una miglior funzionalità autonoma piuttosto che come una 'gruccia'.
Piante

Analgesici[modifica | modifica sorgente]

Un analgesico, o antidolorifico, attenua o elimina la sensibilità al dolore.

Il dolore può essere causato da tanti meccanismi e la sua elaborazione e percezione cosciente è soggetta a dei processi complicatissimi. Per fare un esempio: un dolore provocato da un processo infiammatorio può sparire con un anaflogistico (antiinfiammatorio) o l'esaurimento dell'infiammazione, perché non c'è più la causa, mentre un dolore spastico, nevralgico, "metabolico", ... non risponde minimamente alla stessa sostanza. Per questo motivo ci sono innumerevoli fitorimedi con la reputazione di avere effetti analgesici, ma quasi nessuno "funziona" per tutti tipi di dolori.

I "veri" analgesici possono essere così categorizzati:

Gli analgesici "indiretti" possono essere caratterizzati a seconda delle loro azioni:

  • Azione sull'innervazione sensoriale o afferente (anestetici locali, controirritanti): cocaina dalla Erythroxylon coca; Capsicum spp.; Aconitum napellus; oli essenziali rubefacenti; piante ad isotiocianati
  • Azione sui mediatori periferici (analgesici antinfiammatori/antipiretici): salicilati di olmaria, salice, pervinca e altri; Harpagophytum procumbens; Piscidia piscipula; Cannabis sativa; Aconitum napellus
  • Azione sul sistema nervoso somatico (antispasmodici anticolinergici): tubocurarina; Corydalis cava; Evodia rutaecarpa
  • Azione sul sistema nervoso autonomo (antispasmodici)
  • sul sistema nervoso simpatico (antiadrenergici): Rauvolfia spp - reserpina
  • sul sistema nervoso parasimpatico (anticolinergici): alcaloidi tropanici; Gelsemium sempervirens; Piscidia piscipula; Anemone pulsatilla

Ci sono molte altre specializzazioni che richiedono capacità terapeutiche non da poco per poter affrontare il disturbo con criterio.

Antielmintici[modifica | modifica sorgente]

Un antielmintico è una sostanza che uccide o facilita l'espulsione di parassiti intestinali: chenopodio, tanacetum, carota, aglio, seme di zucca (cucurbita).[senza fonte]

Antiasmatici[modifica | modifica sorgente]

Gli antiasmatici sono utilizzati come rimedi palliativi contro attacchi di asma. In fitoterapia si usano degli spasmolitici per la muscolatura bronchiale come:

  • belladonna (spasmolitico), giusquiamo, datura (paralisi di muscolatura respiratoria), efedra (simpatotonico), lobelia (sedativo del centro respiratorio)

combinati ev. con degli antiallergici (antistaminici):

Anticatarrali[modifica | modifica sorgente]

Gli anticatarrali sostengono il corpo nel liberarsi da un'esagerata formazione di secrezione mucotica tramite diversi meccanismi:

Tanti oli eterici legati a degli oli (nigella, calendula, ...) e usati come inalazione sono fortemente anticatarrali sia per alcune forme allergiche sia per quelle infettive (secondo la loro composizione).

Antidiabetici[modifica | modifica sorgente]

Un antidiabetico è una sostanza che previene o cura il diabete, o che è utilizzata come coadiuvante in casi di diabetes mellitus II di senescenza.

  • In medicina popolare vengono consigliati: pericarpium faseolus, bardana; anche amari come il trifoglio fibrini, l'artemisia, la genziana, il centaurio (tutti obsoleti o per debole effetto incerto o per effetti collaterali irreversibili dopo lunga somministrazione).
  • Molto più efficace è il cromo chimicamente legato a delle molecole di vitamina B3 (fattore di tolleranza glucosio GTF, Glucose Tolerance Factor), riccamente contenuto nel lievito di birra (Saccharomyces cerevisiae) medicinale e diete con indice glicemico basso.[senza fonte]
  • La cannella da recenti studi risulta un ottimo aiuto nel combattere il diabete, potenzia infatti il normale effetto dell'insulina, rendendola più efficace e mirata.[senza fonte]

Ipocolesterolomizzanti[modifica | modifica sorgente]

Sono quelle piante medicinali che permetto di tenere sotto controllo i livelli plasmatici di colesterolo. Attualmente il mercato offre una vasta gamma di prodotti che vantano di possedere questa proprietà, addirittura si possono trovare degli yogurt a cui vengono attribuite queste proprietà. Vediamo nel dettaglio quali sono i rimedi più conosciuti e le loro proprietà

  • olio di pesce, ricco di acidi grassi insaturi, utile nelle ipertriglicemie.
  • aglio, titolato in allicina, un metabolita dell'alliina, un glicoside solforato. Non serve assumere l'aglio tal quale poiché l'alliina di per sé non è attiva, deve essere metabolizzata ad allicina e ajoene, i veri principi attivi, mediante una reazione catalizzata dalla alliinasi. Effetto collaterale: alitosi. Esistono tuttavia in commercio preparati a base di aglio invecchiato che non presentano lo sgradevole sapore. Diversi studi clinici[senza fonte] dimostrano una leggera diminuzione dei livelli colesterolo insieme ad un temporaneo abbassamento della pressione e all'inibizione dell'aggregazione piastrinica.

policosanoli, estratti dalla canna da zucchero.

  • Recentemente gli estratti da Berberis aristata e Berberis vulgaris (berberina) e quelli contenenti astaxantina, xantofilla di nuova generazione prodotta da un'alga unicellulare, sono accreditati per il controllo delle dislipidemie grazie a meccanismi di azione diversi da quelli attribuiti alle statine o a piante o rimedi naturali statino-simili. (P.Campagna, 2008). in realtà la berberina è un alcaloide, e può interferire con il sistema dei citocromi, quindi non dovrebbe essere assunta come un integratore.

Antidiarroici[modifica | modifica sorgente]

Un antidiarroico è una sostanza che elimina o attenua la diarrea. La diarrea non è una malattia, bensì una reazione intestinale a:

  1. intolleranze, allergie alimentari o sostanze tossiche;
  2. infezioni intestinali e/o lesioni di flora intestinale;
  3. metaboliti di germi patogeni intestinali;
  4. infiammazioni o lesioni intestinali per sostanze ingerite o processi intrinsechi.
  5. processi psiconeurovegetativi come "colon irritabile"

L'antidiarroico può essere quindi solo una misura palliativa finché l'organismo stesso o il terapista ha potuto rimediare alla causa a monte.

La diarrea disturba anzitutto e immediatamente l'equilibrio idro-elettrolitico (acqua e sali) di tutto l'organismo.

Fra gli antidiarroici "naturali" si citano:

Antiemetici[modifica | modifica sorgente]

Un antiemetico è una sostanza che previene o elimina la nausea ed il vomito. Ad esempio:

Antipertensivi[modifica | modifica sorgente]

Un antipertensivo è una sostanza che contrasta, con vari meccanismi, l'aumento patologico della pressione arteriosa.

In forme miti o come complementari ai farmaci sintetici nella fitoterapia si usano:

Anaflogistici[modifica | modifica sorgente]

Un anaflogistico attenua o elimina una infiammazione. In fitoterapia si utilizzano:

Antipiretici[modifica | modifica sorgente]

Un Antipiretico è una sostanza che abbassa la febbre. In questo senso tutti i diaforetici sono anche antipiretici, perché l'aumentata sudorazione abbassa la temperatura corporea.

Un altro tipo di antipiretici invece influisce sulla regolazione della temperatura a livello del sistema nervoso centrale. Sostanze del genere sono contenute in alcune droghe come la Cort. Chinae succirubrae (Chinina) e la Hb. Lobeliae inflatae.

In omeopatia sono ritenuti antipiretici globuli di: Belladonna 5CH, Ferrum phosphoricum 7CH e Aconitum 5CH.

Antitossivi[modifica | modifica sorgente]

Gli antitossivi mitigano la tosse attraverso diversi meccanismi:

gli antitossivi sono di solito preparati composti dalle sostanze sopramenzionate secondo il caso individuale.

Aromatici[modifica | modifica sorgente]

Gli aromatici sono sostanze con dei forti gusti e odori perché contengono oli eterici. Essi vengono usati anche per migliorare i gusti e gli odori di altre sostanze.

  • Tutte le spezie culinarie

fanno parte di questo gruppo. Hanno spesso delle proprietà antisettiche e promuovono le secrezioni e la motilità gastrointestinale (tonificanti digestivi).

Interessando inoltre l'olfatto, direttamente connesso con il sistema limbico, influiscono in modo potente (e inconscio) sulle emozioni, gli umori e gli stati d'animo, ciò che viene largamente sfruttato nell'aromaterapia con gli:

Assolutamente da rispettare sono i sottilissimi dosaggi e le simpatie e avversità individuali, proprio perché si tratta di meccanismi non volontariamente controllabili. Esempio: usare l'aglio per una persona che lo detesta o nelle dosi individualmente esagerate è molto malsano (perché organicamente stressante), malgrado le sue proprietà "antisclerotiche".

Battericidi[modifica | modifica sorgente]

I battericidi inibiscono la proliferazione dei batteri, in parte direttamente perché sono citotossici, in parte tramite la stimolazione della difesa immunitaria come p.es.

Praticamente tutti gli oli essenziali e tutte le sostanze astringenti sono battericidi o antisettici dermici e mucotici.

Cardiotonici[modifica | modifica sorgente]

I cardiotonici aumentano la forza cardiaca e sono spesso diuretici:

Visto che possono avere degli effetti notevoli, è meglio lasciare all'esperto l'applicazione e il dosaggio.

Carminativi[modifica | modifica sorgente]

Un carminativo è una sostanza utilizzata per favorire e regolare l'espulsione dei gas intestinali (flatulenza):

Sono in genere sostanze ricche di oli essenziali che calmano lo stomaco e nel medesimo tempo aumentano la peristalsi e sopprimono i processi di putrefazione intestinale (non solo scomodi ma anche "malsani" per via della produzione di alcol metilico nell'intestino).

Colagoghi[modifica | modifica sorgente]

Un colagogo facilita l'evacuazione delle vie biliari. Sono sostanze che aumentano la produzione di bile da parte del fegato e stimolano altre funzioni epatiche:

Diaforetici[modifica | modifica sorgente]

I diaforetici aumentano la sudorazione:

Sono usati in malattie infettive e infiammazioni croniche e specialmente come antipiretici.

Diuretici[modifica | modifica sorgente]

I diuretici aumentano l'escrezione urinaria tramite diversi meccanismi.

Esempi di erbe diuretiche "miti" e quindi poco critiche sono:

Per un uso specifico medio-forte servono:

Per l'uso duraturo come diuretico è meno rischiosa la

  • radice di tarassaco, perché contiene e restituisce all'incirca la dose di potassio che fa perdere.

Emmenagoghi[modifica | modifica sorgente]

Gli emmenagoghi promuovono le mestruazioni.

Visto che i motivi per i disturbi mestruali di questo tipo possono essere molteplici (ad esempio nella gravidanza) è meglio lasciare all'esperto questo campo, perché molte erbe ivi impiegate influiscono notevolmente sul funzionamento ormonale con notevoli effetti collaterali o possono essere abortive se applicate dilettantisticamente.

Emollienti[modifica | modifica sorgente]

Gli emollienti ammorbidiscono il derma e/o la mucosa:

Emostatici[modifica | modifica sorgente]

Gli emostatici sono astringenti che applicati esternamente aiutano a fermare delle piccole emorragie superficiali dermatiche e mucotiche

Per quanto riguarda gli emostatici sistemici (emorragie interne):

è meglio lasciare all'esperto.

Emetici[modifica | modifica sorgente]

Gli emetici provocano il vomito. Le erbe coinvolte sono da usare in dosi non prive di effetti collaterali potenzialmente nocivi. Lo sciroppo di Ipecacuana è in uso per provocare il vomito in caso di intossicazioni.

Epatici[modifica | modifica sorgente]

Gli epatici regolano le attività metaboliche del fegato, promuovono la proliferazione del tessuto epatico e regolano la produzione biliare.

Espettoranti[modifica | modifica sorgente]

Gli espettoranti aumentano la produzione di muco:

Per tossi "secche" :

Sciolgono il muco abbassando la sua viscosità:

Il timo presenta anche un spiccata azione disinfettante dovuta alla presenza di timolo.

I semi di lino e la fecola di patate sono utilizzati per preparare cataplasmi, posti sui polmoni o le zone della schiena in cui è depositato il catarro, lo sciolgono guarendo la bronchite acuta e cronica. Il cataplasma si prepara facendo bollire l'ingrediente e stiepidendolo in acqua fredda. A una temperatura intorno ai 38 gradi (non bollente, per non ustionare) si pone su una garza e quindi non a contatto diretto con la pelle. Era un rimedio diffuso contro le bronchiti ai primi del Novecento.

Germostatici[modifica | modifica sorgente]

Quasi tutti gli olii essenziali hanno delle dirette capacità germostatiche o germicide. Ogni olio è specifico su uno o diversi dei seguenti tipi di germi:

  1. parassiti (antiparassitari)
  2. miceti (fungicidi)
  3. protozoi (antiprotozoici)
  4. batteri (battericidi)
  5. virus (virostatici)

Le bibliografie degli oli essenziali documentano una piccola parte delle indicazioni specifiche (perché di oli sono tanti e di germi ancora di più).

Ipnogoghi[modifica | modifica sorgente]

Gli ipnotici sono sostanze che inducono il sonno (direttamente o tramite sedazione centrale o meccanismi distensivi) come:

Galattagoghi[modifica | modifica sorgente]

I galattagoghi inducono la produzione del latte materno (si ipotizza la stimolazione di ossitocina):

Litagoghi[modifica | modifica sorgente]

I litagoghi hanno la fama di inibire la formazione di calcoli renali e urinari:

Gli effetti reali sono comunque discutibili.

Lassativi, purghe[modifica | modifica sorgente]

Lassativi e purghe rimediano la stitichezza promuovendo lo svuotamento degli intestini tramite diversi meccanismi:

Mucillaginosi[modifica | modifica sorgente]

I mucillaginosi promuovono la produzione di muco sulle mucose (maggiormente dell'apparato digestivo). Sono erbe che contengono alte dosi di sostanze mucotiche come:

Di solito non vengono assorbite dall'intestino (polisaccaridi indigeribili).

Nervinotonici[modifica | modifica sorgente]

I nervinotonici tonificano una parte del sistema nervoso vegetativo (simpatico o parasimpatico) o del sistema nervoso centrale in modo:

  1. diretto sul sistema nervoso (corteccia, limbico, vegetativo);
  2. indiretto tramite il sistema ormonale;
  3. mediato tramite i sensi del gusto o l'olfatto;

tonificano o in un senso sedativo oppure in quello stimolante*:

Ossitocinergici[modifica | modifica sorgente]

Inducono le doglie prima del parto:

Rubefacenti[modifica | modifica sorgente]

Stimolano la pelle (derma) irritandola leggermente, provocando dei riflessi nervosi e un'irrorazione locale aumentata:

Sedativi[modifica | modifica sorgente]

Influiscono sul sistema nervoso e/o sul sistema ormonale in modo calmante:

Spasmolitici[modifica | modifica sorgente]

Gli spasmolitici sciolgono o allentano il tono muscolare soprattutto dei muscoli lisci:

Sialagoghi[modifica | modifica sorgente]

Promuovono la salivazione: amari come:

Pungenti come:

Stimolanti[modifica | modifica sorgente]

Stimolano le diverse funzioni organiche. Gruppo di piante e spezie non molto specifico come ad esempio:

Spesso si chiamano anche tonici o tonificanti.

Tonificanti, tonici[modifica | modifica sorgente]

Ce ne sono innumerevoli, perché ognuno tonifica qualcosa. Meglio ricorrere a una funzione o un organo specifico (cuore, circolazione, fegato, stomaco, ...).

Virostatici[modifica | modifica sorgente]

I virostatici inibiscono la proliferazione virale:

Vulnerari[modifica | modifica sorgente]

Ovvero cicatrizzanti o che promuovono la guarigione e la cicatrizzazione delle ferite: La maggior parte delle piante astringenti facilita i processi di cicatrizzazione.

  • sambuco la varietà mexicana vanta proprietà antimicotiche[12], viene usato per usi alimentari e dermatologici vari[13] ed inoltre sono segnalati casi di sensibilizzazione allergiche[13].

Fonti[modifica | modifica sorgente]

  • E. Campanini, Dizionario di Fitoterapia, Tecniche Nuove, Milano, 2004
  • M. Silano, V. Silano, Prodotti di origine vegetale in medicina, alimentazione, erboristeria e cosmetica, Tecniche Nuove, Milano, 2006.
  • F. Firenzuoli, Fitoterapia, Elsevier, IV ed., 2008
  • P. Campagna, Farmaci vegetali, Minerva Medica ed. Torino 2008
  • InfoErbe, un database open access sulle piante medicinali
  • F. Firenzuoli, Interazioni tra erbe, alimenti e farmaci, Tecniche Nuove, II ed., Milano, 2009
  • Informazioni generali sugli oli essenziali ed il loro uso
  • Centro di Medicina Naturale, Ospedale San Giuseppe, Empoli

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ PE. Lusby, AL. Coombes; JM. Wilkinson, A comparison of wound healing following treatment with Lavandula x allardii honey or essential oil. in Phytother Res, vol. 20, n. 9, Sep 2006, pp. 755-7. DOI:10.1002/ptr.1949, PMID 16807876.
  2. ^ E. Uzun, G. Sariyar; A. Adsersen; B. Karakoc; G. Otük; E. Oktayoglu; S. Pirildar, Traditional medicine in Sakarya province (Turkey) and antimicrobial activities of selected species. in J Ethnopharmacol, vol. 95, n. 2-3, Dec 2004, pp. 287-96. DOI:10.1016/j.jep.2004.07.013, PMID 15507351.
  3. ^ HM. Cavanagh, JM. Wilkinson, Biological activities of lavender essential oil. in Phytother Res, vol. 16, n. 4, Jun 2002, pp. 301-8. DOI:10.1002/ptr.1103, PMID 12112282.
  4. ^ M. Ben Salah, M. Abderraba; MR. Tarhouni; H. Abdelmelek, Effects of ultraviolet radiation on the kinetics of in vitro percutaneous absorption of lavender oil. in Int J Pharm, vol. 382, n. 1-2, Dec 2009, pp. 33-8. DOI:10.1016/j.ijpharm.2009.07.037, PMID 19683042.
  5. ^ MG. Evandri, L. Battinelli; C. Daniele; S. Mastrangelo; P. Bolle; G. Mazzanti, The antimutagenic activity of Lavandula angustifolia (lavender) essential oil in the bacterial reverse mutation assay. in Food Chem Toxicol, vol. 43, n. 9, Sep 2005, pp. 1381-7. DOI:10.1016/j.fct.2005.03.013, PMID 15907354.
  6. ^ M. Barna, A. Kucera; M. Hladícova; M. Kucera, [Wound healing effects of a Symphytum herb extract cream (Symphytum x uplandicum NYMAN: ): results of a randomized, controlled double-blind study] in Wien Med Wochenschr, vol. 157, n. 21-22, 2007, pp. 569-74. DOI:10.1007/s10354-007-0474-y, PMID 18157595.
  7. ^ VM. Di Mambro, MJ. Fonseca, Assays of physical stability and antioxidant activity of a topical formulation added with different plant extracts. in J Pharm Biomed Anal, vol. 37, n. 2, Feb 2005, pp. 287-95. DOI:10.1016/j.jpba.2004.10.030, PMID 15708669.
  8. ^ Z. ZIOLKOWSKI, J. ORSZULAK; H. WOJTANOWSKA, [Aqueous extract of Symphytum officinale in the treatment of some skin diseases in infants.] in Pediatr Pol, vol. 32, n. 12, Dec 1957, pp. 1353-60. PMID 13527040.
  9. ^ CF. Chignell, RH. Sik; MA. Watson; AR. Wielgus, Photochemistry and photocytotoxicity of alkaloids from Goldenseal (Hydrastis canadensis L.) 3: effect on human lens and retinal pigment epithelial cells. in Photochem Photobiol, vol. 83, n. 4, pp. 938-43. DOI:10.1111/j.1751-1097.2007.00086.x, PMID 17645667.
  10. ^ A. Palanisamy, C. Haller; KR. Olson, Photosensitivity reaction in a woman using an herbal supplement containing ginseng, goldenseal, and bee pollen. in J Toxicol Clin Toxicol, vol. 41, n. 6, 2003, pp. 865-7. PMID 14677798.
  11. ^ JJ. Inbaraj, BM. Kukielczak; P. Bilski; SL. Sandvik; CF. Chignell, Photochemistry and photocytotoxicity of alkaloids from Goldenseal (Hydrastis canadensis L.) 1. Berberine. in Chem Res Toxicol, vol. 14, n. 11, Nov 2001, pp. 1529-34. PMID 11712911.
  12. ^ A. Caceres, BR. Lopez; MA. Giron; H. Logemann, Plants used in Guatemala for the treatment of dermatophytic infections. 1. Screening for antimycotic activity of 44 plant extracts. in J Ethnopharmacol, vol. 31, n. 3, Mar 1991, pp. 263-76. PMID 2056755.
  13. ^ a b S. Jarić, Z. Popović; M. Macukanović-Jocić; L. Djurdjević; M. Mijatović; B. Karadzić; M. Mitrović; P. Pavlović, An ethnobotanical study on the usage of wild medicinal herbs from Kopaonik Mountain (Central Serbia). in J Ethnopharmacol, vol. 111, n. 1, Apr 2007, pp. 160-75. DOI:10.1016/j.jep.2006.11.007, PMID 17145148.
  14. ^ J. Reuter, I. Merfort; CM. Schempp, Botanicals in dermatology: an evidence-based review. in Am J Clin Dermatol, vol. 11, n. 4, 2010, pp. 247-67. DOI:10.2165/11533220-000000000-00000, PMID 20509719.
  15. ^ J. Reuter, C. Huyke; H. Scheuvens; M. Ploch; K. Neumann; T. Jakob; CM. Schempp, Skin tolerance of a new bath oil containing St. John's wort extract. in Skin Pharmacol Physiol, vol. 21, n. 6, 2008, pp. 306-11. DOI:10.1159/000148223, PMID 18667843.
  16. ^ A. Boiy, R. Roelandts; J. van den Oord; PA. de Witte, Photosensitizing activity of hypericin and hypericin acetate after topical application on normal mouse skin. in Br J Dermatol, vol. 158, n. 2, Feb 2008, pp. 360-9. DOI:10.1111/j.1365-2133.2007.08329.x, PMID 18047507.
  17. ^ [St. John's wort treatment relieves skin inflammation and pruritus in neurodermatitis] in Kinderkrankenschwester, vol. 24, n. 11, Nov 2005, p. 479. PMID 16334651.
  18. ^ PE. Beattie, RS. Dawe; NJ. Traynor; JA. Woods; J. Ferguson; SH. Ibbotson, Can St John's wort (hypericin) ingestion enhance the erythemal response during high-dose ultraviolet A1 therapy? in Br J Dermatol, vol. 153, n. 6, Dec 2005, pp. 1187-91. DOI:10.1111/j.1365-2133.2005.06946.x, PMID 16307656.
  19. ^ Z. Akdemir, C. Kahraman; II. Tatlı; E. Küpeli Akkol; I. Süntar; H. Keles, Bioassay-guided isolation of anti-inflammatory, antinociceptive and wound healer glycosides from the flowers of Verbascum mucronatum Lam. in J Ethnopharmacol, Jun 2010. DOI:10.1016/j.jep.2010.05.059, PMID 20621642.
  20. ^ H. Tadeg, E. Mohammed; K. Asres; T. Gebre-Mariam, Antimicrobial activities of some selected traditional Ethiopian medicinal plants used in the treatment of skin disorders. in J Ethnopharmacol, vol. 100, n. 1-2, Aug 2005, pp. 168-75. DOI:10.1016/j.jep.2005.02.031, PMID 16054532.
  21. ^ YM. Fonseca, CD. Catini; FT. Vicentini; A. Nomizo; RF. Gerlach; MJ. Fonseca, Protective effect of Calendula officinalis extract against UVB-induced oxidative stress in skin: evaluation of reduced glutathione levels and matrix metalloproteinase secretion. in J Ethnopharmacol, vol. 127, n. 3, Feb 2010, pp. 596-601. DOI:10.1016/j.jep.2009.12.019, PMID 20026397.
  22. ^ S. Benomar, S. Boutayeb; I. Lalya; H. Errihani; B. Hassam; BK. El Gueddari, [Treatment and prevention of acute radiation dermatitis] in Cancer Radiother, vol. 14, n. 3, Jun 2010, pp. 213-6. DOI:10.1016/j.canrad.2010.02.001, PMID 20427219.
  23. ^ TA. Re, D. Mooney; E. Antignac; E. Dufour; I. Bark; V. Srinivasan; G. Nohynek, Application of the threshold of toxicological concern approach for the safety evaluation of calendula flower (Calendula officinalis) petals and extracts used in cosmetic and personal care products. in Food Chem Toxicol, vol. 47, n. 6, Jun 2009, pp. 1246-54. DOI:10.1016/j.fct.2009.02.016, PMID 19249334.
  24. ^ PK. Chandran, R. Kuttan, Effect of Calendula officinalis Flower Extract on Acute Phase Proteins, Antioxidant Defense Mechanism and Granuloma Formation During Thermal Burns. in J Clin Biochem Nutr, vol. 43, n. 2, Sep 2008, pp. 58-64. DOI:10.3164/jcbn.2008043, PMID 18818737.
  25. ^ M. McQuestion, Evidence-based skin care management in radiation therapy. in Semin Oncol Nurs, vol. 22, n. 3, Aug 2006, pp. 163-73. DOI:10.1016/j.soncn.2006.04.004, PMID 16893745.
  26. ^ A. Bolderston, NS. Lloyd; RK. Wong; L. Holden; L. Robb-Blenderman, The prevention and management of acute skin reactions related to radiation therapy: a systematic review and practice guideline. in Support Care Cancer, vol. 14, n. 8, Aug 2006, pp. 802-17. DOI:10.1007/s00520-006-0063-4, PMID 16758176.
  27. ^ Final report on the safety assessment of Calendula officinalis extract and Calendula officinalis. in Int J Toxicol, 20 Suppl 2, 2001, pp. 13-20. PMID 11558637.
  28. ^ J. Graf, Herbal anti-inflammatory agents for skin disease. in Skin Therapy Lett, vol. 5, n. 4, 2000, pp. 3-5. PMID 10785407.
  29. ^ S. Kartikeyan, RM. Chaturvedi; SV. Narkar, Effect of calendula on trophic ulcers. in Lepr Rev, vol. 61, n. 4, Dec 1990, p. 399. PMID 2126323.
  30. ^ E. Klouchek-Popova, A. Popov; N. Pavlova; S. Krŭsteva, Influence of the physiological regeneration and epithelialization using fractions isolated from Calendula officinalis. in Acta Physiol Pharmacol Bulg, vol. 8, n. 4, 1982, pp. 63-7. PMID 7185264.
  31. ^ D. Trombetta, C. Puglia; D. Perri; A. Licata; S. Pergolizzi; ER. Lauriano; A. De Pasquale; A. Saija; FP. Bonina, Effect of polysaccharides from Opuntia ficus-indica (L.) cladodes on the healing of dermal wounds in the rat. in Phytomedicine, vol. 13, n. 5, maggio 2006, pp. 352-8. DOI:10.1016/j.phymed.2005.06.006, PMID 16635743.
  32. ^ a b L. Battinelli, C. Daniele; M. Cristiani; G. Bisignano; A. Saija; G. Mazzanti, In vitro antifungal and anti-elastase activity of some aliphatic aldehydes from Olea europaea L. fruit. in Phytomedicine, vol. 13, n. 8, Sep 2006, pp. 558-63. DOI:10.1016/j.phymed.2005.09.009, PMID 16920510.
  33. ^ AP. Pereira, IC. Ferreira; F. Marcelino; P. Valentão; PB. Andrade; R. Seabra; L. Estevinho; A. Bento; JA. Pereira, Phenolic compounds and antimicrobial activity of olive (Olea europaea L. Cv. Cobrançosa) leaves. in Molecules, vol. 12, n. 5, 2007, pp. 1153-62. PMID 17873849.
  34. ^ F. Ortega-García, J. Peragón, Phenylalanine ammonia-lyase, polyphenol oxidase, and phenol concentration in fruits of Olea europaea L. cv. Picual, Verdial, Arbequina, and Frantoio during ripening. in J Agric Food Chem, vol. 57, n. 21, Nov 2009, pp. 10331-40. DOI:10.1021/jf901471c, PMID 19813730.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Categoria:Piante medicinali e officinali