Miket

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Rovine del Tempio di Khnum a Elefantina, sede del culto di Miket.

Miket è una divinità egizia appartenente alla religione dell'antico Egitto, dea d'origine nubiana venerata localmente nell'Alto Egitto come patrona della regione di Elefantina e dell'Isola di Sehel. Storicamente, fece la sua comparsa durante il Medio Regno, sotto la XIII dinastia egizia (XVIII - XVII secolo a.C.), appunto a Elefantina, e precisamente in una cappella del Santuario del divinizzato funzionario Hekaib[1]. Nel locale Tempio di Khnum, durante il Nuovo Regno, fu menzionata una sola volta durante il regno di Hatshepsut (1478 - 1458 a.C.), in riferimento al predecessore Thutmose II: "Thutmose II, amato da Miket, nell'Alta Nubia [...]"[2]. Unitamente a Satet, Miket fu annoverata fra le divinità, originarie della zona di Elefantina, connesse con le acque del Nilo e con il dio Khnum. Una iscrizione del faraone Ahmose II (570 - 526 a.C.), della XXVI dinastia egizia, presso il tribunale del Tempio di Satet all'Elefantina recita: "Ahmose amato da Miket, adorata a Elefantina, signora dei cieli"[3][4].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Denise M. Doxey, Egyptian Non-Royal Epithets in the Middle Kingdom: A Social and Historical Analysis, BRILL, 1º gennaio 1998, ISBN 90-04-11077-1. URL consultato il 10 maggio 2017.
  2. ^ (EN) Column with the name of Thutmose II beloved of Miket :: Hatshepsut, su hatshepsut.pl. URL consultato il 10 maggio 2017.
  3. ^ Rainer Hannig, Großes Handwörterbuch Ägyptisch-Deutsch: (2800-950 v. Chr.), Mainz, von Zabern, 2006, p. 1238, ISBN 3-8053-1771-9.
  4. ^ Christian Leitz, Lexikon der ägyptischen Götter und Götterbezeichnungen, in Orientalia Lovaniensia analecta, 112, vol. 3, Lovanio, Peeters, 2002, ISBN 90-429-1148-4.