Pilosella peleteriana

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Sparviere di Peletier
Hieracium peleterianum17.jpg
Pilosella peleteriana
Classificazione APG IV
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
(clade) Angiosperme
(clade) Mesangiosperme
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Eudicotiledoni centrali
(clade) Asteridi
(clade) Euasteridi II
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Cichorioideae
Tribù Cichorieae
Sottotribù Hieraciinae
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Sottoregno Tracheobionta
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Asteridae
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Cichorioideae
Tribù Cichorieae
Sottotribù Hieraciinae
Genere Pilosella
Specie Pilosella peleteriana
Nomenclatura binomiale
Pilosella peleteriana
F.W.Schultz & Sch.Bip., 1862
Nomi comuni

Sparviere di Lepeletier

Lo sparviere di Peletier (nome scientifico Pilosella peleteriana F.W.Schultz & Sch.Bip., 1862) è una pianta erbacea spermatofita dicotiledone della famiglia delle Asteraceae.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome generico (Pilosella) deriva dal latino "pilosus" (significa "peloso") e si riferisce all'aspetto piuttosto pubescente di queste piante.[1] L'epiteto specifico (peleteriana = di Lepeletier) è stato dato in ricordo del botanico parigino Amédée Louis Michel Lepeletier (1770 - 1845).[2]
Il binomio scientifico della pianta di questa voce è stato proposto inizialmente dal botanico Friedrich Wilhelm Schultz (1804-1876), farmacista e botanico germanico, e da Carl(Karl) Heinrich `Bipontinus' Schultz (1805-1867), fisico e botanico germanico, nella pubblicazione "Flora; oder, (allgemeine) botanische Zeitung. Regensburg, Jena - 45: 421. 1862" del 1862.[3]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il portamento

Queste piante possono raggiungere una altezza compresa tra 10 – 25 cm. La forma biologica è emicriptofita rosulata (H ros), ossia in generale sono piante erbacee, a ciclo biologico perenne, con gemme svernanti al livello del suolo e protette dalla lettiera o dalla neve e hanno le foglie disposte a formare una rosetta basale. Sono inoltre provviste di lattice (i vasi latticiferi sono anastomizzati).[2][4]

Radici[modifica | modifica wikitesto]

Le radici sono secondarie da rizoma.

Fusto[modifica | modifica wikitesto]

  • Parte ipogea: nella parte sotterranea sono presenti dei stoloni grossi e brevi (a volte quasi nulli).
  • Parte epigea: la parte aerea del fusto è eretta, indivisa (o più o meno forcuta), sottile e afilla (o al massimo una foglia); quindi in genere porta un solo capolino. La pubescenza è formata da peli stellati, pochi peli semplici e raramente da peli ghiandolari.

Foglie[modifica | modifica wikitesto]

Le foglie

Le foglie hanno la lamina sottile a forma oblanceolato-spatolata; la pagina superiore è verde e sparsamente setolosa (di colore glauco), quella inferiore è bianco-tomentosa per densi peli stellati. Dimensioni delle foglie: larghezza 1 - 1,5 cm; lunghezza 5 – 9 cm.

Infiorescenza[modifica | modifica wikitesto]

Infiorescenza

Le infiorescenze sono composte da un solo capolino peduncolato. La pubescenza del peduncolo è formata da peli semplici, peli stellati e peli ghiandolari. Il capolino è formato da un involucro composto da brattee (o squame) disposte su una sola serie (mancano quelle esterne), all'interno delle quali un ricettacolo fa da base ai fiori tutti ligulati. L'involucro è lungo 12 – 14 mm; le squame, di tipo lesiniforme, alla base sono larghe 3 – 4 mm e progressivamente si assottigliano verso l'alto; l'apice è acuto; il colore è verde con arrossamento verso la punta; la pubescenza è formata da peli semplici e peli stellati, meno frequenti sono i peli ghiandolari. Il ricettacolo è nudo (ossia privo di pagliette a protezione della base dei fiori). Diametro del capolino: 25 – 35 mm.

Fiore[modifica | modifica wikitesto]

I fiori sono tutti del tipo ligulato[5] (il tipo tubuloso, i fiori del disco, presente nella maggioranza delle Asteraceae, qui è assente), sono tetra-ciclici (ossia sono presenti 4 verticilli: calicecorollaandroceogineceo) e pentameri (ogni verticillo ha 5 elementi). I fiori sono ermafroditi e zigomorfi.

  • Formula fiorale: per questa pianta viene indicata la seguente formula fiorale:
* K 0/5, C (5), A (5), G (2), infero, achenio[6]
  • Calice: i sepali del calice sono ridotti ad una coroncina di squame.
  • Corolla: la corolla è colorata di giallo (o arancio chiaro), a volte con striature rosse nella parte inferiore; è lunga circa 15 mm.
  • Androceo: gli stami sono 5 con filamenti liberi, mentre le antere sono saldate in un manicotto (o tubo) circondante lo stilo.[7] Le antere alla base sono acute.
  • Gineceo: lo stilo giallo (o più o meno scuro) è filiforme e peloso sul lato inferiore; gli stigmi dello stilo sono due divergenti. L'ovario è infero uniloculare formato da 2 carpelli. La superficie stigmatica è interna.[8]
  • Fioritura: da (maggio) giugno a agosto.

Frutti[modifica | modifica wikitesto]

I frutti sono degli acheni con pappo. Gli acheni, bruno-scuri o nerastri, a forma colonnare-obconica, sono ristretti alla base (e ingrossati all'apice), mentre la superficie è provvista di 10 coste terminati nella parte alta con un dentello. Il pappo è formato da setole semplici, color bianco sporco, disposte su una sola serie, tutte sottili e della stessa lunghezza. Lunghezza dell'achenio: 1,5 – 2 mm.

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

  • Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama).
  • Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
  • Dispersione: i semi cadendo a terra (dopo essere stati trasportati per alcuni metri dal vento per merito del pappo – disseminazione anemocora) sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria).

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Distribuzione della pianta
(Distribuzione regionale[9] – Distribuzione alpina[10])

Fitosociologia[modifica | modifica wikitesto]

Dal punto di vista fitosociologico la specie di questa voce appartiene alla seguente comunità vegetale:[10]

Formazione : comunità pioniere a terofite e succulente
Classe : Koelerio - Corynephoretea
Ordine : Sedo - Scleranthetalia

Sistematica[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia di appartenenza della Pilosella peleteriana (Asteraceae o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale e comprende oltre 23000 specie distribuite su 1535 generi[11] (22750 specie e 1530 generi secondo altre fonti[12]). All'interno della famiglia il genere Pilosella fa parte della sottofamiglia Cichorioideae (una delle 12 sottofamiglie nella quale è stata suddivisa la famiglia Asteraceae); mentre Cichorieae è una delle sette tribù della sottofamiglia, e la sottotribù Hieraciinae è una dell'11 sottotribù di Cichorieae.[13] P. peleteriana appartiene a un genere estremamente polimorfo con maggioranza di specie apomittiche. Di questo genere sono descritte circa 250 specie principali[14], delle quali circa 150 e più sono presenti nella flora spontanea italiana.[15] Altre fonti ne contano fino a 3000 (tra specie sessuali e specie apomittiche).[16]
Il basionimo per questa specie è: Hieracium peleterianum Mèrat.[17]
Il numero cromosomico della specie è: 2n = 18.[18]

Polimorfia[modifica | modifica wikitesto]

La specie di questa voce fa parte di un gruppo poliploide. In questo gruppo sono state individuate specie diploidi, triploidi, tetraploidi e pentaploidi; ma anche agamospecie e specie normalmente sessuali. Di questo gruppo alcuni taxon sono sottospecie o varietà di P. peleteriana, altri sono considerati "intermediari" (o impropriamente ibridi in quanto queste specie essendo apomittiche non si incrociano e quindi non danno prole feconda) con altre specie. A causa di ciò si pongono dei problemi di sistematica quasi insolubili e per avere uno sguardo d'insieme su questa grande variabilità può essere necessario assumere un diverso concetto di specie. Nella "Flora d'Italia" sono proposte due nuove unità tassonomiche: (1) gruppo-cardinale (insieme di forme elementari di singole serie evolutive come le specie o le agamospecie con proprie combinazioni di caratteri morfologici); (2) gruppo-intermediario (insieme di specie o agamospecie che riuniscono i caratteri morfologici di due o più gruppi-cardinali).[2]

Sottospecie[modifica | modifica wikitesto]

Per questa specie attualmente sono riconosciute come valide 2 sottospecie, tutte sono presenti nella flora spontanea italiana. Il seguente elenco indica per ogni sottospecie l'Autore con l'anno di pubblicazione e la distribuzione euro-mediterranea:[19][20][21]

Sottospecie Autore e anno Distribuzione euro-mediterranea
peleteriana Europa (occidentale)
subpeleteriana (Nägeli & Peter) P. D. Sell, 1990 Europa (occidentale e del nord)

Sinonimi[modifica | modifica wikitesto]

Questa entità ha avuto nel tempo diverse nomenclature. L'elenco seguente indica alcuni tra i sinonimi più frequenti:[19][21]

  • Hieracium laticeps (Norrl.) Norrl. (sinonimo della sottospecie subpeleteriana)
  • Hieracium macrolepideum Norrl. (sinonimo della sottospecie subpeleteriana)
  • Hieracium macrolepis Norrl. (sinonimo della sottospecie subpeleteriana)
  • Hieracium peleterianum Mérat
  • Hieracium peleterianum Mérat subsp. globulare Zahn (sinonimo della sottospecie subpeleteriana)
  • Hieracium peleterianum Mérat subsp. ligericum Zahn (sinonimo della sottospecie subpeleteriana)
  • Hieracium peleterianum Mérat subsp. peleterianum
  • Hieracium peleterianum Mérat subsp. subpeleterianum Nägeli & Peter (sinonimo della sottospecie subpeleteriana)
  • Hieracium peleterianum Mérat subsp. sabulosorum Dahlst. (sinonimo della sottospecie subpeleteriana)
  • Hieracium peleterianum Mérat subsp. tenuiscapum (Pugsley) P. D. Sell (sinonimo della sottospecie subpeleteriana)
  • Hieracium peleterianum Mérat var. peleterianum
  • Hieracium peleterianum Mérat var. tenuiscapum Pugsley (sinonimo della sottospecie subpeleteriana)
  • Hieracium pilosella subsp. peleterianum (Mérat) Schübl. & G.Martens
  • Hieracium sabulosorum (Dahlst.) Johanss. (sinonimo della sottospecie subpeleteriana)
  • Pilosella laticeps Norrl. (sinonimo della sottospecie subpeleteriana)
  • Pilosella officinarum subsp. peleteriana (Mérat) T. Tyler
  • Pilosella peleteriana subsp. ligerica (Zahn) B. Bock (sinonimo della sottospecie subpeleteriana)
  • Pilosella peleteriana subsp. tenuiscapa (Pugsley) P.D.Sell & C.West (sinonimo della sottospecie subpeleteriana)

Altre notizie[modifica | modifica wikitesto]

(1)Lo sparviere di Peletier in altre lingue è chiamato nei seguenti modi:

  • (DE) Lepeletiers Habichtskraut
  • (FR) Épervière de Lepeletier
  • (EN) Shaggy Mouse-ear Hawkweed

(2) Una ricerca dettagliata sul genere Pilosella è stata fatta in questi ultimi anni nella provincia di Trento.[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Botanical names, su calflora.net. URL consultato il 10-gennaio-2014.
  2. ^ a b c Pignatti 1982, Vol. 3 - pag. 288.
  3. ^ The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato il 27-gennaio-2014.
  4. ^ a b Gunter Gottschlich & Domenico Pujatti, Il genere Hieracium in provincia di Trento (PDF), in Ann. Mus. civ. Rovereto; Vol. 16 (2000); pag. 273 - 351.
  5. ^ Pignatti 1982, Vol. 3 - pag. 12.
  6. ^ Tavole di Botanica sistematica, su dipbot.unict.it. URL consultato il 20 dicembre 2010 (archiviato dall'url originale il 14 maggio 2011).
  7. ^ Pignatti 1982, Vol. 3 - pag. 1.
  8. ^ Judd 2007, pag. 523.
  9. ^ Conti et al. 2005, pag. 109.
  10. ^ a b c d Aeschimann et al. 2004, Vol. 2 - pag. 684.
  11. ^ Judd 2007, pag. 520.
  12. ^ Strasburger 2007, pag. 858.
  13. ^ Funk & Susanna, pag. 348.
  14. ^ Global Compositae Checklist, su compositae.landcareresearch.co.nz. URL consultato il 10-gennaio-2014.
  15. ^ EURO MED - PlantBase [collegamento interrotto], su ww2.bgbm.org. URL consultato il 10-gennaio-2014.
  16. ^ Pignatti 1982, Vol. 3 - pag. 283.
  17. ^ Global Compositae Checklist, su compositae.landcareresearch.co.nz. URL consultato il 28-gennaio-2014.
  18. ^ Tropicos Database, su tropicos.org. URL consultato il 28-gennaio-2014.
  19. ^ a b EURO MED - PlantBase, su ww2.bgbm.org. URL consultato il 27 gennaio 2014.
  20. ^ Cichorieae Portal, su wp6-cichorieae.e-taxonomy.eu. URL consultato il 20-gennaio-2014.
  21. ^ a b Global Compositae Checklist, su compositae.landcareresearch.co.nz. URL consultato il 27-gennaio-2014.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]