TT34

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TT34
Tomba di Montuemhet
TT34.jpg
Planimetria schematica della tomba TT34[N 1]
CiviltàAntico Egitto
Utilizzotomba
EpocaXXV dinastia
Localizzazione
StatoEgitto Egitto
LocalitàLuxor
Amministrazione
PatrimonioNecropoli di el-Assasif
EnteMinistry of State for Antiquities
Visitabile
Mappa di localizzazione

Coordinate: 25°44′06.98″N 32°36′38.56″E / 25.735272°N 32.61071°E25.735272; 32.61071

mn
n
T
mF4
t Z1
[1]
Montuemhat
in geroglifico
Ingresso alla TT34 (2006)
Mappa di localizzazione: Egitto
Necropoli di Tebe
Necropoli di Tebe
La posizione della necropoli di Tebe in Egitto

TT34 (Theban Tomb 34) è la sigla che identifica una delle Tombe dei Nobili[N 2][2] ubicate nell’area della cosiddetta Necropoli Tebana, sulla sponda occidentale[N 3] del Nilo, dinanzi alla città di Luxor[N 4][3], in Egitto.

Destinata a sepolture di nobili e funzionari connessi alle case regnanti, specie del Nuovo Regno, l'area venne sfruttata, come necropoli, fin dall'Antico Regno e, successivamente, sino al periodo Saitico (con la XXVI dinastia) e Tolemaico.

Titolare[modifica | modifica wikitesto]

TT34 Era la tomba di:

Titolare Titolo Necropoli[N 5] Dinastia/Periodo Note[N 6]
Montuemhet Quarto Profeta di Amon, Sindaco di tebe, Governatore dell'Alto Egitto el-Assasif[4] XXV dinastia (Taharqa - Psammetico I) ad ovest delle costruzioni in mattoni, nei pressi di Deir el-Bahari

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di Esptah, Profeta di Amon, Sindaco di Tebe e di Esenkhebi, svolse i suoi incarichi durante i regni di Taharqa, Tanutamani (XXV dinastia) e Psammetico I (XXVI dinastia)[1], gli sono note tre mogli: Wadjerenes (figlia di Har e nipote del re Pi(ankh)y -detto anche Piye-), Suonatrice di sistro di Amon-Ra; Eskhons (menzionata all'interno della tomba) e Shepetenmut (quest'ultima indicata su un Cono funerario all'esterno della tomba).

La tomba[modifica | modifica wikitesto]

Ingresso alla TT34
TT34, il primo cortile
TT34, statue del defunto e della madre (2 in planimetria)

TT34, così come la precedente TT33, è alquanto articolata: un lungo corridoio camminamento dà accesso a un'anticamera colonnata dalla quale, attraverso un breve corridoio, si accede ad un primo cortile sulle cui pareti (1 in planimetria) è rappresentato il faraone Psammetico I dinanzi a Osiride e Ra-Horakhti; ai lati, due nicchie (2-3) con statue del defunto e della madre (in una delle nicchie -3- si conserva solo la parte inferiore della statua). Un corridoio, che circonda il primo cortile, consente l'accesso a dieci cappelle laterali[N 7]:

  • A: non terminata, contiene scene di preti in offertorio al defunto;
  • B: inni sacri, con il defunto in adorazione; sulla parete sinistra, entrando, testi di litanie e i settantadue nomi di Osiride; sulla parete opposta, testi e preghiere, nonché il defunto che consacra offerte a settantaquattro demoni;
  • C: testi sacri;
  • D: su tre registri sovrapposti, donne che offrono libagioni al defunto e liste di offerte rituali;
  • E: il principe ereditario Akiu, Cancelliere "unico amico amato, grande di conoscenza" in compagnia del defunto;
  • F: Irephiaut, Capo degli arcieri di cavalleria, Capo delle scuderie del Signore delle Due Terre;
  • G, H, I, J: non terminate.

Dal primo cortile si accede ad un "portico occidentale" sulle cui pareti (4-5) sono rappresentati portatori di offerte; segue (6) una scena della processione funebre, con prefiche, il trasporto delle suppellettili funerarie, tra cui alcuni carri, nonché scene del pellegrinaggio ad Abydos. Una falsa porta (7) è decorata con il defunto al centro, un toro e sette mucche su un lato e sacri remi e demoni sull'altro. Una scala (8) porta ad una cappella sotterranea decorata con testi e immagini di animali. Un breve corridoio, sulle cui pareti è rappresentato (9) il defunto in adorazione, adduce ad un secondo cortile e, da questo, si passa a una serie di sale (da I a V) dall'ultima delle quali (VI) inizia una serie di scale decorate. Sulle pareti (VII/10-11) testi relativi al defunto, ai genitori e alla moglie Seshepmut; Su un pianerottolo (VIII/12) titoli del defunto e (13) il defunto, guidato da Anubi e Maat verso la montagna. Seguono (IX/14-15) i titoli del defunto e dei genitori e (X/16) la statua del padre in una nicchia e, sopra un rialzo, la statua di Osiride (17). Una breve scala porta alla sala del sarcofago (XI) con soffitto astronomico[5].

Reperti[modifica | modifica wikitesto]

Molti dei rilievi di questa tomba si trovano, oggi, in vari musei del mondo[6]:

Dalla TT34 si ritiene provengano, inoltre, nove statue dedicate al defunto, Montuemhet (secondo alcuni studiosi i reperti potrebbero però provenire da cappelle dell'area di Medinet Habu[7]):

Note[modifica | modifica wikitesto]

Annotazioni[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La numerazione dei locali e delle pareti segue quella di Porter e Moss 1927, pp. 56-61.
  2. ^ La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l'edizione del "Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes" di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.
  3. ^ I campi della Duat, ovvero l'aldilà egizio, si trovavano, secondo le credenze, proprio sulla riva occidentale del grande fiume.
  4. ^ Nella sua epoca di utilizzo, l'area era nota come "Quella di fronte al suo Signore" (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, "Occidente di Tebe".
  5. ^ le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un'unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.
  6. ^ Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal "Topographical Catalogue" di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione dell'epoca.
  7. ^ Lettere e numeri fanno riferimento alla planimetria schematica.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Porter e Moss 1927,  p. 56.
  2. ^ Gardiner e Weigall 1913.
  3. ^ Donadoni 1999,  p. 115.
  4. ^ Gardiner e Weigall 1913,  pp. 18-19.
  5. ^ Porter e Moss 1927,  pp. 56-59.
  6. ^ Porter e Moss 1927,  pp. 59-60.
  7. ^ Porter e Moss 1927,  pp. 60-61.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]