Brassica nigra

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Senape nera
Brassica nigra - Köhler–s Medizinal-Pflanzen-170.jpg
Brassica nigra
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Ordine Capparales
Famiglia Brassicaceae
Genere Brassica
Specie B. nigra
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Angiosperme
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Tricolpate basali
(clade) Rosidi
(clade) Euasteridi II
Ordine Brassicales
Famiglia Brassicaceae
Nomenclatura binomiale
Brassica nigra
(L.) W.D.J. Koch, 1833
Sinonimi

Sinapis nigra L.

La senape nera (Brassica nigra (L.) W.D.J. Koch, 1833) è una pianta erbacea, annuale, della famiglia delle Brassicacee.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

Diffusa in Europa centrale e meridionale, Nordafrica e nell'Asia occidentale, in Italia si trova diffusa in tutte le regioni, cresce nei campi e nei ruderati.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Pianta glabra o quasi, solo sui rami e sui picciuoli si può trovare qualche setola.

Radici[modifica | modifica sorgente]

Corta, gracile, e di colore bianco.

Fusto[modifica | modifica sorgente]

Pianta con fusto alto dai 50 cm ai 120 cm, solcato angoloso, fistoloso, semplice o ramificato, con rami alterni.

Foglie[modifica | modifica sorgente]

Le foglie sono tutte picciuolate, ruvide, le inferiori, grandi e pennatosette, con lacinee ovato oblunghe, col segmento centrale vistosamente più grande dei 2-4 laterali, tutti irregolarmente dentati, le superiori lanceolato allungate, intere, ma a margine superficialmente ed irregolarmente dentellato, comunque con intaccature sempre meno profonde.

Fiore[modifica | modifica sorgente]

Fiori terameri, regolari e piccoli, inizialmente l'infiorescenza è corimbiforme che con l'allungarsi dell'asse si trasforma in un racemo che compone una pannocchia ampia e rada. Il peduncolo è lungo 2-3 mm i sepali liberi sono verde chiaro e patenti, la corolla gialla, larga meno di 1 cm è formata da 4 petali interi disposti a croce alterni coi sepali. L'androceo ha 6 stami, dei quali i due laterali più brevi, tutti hanno filamenti liberi e sottili con antere oblunghe e biloculari. Gineceo con ovario oblungo e biloculare, formato da due carpelli saldati sui margini, colla cavità divisa da un segmento membranaceo e sormontato da un breve stilo con stimma capitato, bilobo.

Frutti[modifica | modifica sorgente]

La siliqua più o meno addossata al rachide è lunga 2 cm circa, terminata in un rostro lungo 2-3 mm è molto stretta a sezione quasi quadrangolare, per la presenza sul dorso delle valve di un nervo mediano grosso e sporgente contenent numerosi semi. Ha i semi in una sola serie per loggia.

Semi[modifica | modifica sorgente]

Sono piccoli più lunghi che larghi, di diametro di 1 - 1,5 mm. Hanno colorazione bruno-rossatra, più o meno scuro, le tonalità del colore può variare anche sulla stessa pianta. Esternamente hanno un reticolo formato da creste sottilissime che difficilmente si riesce a distinguere ad occhio nudo.

Moltiplicazione[modifica | modifica sorgente]

È principalmente propagata per seme.

Principi attivi[modifica | modifica sorgente]

I semi contengono un alcaloide, la sinapina, e un glucoside, la sinigrina.

Usi[modifica | modifica sorgente]

Avvertenza
Le informazioni qui riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. Questa voce ha solo scopo illustrativo e non sostituisce il parere di un medico: leggi le avvertenze.

I semi mischiati con il miele sono molto utilizzati nelle zone dell'Europa dell'est come lenitivo della tosse. Nell'est del Canada, l'uso della "mouche de moutarde" per trattare le infezioni dell'apparato respiratorio era molto diffuso prima dell'avvento della medicina moderna. Si preparava mischiando semi di senape con farina ed acqua, facendone un cataplasma. Questo cataplasma era applicato sul petto o sulla schiena e lasciato finché la persona non avvertiva una sensazione di bruciore.

I semi hanno inoltre proprietà revulsive. Se ingerita o inalata in polvere la senape è tossica, con infiammazione del tubo gastroenterico, con gravi lesioni all'apparato uropoietico con albuminuria, ematuria, irritazione vescicale, dà crampi ed eccitazione generale fino alla paralisi dei centri nervosi.

Alimentazione[modifica | modifica sorgente]

Dai suoi semi si ricava la senape nera, salsa di condimento dal sapore aspro e piccante.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Giuseppe Lodi, Piante Officinali Italiane, Bologna, Edizioni Agricole Bologna, 1957, pag. 791.
  • Giovanni Negri, Erbario Figurato, Milano, Ulrico Hoepli Editore Milano, 1979, pag. 459. ISBN 88-203-0279-9.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]