Thymus serpyllum
| Thymus serpyllum | |
|---|---|
| Stato di conservazione | |
Rischio minimo[1] | |
| Classificazione APG IV | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Plantae |
| (clade) | Angiosperme |
| (clade) | Mesangiosperme |
| (clade) | Eudicotiledoni |
| (clade) | Eudicotiledoni centrali |
| (clade) | Superasteridi |
| (clade) | Asteridi |
| (clade) | Euasteridi |
| (clade) | Lamiidi |
| Ordine | Lamiales |
| Famiglia | Lamiaceae |
| Sottofamiglia | Nepetoideae |
| Tribù | Mentheae |
| Sottotribù | Menthinae |
| Genere | Thymus |
| Specie | T. serpyllum |
| Classificazione Cronquist | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Plantae |
| Divisione | Magnoliophyta |
| Classe | Magnoliopsida |
| Sottoclasse | Asteridae |
| Ordine | Lamiales |
| Famiglia | Lamiaceae |
| Genere | Thymus |
| Specie | T. serpyllum |
| Nomenclatura binomiale | |
| Thymus serpyllum L. | |
| Sinonimi | |
|
Origanum serpyllum | |
| Nomi comuni | |
|
serpillo | |
Il serpillo (Thymus serpyllum L.), anche detto pepolino, pipernia o timo selvatico è una pianta appartenente alla famiglia delle Lamiacee.[2]
Comune in tutta Europa, Nord Africa e Asia, è una delle specie di timo più diffusa, utilizzata da secoli per scopi culinari, ornamentali e medicinali.
Descrizione
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È una pianta erbacea strisciante, molto variabile, alta da 10 fino a 30 cm.[senza fonte]
Fusti prostrati striscianti o ascendenti, sottili, radicanti, ramosi.
Foglie piccole da lineari ad ellittiche, cigliate alla base, piane.
Fiori piccoli, a corolla bilabiata, in spicastri corti apicali. Colore variabile dal bianco al rosa al violetto. La fioritura dura un mese circa, in un periodo variabile tra aprile e settembre.
Distribuzione e habitat
[modifica | modifica wikitesto]Questa specie ha un ampio areale che si estende in Europa, Nord Africa e in Asia.[2]
Cresce in terreni ben drenati, sabbiosi, su pendii soleggiati, nella boscaglia, fino a 2600 m s.l.m. di altitudine.
Varietà
[modifica | modifica wikitesto]Si conoscono molte varietà, che differiscono per periodo di fioritura, profumo e colorazione delle foglie.
Coltivazione
[modifica | modifica wikitesto]Si riproduce per seme, si moltiplica più frequentemente per propaggine in estate, o per talea in primavera o autunno.
Si coltiva in terreno ben drenato; su suolo compatto ha apparato radicale superficiale, per cui gradisce annaffiature regolari.
Usi
[modifica | modifica wikitesto]Questa varietà di timo è una buona pianta mellifera, molto bottinata dalle api che ne ricavano anche un miele monoflora.
Il serpillo è un piacevolissimo compagno di piccoli giardini, per la robustezza, il profumo e la fioritura. Vi sono alcune varietà nane che si possono usare come tappeto erboso.
È molto usato in cucina, come molte altre specie di timo. In particolare, per le sue proprietà antibatteriche, è molto utile per aiutare la digestione e ridurre la fermentazione intestinale, ad esempio, accompagnando un piatto di fagioli.
Nelle valli valdesi sopra Pinerolo (provincia di Torino) viene prodotto il sërpoul o serpùl, come viene chiamato questo timo nella locale parlata occitana: liquore tradizionale della zona, ottenuto per macerazione alcolica del fiore della pianta e successiva aggiunta di sciroppo di zucchero. I fiori sono raccolti ad alta quota nelle zone di Pellice, Chisone e Germanasca.
Ad Ischia è utilizzato per produrre la pipernella, caratteristico liquore ottenuto per infusione della pipernia nell'alcool.
Nella Valdaso, nella zona di Monte Rinaldo, è prodotto un particolare tipo di formaggio pecorino utilizzando caglio aromatizzato da varie erbe aromatiche tra cui il timo serpillo[3].
Fitoterapia
[modifica | modifica wikitesto]Usatissimo in fitoterapia, come altre specie di timo. Il serpillo differisce dal timo comune per la proporzione dei principi attivi contenuti, che comunque, all'interno della stessa specie, varia notevolmente.
Principi attivi:[senza fonte]
- timolo
- carvacrolo
- cineolo
- tannini
- saponina
- resine flavoni
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ (EN) Thymus serpyllum, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2020.2, IUCN, 2020. URL consultato il 30 gennaio 2026.
- 1 2 (EN) Thymus serpyllum, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 30 gennaio 2026.
- ↑ Aggiornamento elenco regionale prodotti tradizionali per l'anno 2014, su norme.marche.it. URL consultato il 15 giugno 2016.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- L'enciclopedia delle erbe, Novara, Mosaico, 1997, ISBN 88-442-0116-X.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Wikispecies contiene informazioni su Thymus serpyllum
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Thymus serpyllum - IPNI Database
| Controllo di autorità | LCCN (EN) sh85146689 · J9U (EN, HE) 987007556179705171 |
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