Cichorieae

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Cichorieae
Cichorium intybus june02.jpg
Cichorium intybus
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Asteridae
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Cichorioideae
Tribù Cichorieae
Lam. & DC., 1806
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Angiosperme
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Tricolpate basali
(clade) Asteridi
(clade) Euasteridi II
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Cichorioideae
Tribù Cichorieae
Sottotribù
(vedi teso)

Cichorieae Lam. & DC., 1806 è una tribù di piante spermatofite dicotiledoni appartenenti alla famiglia delle Asteraceae (sottofamiglia Cichorioideae).

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome di questa tribù deriva da un suo genere (Cichorium L.) la cui etimologia è difficile da definire. Probabilmente si tratta di un antico nome arabo che potrebbe suonare come Chikouryeh. Sembra (secondo altri testi) che derivi da un nome egizio Kichorion, o forse anche dall'accostamento di due termini Kio (= io) e chorion (= campo); gli antichi greci ad esempio chiamavano alcune piante di questo genere kichora; ma anche kichòria oppure kichòreia. Potrebbe essere quindi che gli arabi abbiano preso dai greci il nome, ma non è certo. La difficoltà nel trovare l'origine di questo nome sta nel fatto che queste piante erano conosciute fin dai primissimi tempi della storia umana. Abbiamo ad esempio delle citazioni relative alle piante di questo genere nel Papiro di Ebers (ca. 1550 a.C.) e Plinio stesso nei suoi scritti citava la specie Cichorium in quanto conosciuta nell'antico Egitto; il medico greco Galeno consigliava queste piante contro le malattie del fegato; senza contare tutti i riferimenti in epoca romana.[1][2]

Il nome scientifico è stato definito per la prima volta dal naturalista, zoologo e botanico francese Jean-Baptiste de Lamarck (1744 – 1829) e dal botanico e micologo svizzero Augustin Pyrame de Candolle (1778 – 1841) nella pubblicazione "Synopsis Plantarum in Flora Gallica Descriptarum. Paris - 255. 1806" del 1806.[3]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Le specie di questa tribù sono erbacee annuali (o biennali) e perenni; raramente sono subarbusti, arbusti o alberi. Nelle radici e in altre parti delle piante è presente del latice (o linfa lattiginosa).[4][5][6]

Le foglie (sia basali che cauline), di varie forme (intere, dentate, lobate o pennatosette), sono disposte lungo il caule in modo alterno. In alcune specie le foglie formano una rosetta basale; raramente sono spinose; possono essere sia sessili che picciolate.

Le infiorescenze sono composte da capolini solitari o aggregati in sinflorescenze (di tipo corimboso o panicolato). I capolini di tipo radiato, sono formati da un involucro composto da brattee (o squame) all'interno delle quali un ricettacolo fa da base ai fiori in genere ligulati (a parte i generi Gundelia e Warionia). L'involucro è più o meno cilindrico formato generalmente da 3 - 5 serie di brattee di solito persistenti e disposte in modo embricato. Il ricettacolo è piatto o convesso, alveolato e nudo (raramente con pagliette). Esternamente all'involucro può essere presente un calice formato da 1 - 15 brattee disposte su 1 - 3 serie.

I fiori sono tetra-ciclici (ossia sono presenti 4 verticilli: calicecorollaandroceogineceo) e pentameri (ogni verticillo ha 5 elementi). I fiori (da pochi fino a 600 per capolino) sono ermafroditi e in genere zigomorfi.

Formula fiorale: per queste piante viene indicata la seguente formula fiorale:

* K 0/5, C (5), A (5), G (2), infero, achenio[7]

Calice: i sepali del calice sono ridotti ad una coroncina di squame.

Corolla: le corolle sono colorate di vari colori (predomina comunque il colore giallo o blu) con ligule a 5 denti.

Androceo: gli stami sono 5 con filamenti liberi, distinti e lisci, mentre le antere sono saldate in un manicotto (o tubo) circondante lo stilo.[8] Le antere sono caudate e calcarate (con coda e con sperone basale). Le appendici apicali sono elongate e ottuse a forme da ovate a lanceolate. Il polline in genere è echinato (con punte).

Gineceo: lo stilo è filiforme e snello, mentre gli stigmi dello stilo sono due divergenti e allungati. L'ovario è infero uniloculare formato da 2 carpelli. Sia lo stilo che gli stigmi sono pelosi (o papillosi o irsuti) nella parte abassiale.

I frutti sono degli acheni con pappo. Gli acheni sono cilindrici o fusiformi, a volte compressi e con coste laterali. Il pappo è vario: piumoso, squamoso o assente.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

La distribuzione di questa tribù è quasi globale con concentrazioni maggiori nell'area del Mediterraneo. In generale le piante delle Cichorieae prediligono habitat e climi nord temperati.[4]

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia di appartenenza di questo gruppo (Asteraceae o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000 specie distribuite su 1535 generi[9] (22750 specie e 1530 generi secondo altre fonti[10]). La tribù Cichorieae è collocata dalla moderna classificazione filogenetica all'interno delle Cichorioideae, una delle 12 sottofamiglie nella quale è stata suddivisa la famiglia Asteraceae. A sua volta la tribù è suddivisa in 11 sottotribù.

Una delle prime descrizioni di questo gruppo di piante è stato fatto dal botanico francese Joseph Pitton de Tournefort (1694) notando come caratteristiche principali i fiori di tipo ligulato e la presenza del latice, e dividendo questo gruppo in due sezioni: piante con pappo e quelle senza pappo. Jean-Baptiste de Lamarck e Augustin Pyrame de Candolle (1806) successivamente migliorano la conoscenza di questa tribù suddividendola in quattro sottotribù secondo la forma del pappo e altre caratteristiche. Segue un periodo di scarsi sviluppi. Bisogna attendere fino alla meta del ventesimo secolo dove gli studi di due biologi americani, Stebbins e Bancock (1938), rivoluzionano la comprensione delle Cichorieae. Si arriva così al riconoscimento di 62 generi raggruppati in otto sottotribù. Ma bisogna attendere le analisi di tipo cladistico di Bremer (1994) per avere l'attuale suddivisione della tribù in 11 sottotribù con oltre 90 generi.[11]

Filogenesi[modifica | modifica wikitesto]

Cladogramma della tribù

Attualmente in base alle ultime ricerche filogenetiche[12] la caratteristica distintiva di questa tribù ossia l'associazione unica di tre caratteri: (1) capolini con ligule 5-dentate, (2) fiori ermafroditi, (3) presenza di latice, è stata ampliata con fiori anche tubulosi, con l'aggiunta di due generi Gundelia e Warionia precedentemente associati rispettivamente alle Arctotideae e alle Mutisieae. In realtà una caratteristica unica di questa tribù sembra essere la presenza di due canali ”galattoferi” sia nella parte aerea che sotterranea delle piante.[13] La tribù ora comprende 11 sottotribù, circa 93 generi e circa 2300 specie.

Le ricerche filogenetiche di tipo cladistico su dati molecolari[14] ricavati da oltre 428 taxa riconoscono nelle Cichorieae cinque cladi principali e 8 sub-cladi secondari (vedi cladogramma della tribù tratto dallo studio citato). I primi tre cladi contengono poche specie e sono “gruppo fratello” degli altri in cascata nell'ordine Warioniinae - Scorzonerinae – Scolyminae. I rimanenti due cladi (4 e 5), “gruppo fratello” uno dell'altro, contengono l'ottanta per cento delle specie della tribù.

Il clade 4 è il più grande con circa 2/3 delle specie. La sua monofilia è abbastanza buona anche se la collocazione di alcuni generi (come Phitosia sottotribù Chondrillinae, Prenanthes e Urospermum entrambi della sottotribù Hypochaeridinae), rimane incerta a causa di possibili ibridazioni e successivi re-incroci. Il clade 5, la cui monofilia è meglio supportata, raccoglie uno dei generi più numerosi (Hieracium, sottotribù Hieraciinae) e un altro importante da un punto di vista alimentare (Cichorium, sottotribù Cichoriinae).

Struttura della tribù[modifica | modifica wikitesto]

Comprende 11 sottotribù e 93 generi e circa 2300 specie

Sottotribù Chondrillinae[modifica | modifica wikitesto]

Comprende 3 generi e 36 specie:[12]

Sottotribù Cichoriinae[modifica | modifica wikitesto]

Comprende 6 generi e circa 25 specie:[12]

Sottotribù Crepidinae[modifica | modifica wikitesto]

Comprende 26 generi e circa 360 specie (a parte il genere Taraxacum con circa 1600 specie apomittiche - altre checklist ne elencano fino a 2350[15]).[12]

Sottotribù Hieraciinae[modifica | modifica wikitesto]

Comprende 5 generi e circa 900 specie sessuali e circa 5900 specie apomittiche.[12]

  • Andryala L., 1753 (circa 25 spp.)
  • Hieracium L., 1753 (circa 770 spp. sessuali + circa 5200 spp. apomittiche)
  • Hispidella Lam., 1789 (1 sp.)
  • Pilosella Hill., 1756 (circa 110 spp. sessuali + circa 700 specie apomittiche e/o ibridi)
  • Schlagintweitia Griseb., 1853 (3 spp.)

Sottotribù Hyoseridinae[modifica | modifica wikitesto]

Comprende 5 generi e circa 150 specie:[12]

Sottotribù Hypochaeridinae[modifica | modifica wikitesto]

Comprende 8 generi e circa 180 specie:[12]

Sottotribù Lactucinae[modifica | modifica wikitesto]

Comprende 3 generi e circa 160 specie:[12]

Sottotribù Microseridinae[modifica | modifica wikitesto]

Comprende 22 generi e circa 115 specie.[12]

Sottotribù Scolyminae[modifica | modifica wikitesto]

Comprende 4 generi e 12 specie:[12]

Sottotribù Scorzonerinae[modifica | modifica wikitesto]

Comprende 10 generi e circa 320 specie:[12]

Sottotribù Warioniinae[modifica | modifica wikitesto]

Comprende 1 generi e 1 specie:[12]

Incertae sedis[modifica | modifica wikitesto]

L'elenco seguente si compone di alcuni generi collegati in qualche modo alla tribù delle Cichorieae di collocazione incerta o per dati contraddittori o per mancanza di studi e informazioni (tra parentesi è indicata la loro attuale collocazione):[13]

Alcune specie[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Motta 1960.
  2. ^ Botanical names, su calflora.net. URL consultato il 5-agosto-2013.
  3. ^ The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato il 28-ottobre-2013.
  4. ^ a b Funk 2009, Pag. 181.
  5. ^ Kadereit & Jeffrey 2007, pag.180.
  6. ^ eFloras - Flora of North America, su efloras.org. URL consultato il 29-ottobre-2013.
  7. ^ Tavole di Botanica sistematica, su dipbot.unict.it. URL consultato il 20 dicembre 2010 (archiviato dall'url originale il 14 maggio 2011).
  8. ^ Pignatti 1982, Vol. 3 - pag. 1.
  9. ^ Judd 2007, pag. 520.
  10. ^ Strasburger 2007, pag. 858.
  11. ^ Kilian 2009, Pag. 343.
  12. ^ a b c d e f g h i j k l Kilian 2009.
  13. ^ a b c d e Hand 2009.
  14. ^ Kilian 2009, Pag. 346.
  15. ^ Global Compositae Checklist, su compositae.landcareresearch.co.nz. URL consultato il 31 maggio 2013.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Funk V.A., Susanna A., Stuessy T.F. and Robinson H., Classification of Compositae (PDF), in Systematics, Evolution, and Biogeography of Compositae, Vienna, International Association for Plant Taxonomy (IAPT), 2009, pp.171-189.
  • Panero, J. L., and V. A. Funk, The value of sampling anomalous taxa in phylogenetic studies: major clades of the Asteraceae revealed (PDF), in Mol. Phylogenet. Evol. 2008; 47: 757-782.
  • Norbert Kilian, Birgit Gemeinholzer and Hans Walter Lack, Cichorieae Cap.24 (PDF), in Systematics, Evolution, and Biogeography of Compositae, Vienna, International Association for Plant Taxonomy (IAPT), 2009, pp.343-383.
  • Ralf Hand, Norbert Kilian, Eckhard von Raab-Straube, Cichorieae Portal. URL consultato il 25 maggio 2019 (archiviato dall'url originale il 18 marzo 2010).
  • Kadereit J.W. & Jeffrey C., The Families and Genera of Vascular Plants, Volume VIII. Asterales. Pag. 180, Berlin, Heidelberg, 2007.
  • Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume 3, Bologna, Edagricole, 1982, ISBN 88-506-2449-2.
  • Strasburger E, Trattato di Botanica. Volume secondo, Roma, Antonio Delfino Editore, 2007, ISBN 88-7287-344-4.
  • Judd S.W. et al, Botanica Sistematica - Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, ISBN 978-88-299-1824-9.

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