Pilosella

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Sparviere
Künzelsau Friedhofspflanze Detail.jpg
Pilosella aurantiaca
(Sparviere aureo)
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Sottoregno Tracheobionta
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Asteridae
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Cichorioideae
Tribù Cichorieae
Sottotribù Hieraciinae
Genere 'Plosella'
Vaill., 1754
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Angiosperme
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Tricolpate basali
(clade) Asteridi
(clade) Euasteridi II
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Cichorioideae
Tribù Cichorieae
Sottotribù Hieraciinae
Specie

Pilosella Vaill., 1754 è un genere di piante spermatofite dicotiledoni appartenenti alla famiglia delle Asteraceae, dall'aspetto di piccole erbacee annuali o perenni dalla tipica infiorescenza simile a margherite gialle.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome generico (Pilosella) deriva dal latino "pilosus" (significa "peloso") e si riferisce all'aspetto piuttosto pubescente di queste piante.[1] Da un punto di vista scientifico il nome del genere è stato pubblicato per la prima volta dal botanico francese Sébastien Vaillant (1669-1722) nella pubblicazione "Der Königl[iche] Akademie der Wissenschaften in Paris Anatomische, Chymische und Botanische Abhandlungen - 5: 703. 1754" del 1754.[2]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

I dati morfologici si riferiscono soprattutto alle specie europee e in particolare a quelle spontanee italiane.
Le piante di questo genere raramente superano il metro di altezza. La forma biologica prevalente è emicriptofita scaposa (H scap), ossia in generale sono piante erbacee (e aromatiche), a ciclo biologico perenne, con gemme svernanti al livello del suolo e protette dalla lettiera o dalla neve, inoltre spesso hanno l'asse fiorale eretto e privo di foglie (piante scapose), oppure le foglie basali sono assenti alla fioritura (piante afillipode). Alcune specie possono anche avere la forma biologica di tipo emicriptofita rosulata (H ros), ossia con foglie disposte a formare una rosetta basale e presenti alla fioritura (piante fillipode). Queste piante sono anche provviste di lattice (i vasi latticiferi sono anastomizzati).[3][4]

Radici[modifica | modifica wikitesto]

Le radici sono secondarie da rizoma.

Fusto[modifica | modifica wikitesto]

  • Parte ipogea: la parte sotterranea consiste in un rizoma allungato con stoloni epigei erbacei lunghi fino a 10 – 20 cm; il portamento degli stoloni è più o meno ascendente; sono fogliosi ma non possiedono radici.
  • Parte epigea: la parte aerea del fusto è eretta, semplice (monocefala - raramente è forcuta); la pubescenza è varia (setole, peli stellati e peli ghiandolari).

Foglie[modifica | modifica wikitesto]

Le foglie, disposte in modo alternato, sono basali (raccolte in una rosetta basale) con lamina a forma da strettamente lanceolata a obovata o oblanceolato-spatolata; il contorno è continuo oppure più o meno diviso. Le foglie cauline sono rare, quelle degli stoloni sono grandi la metà o anche meno di quelle basali.

Infiorescenza[modifica | modifica wikitesto]

Infiorescenza
Pilosella piloselloides
Giardino Botanico Alpino "Giangio Lorenzoni", Pian Cansiglio, Tambre d'Alpago (BL), 1000 m s.l.m. - 16 luglio 2009

Le infiorescenze sono composte da un unico capolino peduncolato (raramente sono di più). La pubescenza del peduncolo è varia. Il capolino è formato da un involucro composto da brattee (o squame) disposte su una sola serie (mancano quelle esterne), all'interno delle quali un ricettacolo fa da base ai fiori tutti ligulati. Le squame dell'involucro, disposte lungo una spirale, hanno delle forme lineari con lunghezza progressivamente decrescente e con apice acuto o acuminato; il colore è da grigio-verde a nerastro, raramente biancastro; la pubescenza è formata da setole e peli stellati, meno frequenti sono i peli ghiandolari. Il ricettacolo è nudo (ossia privo di pagliette a protezione della base dei fiori).

Fiori[modifica | modifica wikitesto]

I fiori ligulati
Pilosella aurantiaca

I fiori sono tutti del tipo ligulato[5] (il tipo tubuloso, i fiori del disco, presente nella maggioranza delle Asteraceae, qui è assente), sono tetra-ciclici (ossia sono presenti 4 verticilli: calicecorollaandroceogineceo) e pentameri (ogni verticillo ha 5 elementi). I fiori sono ermafroditi e zigomorfi.

  • Formula fiorale: per questa pianta viene indicata la seguente formula fiorale:
* K 0/5, C (5), A (5), G (2), infero, achenio[6]
  • Calice: i sepali del calice sono ridotti ad una coroncina di squame.
  • Corolla: la corolla è colorata di giallo-intenso, a volte con striature rosse nella parte inferiore.
  • Androceo: gli stami sono 5 con filamenti liberi, mentre le antere sono saldate in un manicotto (o tubo) circondante lo stilo.[7] Le antere alla base sono acute.
  • Gineceo: lo stilo giallo (o più o meno scuro) è filiforme e peloso sul lato inferiore; gli stigmi dello stilo sono due divergenti. L'ovario è infero uniloculare formato da 2 carpelli. La superficie stigmatica è interna.[8]

Frutti[modifica | modifica wikitesto]

I frutti sono degli acheni con pappo. Gli acheni, bruno-scuri o nerastri, a forma colonnare-obconica, sono ristretti alla base (e ingrossati all'apice), mentre la superficie (liscia o appena rugosa) è provvista di 10 coste terminati nella parte alta con un dentello. Il pappo è formato da setole semplici, color bianco sporco, disposte su una sola serie, tutte sottili e della stessa lunghezza.

Pubescenza[modifica | modifica wikitesto]

Un carattere importante anche da un punto di vista tassonomico (per individuare i vari gruppi del genere - vedere la tabella più sotto) è la pubescenza delle varie parti della pianta: fusto, foglie, peduncolo e squame dell'involucro. Si possono distinguere cinque tipi principali di peli:

  • peli: possono essere semplici oppure pluricellulari con lunghezza contenute in 1 - 2 mm;
  • setole: possono essere semplici oppure pluricellulari con lunghezza variabile tra 3 - 5 mm fino a 10 mm;
  • peli stellati: generalmente sono brevi (meno di 0,5 mm), pluricellulari e con le punte rivolte in tutte le direzioni;
  • peli piumosi: sono derivati dalle lacinie delle setole;
  • ghiandole: sono peli semplici (brevi o lunghi) terminanti in un ingrossamento ghiandolare.


La frequenza della pelosità può essere: molto fitta - abbondante - sparsa - rara o molto rara.

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

  • Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama).
  • Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
  • Dispersione: i semi cadendo a terra (dopo essere stati trasportati per alcuni metri dal vento per merito del pappo – disseminazione anemocora) sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria).

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Le specie di questo genere hanno una distribuzione cosmopolita (con una certa preferenza per l'Eurasia e il Nordamerica). L'habitat preferito è quello temperato a quote medie e alte. Delle circa 150 specie spontanee della flora italiana buona parte vivono sull'arco alpino. La tabella seguente mette in evidenza i dati relativi all'habitat, al substrato e alla distribuzione delle principali specie o gruppi alpini[9].

Specie Comunità
vegetali
Piani
vegetazionali
Substrato pH Livello trofico H2O Ambiente Zona alpina
P. alpicola 10 subalpino
alpino
Ca/Si - Si acido basso medio F5 NO SO TA BZ UD
P. aurantiaca 10 collinare
montano
Ca/Si - Si acido basso medio F4 F5 tutto l'arco alpino
P. bauhini 9 collinare
montano
Ca - Ca/Si basico basso secco F2 F7 UD
P. caespitosa 11 collinare
montano
Ca - Si neutro basso medio E1 F3 TN BZ
P. cymosa 9 collinare
montano
subalpino
Ca - Ca/Si basico basso arido F2 F7 tutto l'arco alpino (con discontinuità)
P. glacialis 10 subalpino
alpino
Ca/Si - Si acido basso secco F5 tutto l'arco alpino (con discontinuità)
P. hoppeana 10 montano
subalpino
Ca - Si neutro basso secco F2 F5 centro-orientale
P. lactucella 10 colinare
montano
subalpino
Ca - Si acido basso medio F2 F3 F4 F5 tutto l'arco alpino
P. officinarum 9 montano
subalpino
Ca - Si neutro basso secco F2 F5 centro-orientale
P. peleteriana 4 collinare
montano
subalpino
alpino
Ca/Si neutro basso secco B2 B5 C1 C5 F2 F4 F5 I1 occidentale
P. piloselloides 3 collinare
montano
subalpino
Ca - Ca/Si basico basso secco B2 B5 C2 F2 tutto l'arco alpino
P. pseudopilosella 9 collinare
montano
Ca - Si neutro basso arido B5 C1 F2 CN TO
P. saussureoides 9 collinare
montano
subalpino
Ca - Ca/Si basico basso arido F2 CN TO AO
Legenda e note alla tabella.

Substrato con “Ca/Si” si intendono rocce di carattere intermedio (calcari silicei e simili); vengono prese in considerazione solo le zone alpine del territorio italiano (sono indicate le sigle delle province).
Comunità vegetali: 3 = comunità delle fessure, delle rupi e dei ghiaioni; 4 = comunità pioniere a terofite e succulente; 9 = comunità a emicriptofite e camefite delle praterie rase magre secche; 10 = comunità delle praterie rase dei piani subalpino e alpino con dominanza di emicriptofite; 11 = comunità delle macro- e megaforbie terrestri; 14 = comunità forestali
Ambienti: B2 = ambienti ruderali, scarpate; B5 = rive, vicinanze corsi d'acqua; B7 = parchi, giardini, terreni sportivi; C1 = ambienti sabbiosi, affioramenti rocciosi; C2 = rupi, muri e ripari sotto roccia; C3 = ghiaioni, morene e pietraie; C5 = cave di ghiaia e pietra; E1 = paludi e torbiere basse; F2 = praterie rase, prati e pascoli dal piano collinare al subalpino; F3 = prati e pascoli mesofili e igrofili; F4 = prati e praterie magre rase; F5 = praterie rase subalpine e alpine; F7 = margini erbacei dei boschi; G1 = lande e popolamenti a lavanda; G2 = praterie rase dal piano collinare a quello alpino; G4 = arbusteti e margini dei boschi; H1 = ontaneti verdi, saliceti subalpini; H2 = boscaglie di pini montani; H4 = arbusteti, siepi, margini di boschi; I1 = boschi di conifere; I2 = boschi di latifoglie; I3 = querceti submediterranei

Sistematica[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia di appartenenza del genere (Asteraceae o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale e comprende oltre 23000 specie distribuite su 1535 generi[10] (22750 specie e 1530 generi secondo altre fonti[11]). All'interno della famiglia il genere fa parte della sottofamiglia Cichorioideae (una delle 12 sottofamiglie nella quale è stata suddivisa la famiglia Asteraceae); mentre Cichorieae è una delle 7 tribù della sottofamiglia, e la sottotribù Hieraciinae è una dell 11 sottotribù di Cichorieae.[12]
Il genere Pilosella è un genere estremamente polimorfo con maggioranza di specie apomittiche. Di questo genere sono descritte circa 250 specie principali [13], delle quali circa 150 e più sono presenti nella flora spontanea italiana.[14] Altre fonti ne contano fino a 3000 (tra specie sessuali e specie apomittiche).[15] Alcuni taxon collegati alle varie specie del genere sono sottospecie, altri sono considerati aggregati (o inclusi), e altri ancora sono considerati "intermediari" (o impropriamente ibridi in quanto queste specie essendo apomittiche non si incrociano e quindi non danno prole feconda) con altre specie. A causa di ciò si pongono dei problemi di sistematica quasi insolubili e per avere uno sguardo d'insieme su questa grande variabilità può essere necessario assumere un diverso concetto di specie. Nella "Flora d'Italia" sono proposte due nuove unità tassonomiche: (1) gruppo-cardinale (insieme di forme elementari di singole serie evolutive come le specie o le agamospecie con proprie combinazioni di caratteri morfologici); (2) gruppo-intermediario (insieme di specie o agamospecie che riuniscono i caratteri morfologici di due o più gruppi-cardinali).[3]
Anche studi recenti (Greuter, 2007) hanno confermato che la classificazione interna al genere pone problemi quasi impossibili da risolvere. Problemi che vengono ulteriormente ostacolati dallo scontro di correnti e scuole di pensiero difficilmente conciliabili per quanto riguarda i principi di base della classificazione del genere. Seguendo la tradizione Zahn un primo metodo consiste nel suddividere le specie principali e i vari intermediari ibridi in sottospecie, a questo si contrappone la "scuola nordica" la quale tratta ogni ceppo apomittico distinguibile come specie e quindi minimizza il numero delle sezioni tra genere e specie. Quest'ultimo approccio segue l'indirizzo filogenetico attuale, ma risulta inapplicabile su grandi aree con maggior diversità di morfotipi. Gottschlich recentemente (2009) suggerisce che i vari taxa dovrebbero essere caratterizzati da discontinuità morfologiche associate a separazione geografiche/ecologiche.[16]

Specie spontanee italiane[modifica | modifica wikitesto]

La tabella seguente elenca le principali specie o gruppi del genere Pilosella presenti sul territorio italiano.[3][17][18]
(Per alcune specie i dati sono ancora in via di completamento.)

Specie/Autore Spp. in Italia /
Taxa inclusi in Europa
Distribuzione italiana Distribuzione europea
Pilosella acutifolia (Vill.) Arv.-Touv., 1880 0/3 Settentrionale Centro-meridionale
Pilosella aletschensis (Zahn) Soják, 1982 Piemonte Alpi (occidentali)
Pilosella alpicola (Hoppe) F. W. Schultz & Sch. Bip., 1862 0/1 Lombardia, Trentino-Alto Adige e Veneto Centrale e Penisola Balcanica
Pilosella anchusoides Arv.-Touv., 1873 Settentrionale Centro-occidentale
Pilosella annae-vetterae (Zahn) Soják, 1982
Pilosella anobrachia (Arv.-Touv. & Gaut.) S. Bräut. & Greuter, 2007 Valle d'Aosta Alpi
Pilosella arida (Freyn) Soják, 1971 Settentrionale Centro-orientale
Pilosella arnoserioides (Nägeli & Peter) Soják, 1971 Trentino-Alto Adige, Veneto e Friuli-Venezia Giulia Centrale e Penisola Balcanica
Pilosella aurantella (Nägeli & Peter) Soják, 1971 Lombardia e Trentino-Alto Adige Alpi
Pilosella aurantiaca (L.) F. W. Schultz & Sch. Bip., 1862 3/0 Settentrionale Centro-settentrionale
Pilosella auriculiformis (Fr.) F. W. Schultz & Sch. Bip., 1862 Piemonte e Valle d'Aosta Centro-settentrionale
Pilosella basifurca (Peter) Soják, 1971 Lombardia e Trentino-Alto Adige Alpi
Pilosella bauhini (Schult.) Arv.-Touv., 1880 1/0 Friuli-Venezia Giulia Centro-orientale, Transcaucasia e Anatolia
Pilosella blyttiana (Fr.) F. W. Schultz & Sch. Bip., 1862 Friuli-Venezia Giulia Centro-orientale e settentrionale
Pilosella brachiata (DC.) F. W. Schultz & Sch. Bip., 1862 0/4 Tutto il territorio Centro-orientale, Transcaucasia e Anatolia
Pilosella brachycoma (Nägeli & Peter) H. P. Fuchs, 1980 Settentrionale Alpi
Pilosella caespitosa (Dumort.) P. D. Sell & C. West, 1967 0/2 Trentino-Alto Adige Tutto il territorio (esclusa la parte occidentale)
Pilosella capillata (Arv.-Touv.) Mateo, 1990 Occidentale e Marocco
Pilosella corymbulifera (Arv.-Touv.) Arv.-Touv., 1879 Lombardia, Trentino-Alto Adige e Veneto Centro-orientale
Pilosella corymbuloides (Arv.-Touv.) S. Bräut. & Greuter, 2008 Settentrionale Alpi
Pilosella cymiflora (Nägeli & Peter) S. Bräut. & Greuter, 2007 Trentino-Alto Adige Centrale e Penisola Balcanica
Pilosella cymosa (L.) F. W. Schultz & Sch. Bip., 1862 3/0 Tutto il territorio Centro-orientale
Pilosella densiflora (Tausch) Soják, 1971 Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia Centro-orientale e Anatolia
Pilosella fallacina (F. W. Schultz) F. W. Schultz, 1863 0/3 Trentino-Alto Adige Centrale
Pilosella faurei Arv.-Touv., 1873 Piemonte, Valle d'Aosta e Lombardia Alpi (occidentali)
Pilosella frigidaria (Nägeli & Peter) Soják, 1971 Trentino-Alto Adige Alpi (occidentali)
Pilosella fulviseta (Bertol.) Soják, 1971 Liguria e Emilia Romagna Corsica
Pilosella fusca (Vill.) Arv.-Touv., 1880 0/2 Settentrionale Centrale e settentrionale
Pilosella glacialis (Reyn.) F. W. Schultz & Sch. Bip., 1862 Settentrionale Alpi
Pilosella guthnikiana (Hegetschw.) Soják, 1971 Settentrionale Centro-meridionale
Pilosella halacsyi (Halácsy) Soják, 1971 Trentino-Alto Adige Penisola Balcanica (meridionale) e Anatolia
Pilosella hoppeana (Schult.) F. W. Schultz & Sch. Bip., 1862 1/0 Tutto il territorio, ma in modo discontinuo Parte mediterranea e centrale
Pilosella hybrida (Vill.) F. W. Schultz & Sch. Bip., 1862 Piemonte Centrale
Pilosella hypeurya (Peter) Soják, 1971 Settentrionale Tutto il territorio esclusa la parte nord-orientale
Pilosella hypoleuca Arv.-Touv., 1873 Settentrionale Alpi
Pilosella kalksburgensis (Wiesb.) Soják, 1971 Settentrionale Centro-orientale
Pilosella lactucella (Wallr.) P. D. Sell & C. West, 1967 2/0 Centro-settentrionale Tutto il territorio (esclusa la parte mediterranea orientale)
Pilosella laggeri (Rchb. f.) F. W. Schultz & Sch. Bip., 1862 Settentrionale Alpi
Pilosella lathraea Peter) Soják, 1982 0/2 Trentino-Alto Adige Alpi
Pilosella leptophyton (Nägeli & Peter) S. Bräut. & Greuter, 2007 Friuli-Venezia Giulia, Toscana, Lazio e Campania Orientale-meridionale
Pilosella leucopsilon (Arv.-Touv.) Gottschl., 2011 Orientale-meridionale
Pilosella litardiereana (Zahn) Soják, 1971 Campania Corsica
Pilosella longisquama (Peter) Holub, 1977 Nord-occidentale Centro-occidentale e settentrionale
Pilosella macranthiformis (Zahn) S. Bräut. & Greuter, 2010
Pilosella notha (Huter) S. Bräut. & Greuter, 2007 Settentrionale Alpi
Pilosella officinarum Vaill., 1754 1/0 Tutto il territorio Tutto il territorio
Pilosella pachypila (Peter) Soják, 1971 Settentrionale Alpi
Pilosella peleteriana (Mérat) F. W. Schultz & Sch. Bip., 1862 2/0 Settentrionale e centrale Centro-occidentale e settentrionale
Pilosella permutata (Nägeli & Peter) Soják, 1971 Valle d'Aosta, Lombardia e Trentino-Alto Adige Alpi
Pilosella peteriana (Käser) Holub, 1977 Trentino-Alto Adige Centro-orientale e settentrionale
Pilosella pilosellina (F. W. Schultz) Soják, 1971 Tutto il territorio (isole escluse) Centrale
Pilosella piloselloides (Vill.) Soják, 1971 3/3 Tutto il territorio Tutto il territorio
Pilosella plaicensis (Wol.) Soják, 1982 Lombardia e Trentino-Alto Adige Discontinua verso oriente
Pilosella portae (T. Durand & B. D. Jacks.) Mateo & Greuter, 2007 Valle d'Aosta e Piemonte Occidentale
Pilosella promeces (Peter) Holub, 1977 0/3 Alpi (occidentali)
Pilosella pseudolactucella Gottschl., 2011
Pilosella pseudotrichodes (Zahn) Soják, 1971 Piemonte, Lombardia e Trentino-Alto Adige Alpi (occidentali)
Pilosella rubra (Peter) Soják, 1971 Valle d'Aosta Centrale
Pilosella ruprechtii (Boiss.) P. D. Sell & C. West, 1975 0/4 Emilia Romagna (?) Meridionale-orientale (compresa Transcaucasia e Anatolia)
Pilosella salernicola (J. Vetter & Zahn) Soják, 1982 Trentino-Alto Adige
Pilosella saussureoides Arv.-Touv., 1873 Discontinua su tutto il territorio Occidentale (compreso il Marocco)
Pilosella schizosciadia Gottschl., 2011
Pilosella schultesii (F. W. Schultz) F. W. Schultz & Sch. Bip., 1862 0/2 Settentrionale Tutto il territorio
Pilosella sciadogena Gottschl., 2011 0/3
Pilosella stoloniflora (Waldst. & Kit.) F. W. Schultz & Sch. Bip., 1862 0/2 Trentino-Alto Adige Centrale e Nord-orientale
Pilosella subrubens Arv.-Touv., 1873 Valle d'Aosta Alpi (occidentali)
Pilosella substoloniflora (Peter) Soják, 1971 Lombardia e Trentino-Alto Adige Alpi (orientali) e Romania
Pilosella subtardans (Nägeli & Peter) Soják, 1971 Valle d'Aosta, Piemonte e Liguria Occidentale
Pilosella sulphurea (Döll) F. W. Schultz & Sch. Bip., 1862 0/2 Piemonte e Trentino-Alto Adige Centrale
Pilosella tardiuscula (Peter) Soják, 1971 Piemonte Occidentale
Pilosella tendina (Nägeli & Peter) Soják, 1971 Settentrionale Alpi
Pilosella tephrodes (Nägeli & Peter) S. Bräut. & Greuter, 2007 Piemonte e Liguria Alpi (occidentali)
Pilosella tinctilingua (Zahn) Soják, 1971 Piemonte Alpi (occidentali)
Pilosella triplex (Peter) Soják, 1971 Piemonte Alpi (occidentali)
Pilosella viridifolia (Peter) Holub, 1977 Settentrionale (centro-orientale) Alpi (orientali) e Penisola Balcanica
Pilosella visianii F. W. Schultz & Sch. Bip., 1862 Tutto il territorio (in modo discontinuo) Centrale
Pilosella ziziana (Tausch) F. W. Schultz & Sch. Bip., 186 0/3 Settentrionale e Puglia Centro-orientale (compresa Transcaucasia e Anatolia)

Chiave analitica per alcune specie[modifica | modifica wikitesto]

Per meglio comprendere ed individuare le varie specie del genere (solamente per le specie spontanee della flora italiana) l'elenco seguente utilizza in parte il sistema delle chiavi analitiche, vengono cioè indicate solamente quelle caratteristiche utili a distingue una specie dall'altra (in questo elenco sono inserite solamente le specie italiane più importanti di Pilosella)[19].

  • Gruppo 1A: il colore delle due facce delle foglie è diverso (verdi di sopra; bianco o grigio-tomentoso di sotto); lo scapo è privo di foglie cauline e porta un solo capolino;
  • Gruppo 3A: le squame dell'involucro sono molto pelose, ma si vedono ancora; la parte superiore dello scapo è ricoperta da peli ghiandolari;
  • Gruppo 3B: le squame sono ricoperte da densa peluria lanosa (peli semplici misti a peli stellati); mancano i peli ghiandolari;
  • Gruppo 2B: le piante possiedono un breve rizoma obliquo e sono provviste di corti stoloni (oppure sono mancanti) lunghi come le foglie della rosetta basale; le squame dell'involucro sono larghe 1,5 - 3,5 mm;
  • Pilosella hoppeana (Schult.) F. W. Schultz & Sch. Bip. - Sparviere di Hoppe: la forma delle squame dell'involucro è da lanceolata a ovata con apice ottuso o arrotondato; queste piante possono arrivare ad una altezza compresa tra i 20 e i 35 cm; il ciclo biologico è perenne; la forma biologica è emicriptofita rosulata (H ros); il tipo corologico è Orofita - Nord Est Mediterraneo; l'habitat tipico sono i pascoli subalpini e i prati aridi; sul territorio italiano è comune e si trova in alcune zone delle Alpi orientali e dell'Appennino meridionale (Sicilia compresa) fino ad una altitudine compresa tra 500 e 2400 m s.l.m..
  • Pilosella peleteriana (Mérat) F. W. Schultz & Sch. Bip. - Sparviere di Peletier: la forma delle squame dell'involucro è lesiniforme con apice acuto; queste piante possono arrivare ad una altezza compresa tra i 10 e i 20 cm; il ciclo biologico è perenne; la forma biologica è emicriptofita rosulata (H ros); il tipo corologico è Europeo occidentale; l'habitat tipico sono i pendii sassosi e le ghiaie; sul territorio italiano è comune e si trova nelle Alpi occidentali fino ad una altitudine compresa tra 200 e 2600 m s.l.m..
  • Gruppo 1B: il colore delle due facce delle foglie è verde con pubescenza poco differente; il fusto normalmente è ramificato in più capolini;
  • Gruppo 4A: il fusto di queste piante può arrivare fino a 25 cm di altezza; l'infiorescenza è formata da pochi capolini (1 - 7); lo scapo à quasi privo di foglie cauline (0 -2);
  • Gruppo 5A: i bordi delle foglie basali sono ricoperte da peli ghiandolari; gli involucri sono ricoperti da un denso tomento lanoso;
  • Gruppo 5B: le foglie basali sono prive di peli ghiandolari; l'involucro è più o meno peloso;
  • Gruppo 6A: le foglie basali sono glauche e prive di peli stellati; gli stoloni di queste piante sono allungati; il fusto è ricoperto da brevi peli semplici;
  • Pilosella lactucella (Wallr.) P. D. Sell & C. West - Sparviere orecchia di topo: il fusto è ramificato verso l'apice con brevi rami e senza peli semplici; le ligule dei fiori sono interamente gialle; queste piante possono arrivare ad una altezza compresa tra i 8 e i 25 cm; il ciclo biologico è perenne; la forma biologica è emicriptofita rosulata (H ros); il tipo corologico è Euro-Siberiano; l'habitat tipico sono i pascoli subalpini e alpini e i prati su terreni acidi; sul territorio italiano è rara e si trova dal nord fino al centro fino ad una altitudine compresa tra 250 e 2450 m s.l.m..
  • Pilosella kralikii (Rouy) J.-M. Tison - Sparviere di Sardegna: il fusto è indiviso, oppure è ramificato verso la metà; nella parte alta sono presenti dei peli semplici biancastri lunghi 1 mm; le ligule dei fiori sono colorate di rosso-ocra all'apice; queste piante possono arrivare ad una altezza compresa tra i 5 e i 12 cm; il ciclo biologico è perenne; la forma biologica è emicriptofita rosulata (H ros); il tipo corologico è Endemico; l'habitat tipico sono le creste ventose; sul territorio italiano è molto rara e si trova solamente in Sardegna fino ad una altitudine compresa tra 1000 e 2500 m s.l.m..
  • Gruppo 6B: le foglie basali sono colorate di verde con abbondanti peli stellati posizionati soprattutto sui bordi e sulla faccia inferiore; il fusto è ricoperto di peli stellati, peli ghiandolari e peli semplici lunghi 1 - 4 mm;
  • Pilosella glacialis (Reyn.) F. W. Schultz & Sch. Bip. - Sparviere glaciale: queste piante possono arrivare ad una altezza compresa tra i 10 e i 18 cm; il ciclo biologico è perenne; la forma biologica è emicriptofita rosulata (H ros); il tipo corologico è Endemico - Alpico; l'habitat tipico sono i pascoli alpini e subalpini; sul territorio italiano è rara e si trova solamente nelle Alpi fino ad una altitudine compresa tra 1900 e 2700 m s.l.m..
  • Gruppo 4B: i fusti sono più alti (20 - 100 cm) con infiorescenze dotate di molti capolini e molte foglie cauline prive di orecchiette; la pubescenza dei fusti è formata anche da peli semplici e setole; le foglie basali hanno delle lamine intere o appena dentate sui bordi; gli acheni sono più piccoli di 4 mm e non sono ristretti nella parte superiore;
  • Gruppo 7A: i fusti sono ricoperti di peli semplici, chiari e brevi (1 - 3 mm);
  • Gruppo 8A: le foglie si presentano glauche con sparsi peli stellati e pochi peli semplici allungati (2 - 7 mm) numerosi soprattutto sui bordi; le foglie cauline sono prive di ghiandole;
  • Gruppo 9A: piante prive di stoloni;
  • Pilosella piloselloides (Vill.) Soják - Sparviere fiorentino: le foglie cauline sono ristrette alla base ma non sono abbraccianti; queste piante possono arrivare ad una altezza compresa tra i 20 e i 70 cm; il ciclo biologico è perenne; la forma biologica è emicriptofita scaposa (H scap); il tipo corologico è Europeo - Caucasico; l'habitat tipico sono i pendii franosi, le scarpate, i greti, le sabbie, le ghiaie e i prati aridi; sul territorio italiano è comune e si trova su tutto il territorio fino ad una altitudine di 1500 m s.l.m..
  • Pilosella pavichii (Heuff.) Arv.-Touv. - Sparviere di Pavich: le foglie cauline hanno la base allargata e sono subamplessicauli; queste piante possono arrivare ad una altezza compresa tra i 20 e i 60 cm; il ciclo biologico è perenne; la forma biologica è emicriptofita scaposa (H scap); il tipo corologico è Sud Est Europeo; l'habitat tipico sono i pendii sassosi e gli incolti; sul territorio italiano è molto rara e si trova solamente negli Abruzzi fino ad una altitudine compresa fra 800 e 1500 m s.l.m..
  • Gruppo 9B: piante con stoloni epigei allungati;
  • Gruppo 8B: il colore delle foglie è verde con abbondanti peli semplici (lunghi 0,5 - 1 mm) e peli stellati; le foglie cauline sono ricoperte da sparsi peli ghiandolari;
  • Pilosella cymosa (L.) F. W. Schultz & Sch. Bip. - Sparviere corimboso: queste piante possono arrivare ad una altezza compresa tra i 30 e i 80 cm; il ciclo biologico è perenne; la forma biologica è emicriptofita scaposa (H scap); il tipo corologico è Europeo; l'habitat tipico sono i prati aridi di montagna; sul territorio italiano è rara e si trova più o meno ovunque fino ad una altitudine compresa tra 200 e 2000 m s.l.m..
  • Gruppo 7B: il fusto è ricoperto sparsamente da peli semplici allungati (da 2 a 7 mm) e di colore scuro;
  • Pilosella caespitosa (Dumort.) P. D. Sell & C. West - Sparviere palustre: i fiori sono colorati di giallo e l'involucro è lungo 5 - 8 mm; queste piante possono arrivare ad una altezza compresa tra i 30 e i 50 cm; il ciclo biologico è perenne; la forma biologica è emicriptofita scaposa (H scap); il tipo corologico è Euro-Siberiano; l'habitat tipico sono i prati umidi e torbosi; sul territorio italiano è molto rara e si trova solamente nel Trentino-Alto Adige fino ad una altitudine compresa tra 600 e 1300 m s.l.m..
  • Pilosella aurantiaca (L.) F. W. Schultz & Sch. Bip. - Sparviere aureo: i fiori sono colorati di rosso-arancio e l'involucro è lungo 7 - 11 mm; queste piante possono arrivare ad una altezza compresa tra i 20 e i 60 cm; il ciclo biologico è perenne; la forma biologica è emicriptofita scaposa (H scap); il tipo corologico è Centro e Nord Europeo; l'habitat tipico sono i pascoli subalpini; sul territorio italiano è comune e si trova solamente nelle Alpi fino ad una altitudine compresa tra 1700 e 2500 m s.l.m..

Principali gruppi italiani[modifica | modifica wikitesto]

Buona parte delle specie italiane sono raccolte in gruppi con caratteri simili o poco diversi. Nel seguente elenco sono indicati i principali gruppi del genere Pilosella della flora spontanea italiana descritti nella "Flora d'Italia".[3] Le specie tra parentesi si riferiscono alla pubblicazione "An annotated checklist of the Italian Vascular Flora"[18]
(L'appartenenza di una data specie ad un gruppo oppure ad un altro vicino può variare da Autore a Autore.)

Specie principale Taxa inclusi/ibridi/intermediari Descrizione dei caratteri principali Pelosità
P. aurantiaca Gruppo formato da diversi intermediari tra cui:
P. biflora
P. fusca
P. fuscoatra
P. guthnikiana
P. peteriana
P. plaicensis
P. stoloniflora
(P. aurantella
P. blyttiana
P. notha
P. rubra
P. substoloniflora)
Piante fillipodi con stoloni sotterranei sottili - Le foglie hanno la lamina intera con piccoli dentelli sui bordi - L'involucro è lungo 7–10 mm - Il colore dei fiori è rosso-arancio - Gli acheni non sono ristretti nella parte alta Fusto: con abbondanti peli semplici - Foglie: con abbondanti peli semplici e rari peli stellati - Peduncoli: con abbondanti setole, pochi peli semplici, abbondanti peli stellati e abbondanti ghiandole - Involucro: con abbondanti setole, pochi peli semplici, pochi peli stellati e abbondanti ghiandole
P. cymosa Gruppo polimorfo con numerose agamospecie tra cui:
P. halacsyi
P. hybrida
P. laggeri
P. pseudotrichodes
(P. tinctilingua)
Piante fillipodi con ghiandole sulle foglie basali e sugli involucri, ma non vischiose - Le foglie basali sono intere con lamina lineare-ellittica con un picciolo poco evidente - L'infiorescenza è formata da numerosi capolini disposti in modo ombrelliforme Fusto: con setole brevi e irte - Foglie: con abbondanti peli semplici e peli stellati - Foglie cauline: con sparsi peli ghiandolari - Infiorescenza: possono essere presenti dei peli ghiandolari
P. glacialis Gruppo con una decina di agamospecie tra cui:
P. acutifolia
P. hypoleuca
(P. basifurca
P. brachycoma
P. faurei
P. lathraea
P. pachypila
P. permutata
P. subrubens)
Piante fillipodi con ghiandole solamente sull'involucro e prive di stoloni - Fusto gracile con acladio molto breve - Infiorescenze con pochi capolini - Le foglie basali sono intere e lineari (larghe al massimo 1 cm) - Fusto: con peli stellati, peli ghiandolari e peli semplici - Foglie: con abbondanti setole e sparsi peli stellati (sono presenti soprattutto sui bordi) - Peduncolo: con abbondanti setole, peli stellati e ghiandole - Involucro: con abbondanti setole e peli stellati e sparse ghiandole
P. kralikii Gruppo formato da diversi intermediari tra cui:
P. soleiroliana
Piante monocefale con stoloni allungati e con portamento nano - Le foglie basali sono glauche - Le ligule all'apice sono colorate di rosso-ocra Fusto: con peli semplici biancastri e sparse ghiandole - Foglie: fitte setole bianche di 3–4 mm - Peduncolo: con rari peli semplici e abbondanti peli stellati e ghiandole - Involucro: con abbondanti peli semplici e stellati e sparse ghiandole
P. lactucella Gruppo polimorfo composto da numerose agamospecie e ibridi (forse ancora in parte con riproduzione sessuata) tra cui:
P. auriculiformis
P. corymbulifera
P. corymbuloides
P. schultesii
P. sulphurea
P. viridifolia
(P. tardiuscula
P. tendina
P. triplex )
Piante monocefale con stoloni e con portamento robusto - Il fusto è ramificato verso l'apice - Entrambe le facce delle foglie sono colorate di verde-glauco - Il colore dei fiori è giallo Fusto: con sparse setole, peli stellati e ghiandole - Foglie: con abbondanti setole e sparsi peli stellati - Peduncolo: con rari peli stellati e abbondanti ghiandole - Involucro: con abbondanti peli stellati e ghiandole
P. officinarum Gruppo polimorfo apomittico molto esteso (alcuni Autori includono fino a 624 "sottospecie") comprendente sottogruppi "disploidi" con popolazioni diploidi, tetraploidi, pentaploidi ed esaploidi. In Italia potrebbero essere presenti almeno (se non di più) di un centinaio di queste "sottospecie" tra cui:
P. hypeurya
P. longisquama
P. pseudopilosella
P. subtardans
(P. kalksburgensis)
Piante monocefale con stoloni sottili e allungati - Le foglie sono verdi sulla faccia superiore e bianco-argentine in quella inferiore - Le squame dell'involucro sono strette (0,5 - 1,5 m) - L'involucro è largo 8 – 12 mm Fusto: con abbondanti setole e peli stellati e pochi peli ghiandolari - Foglie (pagina superiore): con abbondanti setole - Foglie (pagina inferiore): con abbondanti peli stellati - Peduncolo: con abbondanti setole e peli stellati e sparsi peli ghiandolari - Involucro: con abbondanti setole e peli stellati e più o meno abbondanti peli ghiandolari
P. hoppeana Gruppo formato da alcune decine di agamospecie distinto in due sottogruppi: P. hoppeana e P. peleteriana, sottogruppo diploide (con 2n, 3n, 4n e 5n) con parecchie agamospecie e alcune specie sessuali (altre specie incluse: P. ruprechtii e P. portae) Piante monocefale senza stoloni e prive di peli piumosi - Alla base del fusto è presente una evidente rosetta basale, mentre la parte caulina è priva di foglie - Le foglie sono bicolori (verdi di sopra e bianco-argentine di sotto) - Il capolino è grosso con squame larghe a forma da lanceolata a ovata con apice ottuso o arrotondato (hoppeana), oppure è piccolo con squame strette lesiniformi con apice acuto (peleteriana) Fusto: con rari peli semplici, abbondanti peli stellati e sparsi peli ghiandolari - Foglie (pagina superiore): con abbondanti setole - Foglie (pagina inferiore): con fitti peli stellati - Peduncolo: con abbondanti peli semplici, stellati e peli ghiandolari - Involucro: con abbondanti peli semplici e stellati e sparsi peli ghiandolari
P. piloselloides Gruppo formato da oltre cento agamospecie suddivisibili in cinque sottogruppi polimorfi (vedi Pilosella piloselloides) tra cui:
P. anchusoides
P. arida
P. arnoserioides
P. auriculoides
P. bauhini
P. brachiata
P. cymiflora
P. densiflora
P. fallacina
P. fulviseta
P. pavichii
P. tephrocephala
P. visianii
P. ziziana
(P. anobrachia
P. calodon
P. frigidaria
P. salernicola
P. tephrodes
P. litardiereana
P. anchusoides)
Piante fillipodi con ghiandole solo sugli involucri - I capolini sono riuniti alla fine del fusto e sono privi di setole - Le foglie basali sono di tipo lineare-lanceolato, quelle cauline sono ristrette alla base e non sono abbraccianti Fusto: quasi del tutto glabro - Foglie: con rare setole e rari peli stellati - Peduncolo: con rari peli stellati e rarissimi peli ghiandolari - Involucro: con rari peli stellati e rari peli ghiandolari

Generi simili[modifica | modifica wikitesto]

Il genere che più si avvicina a Pilosella e ovviamente il genere Hieracium Vaill. da poco separato da quello di questa voce. Si differenzia per il pappo formato da due serie di setole (quelle interne sono più lunghe e più rigide) ; per l'assenza di stoloni; per i capolini grandi con involucri lunghi 9 – 12 mm e acheni lunghi 3 – 5 mm.[4][20]
Altri generi simili a Pilosella sono:[3]

Nome del genere con Autore Nome comune Differenze rispetto al genere Pilosella
Andryala L. Lanutella Il ricettacolo possiede delle piccole fosse circondate da setole.
Chondrilla L. Lattugaccio Le foglie hanno delle forme strettamente lineari; i capolini sono formati da 7 - 15 fiori; le squame sono disposte su 1 - 2 serie; l'achenio è prolungato in un becco alla base del quale sono presenti alcuni dentelli.
Crepis L. Radichiella Gli acheni all'apice sono assottigliati e spesso sono prolungati in un becco allungato; il pappo è bianco formato da peli flessibili e tenaci.
Lactuca L. Lattuga I capolini contengono pochi fiori; gli acheni hanno delle forme compresse e sono provvisti di becco allungato.
Launaea Cass. Launea Le squame esterne sono provviste di un largo margine membranoso; gli acheni hanno delle forme subclindriche con 4 dentelli basali.
Prenanthes L. Radichiella Le infiorescenza sono delle pannocchie con capolini penduli con pochi fiori violetti.
Reichardia Roth Grattalingua Gli acheni sono striati e con forme bitorzolute; i peli del pappo sono connati alla base e facilmente si staccano tutti assieme.
Sonchus L. Crespino I capolini sono del tipo pauciflora; gli acheni hanno delle forme compresse.
Taraxacum Weber Tarassaco Le foglie sono unicamente quelle basali in rosetta e l'infiorescenza si compone di un solo capolino; le squame sono disposte su due serie e quelle esterne sono ribattute verso il basso; l'achenio è prolungato in un becco alla base del quale sono presenti alcuni dentelli.
Willemetia (Neck.) Cass. Lattugaccio Le foglie sono disposte in rosetta basale; i capolini sono pochi (generalmente uno); le squame sono disposte su 2 serie; l'achenio è prolungato in un becco alla base del quale sono presenti alcuni dentelli.

Altre notizie[modifica | modifica wikitesto]

Una ricerca dettagliata sul genere Pilosella è stata fatta in questi ultimi anni nella provincia di Trento. Sono state individuate oltre 50 specie comprendendo le specie principali e le specie intermediarie nell'accezione di Nageli & Peter e Zahn. Per ogni specie sono indicate anche le sottospecie presenti nella provincia.[20]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Botanical names, su calflora.net. URL consultato il 10-gennaio-2014.
  2. ^ The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato il 9-marzo-2014.
  3. ^ a b c d e Pignatti 1982, Vol. 3 - pag. 282-317
  4. ^ a b Kadereit & Jeffrey 2007, pag. 195
  5. ^ Pignatti 1982, Vol. 3 - pag. 12
  6. ^ Tavole di Botanica sistematica, su dipbot.unict.it. URL consultato il 20 dicembre 2010.
  7. ^ Pignatti 1982, Vol. 3 - pag. 1
  8. ^ Judd 2007, pag. 523
  9. ^ Aeschimann et al. 2004, Vol. 2 - pag. 692-704
  10. ^ Judd 2007, pag. 520
  11. ^ Strasburger 2007, pag. 858
  12. ^ Funk & Susanna, pag. 348
  13. ^ Global Compositae Checklist, su compositae.landcareresearch.co.nz. URL consultato il 10-gennaio-2014.
  14. ^ EURO MED - PlantBase [collegamento interrotto], su ww2.bgbm.org. URL consultato il 10-gennaio-2014.
  15. ^ Pignatti 1982, Vol. 3 - pag. 283
  16. ^ Cichorieae Portal, su wp6-cichorieae.e-taxonomy.eu. URL consultato il 02-gennaio-2014.
  17. ^ EURO MED - PlantBase [collegamento interrotto], su ww2.bgbm.org. URL consultato l'11-marzo-2014.
  18. ^ a b Conti et al. 2005, Pag. 105-111
  19. ^ Pignatti, vol. 3 - pag. 143
  20. ^ a b Gunter Gottschlich & Domenico Pujatti, Il genere Hieracium in provincia di Trento (PDF), in Ann. Mus. civ. Rovereto; Vol. 16 (2000); pag. 273 - 351.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Funk V.A., Susanna A., Stuessy T.F. and Robinson H., Classification of Compositae (PDF), in Systematics, Evolution, and Biogeography of Compositae, Vienna, International Association for Plant Taxonomy (IAPT), 2009, pp.171-189.
  • Panero, J. L., and V. A. Funk, The value of sampling anomalous taxa in phylogenetic studies: major clades of the Asteraceae revealed (PDF), in Mol. Phylogenet. Evol. 2008; 47: 757-782.
  • Norbert Kilian, Birgit Gemeinholzer and Hans Walter Lack, Cichorieae Cap.24 (PDF), in Systematics, Evolution, and Biogeography of Compositae, Vienna, International Association for Plant Taxonomy (IAPT), 2009, pp.343-383.
  • Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume terzo, Bologna, Edagricole, 1982, ISBN 88-506-2449-2.
  • Judd S.W. et al, Botanica Sistematica - Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, ISBN 978-88-299-1824-9.
  • Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta., Milano, Federico Motta Editore. Volume 2, 1960, pag. 454.
  • Strasburger E, Trattato di Botanica. Volume secondo, Roma, Antonio Delfino Editore, 2007, ISBN 88-7287-344-4.
  • Kadereit J.W. & Jeffrey C., The Families and Genera of Vascular Plants, Volume VIII. Asterales. Pag 195, Berlin, Heidelberg, 2007.
  • F.Conti, G. Abbate, A.Alessandrini, C.Blasi, An annotated checklist of the Italian Vascular Flora, Roma, Palombi Editore, 2005, ISBN 88-7621-458-5.

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