Nigella sativa

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Nigella sativa
Nigella sativa - Köhler–s Medizinal-Pflanzen-227.jpg
Nigella sativa e Nigella damascena
Stato di conservazione
Status none NE.svg
Specie non valutata
Classificazione APG IV
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
(clade) Angiosperme
(clade) Mesangiosperme
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Eudicotiledoni basali
Ordine Ranunculales
Sottofamiglia Ranunculoideae
Tribù Nigelleae
Genere Nigella
Specie N. sativa
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Sottoregno Tracheobionta
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Magnoliidae
Ordine Ranunculales
Famiglia Ranunculaceae
Sottofamiglia Ranunculoideae
Tribù Nigelleae
Genere Nigella
Specie N. sativa
Nomenclatura binomiale
Nigella sativa
L., 1753
Sinonimi

Nigella cretica
Mill.
Nigella indica
Roxb.
Nigella truncata
Viv.

Nigella sativa (L., 1753), comunemente nota come cumino nero, è una pianta annuale appartenente alla famiglia delle Ranunculaceae, originaria di Balcani e Medio Oriente[1]. Da non confondere con il Bunium persicum, anch'esso comunemente chiamato cumino nero.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome Nigella deriva dal latino niger: nero, il colore dei semi.

Data la sua grande diffusione è conosciuta con molti nomi:

  • kalonji (hindi)
  • קצח (kazah) (ebraico)
  • chernushka (russo)
  • çörek otu (turco)
  • حبه البركة (habbatul barakah, letteralmente semi di benedizione) (arabo)
  • سیاهدانه (siyah daneh) (persiano)
  • grano nero (habbe sauda, come veniva chiamata nei paesi arabi in epoca medievale)
  • cumino nero (così chiamata nella cucina bengalese, questo porta spesso a confonderla con il vero cumino nero, Bunium persicum)
  • altri nomi con cui è conosciuta sono: seme nero, fiore di finocchio, fiore di noce moscata, coriandolo romano, seme nero di cipolla o sesamo nero; questi nomi spesso sono ingannevoli e portano a confondere la nigella con altre spezie. Il vecchio nome inglese usato per indicarla, Gith, è ora utilizzato per il gittaione (Agrostemma githago).

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Cresce di 20-30 centimetri di altezza. Ha foglie ramificate e lineari (ma non filiformi). I fiori sono delicati, e di solito di colore bianco e blu pallido, con 5-10 petali. I frutti sono capsule grandi e gonfie composte di 3-7 unità follicoli, ciascuna contenente numerosi semi.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Semi di Nigella sativa

Era conosciuta e apprezzata già nell'antichità: un ritrovamento ittita risalente circa al 1650 a.C. ha rivelato resti di miele e di semi di nigella.[2]

Per quanto riguarda gli antichi Egizi sono stati ritrovati i suoi semi in diversi siti archeologici (nella tomba del faraone Tutankhamon, per esempio, erano presenti delle anfore colme di olio di nigella). Sebbene il suo esatto ruolo nella cultura egiziana sia a noi sconosciuto, questi ritrovamenti ci dicono che i semi e l'olio della pianta sono stati attentamente selezionati per accompagnare il faraone dopo la vita e, quindi, dovevano avere un ruolo rilevante nella società.

Il primo scritto riferimento alla N. sativa si trova nel libro di Isaia nel Vecchio Testamento. Isaia contrasta la coltivazione di Nigella e Cumino (tipiche coltivazioni egiziane), esaltando al suo posto la coltivazione del grano (Isaia 28: 25, 27).

In epoca medievale, le proprietà della nigella furono studiate da ricercatori Persiani, particolarmente dallo scienziato Al-Biruni e dal filosofo e fisiologo Avicenna (Ibn Sina); quest'ultimo, nel suo "Canone della Medicina", sostiene che i semi del grano nero abbiano la proprietà di stimolare l'energia corporea e che siano ricostituenti naturali.

Nigella sativa.

Usi[modifica | modifica wikitesto]

Culinario[modifica | modifica wikitesto]

Il seme viene utilizzato come una spezia. Ha un sapore amaro e pungente con un debole odore di fragole. Viene utilizzato principalmente per la preparazione di liquori, caramelle e dolci in genere. Nella cucina mediorientale trova posto nelle ricette di dolci tipici e di biscotti tradizionali; spesso viene usato anche per insaporire e ricoprire particolari tipi di pane (la varietà di pane naan chiamato Peshawari naan), o come decorazione nelle insalate. L'olio di nigella è usato negli Stati Uniti come integratore dietetico e può essere tranquillamente consumato anche sul pane. È l'ingrediente principale di una bevanda al gusto di cola: Evoca Cola

Medicinale[modifica | modifica wikitesto]

Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.

Uso esterno[modifica | modifica wikitesto]

Il suo olio è stato sempre usato per trattare, con successo, dermatiti, scottature ed eczemi.

Uso interno[modifica | modifica wikitesto]

Nella medicina indiana i semi della nigella sativa sono utilizzati come antiasmatici. La pianta manifesta una duplice attività: antistaminica e vasoregolatrice. L'infuso veniva impiegato contro il meteorismo, nelle affezioni catarrali, per favorire il flusso mestruale e nella dismenorrea. L'azione diuretica, inoltre, contribuisce a limitare la ritenzione idrica premestruale. Pare che sia un forte antiparassitario contro i parassiti intestinali.

Recenti studi clinici esaminati in rassegna sistematica (Phytotherapy Research 2003) sembrano dimostrare l'attività dell'olio di Nigella sativa in varie condizioni allergiche come la rinite, asma, eczema atopico. (da Paolo Campagna - "Farmaci vegetali" ediz. Minerva Medica, maggio 2008)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Nigella sativa L., su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 5 febbraio 2021.
  2. ^ (PDF) Domestic Livestock Resources of Turkey – Honey Bee | Orhan Yılmaz and Mehmet Ertugrul - Academia.edu

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]