Ghân-buri-Ghân

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Ghân-buri-Ghân
Universo Arda
Lingua orig. Inglese
Autore John Ronald Reuel Tolkien
Specie Uomini
Sesso Maschio
Etnia Drúedain
« “Uomini Selvaggi sono selvaggi, liberi, ma non bambini” rispose. “Io sono grande capo Ghân-buri-Ghân. Io conto molte cose: stelle in cielo, foglie su alberi, uomini nel buio. Voi avete venti ventine contate dieci volte più cinque. Loro hanno di più. Grande battaglia, e chi vincerà? E molti altri camminano intorno mura di Case di Pietra.” »
(John Ronald Reuel Tolkien, Il Signore degli Anelli)

Ghân-buri-Ghân è un personaggio di Arda, l'universo immaginario fantasy creato dallo scrittore inglese J.R.R. Tolkien. Compare esclusivamente ne Il Signore degli Anelli, ma viene citato anche nei Racconti incompiuti.

Egli è il capo dei Drúedain dell'Anórien verso la fine della Terza Era. Ne Il ritorno del re offre il suo aiuto a Théoden, re di Rohan, permettendo al suo esercito di raggiungere Minas Tirith e di partecipare alla battaglia dei Campi del Pelennor.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Ghân-buri-Ghân viene descritto ne Il Signore degli Anelli come una creatura bizzarra e poco attraente: egli appare anziano e tarchiato, con gambe corte e braccia grasse e goffe, bitorzoluto, con una rada barba sparpagliata sul mento e abbigliato solo con un po' di erba attorno alla vita. Il suo viso è piatto e i suoi occhi piccoli e scuri. Ha una voce profonda e gutturale e parla l'Ovestron con difficoltà.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Ghân-buri-Ghân era il capo dei Drúedain della Foresta Drúadana, chiamati Woses dagli Uomini di Rohan, negli ultimi anni della Terza Era. Il 13 marzo 3019 T.E. fu ricevuto da Re Théoden di Rohan, in marcia con i suoi cavalieri attraverso l'Anórien per raggiungere Minas Tirith, assediata dagli eserciti di Sauron. Egli informò i Rohirrim del pericolo rappresentato dai nemici accampati lungo la strada per Gondor e propose di condurli attraverso un antico percorso númenóreano perduto nei boschi, in modo da aggirare lo scontro e raggiungere più celermente il Pelennor. In cambio chiese a Théoden di uccidere tutti gli Orchi (che chiamava gorgûn) e di cessare le persecuzioni a cui i Drúedain, considerati più animali che uomini, erano sottoposti dagli Uomini di Rohan. Théoden accettò l'accordo e, guidato da Ghân-buri-Ghân e protetto dalla sorveglianza dei suoi uomini, raggiunse Minas Tirith in tempo per partecipare alla battaglia contro l'esercito di Mordor.[2]

In seguito alla sconfitta definitiva di Sauron, Re Elessar, a ricompensa per l'aiuto offerto, proclamò la Foresta Drúadana proprietà di Ghân-buri-Ghân e del suo popolo, vietando a ogni mortale di mettervi piede senza il permesso dei Drúedain.[3]

Adattamenti[modifica | modifica wikitesto]

Ghân-buri-Ghân non compare nella trilogia cinematografica diretta da Peter Jackson. Tuttavia un suo ritratto, realizzato da John Howe,[4] compare nella collezione di carte da gioco ad essa ispirata.[5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ John Ronald Reuel Tolkien, Il Signore degli Anelli, Milano, Bompiani, 2013, p. 900, ISBN 978-88-452-9261-3.
  2. ^ John Ronald Reuel Tolkien, Il Signore degli Anelli, Milano, Bompiani, 2013, pp. 898-903, ISBN 978-88-452-9261-3.
  3. ^ John Ronald Reuel Tolkien, Il Signore degli Anelli, Milano, Bompiani, 2013, p. 1051, ISBN 978-88-452-9261-3.
  4. ^ (EN) Ghan-Buri-Ghan, Illustrator John Howe. URL consultato il 5 agosto 2015.
  5. ^ (EN) Kathy McCracken, The Making of the Weta "Book Cards": Casting and Costuming, decipher.com, luglio 2004. URL consultato il 5 agosto 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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