Jerzy Stuhr

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Jerzy Stuhr

Jerzy Stuhr (Cracovia, 18 aprile 1947) è un attore cinematografico, attore teatrale e regista polacco.

Ha lavorato con i maggiori registi polacchi, fra cui Andrzej Wajda, Krzysztof Zanussi e soprattutto Krzysztof Kieślowski.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo essersi laureato nel 1970 alla Università Jagellonica e aver successivamente studiato per due anni all'Accademia di arti drammatiche di Cracovia (Państwowa Wyższa Szkoła Teatralna),[1] a partire dai primi anni settanta inizia la sua carriera di attore sia teatrale che cinematografico. A teatro lavora in particolare con Jerzy Jarocki e Andrzej Wajda, cimentandosi con i classici russi (Čechov, Gogol', Dostoevskij) e con Shakespeare. Viene invitato in Italia, con altri artisti polacchi, nel 1980 da "L'Atelier di Formia - Istituto Internazionale di Ricerca sul Teatro Contemporaneo", diretto dal regista e direttore artistico Giovanni Pampiglione col quale diventa, per le scelte di repertorio presentate al pubblico italiano di opere di Mrożek, Jasienski e Witkiewicz, "Ambasciatore del teatro polacco" in Italia e in Europa.

Nei cinque anni di questa collaborazione, tra gli altri, sono stati invitati il musicista Stanislaw Radwan, il pittore Franciszek Starowieyski, il Maestro di pantomima Leszek Czarnota, per scene e costumi Jan Polewka, oltre ad altri attori quali Krystyna Janda, Ewa Kolasinska, Lidia Koslovich. Dagli anni Ottanta è iniziata anche la grande avventura con la cultura italiana, incontrando artisti del teatro e del cinema italiano Adriana Asti, Michele Placido e Nanni Moretti, lavorando poi al Piccolo di Milano e allo Stabile di Genova. «Tutto ciò lo devo all'Atelier di Formia e a Giovanni Pampiglione, che all'epoca mi invitò in questo magnifico posto... È stato il mio ingresso personale in Europa, nell'Europa del teatro e dell'arte». (Jerzy Stuhr, luglio 2005). A partire dal film Blizna (1976) inizia l'importante collaborazione con Krzysztof Kieślowski, per il quale interpreta fra gli altri Il cineamatore (Amator) (1979) e Decalogo 10 (Dekalog, dziesięć) (1989).

Esordisce con successo[1] alla regia teatrale nel 1985 con il monologo Il contrabbasso di Patrick Süskind, del quale è anche interprete. Nel corso degli anni novanta dirige poi diverse opere shakespeariane. Esordisce invece alla regia cinematografica solo nel 1995, con Spis cudzołożnic, tratto da un romanzo di Jerzy Pilch. Nel 1997 la sua seconda opera cinematografica, Storie d'amore (Historie miłosne) (1997), dedicata a Kieślowski, scomparso l'anno precedente, viene presentata in concorso alla Mostra del cinema di Venezia, dove vince il Premio FIPRESCI e altri riconoscimenti collaterali. Ritorna a Venezia due anni dopo con Sette giorni nella vita di un uomo (Tydzien z zycia mezczyzny). Il successivo Duze zwierze (2000), da una sceneggiatura di Kieślowski, vince il premio speciale della giuria al Festival Internazionale del cinema di Karlovy Vary.

Jerzy Stuhr ha ammesso che Caro diario (1993) di Nanni Moretti ha avuto un'influenza di rilievo per quanto riguarda il suo approccio autobiografico alla regia cinematografica [2]. Nel 2011 interpreta il ruolo di Marcin Raijski, portavoce della Santa Sede, in Habemus Papam di Moretti.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Attore[modifica | modifica wikitesto]

Regista[modifica | modifica wikitesto]

Teatrografia parziale[modifica | modifica wikitesto]

Regista[modifica | modifica wikitesto]

Attore[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Polish culture: Jerzy Stuhr, culture.pl. URL consultato l'8 luglio 2010.
  2. ^ (EN) krakowpost.com, An Interview with Jerzy Stuhr http://www.krakowpost.com/article/4274 An Interview with Jerzy Stuhr . URL consultato il 17 settembre 2013.

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