Mertseger

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Mertseger (anche Merseger), nella mitologia egizia, era la dea protettrice delle necropoli, sia reali che private, di Tebe e il suo nome significa "Colei che ama il silenzio".

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oppure

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Ella puniva, attraverso i morsi dei serpenti e la puntura degli scorpioni, chi si macchiava del peccato di furto e di falso, inseguendo e inoculando il suo tremendo veleno. Ma era anche generosa nel perdonare chi a lei si rivolgeva pentito e, in questo caso, lo sanava dal male fisico come Neferabu che fu guarito dalla cecità dalla silente dea.


Per gli Egizi non esisteva il peccato che era solamente una disarmonia della Maat, cioè Caos. Con questa dea, e unicamente con lei, sono nati i concetti di peccato, pentimento e perdono.



Era raffigurata come:

  • donna dalla testa di cobra, con in testa una piuma ed armata di due coltelli. In questa forma sincretica prende il nome di Hepet-Hor
  • serpente o scorpione dalla testa di donna
  • sfinge dalla testa di serpente
  • serpente con tre teste (di donna, di serpente e di avvoltoio)

In varie stele, reca sulla testa il modio con il disco solare, le due piume e lo scettro uadj mentre in altre reca la corona hathorica e lo uas. Viene raffigurata sia seduta che stante, mentre tiene in mano anche l'ankh.

Cima della Montagna Tebana



Ella proteggeva, principalmente, la necropoli della Valle dei Re che sorge sulla riva occidentale di Tebe, nelle immediate adiacenze di aspre alture rocciose, di notevole bellezza scenografica e grande impatto visivo.


La sommità di questa catena montuosa è chiamata Cima dell'Occidente ed era la montagna sacra dove la dea Mertseger viveva, dominando la necropoli e circondata da ancestrali profondi silenzi. Da lassù, scrutava e lanciava i suoi severi ammonimenti.


Per questo motivo uno dei tanti appellativi di Mertseger era La cima

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t3 dhnt

ed era invocata come "Cima Grande d'Occidente che dà soccorso a chi l'ama e dà protezione a chi la porta nel cuore".

Riceveva un numero considerevole di epiteti poiché aiutava e proteggeva chi la invocava, offriva nutrimento ai defunti ed era coinvolta con il rito funebre, eccone i principali:

  • "signora degli alimenti"
  • "divina Madre e grande Madre" (la dea viene vista come la sposa di Amon)
  • "Signora di generazioni e di innumerevoli manifestazioni" (per il suo ruolo importante nella duat)
  • "Grande di magia, signora del palazzo" (la dea viene vista come una antica divinità chiamata anche "occhio di Ra")
  • "signora di ciò che esiste, che conosce i geroglifici che sono numerosi"

Aveva anche numerosi titoli tra cui:

  • la bella Dehenet (dhnt)
  • la signora della Dehenet
  • la grande Dehenet dell'occidente tebano

Culto[modifica | modifica sorgente]

Bisogna rilevare che questo è l'unico caso, nella mitologia egizia, di personificazione di un luogo geografico in una divinità.

Poiché la montagna di Tebe ha la forma di piramide, come le sepolture dell'Antico Regno, nella XVIII dinastia, i sovrani scelsero proprio quella valle per i loro ipogei, che erano così protetti dall' ombra di una sacra piramide naturale.

Il culto di Mertseger, strettamente legato alle località di Deir el-Bahari, Esna e Deir el-Medina, iniziò durante il Medio Regno e raggiunse il suo apice con la XVIII dinastia del Nuovo Regno.

A Deir el-Medina sorgeva il villaggio degli artigiani e degli artisti che lavoravano per il faraone nella necropoli della Valle dei Re. Mertseger era, quindi, sostanzialmente adorata, insieme al dio Ptah, dal popolo delle maestranze che temeva moltissimo l'ira della dea e i pericoli di chi era costretto a vivere e lavorare nell'assolato deserto. Di conseguenza, essendo una divinità locale, le erano dedicati solo piccoli templi rupestri, come quello situato sul sentiero che portava alla Valle delle Regine e alcune stele con preghiere e richieste di perdono.

Tempio rupestre[modifica | modifica sorgente]

Il tempio era formato da una serie di caverne poste a semicerchio, le cui volte però crollarono a causa di terremoti e sulle pareti esterne conserva tutt'oggi numerose stele regali mentre una gran quantità di frammenti sono stati repertoriati e distribuiti a vari musei. Sovrastante il tempio vi è una roccia con la forma di testa di serpente.

La gran quantità di materiale rinvenuto, ci conferma che il tempio era molto frequentato e celebre.


Stele con raffigurazione di Mertseger

Iconografia[modifica | modifica sorgente]

Le principali raffigurazioni di Mertseger si trovano nelle tombe:

La più importante statua che raffigura la dea è quella, in granito, con Amenhotep II della XVIII dinastia.

È anche rappresentata su una stele oggi al Museo Gregoriano Egizio dove è raffigurata posta su di un naos con corpo leonino e testa di serpente.

Le profanazioni delle ricche sepolture reali a scopo di furto erano già in atto dall'Antico Regno anche ad opera delle maestranze stesse quindi la genesi di Mertseger è stata spontanea per assolvere il compito di custode delle regali tombe, proteggendole dai ladri e da chi, comunque, disturbasse il sonno eterno dei faraoni.

Durante la XXI dinastia, la gloria di Tebe finì, la Valle dei Re fu abbandonata, le maestranze lasciarono Deir El-Medina e Mertseger fu sconfitta dal veleno dell'umano oblio.


Altri nomi[modifica | modifica sorgente]

  • Mereretseger
  • Mereseger
  • Meresger
  • Meretseger
  • Meret-Segher
  • Merseger
  • Mert-Seger
  • Mert-Sekert

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

B. Bruyère - Mert Seger à Deir el Mèdineh - (MIFAO) Le Caire 1930
M. Tosi e A. Roccati - Stele e altre epigrafi di Deir El Medina - Edizioni d'Arte Fratelli Pozzo - Torino
M. Tosi - Dizionario enciclopedico delle divinità dell'antico Egitto- Vol. I - Ed. Ananke - ISBN 88-7325-064-5
G. Capriotti Vittozzi - Deir El-Medina - Ed. Aracne - ISBN 88-7999-887-0

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