Attilio Lapadula

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Attilio Lapadula nel suo studio a Roma (1980) - Fotografia (Archivio Lapadula)

Attilio Lapadula (Pisticci, 8 aprile 1917Roma, 26 marzo 1981) è stato un architetto, urbanista e accademico italiano.

« Attilio Lapadula appartiene alla generazione dei nostri padri, a quella generazione che aveva poco più di vent'anni quando si progettava l'E'42 e poco meno di trenta quando, finita la guerra, si affacciò alla professione in quella Roma fertile e stracciona, vitale e gaglioffa, opulenta e disperata che oggi, dopo più di mezzo secolo, ci riappare nell'alone e nella lontananza mitica di un tempo magico e straordinario »
(G. Muratore, dall'introduzione al libro di L. Creti e T. Dore)

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Attilio Lapadula era nato a Pisticci (MT) l'8 aprile 1917. Il padre Donato Lapadula (Pisticci 1873 - Roma 1949) aveva un laboratorio di falegnameria che produceva mobili e come modelli utilizzava, tra l'altro, quelli pubblicati nella rivista tedesca Jugend. Attilio Lapadula ha sempre attribuito grande importanza all'influenza che quelle immagini, viste da ragazzo, avevano esercitato sulla sua opera successiva[1]. Di questo periodo è una serie di paesaggi dipinti ad acquerello.

Nel 1931 aveva raggiunto a Roma il fratello Ernesto Lapadula che si era laureato in Architettura l'anno precedente. Entrato al Liceo artistico Ripetta conseguì la maturità nel 1935 e seguì anche un corso di Scenografia all'Accademia di belle arti di Roma[2]. Nel 1934 aveva partecipato con varie opere ai "Ludi juveniles", vincendo il primo premio con una scultura. Iscrittosi alla Facoltà di Architettura della Sapienza - Università di Roma, si laureò con 110 e lode nel 1940.

Partecipò alla seconda guerra mondiale, come sottotenente del 10º Reggimento Genio Guastatori, in varie zone di guerra della Calabria. Di quel periodo è una serie di disegni a penna di paesaggi.

Superò l'esame di stato per l'abilitazione all'esercizio della professione di architetto nel 1948 a Napoli. Sempre nel 1948 sposò Mariagrazia Oliva, nipote della pittrice Bice Lazzari e dell'architetto Carlo Scarpa. Lo studio Lapadula[3] aveva cominciato l'attività nel campo dell'Architettura e dell'Urbanistica nel 1930 con Ernesto, del quale Attilio fu, fin dall'inizio, il più stretto collaboratore. Dopo la laurea Attilio iniziò un'autonoma attività professionale[4], firmando nello stesso tempo alcuni importanti progetti insieme al fratello, fino alla partenza di quest'ultimo per l'Argentina nel 1949.

Insegnamento universitario[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1940 al 1981, con la sola parentesi della guerra, ha svolto attività di docenza presso la Facoltà di Architettura dell'Università di Roma, prima come assistente dei corsi di Urbanistica tenuti da Plinio Marconi, Luigi Piccinato e Gabriele Scimemi poi, dal 1959, come libero docente e, infine dal 1969, come professore associato di Urbanistica. Il suo rapporto con gli studenti era fondato contemporaneamente su un grande rigore scientifico e una profonda umanità. Celebre fu la frase che nel 1968, in piena contestazione studentesca, comparve sui muri della facoltà: "Lapadula aiutaci tu"[5].

Si è occupato della storia urbanistica di Roma e del suo territorio, studiando in particolare il periodo in cui Roma e il Dipartimento del Tevere (corrispondente a grandi linee all'attuale Regione Lazio) vennero annessi da Napoleone I all'Impero francese[6].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Oggi, quando oramai prevale un'esasperata specializzazione, non è facile comprendere appieno la figura di un architetto che riusciva a coprire una gamma di interessi culturali e di attività professionali ampie e complesse che comprendevano l'attività didattica, la ricerca storica, la partecipazione a concorsi nazionali e internazionali, la progettazione architettonica, l'arredamento e la pianificazione urbanistica.

Concorsi[modifica | modifica wikitesto]

Attilio Lapadula plastico del progetto vincitore del concorso per Fiera di Catania (1951-1952) - (Archivio Lapadula)
  • 1941-1942 Primo premio per la sistemazione urbanistica e architettonica della Città universitaria di Bratislava (Slovacchia) con Ernesto Lapadula.
  • 1951-1952 Primo premio per la sistemazione urbanistica e architettonica dell'area dell'"Ente fiera ed esposizioni" di Catania.
  • 1954-1955 Primo premio per il Palazzo della Regione Siciliana a Palermo.
  • 1957 Nuova sede della Democrazia Cristiana a Roma (EUR).
  • 1967 Nuove chiese a Roma.
  • 1968 Nuovo palazzo per gli uffici della Camera dei Deputati a Roma (EUR).

Principali edifici realizzati[modifica | modifica wikitesto]

Nello studio Lapadula, del quale fu unico titolare dal 1949 al 1981, ha svolto una vastissima attività di progettazione[7] nei settori dell'edilizia residenziale pubblica e privata, dell'edilizia scolastica[8], ospedaliera, alberghiera, commerciale, religiosa e industriale, specializzandosi in particolare in quella per uffici, nel cui ambito ha approfondito gli aspetti della distribuzione funzionale, della definizione delle strutture (prefabbricazione e strutture in acciaio), dello studio dei particolari costruttivi e decorativi (specialmente nelle facciate continue in alluminio e vetro) e dell'allestimento degli interni.

Attilio Lapadula plastico per il trampolino del Kursaal di Ostia (1950) - (Archivio Lapadula)
Attilio Lapadula disegno della villa Angiolillo a Roma (1953-1955)- (Archivio Lapadula)
  • 1950 Stabilimento balneare Kursaal (con la direzione lavori di Pierluigi Nervi) a Ostia, Lido di Castel Fusano.
  • 1953-1955 "Villa Angiolillo" a Roma (località Torricola, via Appia Antica).
  • 1958 Sede del Ministero della Sanità a Roma (EUR).
  • 1959 Albergo "Residence Garden" a Roma (EUR).
  • 1960 Cappella dei sacerdoti nel cimitero di Quero (Belluno)
  • 1961 Complesso residenziale "Villa Lontana" a Roma (via Cassia Antica).
  • 1963 "Grand hotel Leonardo da Vinci" a Roma (via dei Gracchi).
  • 1963 Società delle missioni africane a Roma (via della Nocetta).
  • 1963-1966 Sede dell'ENEL a Roma (piazza Verdi).
  • 1966 Sede dell'IMI a Roma (EUR).
  • 1967 Centro studi "San Lorenzo da Brindisi" a Roma (Grande Raccordo Anulare).
  • 1967 Centro studi "Scabrinianum" (oggi sede della Regione Lazio) a Roma (via della Pisana).
  • 1968 Clinica per malattie infettive dell'Ospedale civile a Padova con Stanislao Ceschi.
  • 1969 Sede della Banca popolare a Taranto.
  • 1975 Sede della Società Siemens a Roma (EUR).
  • 1976 Sede della Procter & Gamble a Roma (quartiere "La Ferratella").
  • 1981 Progetto di un edificio residenziale a Roma (via delle Fornaci).

Arredamenti[modifica | modifica wikitesto]

Soprattutto nei primi anni, lo studio fu attivo nella progettazione di ville e stabilimenti balneari, nell'arredamento di negozi, bar e ristoranti (oggi in gran parte perduti) e navi[9]. In queste attività si avvalse della collaborazione di numerosi artisti (come Afro Basaldella, Pericle Fazzini, Bice Lazzari, Leoncillo Leonardi, Sebastian Matta, Angelo Savelli, Amerigo Tot e molti altri) per la realizzazione di affreschi, mosaici, bassorilievi, ceramiche, bronzi e altri elementi decorativi[10].

Attilio Lapadula plastico per il soffitto della veranda di prima classe della Cristoforo Colombo (1952) - (Archivio Lapadula)

Piani urbanistici[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1942 era diventato membro effettivo dell'Istituto Nazionale di Urbanistica (INU) e dal 1972 membro dell'Association Internationale des Urbanistes (AIU). Dal 1963 al 1968 ha fatto parte della Commissione urbanistica del Comune di Roma.

Attilio Lapadula sistemazione del nuovo lungomare per il Piano Regolatore Generale di Rimini (1945) - (Archivio Lapadula)

Archivio[modifica | modifica wikitesto]

La maggior parte dei suoi progetti (disegni preparatori a colori, elaborati tecnici, documentazione fotografica, relazioni tecniche e alcuni plastici) e i documenti delle sue ricerche sono conservati presso lo studio di Roma, che è stato dichiarato di rilevante interesse storico e quindi bene culturale[11]. Tutta la documentazione relativa alla sua attività di progettista, studioso e docente è stata vincolata dalla Soprintendenza archivistica del Lazio il 2 dicembre 1992[12]. Il responsabile attuale dell'archivio e dello studio è l'architetto Bruno Filippo Lapadula che, sino al 1981, era stato il suo più stretto collaboratore.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Alcune sue opere sono state utilizzate come location cinematografiche. In particolare lo stabilimento Balneare Kursaal, per il quale inventò il famoso trampolino circolare, è diventato, a partire dagli anni cinquanta, un'icona del Lido di Roma di Ostia e della "dolce vita".

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Commendatore dell'Ordine di San Gregorio Magno nel 1961 - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine di San Gregorio Magno nel 1961

Tributi[modifica | modifica wikitesto]

  • Il Comune di Roma gli ha dedicato nel 2001 una strada per l'attività svolta come architetto nella costruzione della città e come studioso della sua storia urbanistica.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ L. Creti, T. Dore (a cura di), Attilio Lapadula. Architetture a Roma, Edilazio, Roma 2007.
  2. ^ Voce Attilio Lapadula, in: A. Rendina (a cura di), La Grande Enciclopedia di Roma, Newton Compton Editori, Roma 2000.
  3. ^ B. F. Lapadula, Studi e archivi di architetti, in: Autori vari, Strenna dei Romanisti, RomaAmor Editrice, Roma 2004.
  4. ^ Voce Attilio Lapadula, in: I. de Guttry, Guida di Roma Moderna dal 1870 a oggi, Edizioni De Luca, Roma 2001.
  5. ^ B. F. Lapadula, Studi e archivi di architetti, in: Autori vari, Strenna dei Romanisti, RomaAmor Editrice, Roma 2004.
  6. ^ A. Lapadula, Roma 1909-1814. Contributo alla Storia dell'Urbanistica, Fratelli Palombi Editori, Roma 1958; A. Lapadula, Roma e la regione nell'epoca napoleonica. Contributo alla Storia urbanistica della città e del territorio, I.E.P.I., Roma 1969.
  7. ^ L'archiviazione della sua opera curata dalla Soprintendenza Archivistica del Lazio ha schedato 108 progetti per un totale di 2055 elaborati grafici con allegati documenti, plastici e fotografie.
  8. ^ A. Lapadula, Gli spazi all'aperto delle scuole e lo sport, in: "Rivista del Centro Studi per l'Edilizia scolastica", Nuova serie, Maggio 1963, n. 1.
  9. ^ Autori vari, Six Wonderful days. Un invito al viaggio sulle grandi navi italiane, Tormenta Editore, Genova 2002.
  10. ^ Voce Attilio Lapadula, in: I. de Guttry, M. P. Maino, Il mobile italiano degli anni '40 e '50, Editori Laterza, Roma-Bari 1992.
  11. ^ M. Guccione, D. Pesce, E. Reale, Guida agli Archivi di Architettura a Roma e nel Lazio. Da Roma capitale al secondo dopoguerra, Gangemi Editore, Roma 1999.
  12. ^ Vincolo ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963 n. 1409.

Bibliografia essenziale[modifica | modifica wikitesto]

  • S. Mornati, Lo stabilimento balneare Kursaal di Lapadula e Nervi, Gruppo Mancosu Editore, Roma 2007.
  • L. Creti e T. Dore (a cura di), Attilio Lapadula. Architetture a Roma, Edilazio, Roma 2007.

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • A. Lapadula, Roma 1909-1814. Contributo alla Storia dell'Urbanistica, Fratelli Palombi Editori, Roma 1958.
  • A. Lapadula, Roma e la regione nell'epoca napoleonica. Contributo alla Storia urbanistica della città e del territorio, I.E.P.I., Roma 1969.
  • A. Lapadula, Schema metodologico per un approccio sistemico alla Pianificazione, Bulzoni Editore, Roma 1978.
  • A. Lapadula, Esperienze di Pianificazione urbana e territoriale, Bulzoni Editore, Roma 1979.
  • A. Lapadula (a cura di), La pianificazione dei territori montani, Giuffrè Editore, Milano 1981.
Controllo di autorità VIAF: (EN1215727 · ULAN: (EN500277921

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Il Kursaal di Ostia :appunti di gioventù di Giancarlo Frera, deltapiscine.it.