Ghân-buri-Ghân

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Ghân-buri-Ghân
Universo Arda
Lingua orig. Inglese
Autore John Ronald Reuel Tolkien
Specie Uomini
Sesso Maschio

Ghân-buri-Ghân è un personaggio di Arda, l'universo immaginario fantasy creato dallo scrittore inglese J.R.R. Tolkien. Compare esclusivamente ne Il Signore degli Anelli, ma viene citato anche nei Racconti incompiuti.

All'interno del corpus dello scrittore, Ghân-buri-Ghân è il capo dei Woses, Uomini Selvaggi, che ne Il ritorno del re offre il suo aiuto a Re Théoden per raggiungere il cancello del Pelennor.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Ghân-buri-Ghân vive nella foresta Drúadana ed all'epoca della Guerra dell'Anello era il capo dei Woses, Uomini Selvaggi. Il 13 marzo T.E. fu ricevuto da Re Théoden presso la foresta Drùadana, mentre i rohirrim marciavano in aiuto a Gondor. Lì lo informò del pericolo rappresentato dalle truppe di orchetti che avanzavano verso di loro. Se la gente di Rohan avesse giurato di lasciare in pace da quel momento in poi il suo popolo, lui avrebbe guidato le loro truppe attraverso un sentiero nascosto che avrebbe permesso di raggiungere il cancello del Pelennor. In questo modo anche i Woses si sarebbero liberati degli orchetti (gorgûn, nel loro idioma). Théoden accettò e si fece condurre per il sentiero aggirando le orde nemiche che controllavano la strada per giungere infine, il pomeriggio seguente, nel campo di battaglia.[1] Quando il suo aiuto non fu più necessario, Ghân-buri-Ghân si congedò da Théoden e da allora non fu più più veduto da un Cavaliere di Rohan.[2]

Dopo la fine della guerra al passaggio della scorta funebre di Re Théoden nei pressi della foresta, Re Elessar donò la foresta ai Woses e decretò che nessun essere vivente sarebbe potuto entrare in quei luoghi senza il loro permesso.[3]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La prima descrizione del personaggio avviene ne Il Signore degli Anelli:

« Li sedevano Thèoden ed E'omer ed ai loro piedi un uomo dalla strana e tozza corporatura, pieno di bozzi come un vecchio sasso e con i peli della scarsa barba sparpagliati sul grosso mento come muschio secco. Aveva gambe corte e braccia grasse, tozze e goffe, e il suo unico vestito era un po' d'erba intorno alla vita. »
(J.R.R. Tolkien[4].)

Parla poco e male la Lingua Corrente ma si esprime con i suoi compagni con un idioma gutturale e incomprensibile alla lingua dei Drúedain.

Adattamenti[modifica | modifica wikitesto]

Ghân-buri-Ghân non compare nella trilogia cinematografica diretta da Peter Jackson, poiché la sua figura non si lega quasi per niente al filo narrativo della vicenda, e riportarlo sullo schermo sarebbe stato oltremodo dispersivo. Un suo ritratto, realizzato da John Howe[5], compare nella collezione di carte ispirate ai film di Jackson.[6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ J.R.R. Tolkien, Capitolo V (libro V) - La cavalcata dei Rohirimm, p. 124
  2. ^ J.R.R. Tolkien, Capitolo V (libro V) - La cavalcata dei Rohirimm, p. 127
  3. ^ J.R.R. Tolkien, Capitolo VI (libro V) - Molte separazioni, p. 291
  4. ^ J.R.R. Tolkien, Capitolo V (libro VI) - La cavalcata dei Rohirimm, p. 123
  5. ^ (EN) Ghan-Buri-Ghan, Illustrator John Howe. URL consultato il 5 agosto 2015.
  6. ^ (EN) Kathy McCracken, The Making of the Weta "Book Cards": Casting and Costuming, luglio 2004. URL consultato il 5 agosto 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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