Mutisieae

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Mutisieae
Mutisia clematis 137-8391.jpg
Mutisia orbignyana
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Asteridae
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Cichorioideae
Tribù Mutisieae
Cass.
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Angiosperme
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Tricolpate basali
(clade) Asteridi
(clade) Euasteridi II
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Mutisioideae
tribù Mutisieae
Generi

vedi testo

Mutisieae Cass. è una tribù di piante angiosperme dicotiledoni appartenente alla famiglia delle Asteraceae. Nella classificazione tradizionale le Mutisieae sono un ampio raggruppamento, con oltre 80 generi, all'interno della sottofamiglia Cichorioideae; la moderna classificazione filogenetica ne ha ridisegnato (e ridimensionato) i confini, collocandola, con soli 13 generi, all'interno della sottofamiglia Mutisioideae.[1][2][3]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Le specie della tribù si caratterizzano per le corolle dai colori vivaci, con fiori del raggio con corolle usualmente bilabiate e fiori del disco bilabiati o tubulari, profondamente lobati; l'appendice apicale delle antere è poco demarcata e lo stilo profondamente bilobato o bifido.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

La tribù è distribuita prevalentemente in Sud America, ma alcune specie si trovano anche in Nord America, Asia, Africa e un'unica specie (Trichocline spathulata) in Australia. Alcuni generi (Gerbera, Trichocline e Adenocaulon) hanno un areale pressoché cosmopolita (assenti solo in Europa)[1], altri sono endemici di aree ristrette come per esempio il genere Perdicium (2 specie), endemico del Sudafrica, o il genere Lulia (1 specie), ristretto al Brasile meridionale.

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

Descritta per la prima volta da Cassini nel 1816, la tribù delle Mutisieae, tradizionalmente assegnata alla sottofamiglia Cichorioideae, ha assunto nel corso del tempo dimensioni e confini estremamente variabili. Bentham. nel 1873 divideva la tribù (da lui chiamata Mutisiaceae) in cinque sottotribù: Barnadesieae, Onoserideae, Gochnatieae, Gerberieae e Nassauvieae.[4].
In epoca più recente la classificazione più seguita è stata per lungo tempo quella proposta da Cabrera che contemplava la suddivisione delle Mutisieae in 4 sottotribù: Barnadesiinae, Gochnatiinae, Mutisiinae e Nassauviinae, allargando i confini della tribù sino a comprendere 89 generi e circa 950 specie.[5]
Moderni studi filogenetici hanno evidenziato il carattere polifiletico del raggruppamento proposto da Cabrera e hanno ridisegnato i confini della tribù, considerata attualmente come una delle tre tribù della sottofamiglia Mutisioideae, riducendo il numero dei generi in essa compresi a 13, per un numero complessivo di circa 250 specie.[1][2][6]

L'albero filogenetico mostra la odierna collocazione delle specie in passato attribuite da Cabrera alla tribù Mutisieae

In particolare, studi molecolari hanno dimostrato che il genere Barnadesia e gli altri generi sudamericani attribuiti da Cabrera alla sottotribù Barnadesiinae, costituiscono il clade basale della famiglia delle Asteraceae e meritano di essere considerate come una sottofamiglia a sé stante, Barnadesioideae.
Analogamente i generi Cnicothamnus, Cyclolepis, Gochnatia e Richterago (che include Actinoseris e Chucoa), da Cabrera attribuiti alle Gochnatiinae, formano oggi la sottofamiglia Gochnatioideae; il genere nordamericano Hecastocleis è considerato come l'unico genere della sottofamiglia Hecastocleideae; i generi Ainsliaea, Diaspananthus, Macroclinidium, Myripnois e Pertya vengono attribuiti alle Pertyoideae. Le tribù Dicomeae (con i generi Dicoma, Erythrocephalum, Gladiopappus, Macledium, Cloiselia, Pasaccardoa, Pleiotaxis) e Tarchonantheae (Brachylaena, Tarchonanthus) vengono invece incluse nella sottofamiglia Carduoideae. Di recente infine Panero & Funk (2007) hanno stabilito i seguenti nuovi taxa: la sottofamiglia Stifftioideae (con i generi Dinoseris, Duidaea, Eurydochus, Glossarion, Gongylolepis, Hyaloseris, Neblinaea, Quelchia e Stifftia), la sottofamiglia Wunderlichioideae, con le tribù Wunderlichieae (Chimantaea, Stenopadus, Stomatochaeta e Wunderlichia) e Hyalideae (Ianthopappus, Hyalis, Leucomeris e Nouelia), e la tribù Onoserideae (sottofamiglia Mutisioideae), con i generi Aphyllocladus, Gypothamnium, Lycoseris, Onoseris, Plazia e Urmenetea).
Infine altri generi attribuiti da Cabrera alle Mutisieae hanno trovato collocazione in altre tribù: il genere Hesperomannia è stato attribuito alle Vernonieae, il genere Moquinia alle Moquinieae e il genere Warionia alle Cichorieae.

Mutisieae sensu Cabrera[modifica | modifica wikitesto]

Comprende 89 generi e circa 950 specie.[5]

Sottotribù Barnadesiinae
Sottotribù Gochnatiinae
Sottotribù Mutisiinae
Sottotribù Nassauviinae

Mutisieae sensu strictu[modifica | modifica wikitesto]

Comprende 14 generi e circa 253 specie.[1][2]

Alcune specie[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Panero J.L. and Funk V.A, The value of sampling anomalous taxa in phylogenetic studies: major clades of the Asteraceae revealed (PDF), in Mol. Phylogenet. Evol. 2008; 47: 757-782.
  2. ^ a b c Funk V.A. et al. 2009, p.176
  3. ^ Ortiz J. et al. 2009, p.196
  4. ^ Katinas L. 2008
  5. ^ a b Cabrera A.L., Mutisieae-systematic review, in Heywood, V.H., Harborne, J.B. & Turner, B.L. (eds.), The Biology and Chemistry of the Compositae, vol. 2, Londra, Academic Press, 1977, pp. 1039–1066.
  6. ^ (EN) Mutisioideae, in The Tree of Life Web Project. URL consultato il 16 dicembre 2010.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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