Harpagophytum procumbens

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Artiglio del diavolo
Harpagophytum 5.jpg
Harpagophytum procumbens
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Ordine Scrophulariales
Famiglia Pedaliaceae
Genere Harpagophytum
Specie H. procumbens
Nomenclatura binomiale
Harpagophytum procumbens
(Burch.) DC. ex Meisn., 1840
Nomi comuni

Artiglio del diavolo

Harpagophytum procumbens
Artiglio del diavolo essiccato
Artiglio del diavolo in Icones selectae plantarum, vol. 5 del 1846

L'artiglio del diavolo (Harpagophytum procumbens (Burch.) DC. ex Meisn., 1840) è una pianta erbacea perenne della famiglia delle Pedaliacee, presente nell'Africa meridionale, nelle aree di savana e del deserto Kalahari. È ampiamente usato nella medicina tradizionale africana.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

I fiori sono rosso-violetto. Le radici presentano un corredo di uncini che hanno valso alla pianta il suo nome popolare:[1] gli animali e in particolare i roditori possono rimanere impigliati nelle radici e morire di fame.

In realtà non sono le radici ad avere gli uncini, bensì i frutti,[2] anche se ad essere usate sono le radici secondarie, organi di deposito del diametro di 6–20 cm e che possono raggiungere il peso di 600 grammi.

Usi terapeutici[modifica | modifica wikitesto]

Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.

L'efficacia anti-reumatica, anti-infiammatoria e analgesica degli arpagosidi (principi attivi della radice)[1] è paragonabile a quella degli antinfiammatori di sintesi. Le radici contengono inoltre glucosidi, iridoidi, triterpeni e polifenoli. È coadiuvante per artriti, periartriti, fibromiositi, reumatismo infiammatorio, tendiniti, contusioni, dolori di schiena, sciatica, e simili. Molto efficace contro torcicollo e altre infiammazioni muscolari, febbre, dispepsia, dolori del parto e aritmia. Ha proprietà diuretiche, stimola le funzioni di fegato e cistifellea, riduce gli zuccheri nel sangue e viene anche usato come miorilassante.[3][4][5]

La radice dell'artiglio del diavolo, di cui si usa l'estratto secco, favorisce anche l'eliminazione dell'acido urico e a questo titolo è efficace nel trattamento della gotta, specie se associato a preparati di frassino, che hanno una componente antinfiammatoria. È indicato per ridurre la presenza di cortisonici utilizzati per i reumatismi.[6]

Si consiglia la somministrazione sotto controllo medico per un periodo minimo di una settimana e massimo di due mesi. Oltre che tramite le aziende di commercio elettronico, l'artiglio del diavolo si acquista in farmacia e in erboristeria. Si trova sotto forma di:[3][4][5]

  • estratto secco in scaglie per decotti o infusi.
  • tintura madre, da assumere in gocce per via orale; al pari di decotti e infusi è amara e può essere sgradevole, si può quindi assumerli con un dolcificante naturale come miele, succo di agave, ecc.
  • estratto secco in capsule o pastiglie.
  • creme o unguenti per applicazione esterna sulla parte dolorante.

Controindicazioni[modifica | modifica wikitesto]

L’artiglio del diavolo ha una scarsa tossicità e gli effetti collaterali sono limitati ma va utilizzato con attenzione. Aumenta la secrezione gastrica e può causare problemi gastrointestinali ed eruzioni cutanee, sarebbe quindi da evitare in presenza di gastrite, ulcera peptica e nel caso si assumano farmaci anti-infiammatori non steroidei. È controindicato anche se si assumono farmaci contro ipotensione, ipoglicemia, aritmia e soprattutto non va associato ad anticoagulanti come il warfarin, antiinfiammatori di sintesi e cortisonici. Viene sconsigliato durante la gravidanza e l'allattamento, nel periodo post operatorio, ai diabetici, agli ipertesi, a chi soffre di patologia cardiache o epatiche e in caso di allergie o ipersensibilità verso uno o più componenti.[3][4][5]

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Alle popolazioni africane i suoi effetti sono noti da secoli; le sue radici erano utilizzate da boscimani, ottentotti e bantu per curare le ferite e lenire i dolori articolari. Gli venivano inoltre attribuite proprietà digestive e terapeutiche per problemi gastrointestinali. In Europa queste qualità iniziarono a essere studiate solo nei primi del Novecento; fu dapprima usato come amaro tonico nei casi di indigestione e solo successivamente furono confermate le sue proprietà antinfiammatorie e analgesiche.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b "Farmacia al naturale", di Barbara Ricciardi, pubbl. su Sapere&Salute, anno 8, febbraio 2003, num.42, pag.18-19
  2. ^ "Trattato di Botanica", di Carlo Cappelletti, UTET 1965 (vol.2°, pag. 1464), e "L'Enciclopedia delle Erbe", a cura di Richard Mabey, Zanichelli 1990 (pag.96)
  3. ^ a b c Tatiana Maselli, Artiglio del diavolo: come e quando usarlo, su cure-naturali.it, De Agostini. URL consultato il 18 gennaio 2021.
  4. ^ a b c Rosa Grieco, Contro i dolori articolari prova l'artiglio del diavolo, su cure-naturali.it, De Agostini. URL consultato il 18 gennaio 2021.
  5. ^ a b c Loredana Zilioli, Artiglio del diavolo, il rimedio contro i dolori articolari, su cure-naturali.it, De Agostini. URL consultato il 18 gennaio 2021.
  6. ^ "Le piante medicinali", di Roberto Michele Suozzi, Newton&Compton, Roma, 1994, pag.64

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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