Necropoli di Tebe

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Coordinate: 25°44′N 32°36′E / 25.733333°N 32.6°E25.733333; 32.6

Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Antica Tebe con la sua necropoli
(EN) Ancient Thebes with its Necropolis
SFEC AEH -ThebesNecropolis-2010-FULL-Overview-039.jpg
Tipo Culturali
Criterio (i) (iii) (vi)[1]
Pericolo Non in pericolo
Riconosciuto dal 1979
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda
Mappa di localizzazione: Egitto
Necropoli di Tebe
Necropoli di Tebe
La posizione della necropoli di Tebe in Egitto
L'area della Necropoli tebana

La necropoli di Tebe (o necropoli tebana) è un sito archeologico egizio, posto sulla sponda ovest del Nilo, nei pressi dell'attuale città di Luxor (l'antica Uaset, la greca Tebe).

Infatti, i campi della Duat, ovvero l'aldilà egizio, si trovavano, secondo le credenze, proprio sulla riva occidentale del grande fiume.

Nella sua epoca di utilizzo, l'area era nota come "Quella di fronte al suo Signore" (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o più semplicemente "Occidente di Tebe".[2]

La denominazione "necropoli di Tebe", riconosciuta ed accettata dall'UNESCO che la inserì nella lista del Patrimonio dell'umanità nel 1979, appare di fatto restrittiva, giacché non è individuabile un'entità puntiforme ed il termine indica un'area molto vasta che comprende più necropoli, nonché complessi funerari e templari comunque connessi a culti funerari. Sotto il profilo prettamente delle necropoli sono individuabili almeno dieci aree di sepoltura tra cui la Valle dei Re e la Valle delle Regine.

Sepolture nell'area sono attestate dalla fine del Primo Periodo Intermedio e, in tal senso, la necropoli più antica è quella di el-Tarif.

Successivamente, e conseguentemente all'individuazione della Valle dei Re come area di sepoltura dei sovrani della XVIII - XIX e XX dinastia (1552-1069 a.C. circa), l'area di Sheikh Abd el-Qurna venne prescelta per la sepoltura di nobili, funzionari e artigiani che operavano a favore della Corte.

Le tombe della Necropoli, escluse quelle della Valle dei Re e della Valle delle Regine, sono complessivamente oltre 400.

Necropoli reali[modifica | modifica wikitesto]

  • Valle delle Regine (nome moderno: "Biban el-Harim"): alle consorti reali ed ai principi di casa regnante, a partire dalla XVIII sino alla XX dinastia, era destinata un'altra area alquanto prossima, la Ta-Set-Neferu (ovvero: il luogo dei figli del re giacché, originariamente, qui vennero sepolti i figli dei sovrani). La Valle ospita, al 2017, oltre 70 tombe la più nota delle quali, per i preziosi rilievi parietali, è quella della grande sposa reale Nefertari, moglie del faraone Ramses II della XIX dinastia.

Le tombe dei nobili[modifica | modifica wikitesto]

  • Tombe dei Nobili: comprende l'intera area tebana destinata a sepolture dei nobili e funzionari connessi alle case regnanti, specie della XVIII-XIX e XX dinastia. Le tombe sono oltre 400 ed erano contrassegnate da un Cono funerario che indicava il nome, il titolo dell'occupante e, talvolta, brevi preghiere. Ad oggi sono stati recuperati solo 80 coni su 400.
  • Deir el-Medina: in egizio Pa demi ossia "la cittadina"[7]. Costituisce uno dei tre esempi noti di "villaggio operaio" (gli altri sono quello di Tell el-Amarna, l'antica Akhetaton, e di El-Kahum, nei pressi di el-Lashur) che ospitavano gli artigiani e, in genere, le maestranze preposte alla realizzazione e manutenzione delle tombe degli antichi Re. Si tratta, in questo caso, delle tombe della Valle dei Re.
    • Necropoli degli operai: si tratta delle sepolture degli operai che operavano nella Valle dei Re. Tombe ad architettura cosiddetta "composita" in cui la sovrastruttura è costituita da una piccola piramide costruita in materiale povero e deperibile e da un ipogeo con una vano sotterraneo coperto da una volta a mattoni.
    • Tempio rupestre di Meretseger: tempio rupestre, oggi in pessimo stato per crolli delle volte, che sovrastava il villaggio operaio di Deir el-Medina e che era il luogo di culto della dea Mertseger, Colei che ama il silenzio, o anche Colei che ama colui che ama il silenzio (ovvero il dio dei morti Osiride) personalizzazione dell'aera collinare tebana e, segnatamente, della necropoli.

Templi funerari[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Tempio di Milioni di Anni.
Mappa dell'area di Deir el-Bahari che ospita i tre complessi di Montuhotep, Hatshepsut e Thutmosi III
Il tempio di Montuhotep II
Il tempio di Hatshepsut
Rilievo da Medinet Habu con scene da una bataglia di Ramses III contro i Popoli del mare
Il Ramesseum di Ramses II

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ http://www.unesco.beniculturali.it/index.php?it/9/requisiti-per-liscrizione
  2. ^ Sergio Donadoni, Tebe, Electa, ISBN 88-435-6209-6.
  3. ^ Reeves & Wilkinson (2000)The Complete Valley of the Kings, Thames & Hudson, New York, p. 18.
  4. ^ Christian Jacq (1998), La Valle dei Re, Milano, Mondadori, pp. 19-20.
  5. ^ Kent R. Weeks e Araldo De Luca, Valley of the Kings, Friedman/Fairfax, 2001, ISBN 978-1-58663-295-3., p. 337.
  6. ^ Donald. B. Redford, The Oxford Encyclopedia of Ancient Egypt: P-Z, Oxford University Press, 2001, ISBN 978-0-19-513823-8., p. 386.
  7. ^ Mario Tosi, Dizionario enciclopedico delle divinità dell'antico Egitto, vol. II, pag. 152
  8. ^ Maurizio Damiano-Appia, Dizionario enciclopedico dell'antico Egitto e delle civiltà nubiane, pag.93
  9. ^ (EN) E. Cline e S. Stannish, Sailing the Great Sea? Amenhotep III "Aegean List" from Kom el-Hetan, in Journal of Ancient Egypitian Archaeology, Vol. 3, pp. 6-16, Tucson, 2011.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Sergio Donadoni, Tebe, Electa, ISBN 88-435-6209-6
  • (EN) Donald B. Redford, The Oxford Encyclopedia of Ancient Egypt: P-Z, Oxford University Press, 2001, ISBN 978-0-19-513823-8.
  • (EN) Kent R. Weeks e Araldo De Luca, Valley of the Kings, Friedman/Fairfax, 2001, ISBN 978-1-58663-295-3.
  • (EN) Nicholas Reeves e Richard Wilkinson, The complete Valley of the Kings, New York, Thames & Hudson, 2000, ISBN 0-500-05080-5.
  • (EN) E. Cline e S. Stannish, Sailing the Great Sea? Amenhotep III "Aegean List" from Kom el-Hetan, in Journal of Ancient Egypitian Archaeology, Vol. 3, pp. 6-16, Tucson, 2011.

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