XXV dinastia egizia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

La XXV dinastia egizia fu l'ultima del Terzo periodo intermedio dell'Egitto.

Manetone, riferendosi alla XXV dinastia, dice semplicemente ... tre re etiopici.... In realtà i sovrani furono in numero maggiore e la dizione "etiopici" non è molto attinente trattandosi, in realtà, di discendenti dei sacerdoti tebani rifugiatisi a Napata, in Nubia, all'inizio della XXII dinastia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La XXV dinastia è formata da un gruppo di sovrani di provenienza nubiana discendenti dei sacerdoti di Amon esiliati da Tebe all'inizio della XXII dinastia quando i successori di Herihor, che aveva reso ereditaria la carica di Primo profeta di Amon trasformando di fatto la regione di Tebe in uno stato teocratico, vennero allontanati dal potere da Sheshonq I.

Pur mescolandosi attraverso matrimoni con le famiglie nobili locali, gli esiliati dettero vita ad un regno fortemente egizianizzato in senso conservatore e tradizionalista; principale divinità fu l'Amon di Tebe, venerato nel tempio di Napata, copia di quello di Karnak.

Il primo sovrano nubiano a spingersi verso nord fu Piankhi, considerato il fondatore della dinastia, che conquistò Tebe e sconfisse una prima coalizione tra i sovrani della XXII, XXXIII e XXIV dinastia ma che non completò l'opera ritirandosi a Napata dopo la vittoria.

Fu Shabaka a sconfiggere definitivamente i sovrani delle stirpi libiche del Basso Egitto giungendo ad un passo dalla completa riunificazione dell'Egitto.

Infatti malgrado la vittoria alcune città del delta del Nilo mantennero una quasi totale autonomia sotto principi di origine libica; Tanis venne governata da principi discendenti, con ogni probabilità dai sovrani della XXIV dinastia mentre Sais fu governata da coloro che daranno poi vita alla XXVI dinastia.

Oltre ai nemici interni la XXV dinastia ebbe un pericoloso nemico nell'impero assiro. Lo scontro durò decine di anni ed ebbe come principale teatro la Palestina, infine, nel 671 a.C., Assarhaddon conquistò il Basso Egitto giungendo fino a Menfi e rese tributari degli assiri i principi del delta.

L'ultimo sovrano della dinastia, Tenutamon, tentò ancora una volta di espellere gli invasori, appoggiati da alcuni principi locali (tra i quali i sovrani di Sais che daranno vita alla XXVI dinastia) ma dopo la sconfitta e la presa ed il saccheggio di Tebe si rifugiò in Nubia.

La dinastia proseguì, mantenendo la sua cultura egizianizzata, spostando però la sua sfera d'interesse verso sud e dando vita, in seguito, a quello che sarà conosciuto come regno di Meroe.

Durante la XXV dinastia la tebaide mantenne la sua notevole autonomia sotto il governo delle Divine Spose di Amon.

Cronologia[modifica | modifica wikitesto]

prenomen nomen Sesto Africano Eusebio di Cesarea altri note anni di regno
Alara re di Kush 780 a.C.-760 a.C.
Maatra Kashta Primo ad assumere titolatura completa 760 a.C.-747 a.C.
Usermaatra Piye Piankhi 747 a.C.-716 a.C.
Neferkara-meriamon Shabaka Sabacon Sabacon 716 a.C.-702 a.C.
Djedkaura Shebitqo-meriamon Sebichos Sebichos Shebiku 702 a.C. - 690 a.C.
Nefertumra Taharqa Tarchos Taracos 690 a.C.-664 a.C.
Bakara Tenwetamon Tanutamani negli annali assiri col nome di Undamane 664 a.C.-656 a.C.

Genealogia[modifica | modifica wikitesto]

Quello che segue è un possibile e semplificato albero genealogico dei sovrani (Double crown.svg) della XXV dinastia[1]; per l'ordine di successione si faccia riferimento al paragrafo precedente.
(RdK) = Re di Kush;
(DSA) = Divina Sposa di Amon;
(PPA) = Primo Profeta di Amon.

Alara
(RdK)
Kashta Double crown.svg
Pebatma
Piye Double crown.svg
Amenardis I (DSA)
Shabaka Double crown.svg
Shebitqo Double crown.svg
Taharqa Double crown.svg
Shapenewpet II (DSA)
Tanutamani Double crown.svg
Horemakhet (PPA)
Amenardis II (DSA)
Atlanersa (RdK)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Grimal, op. cit. p. 428

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]