Genetta

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Genetta
Genetta genetta felina (Wroclaw zoo).JPG
Genetta genetta
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Sottoclasse Theria
Infraclasse Eutheria
Superordine Laurasiatheria
Ordine Carnivora
Sottordine Feliformia
Famiglia Viverridae
Sottofamiglia Viverrinae
Genere Genetta
G.Cuvier, 1816
Specie

Vedi testo

Genetta (G.Cuvier, 1816) è un genere di Carnivori della famiglia dei Viverridi.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Al genere Genetta appartengono carnivori, noti come genette, di medie dimensioni con la lunghezza della testa e del corpo fino a 600 mm, la lunghezza della coda fino a 540 mm e un peso fino a 3,2 kg.[1]
Sono caratterizzati dalla seguente formula dentaria:

2 4 1 3 3 1 4 2
2 4 1 3 3 1 4 2
Totale: 40
1.Incisivi; 2.Canini; 3.Premolari; 4.Molari;

Il corpo è lungo e snello, mentre le zampe sono relativamente corte. Il muso è lungo ed appuntito, le orecchie e gli occhi sono grandi. La coda è lunga quanto la testa ed il corpo ed è di forma cilindrica. La pelliccia presenta diverse file di macchie nerastre lungo i fianchi ed una striscia dorsale. È presente una maschera facciale: la punta del naso, una grossa macchia sotto ogni occhio ed una sopra di esso sono biancastri, mentre i lati del muso e degli anelli intorno agli occhi sono neri. La coda è folta ed anellata. L'andatura è digitigrada. Le unghie sono semi-retrattili. Sono presenti delle ghiandole sebacee sulle guance, sui lati del collo e sui fianchi. Producono una sostanza odorifera utilizzata principalmente per marcare il territorio. Le varie specie si differenziano dalla struttura cranica e dalle dimensioni e dal numero delle macchie sul corpo.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Il genere è diffuso in Africa, Europa occidentale, Vicino Oriente e Penisola Arabica.

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

Sono state riconosciute quattordici specie:

Recenti studi filogenetici hanno dimostrato che G.piscivora appartiene a questo genere e non più al genere Osbornictis.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Novak, 1999

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ronald M. Novak, Walker's Mammals of the World, 6th edition, Johns Hopkins University Press, 1999, ISBN 978-0-8018-5789-8.

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