Benedetta Buccellato

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Benedetta Buccellato (Roma, 17 febbraio 1953[1]) è un'attrice italiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Diplomata all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica S.D’Amico e laureata in Storia del Teatro e dello Spettacolo presso la Facoltà di Lettere classiche dell’Università di Salerno, ha esordito in teatro nel 1975 come Ofelia in “Un Amleto di meno” di Carmelo Bene.

Da allora è stata la protagonista femminile di numerosi spettacoli teatrali prodotti da Teatri stabili e compagnie private, a fianco dei più importanti attori e registi del teatro italiano ed europeo (tra questi: Luigi Squarzina, Aldo Trionfo, Enrico Maria Salerno, Luca Ronconi, Benno Besson, Franco Zeffirelli, Maurizio Scaparro, Egisto Marcucci, Jerzy Sthur, Giorgio Albertazzi, Antonio Calenda, Micha Van Hoecke ecc.)

Interprete e regista dei monologhi "Spogliarello" di Dino Buzzati, "Anna Cappelli" di Annibale Ruccello e "Maria Maddalena o della salvezza" di Marguerite Yourcenar.

Scrive per il teatro e la radio; tra i suoi lavori messi in scena: "Pizia" (da Frederic Durrenmatt) e "Marchas e Pitolet". È autrice e regista di una trilogia teatrale ("Qualcosa di nero" 2005, "Qualcosa di verde" 2006, "Qualcosa di rosso" 2007).

Debutta nel cinema nel 1982 come protagonista femminile del film "Quasi quasi mi sposo" di Vittorio Sindoni.

È docente di Recitazione presso l'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica S.D'Amico e Segretario dell'ApTI-Associazione per il Teatro Italiano

Dal 2009 al 2018 è stata Presidente della Fondazione Nicolò Piccolomini, ente di beneficenza per gli artisti teatrali anziani e indigenti.

Prosa televisiva Rai[modifica | modifica wikitesto]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Elenco Artisti Settore Audiovisivo Rappresentati da Nuovo IMAIE (al 31/01/2014) (PDF), su areasoci.nuovoimaie.it, IMAIE. URL consultato il 16 settembre 2015 (archiviato dall'url originale il 17 settembre 2015).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Le Teche Rai, la prosa televisiva dal 1954 al 2008
  • Il Radiocorriere

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]