Tenenet

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Statua calcarea di una produttrice di birra - attività sotto il patronato di Tenenet. Museo archeologico nazionale di Firenze.

Tenenet (anche Tjenenet, Tjenenyet, Zenenet, Tanenet, Tenenit, Tanent; dall'egizio Tnn.t) è una divinità egizia appartenente alla religione dell'antico Egitto, dea del parto e della birra. È menzionata in testi risalenti al Periodo tolemaico dell'Egitto (IV - I secolo a.C.), così come nel "Libro dei morti"[1], ma ebbe un culto già nel Medio Regno nelle vesti di sposa del dio della guerra Montu[2].

Divinità del parto e della birra[modifica | modifica wikitesto]

Tenenet era strettamente associata al momento della nascita e veniva invocata dalle partorienti come protettrice dell'utero. Era comunemente raffigurata con il capo sormontato da un utero bovino, come la dea Meskhenet[2]; poteva essere raffigurata con il disco solare e l'ureo sul capo, come Hathor[1]. Maria-Theresia Derchain-Urtel ha ipotizzato nel 1979 che l'organo genitale femminile sul capo di Tenenet ne simboleggiasse la connessione con la "rinascita spirituale" del faraone dopo la propria incoronazione: infatti Tenenet avrebbe dovuto presiedere all'ingresso del sovrano come dio nel mondo spirituale, mentre Meskhenet lo avrebbe protetto al suo ingresso (il parto) nel mondo fisico[1][3].

Si riteneva inoltre che tutelasse la produzione della birra e il suo nome potrebbe derivare dal termine "tenemu", che indicava appunto la birra[2]. La produzione del pane era, nella quotidianità egizia, un'attività prettamente muliebre: di conseguenza, anche la preparazione della birra lo divenne. La fabbricazione della birra si basava su specifiche pagnotte cotte con l'orzo e lasciate a fermentare in giare.

Culto[modifica | modifica wikitesto]

Il centro del culto di Tenenet era Ermonti (Iuni) nel Medio Egitto: la località era sede di un imponente Tempio a Montu almeno fin dalla XI dinastia, forse originaria proprio di Ermonti. Tenenet era infatti considerata (unitamente a Iunit[4] e Rattaui[5]) consorte di tale dio-falco della guerra che incarnava la vitalità conquistatrice del faraone[6] - anche se altri, per l'assonanza dei nomi, hanno ipotizzato che fosse originariamente la mera controparte femminile del dio Tatenen[1] Fu occasionalmente assimilata alle dee Rattaui (paredra di Ra), Iunit, Iside e Mut[2]; era inoltre effigiata, in modo del tutto simile alla dea Meskhenet, altra dea connessa al parto, come donna con un copricapo a forma di utero[7]. Era talvolta indicata come figlia di Atum e Mut[1].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e Tjenenet, henadology.wordpress.com.
  2. ^ a b c d (EN) Ancient Egyptian Gods; Tjenenet, su www.ancientegyptonline.co.uk. URL consultato il 5 maggio 2017.
  3. ^ Derchain-Urtel 1979
  4. ^ Wilkinson 2003, p. 150.
  5. ^ Wilkinson 2003, pp. 150, 203.
  6. ^ Hart 1986, p. 186.
  7. ^ Wilkinson 2003, pp. 152-3.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Maria-Theresia Derchain-Urtel, Synkretismus in ägyptischer Ikonographie. Die Göttin Tjenenet, in Göttinger Orientforschungen, vol. 4, nº 8, Wiesbaden, 1979, pp. 88ss.
  • George Hart, A Dictionary of Egyptian Gods and Goddesses, Routledge, 1986, ISBN 0-415-05909-7.
  • Geraldine Pinch, Egyptian Mythology: A Guide to the Gods, Goddesses, and Traditions of Ancient Egypt, Oxford University Press, 2004, ISBN 978-0-19-517024-5.
  • Richard H. Wilkinson, The Complete Gods and Goddesses of Ancient Egypt, Londra, Thames & Hudson, 2003.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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