Altri tempi (miniserie televisiva)

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Altri tempi
AltriTempi.png
Immagine dalla sigla della fiction
PaeseItalia
Anno2013
Formatominiserie TV
Generedrammatico, storico
Puntate2
Durata200 min
Lingua originaleitaliano
Rapporto16:9
Crediti
RegiaMarco Turco
Interpreti e personaggi
Casa di produzioneRai Fiction
Prima visione
Dal13 ottobre 2013
Al14 ottobre 2013
Rete televisivaRai 1

Altri tempi è una miniserie televisiva italiana in due puntate, trasmessa il 13 e 14 ottobre 2013 su Rai 1, e ispirata alla battaglia della senatrice Lina Merlin per la chiusura delle case di tolleranza e l'introduzione del reato di sfruttamento della prostituzione, conclusasi nel 1958 con l'approvazione della Legge Merlin.[1]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

La storia racconta il fenomeno della violenza e del mancato rispetto sulle donne e la lotta della senatrice Merlin per l'abolizione delle case di malaffare, usando un contesto storico preciso.[2] Protagonista è la prostituta Maddalena, che racconta la propria storia alla senatrice in una lettera: nel 1937 Maddalena a 17 anni perde la famiglia in un incendio e trova lavoro come segretaria dell'avvocato Vaccari, che però si approfitta di lei; Maddalena allora fugge, trova un altro lavoro come domestica, e si scopre incinta di una figlia, che appena nata sarà chiamata Anna. La nuova datrice di lavoro di Maddalena, Gemma, comincia a guardare male la ragazza, sia per l'essere questa una madre non sposata (elemento che all'epoca era sempre pericoloso per la reputazione della donna, anche se la gravidanza o la deflorazione erano frutto di uno stupro e non di un rapporto consenziente) sia per gelosia (Gemma non può avere figli) ed intanto l'avvocato declina la propria responsabilità verso la figlia. Maddalena perciò una sera tenta la fuga, è soccorsa da delle prostitute di strada, ma in quella giunge un'auto della polizia: le donne sono arrestate, Maddalena scambiata per una di loro e quindi chiusa in un bordello e la figlia Anna messa in convento.

Maddalena rimane nella casa chiusa "Raffaello", con il nome di Marilù: vede crollare la sua reputazione e le speranze di accedere a una vita dignitosa, e contrae peraltro la sifilide dai rapporti sessuali non protetti con i clienti, ma sopravvive suo malgrado (la donna sperava di morire, perché la sua sofferenza cessasse; un'altra prostituta è stroncata dalla malattia). Una volta in cui va a trovare la figlia, non ottiene più di poter occuparsi di essa, essendo diventata una prostituta e quindi una donna che tutti condannano, e quindi è costretta dalle suore a dire addio ad Anna, che verrà data in adozione. Maddalena decide che se non può liberarsi della nomea di prostituta, si affermerà in questo campo, fino a diventare la maitresse del "Raffaello". Nel bordello vengono raccolte numerose donne, che si vedono costrette a prostituirsi per una ragione o un'altra, e sperano, anche illudendosi, di poter rivedere le proprie famiglie; si unisce a loro anche una ragazzina figlia di poveri contadini, Edda, che si infiltra spacciandosi per la nipote di Maddalena, per sfuggire alla povertà. Anna invece sarà adottata da un'altra famiglia, che le imporrà il nome di Adele.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

La produzione della miniserie è ad opera di RAI Fiction. La post-produzione è stata effettuata da Reset VFX S.r.l..[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Marida Caterini, Altri tempi: su Rai1 la miniserie sulla chiusura della case di tolleranza, Panorama, 13 ottobre 2013. URL consultato il 14 ottobre 2013 (archiviato dall'url originale il 16 ottobre 2013).
  2. ^ a b Reset VFX, Altri Tempi, su resetvfxsrl.com.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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