Pilosella aurantiaca

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Sparviere aranciato
Hieracium aurantiacum Saarland 05.jpg
Pilosella aurantiaca
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Sottoregno Tracheobionta
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Asteridae
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Cichorioideae
Tribù Cichorieae
Sottotribù Hieraciinae
Genere Pilosella
Specie Pilosella aurantiaca
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Angiosperme
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Tricolpate basali
(clade) Asteridi
(clade) Euasteridi II
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Cichorioideae
Tribù Cichorieae
Sottotribù Hieraciinae
Nomenclatura binomiale
Pilosella aurantiaca
(L.) F.W.Schultz & Sch.Bip., 1862

Lo sparviere aranciato (nome scientifico Pilosella aurantiaca (L.) F.W.Schultz & Sch.Bip., 1862) è una pianta erbacea spermatofita dicotiledone della famiglia delle Asteraceae.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Il nome generico (Pilosella) deriva dal latino "pilosus" (significa "peloso") e si riferisce all'aspetto piuttosto pubescente di queste piante.[1] Il nome specifico (aurantiaca = colore arancio) fa riferimento al colore di fiori.[2]
Il binomio scientifico della pianta di questa voce è stato proposto inizialmente da Carl von Linné (1707 – 1778) biologo e scrittore svedese, considerato il padre della moderna classificazione scientifica degli organismi viventi, perfezionato successivamente dai botanici Friedrich Wilhelm Schultz (1804-1876), farmacista e botanico germanico, e da Carl(Karl) Heinrich `Bipontinus' Schultz (1805-1867), fisico e botanico germanico, nella pubblicazione "Flora; oder, (allgemeine) botanische Zeitung. Regensburg, Jena - 45(27): 426. 1862" dl 1862.[3]

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Descrizione delle parti della pianta
Il portamento

Questa pianta può raggiungere una altezza compresa tra 20 - 60 cm. La forma biologica è emicriptofite scapose (H scap), ossia in generale è una pianta erbacea, a ciclo biologico perenne, con gemme svernanti al livello del suolo e protette dalla lettiera o dalla neve e con l'asse fiorale eretto e spesso privo di foglie. Questa pianta è provvista di lattice (i vasi latticiferi sono anastomizzati). [4][5][6]

Radici[modifica | modifica sorgente]

Le radici sono secondarie da rizoma.

Fusto[modifica | modifica sorgente]

La pubescenza del fusto
  • Parte ipogea: la parte sotterranea consiste in stoloni sottili e molto gracili.
  • Parte epigea: la parte aerea del fusto è eretta più o meno tubulosa (cava); nella parte bassa sono presenti dei peli chiari di 1 - 2 mm; nella parte alta sono presenti numerosi rami brevi (l'acladio è di 5 - 15 mm) con delle setole scure di 3 - 4 mm. Nella parte epigea sono presenti anche dei stoloni con foglie

Foglie[modifica | modifica sorgente]

Le foglie sono sia basali che cauline disposte in modo alterno. Quelle basali hanno delle forme da oblanceolate a lineari-spatolate con apici ottusi o acuti; il colore è verde sia sopra che sotto e spesso sono arrossate all'apice; i bordi sono continui o con dentelli tuberculiformi; sui nervi e sui margini sono presenti dei peli chiari di 1 - 2 mm (sono presenti ache dei rari peli stellati). Quelle cauline sono poche (1 - 2) e simili a quelle basali; in genere hanno forme lanceolate e sono subsessili. Dimensioni delle foglie inferiori: larghezza 1 - 1,5 cm; lunghezza 6 - 15 cm.

Infiorescenza[modifica | modifica sorgente]

Infiorescenza

Le infiorescenze sono composte da pochi capolini peduncolati: da 2 a 6 (massimo 20) in formazioni corimbose contratte. I peduncoli sono ricoperti da abbondanti setole e ghiandole e pochi peli semplici o stellati. I capolini sono formati da un involucro composto da brattee (o squame) disposte su una sola serie (mancano quelle esterne), all'interno delle quali un ricettacolo fa da base ai fiori tutti ligulati. L'involucro è formato da squame scure o nerastre, in alcuni casi con orlo chiaro, disposte a spirale e con lunghezze progressivamente crescenti; la pelosità delle squame è composta da abbondanti setole e ghiandole e pochi peli semplici e stellati. Il ricettacolo è nudo (ossia privo di pagliette a protezione della base dei fiori). Diametro dei capolini: 15 - 25 mm. Lunghezza dell'involucro: 7 - 9 mm.

Fiore[modifica | modifica sorgente]

I fiori ligulati

I fiori sono tutti del tipo ligulato[7] (il tipo tubuloso, i fiori del disco, presente nella maggioranza delle Asteraceae, qui è assente), sono tetra-ciclici (ossia sono presenti 4 verticilli: calicecorollaandroceogineceo) e pentameri (ogni verticillo ha 5 elementi). I fiori sono ermafroditi e zigomorfi.

  • Formula fiorale: per questa pianta viene indicata la seguente formula fiorale:
* K 0/5, C (5), A (5), G (2), infero, achenio[8]
  • Calice: i sepali del calice sono ridotti ad una coroncina di squame.
  • Corolla: la corolla è colorata di rosso-arancio (alla fine quando rinseccano i fiori sono purpurei).
  • Androceo: gli stami sono 5 con filamenti liberi, mentre le antere sono saldate in un manicotto (o tubo) circondante lo stilo.[9] Le antere alla base sono acute.
  • Fioritura: da giugno ad agosto.

Frutti[modifica | modifica sorgente]

Il pappo

I frutti sono degli acheni con pappo. Gli acheni, bruno-scuri o nerastri, a forma colonnare-obconica, sono ristretti alla base (e ingrossati all'apice), mentre la superficie (liscia o appena rugosa) è provvista di 10 coste terminati nella parte alta con un dentello. Il pappo è formato da setole semplici, color bianco sporco, disposte su una sola serie, tutte sottili e della stessa lunghezza. Lunghezza degli acheni: 1,5 - 3,5 mm.

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

  • Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama).
  • Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
  • Dispersione: i semi cadendo a terra (dopo essere stati trasportati per alcuni metri dal vento per merito del pappo – disseminazione anemocora) sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria).

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

Distribuzione della pianta
(Distribuzione regionale[11] – Distribuzione alpina[12])
  • Habitat: l'habitat tipico per questa specie sono i prati, le praterie rase e i pascoli subalpini. Il substrato preferito è calcareo/siliceo ma anche siliceo con pH acido, bassi valori nutrizionali del terreno che deve essere umido.[12]
  • Distribuzione altitudinale: sui rilievi queste piante si possono trovare da 1700 a 2500 m s.l.m.; frequentano quindi i seguenti piani vegetazionali: colllinare e montano e in parte quello subalpino.

Fitosociologia[modifica | modifica sorgente]

Dal punto di vista fitosociologico la specie di questa voce appartiene alla seguente comunità vegetale:[12]

Formazione: delle comunità delle praterie rase dei piani subalpino e alpino con dominanza di emicriptofite.
Classe: Juncetea trifidi
Ordine: Caricetalia curvulae
Alleanza: Nardion strictae

Sistematica[modifica | modifica sorgente]

La famiglia di appartenenza della Pilosella aurantiaca (Asteraceae o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale e comprende oltre 23000 specie distribuite su 1535 generi[13] (22750 specie e 1530 generi secondo altre fonti[14]). All'interno della famiglia il genere Pilosella fa parte della sottofamiglia Cichorioideae (una delle 12 sottofamiglie nella quale è stata suddivisa la famiglia Asteraceae); mentre Cichorieae è una delle 7 tribù della sottofamiglia, e la sottotribù Hieraciinae è una dell 11 sottotribù di Cichorieae.[15] P. aurantiaca appartiene a un genere estremamente polimorfo con maggioranza di specie apomittiche. Di questo genere sono descritte circa 250 specie [16], delle quali circa 150 e più sono presenti nella flora spontanea italiana.[17] Altre fonti ne contano fino a 3000 (tra specie sessuali e specie apomittiche) con la sola specie Pilosella officinarum composta da oltre 600 specie collegate.[18]
Il numero cromosomico di P. aurantiaca è: 2n = 36.[19]
Il basionimo per questa specie è: Hieracium aurantiacum L..[20]

Polimorfia[modifica | modifica sorgente]

La specie di questa voce fa parte di un gruppo polimorfo (la maggioranza delle specie di questo gruppo sono apomittiche). Di questo gruppo alcuni taxon (4) sono sottospecie o varietà di P. aurantiaca, altri sono considerati "intermediari" (o impropriamente ibridi in quanto queste specie essendo apomittiche non si incrociano e quindi non danno prole feconda) con altre specie. A causa di ciò si pongono dei problemi di sistematica quasi insolubili e per avere uno sguardo d'insieme su questa grande variabilità può essere necessario assumere un diverso concetto di specie. Nella "Flora d'Italia" sono proposte due nuove unità tassonomiche: (1) gruppo-cardinale (insieme di forme elementari di singole serie evolutive come le specie o le agamospecie con proprie combinazioni di caratteri morfologici); (2) gruppo-intermediario (insieme di specie o agamospecie che riuniscono i caratteri morfologici di due o più gruppi-cardinali).[4]

Sottospecie[modifica | modifica sorgente]

Per questa specie sono riconosciute 3 sottospecie, tutte sono presenti nella flora spontanea italiana. Il seguente elenco indica per ogni sottospecie l'Autore con l'anno di pubblicazione e la distribuzione euro-mediterranea:[21]

Sottospecie Autore e anno Distribuzione euro-mediterranea
aurantiaca Europa (centro-sud orientale)
auropurpurea (Peter) Soják, 1972 Areale alpino
decolorans (Fr.) T. Tyler, 2001 Penisola Balcanica e Europa del Nord


Una quarta sottospecie, Pilosella aurantiaca subsp. carpathicola (Nägeli & Peter) Soják[22], non è riconosciuta da tutte le checklist.[23]

Intermediari (o ibridi)[modifica | modifica sorgente]

Sandro Pignatti nella Flora d'Italia descrive alcuni intermediari, presenti in Italia, con altri gruppi (P. floribunda, P. officinarum e altri):[4]

Intermedio: la specie con la quale si ibrida è Pilosella floribunda (Wimm. & Grab.) Fr., 1862
Sistematica: in P. fusca sono incluse 2 specie[24]
Descrizione: (P. fusca è più simile alla specie P. aurantiaca che a P. floribunda)
fusto: le dimensioni del fusto sono minori; gli stoloni epigei sono più sviluppati;
foglie: le foglie sono glaucescenti;
infiorescenza: i capolini sono più piccoli con colorazione dei fiori più chiara tendente al giallo.
Distribuzione: P. fusca si trova in Europa centrale e in parte nel nord (in Italia è rara).
Intermedio: la specie con la quale si ibrida è Pilosella caespitosa (Dumort.) P. D. Sell & C. West, 1967
Distribuzione: Europa orientale e del nord.
Intermedio: la specie con la quale si ibrida è Pilosella cymosa (L.) F. W. Schultz & Sch. Bip., 1862
Distribuzione: Europa centrale e Penisola Balcanica.
Intermedio: le specie con le quali si ibrida sono Pilosella cymosa (L.) F. W. Schultz & Sch. Bip., 1862 e Pilosella floribunda (Wimm. & Grab.) Fr., 1862
Distribuzione: Europa centrale, Ucraina e Svezia.
Intermedio: le specie con le quali si ibrida sono Pilosella cymosa (L.) F. W. Schultz & Sch. Bip., 1862 e Pilosella officinarum Vaill., 1754
Distribuzione: zone alpine e Penisola Balcanica.
Intermedio: le specie con le quali si ibrida sono Pilosella floribunda (Wimm. & Grab.) Fr., 1862 e Pilosella officinarum Vaill., 1754
Distribuzione: Europa centrale e del nord.
Intermedio: la specie con la quale si ibrida è Pilosella officinarum Vaill., 1754
Sistematica: in P. stoloniflora sono incluse 2 specie[25]
Distribuzione: Europa.

Sinonimi[modifica | modifica sorgente]

Questa entità ha avuto nel tempo diverse nomenclature. L'elenco seguente indica alcuni tra i sinonimi più frequenti:[21][20]

Altre notizie[modifica | modifica sorgente]

(1)Lo Sparviere aranciato in altre lingue è chiamato nei seguenti modi:

  • (DE) Orangerotes Habichtskraut
  • (FR) Épervière orangée
  • (EN) Fox-and-cubs


(2) Una ricerca dettagliata sul genere Pilosella è stata fatta in questi ultimi anni nella provincia di Trento.[6] Della specie di questa voce sono state individuate diverse sottospecie presenti nella provincia.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Botanical names. URL consultato il 10-gennaio-2014.
  2. ^ Botanical names. URL consultato il 10-gennaio-2014.
  3. ^ The International Plant Names Index. URL consultato il 10-gennaio-2014.
  4. ^ a b c Pignatti 1982, op. cit., Vol. 3 - pag. 290
  5. ^ Judd 2007, op. cit., pag. 523
  6. ^ a b Gunter Gottschlich & Domenico Pujatti, Il genere Hieracium in provincia di Trento in Ann. Mus. civ. Rovereto; Vol. 16 (2000); pag. 273 - 351.
  7. ^ Pignatti 1982, op. cit., Vol. 3 - pag. 12
  8. ^ Tavole di Botanica sistematica. URL consultato il 20 dicembre 2010.
  9. ^ Pignatti 1982, op. cit., Vol. 3 - pag. 1
  10. ^ Judd 2007, op. cit., pag. 523
  11. ^ Conti et al. 2005, op. cit., pag. 105
  12. ^ a b c d Aeschimann et al. 2004, op. cit., Vol. 2 - pag. 690
  13. ^ Judd 2007, op. cit., pag. 520
  14. ^ Strasburger 2007, op. cit., pag. 858
  15. ^ Funk & Susanna, op. cit., pag. 348
  16. ^ Global Compositae Checklist. URL consultato il 10-gennaio-2014. }
  17. ^ EURO MED - PlantBase. URL consultato il 10-gennaio-2014.
  18. ^ Pignatti 1982, op. cit., Vol. 3 - pag. 283
  19. ^ Tropicos Database. URL consultato l'11 gennaio 2014.
  20. ^ a b Global Compositae Checklist. URL consultato l'11-gennaio-2014.
  21. ^ a b EURO MED - PlantBase. URL consultato il 10 gennaioe 2014.
  22. ^ Global Compositae Checklist. URL consultato l'11-gennaio-2014.
  23. ^ EURO MED - PlantBase. URL consultato l'11-gennaio-2014.
  24. ^ EURO MED - PlantBase. URL consultato il 10 gennaio 2014.
  25. ^ EURO MED - PlantBase. URL consultato il 10 gennaio 2014.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Funk V.A., Susanna A., Stuessy T.F. and Robinson H., Classification of Compositae in Systematics, Evolution, and Biogeography of Compositae, Vienna, International Association for Plant Taxonomy (IAPT), 2009, pp.171-189.
  • Panero, J. L., and V. A. Funk, The value of sampling anomalous taxa in phylogenetic studies: major clades of the Asteraceae revealed in Mol. Phylogenet. Evol. 2008; 47: 757-782.
  • Norbert Kilian, Birgit Gemeinholzer and Hans Walter Lack, Cichorieae Cap.24 in Systematics, Evolution, and Biogeography of Compositae, Vienna, International Association for Plant Taxonomy (IAPT), 2009, pp.343-383.
  • Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume terzo, Bologna, Edagricole, 1982. ISBN 88-506-2449-2.
  • Judd S.W. et al, Botanica Sistematica - Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007. ISBN 978-88-299-1824-9.
  • Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta., Milano, Federico Motta Editore. Volume 2, 1960, pag. 454.
  • Strasburger E, Trattato di Botanica. Volume secondo, Roma, Antonio Delfino Editore, 2007. ISBN 88-7287-344-4.
  • Kadereit J.W. & Jeffrey C., The Families and Genera of Vascular Plants, Volume VIII. Asterales. Pag 194, Berlin, Heidelberg, 2007.
  • Cichorieae Portal, p. Pilosella aurantiaca. Cichorieae Portal. URL consultato il 10 gennaio 2014.

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