Myristica fragrans

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Myristica fragrans
Myristica fragrans - Köhler–s Medizinal-Pflanzen-097.jpg
Myristica fragrans
Stato di conservazione
Status none DD.svg
Dati insufficienti[1]
Classificazione APG IV
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
(clade) Angiosperme
(clade) Mesangiosperme
(clade) Magnoliidi
Ordine Magnoliales
Famiglia Myristicaceae
Genere Myristica
Specie M. fragrans
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Ordine Magnoliales
Famiglia Myristicaceae
Genere Myristica
Specie M. fragrans
Nomenclatura binomiale
Myristica fragrans
Houtt., 1774

Myristica fragrans Houtt. è un albero della famiglia Myristicaceae originario delle isole Molucche (Indonesia)[2] ed oggi coltivato nelle zone intertropicali.

Se ne ricavano due spezie:

- il seme decorticato è la noce moscata

- la parte esterna che ricopre il seme fornisce il macis.

Il nome noce moscata significa "noce di Mascate" e fa riferimento alla capitale dell'Oman, luogo dal quale cominciò ad essere commercializzata.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Myristica fragrans è un albero sempreverde, dioico, alto 5–10 m ma che può raggiungere occasionalmente l'altezza di 20 metri.

Frutto aperto, la parte rossa fornisce la spezia nota come macis

Le foglie sono a fillotassi alterna, di colore verde scuro, lunghe 5–15 cm e larghe 2–7 cm con piccioli lunghi circa 1 cm. La specie è dioica, cioè fiori "maschili" e fiori "femminili" sono portati su piante diverse. I fiori sono a forma di campana, giallo pallido e un po' 'cerosi e carnosi. I fiori maschili, portanti gli stami, sono disposti in gruppi da uno a dieci, ciascuno lungo 5–7 mm; i fiori femminili, che daranno il frutto, sono in gruppi più piccoli, da uno a tre, e un po' 'più lunghi, fino a 10 mm.

I frutti sono delle drupe.

Il seme della pianta, di forma ovale arrotondata, è una spezia usata in cucina.

La specie Myristica fragrans fu descritta dal botanico olandese Martinus Houttuyn nel 1774. L'epiteto specifico fragrans significa "fragrante".

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

Studi condotti su piante coltivate in India hanno individuato nel coleottero mirmecofilo Formicomus braminus (Anthicidae) l'insetto impollinatore di M. fragrans. Non è escluso che in natura altri insetti possano svolgere il medesimo ruolo.[3]

Coltivazione[modifica | modifica wikitesto]

È una coltivazione assolutamente tropicale. Il primo raccolto si ottiene dopo 7-9 anni dall'impianto e la piena produzione dopo 20 anni. La pianta può essere riprodotta per seme, ma frequentemente è propagata per via vegetativa (talee), tale ultima pratica è preferita in quanto è possibile propagare in maniera controllata gli esemplari femminili alternati ai maschili, i femminili sono ovviamente quelli che producono frutti (la pianta è dioica, quindi i due sessi sono su piante diverse).

Usi[modifica | modifica wikitesto]

Culinario[modifica | modifica wikitesto]

Noce moscata

La noce moscata è usata in cucina come ingrediente in preparazioni sia dolci (es. budini e creme) sia salate (es. salsa besciamella, purè e verdure lesse).

Spesso, nella cucina italiana, viene aggiunta nei ripieni, tradizionalmente per cappelletti, ravioli e cannelloni fatti a base di carne, formaggio o spinaci. Il suo aroma, in quantità moderate, è gradevole, caldo, piccante, esotico.

Il macis, di gusto più delicato, è di uso meno frequente nella cucina italiana. Il macis inoltre conferisce un colore giallo-arancio, simile allo zafferano.

Nella cucina indonesiana, la noce moscata è usata in vari piatti, principalmente in molte zuppe piccanti, (come alcune varianti di soto, konro, zuppa di coda di bue, zuppa di costolette, bakso). Viene anche utilizzata nel sugo per piatti di carne, come lo spezzatino di manzo semur, le costolette al pomodoro e piatti di derivazione europea come bistik (bistecca di manzo), rolade (involtino di carne macinata) e bistik lidah (bistecca di lingua di manzo)[4].

Nella cucina indiana, la noce moscata è usata in molti piatti dolci e salati. Nella regione del Kerala, la noce moscata grattugiata viene utilizzata nelle preparazioni di carne e anche aggiunta con parsimonia ai dessert per il sapore. Può anche essere usato in piccole quantità nel garam masala. La noce moscata macinata in India viene anche affumicata[5].

Tossicità durante la gravidanza[modifica | modifica wikitesto]

Sebbene in ambito culinario sia ragionevole l'assunzione di noce moscata solo in piccoli quantitativi, in passato fu usata in alte dosi, in tali ultime condizioni fu utilizzato come abortivo: se è consumato in alte dosi, inibisce la produzione di prostaglandine che possono influenzare lo sviluppo del feto.

Il blocco nella sintesi di prostaglandine con applicazioni ad uso topico nel cuoio capelluto, svolge un ruolo anticalvizie.

Uso del frutto[modifica | modifica wikitesto]

Nei luoghi di coltivazione viene anche utilizzato il frutto. La parte carnosa gialla viene utilizzata sia per fare marmellate sia per prepararla candita (come nel dolce chiamato manisan pala in Indonesia).

Farmaceutico[modifica | modifica wikitesto]

Avvertenza
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Nel XIX secolo si pensava che la noce moscata fosse un abortivo, il che portò a numerosi casi documentati di avvelenamento da noce moscata. Sebbene venga talvolta usata come trattamento per altri disturbi (es. migliora la digestione, incrementa i movimenti peristaltici intestinali, favorisce il flusso biliare.[6]), la noce moscata non ha alcun valore medicinale provato[7].

La miristicina, principale componente dell'oliio essentiale ricavato da Myristica fragrans, ad elevati dosaggi ha un effetto simil-stupefacente, che provoca allucinazioni e convulsioni. Negli ultimi anni si è registrato un crescente abuso della miristicina o delle noci intere[8] come intossicante allucinogeno a buon mercato, causando frequentemente casi mortali di avvelenamento[9].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Myristica fragrans, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2020.2, IUCN, 2020. URL consultato il 18 gennaio 2020.
  2. ^ (EN) Myristica fragrans, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 18 gennaio 2021.
  3. ^ Armstrong JE and Drummond BA, Floral Biology of Myristica fragrans Houtt. (Myristicaceae), the Nutmeg of Commerce, in Biotropica 1986; 18(1): 32-38.
  4. ^ Meyer, Arthur L.; Vann, Jon M., Appetizer atlas : a world of small bites., Houghton Mifflin Harcourt, 2008, ISBN 0-544-17738-X, OCLC 904963411. URL consultato il 27 gennaio 2021.
  5. ^ Chapman, Pat, 1940-, India--food & cooking : the ultimate book on Indian cuisine, New Holland, 2007, ISBN 978-1-84537-619-2, OCLC 141382755. URL consultato il 27 gennaio 2021.
  6. ^ Chiara Verlato, Spezie, in Sapere & Salute, n. 56, dicembre 2005, pp. X-XI.
  7. ^ (EN) Nutmeg Uses, Benefits & Dosage - Drugs.com Herbal Database, su Drugs.com. URL consultato il 27 gennaio 2021.
  8. ^ (EN) Jochen Beyer, Dorothea Ehlers e Hans H. Maurer, Abuse of Nutmeg (Myristica fragrans Houtt.): Studies on the Metabolism and the Toxicologic Detection of its Ingredients Elemicin, Myristicin, and Safrole in Rat and Human Urine Using Gas Chromatography/Mass Spectrometry:, in Therapeutic Drug Monitoring, vol. 28, n. 4, 2006-08, pp. 568–575, DOI:10.1097/00007691-200608000-00013. URL consultato il 27 gennaio 2021.
  9. ^ (EN) Simple and rapid determination of myristicin in human serum., su ncbi.nlm.nih.gov. URL consultato il 15 gennaio 2017.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]