Amenhotep (figlio di Hapu)

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Scultura ritraente Amenhotep (Museo di Luxor, Luxor)

Amenhotep (Atribi, 1460 a.C. ca.[1]1380 a.C. ca.[1]) è stato un architetto, sacerdote e funzionario egizio, che ha tenuto una serie di cariche sotto Amenofi III.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Coperchio del sarcofago di Amenhotep (Museo del Louvre, Parigi)

Si dice che sia nato alla fine del regno di Thutmose III, nel comune di Atribi (la moderna Banha, a nord del Cairo nel basso Egitto). Suo padre era Hapu, mentre sua madre si chiamava Itu.[2]

È stato un sacerdote ed uno scriba molto legato al culto di Thot, dio della saggezza.[3] Alla corte del faraone fu impiegato come scriba reale principalmente negli affari militari, servendo forse lui stesso come comandante.[4] Questa carriera gli permette di avvicinarsi ad Amenofi III che lo nomina intendente al fianco di sua figlia Satamon, oltre che a diverse funzioni importanti come quella di scriba reale a capo delle reclute e in seguito "capo di tutti i lavori del Re".[5]

Nella sua qualità di capo architetto ha anche supervisionato tutta una serie di progetti di costruzione, tra i quali il tempio funerario sito ad ovest di Tebe e di cui ci rimangono solamente due statue note sotto la denominazione di colossi di Memnone. Fu probabilmente anche l'architetto del tempio di Soleb nella Nubia.[6]

Secondo alcuni rilievi nella tomba del visir Ramose, egli potrebbe essere morto durante l'anno 31 di Amenofi III, a circa 81 anni.[1]

Culto e rappresentazioni[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la sua morte, la sua fama crebbe e fu venerato per i suoi insegnamenti e come filosofo. È stato anche venerato come un guaritore e, infine, adorato come un dio della guarigione e, come il suo predecessore Imhotep, dotato di poteri protettivi. Ci sono diverse statue di lui nelle vesti di scriba, che lo ritraggono sia come un giovane sia come un uomo più anziano.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Bunson 2001, pag. 31.
  2. ^ Wildung 1977, pag. 76.
  3. ^ Coulter, Turner 1999, pag. 44.
  4. ^ Bunson 2001, pag. 31; Varille 1968, pag. 60.
  5. ^ Coulter, Turner 1999, pag. 44; El-Shahawy, Atiya 2005, pag. 185.
  6. ^ Wilkinson 2003, pag. 92.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • J. H. Breasted, Ancient Records of Egypt, Part Two, 1906
  • Margaret Bunson, Encyclopedia of Ancient Egypt, Fact on File, 2001.
  • Warren R. Dawson, Bridle of Pegasus, 1930, pp. 55ff.
  • Abeer El-Shahawy e Farid S. Atiya, The Egyptian Museum in Cairo, American University in Cairo Press, 2005.
  • Miriam Lichtheim, Ancient Egyptian Literature: A Book of Readings: The Late Period, 1980, University of California Press, Page 104
  • Siegfried Morenz, Egyptian Religion, 1992 Cornell University Press
  • Margaret Alice Murray, 1931, Egyptian Temples, 2002 Courier Dover Publications
  • Boyo Ockinga, Amenophis, Son of Hapu - A Biographical Sketch, The Rundle Foundation for Egyptian Archaeology Newsletter No. 18, February 1986
  • Charles Russell Coulter e Patricia Turner, Encyclopedia of Ancient Deities, Routledge, 1999.
  • Alexandre Varille, Inscriptions concernant l'architects Amenhotep, fils de Hapou, Il Cairo, Institut français d'archéologie orientale, 1968.
  • Dietrich Wildung, Egyptian Saints: Deification in Pharaonic Egypt, New York, New York University Press, 1977.
  • Richard H. Wilkinson, The Complete Gods and Goddesses of Ancient Egypt, Thames and Hudson, 2003, ISBN 978-0-500-05120-7.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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