Unione di Utrecht delle Chiese vetero-cattoliche

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Unione di Utrecht nel mondo (in rosso)
In blu i Paesi in cui è presente una Chiesa della Comunione anglicana, in rosso quelli in cui è presente una Chiesa dell'Unione di Utrecht, in verde quelli in cui è presente una Chiesa della Comunione di Porvoo

L'Unione di Utrecht delle Chiese vetero-cattoliche, nota anche semplicemente come Unione di Utrecht è una federazione di Chiese vetero-cattoliche, non in comunione con Roma, che si staccarono dalla Chiesa cattolica in seguito alla proclamazione dei dogmi dell'Infallibilità pontificia e della Giurisdizione universale del Papa. La Dichiarazione di Utrecht del 1889, firmata dai vescovi olandesi, tedeschi e svizzeri unificò questo movimento intorno al "Credo dell'antica Chiesa indivisa del primo millennio". L'Unione di Utrecht è in piena comunione con la Comunione Anglicana in seguito agli Accordi di Bonn del 1931, e con la Chiesa filippina indipendente (dal 1965) e ha firmato nel 1987 una "Dichiarazione cristologica congiunta" con le Chiese ortodosse.

Le Chiese membro dell'Unione di Utrecht fanno parte del Consiglio Ecumenico delle Chiese.

Teologia e pratiche[modifica | modifica wikitesto]

Le Chiese vetero-cattoliche rifiutarono immediatamente la dottrina dell'infallibilità papale, col risultato di incappare nella scomunica da parte della Chiesa cattolica; conseguenza di questo rifiuto è il successivo rifiuto di tutte le dottrine così promulgate nella Chiesa cattolica, come quelle dell'Immacolata Concezione (proclamata da Pio IX l'8 dicembre 1854, anteriormente al dogma infallibilista) e dell'Assunzione di Maria (proclamata da Pio XII il 1º novembre 1950).

Per quanto concerne l'Eucarestia, credono che "riceviamo il Corpo e Sangue del nostro Salvatore Gesù Cristo sotto le specie del pane e del vino" (dal testo della Dichiarazione di Utrecht), ma non approvano il concetto di Transustanziazione poiché legato ad una concezione sacrificale della Messa, da loro invece vista come momento di ringraziamento e di memoriale.

I vecchi cattolici hanno abrogato il Filioque dal Credo e rifiutano anche la dottrina del Purgatorio; in questo caso, tuttavia, riconoscono in genere una purificazione per mezzo della grazia di Cristo dopo la morte e solitamente pregano per i defunti.

Benché mantengano alcune pratiche cattoliche di base come il Battesimo per infusione o gli azzimi nell'Eucarestia, queste Chiese hanno molti aspetti in comune con la Chiesa ortodossa, come la pratica della comunione sotto le due specie o come la non obbligatorietà del celibato del clero.

Le Chiese vetero-cattoliche tendono ad essere più liberali rispetto alla Chiesa cattolica. Molte chiese dell'Unione ordinano le donne in tutti i gradi di questo sacramento (ordini minori, diaconato, sacerdozio, episcopato). Angela Berlis è stata la prima donna prete dell'Unione, ordinata nel 1996 dal vescovo tedesco Joachim Vobbe.

In più, le chiese di Paesi Bassi, Germania, Austria e Svizzera offrono la benedizione alle coppie omosessuali. Si dà rilevanza alla coscienza individuale in materia etica.

La confessione auricolare non è obbligatoria e la contraccezione è lasciata alla coscienza dei coniugi.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La Chiesa madre, la Chiesa vetero-cattolica dei Paesi Bassi, fu creata nel 1723 come risultato di tensioni tra la gerarchia cattolica locale e la Curia romana e assunse il nome attuale nel 1853. Le altre chiese, come la Chiesa cattolica cristiana svizzera (1871) e la Diocesi cattolica per i vecchi cattolici in Germania (1873), si formarono dopo il Concilio Vaticano I (nel quale furono definiti i dogmi dell'infallibilità e della giurisdizione universale del Papa) e basarono la loro successione apostolica su quella, valida (ma ritenuta illecita dalla Curia romana in quanto non in comunione con essa), garantita dalla Chiesa olandese. Pochi anni dopo nacque la Chiesa vetero-cattolica d'Austria, all'epoca con giurisdizione sull'intero Impero austro-ungarico, formatasi contemporaneamente alle altre due di lingua tedesca, ma che dovette battersi con maggiori problemi nella creazione di una propria organizzazione.

Nel 1909 entrò a far parte dell'Unione anche la Chiesa Mariavita polacca (con la consacrazione del vescovo Kowalski; questa chiesa uscì dall'Unione nel 1924 in seguito alla teorizzazione da parte dello stesso Kowalski dei "matrimoni mistici" tra preti e suore; attualmente la Chiesa Mariavita ha espresso il desiderio di essere riammessa nell'Unione, ma sono sorte difficoltà a causa dell'esistenza sul territorio polacco di una Chiesa già membro dell'Unione e della non perseguibilità nel breve periodo dell'integrazione in un solo soggetto di quest'ultima realtà con la Chiesa mariavita).

La Chiesa cattolica nazionale polacca in Nord America rimase in "comunione deteriorata" con le Chiese dell'Unione dal 1997 al 2003 in seguito a controversie su ordinazione femminile e benedizione delle unioni omosessuali; nel 2004 questa chiesa fu espulsa a causa del rifiuto di tornare in piena comunione con quelle Chiese che praticavano l'ordinazione delle donne e la Chiesa vetero-cattolica in Slovacchia si separò dall'Unione, mentre la Cattedrale di San Giovanni di Toronto si riconciliò.

Tra il 2005 e il 2007, su iniziativa della Chiesa episcopale degli Stati Uniti d'America, l'Unione di Utrecht ha promosso l'aggregazione di un certo numero di Chiese che si dichiarano vetero-cattoliche. In seguito al fallimento di questo progetto - terminato senza che ci fosse integrazione, ma, al contrario, con la nascita di nuovi soggetti - l'Unione ha deciso che in futuro dirotterà le richieste di ingresso da parte di soggetti americani alla Chiesa Episcopale.

Tra il 2006 e il 2007 è stata ammessa come membro in prova la Chiesa vetero-cattolica della Columbia Britannica, in seguito indirizzata verso un'unione con la locale Chiesa anglicana.

Negli anni 1960 esistette anche una Chiesa vetero-cattolica slovena, con 3000 credenti, un vescovo (Anton Kovačević), 4 parrocchie e 3 presbiteri.

Esistette poi una Chiesa vetero-cattolica in Serbia, con 3000 credenti, un amministratore apostolico (Jovan Ajhinger), 4 parrocchie e 4 presbiteri. Sembra che esista tuttora una parrocchia a Novi Sad. Nel censimento del 2002 sono elencate nella introduzione della valutazione la "Chiesa vetero-cattolica" e la "Chiesa vetero-cattolica nazionale croata , ma purtroppo sull'area pubblica non sono disponibili dati, essendo inseriti questi nella voce "Altro". Nell'Annuario del governo della Repubblica di Serbia e Montenegro per l'anno 2004, l'amministratore apostolico è elencato, e questo sembra essere un riconoscimento pubblico.

Il 1º aprile 2014 la Conferenza episcopale internazionale ha votato a favore della riammissione della Chiesa vetero-cattolica mariavita nell'Unione di Utrecht[1].

Difficoltà e conflitti attuali[modifica | modifica wikitesto]

Quando nel 1996 la diocesi tedesca dopo approfondita riflessione teologica ordinò le prime donne prete, il diritto di voto nell'Unione del vescovo tedesco fu temporaneamente sospeso. La base di questa decisione fu che si doveva prima concordare l'attuazione pratica dell'ordinazione femminile, che era accettata in linea di principio in tutte le Chiese dell'Europa occidentale, aspettare qualche anno e praticarla solo unendo le forze. Tuttavia, poiché la Conferenza episcopale internazionale 1997 dovette prendere atto del fatto che una tale azione comune, a causa di differenze sostanziali, non sarebbe stata possibile, negli anni successivi anche le altre tre chiese dell'Europa occidentale hanno conferito l'ordine a delle donne. Le Chiese dell'Europa orientale non ordinano le donne - con l'eccezione della Chiesa vetero-cattolica della Repubblica Ceca, che tuttavia ordina le donne al massimo al diaconato. Queste hanno però mantenuto la piena comunione con quelle Chiese vetero-cattoliche che praticano l'ordinazione femminile. Solo la Chiesa cattolica nazionale polacca degli Stati Uniti respinse decisamente l'ordinazione femminile, e proprio a causa di questo rifiuto, la Conferenza episcopale vetero-cattolica internazionale nel 2003 rilevò che "(...) la piena comunione, come stabilito dallo Statuto dell'IBK non ha potuto essere restaurata e quindi il risultato è che la separazione delle nostre chiese continua".

Dati principali sulle Chiese membro[modifica | modifica wikitesto]

Le chiese dell'Unione di Utrecht
Le chiese dell'Unione di Utrecht:
*In rosso i membri effettivi;
*In rosa le giurisdizioni dipendenti;
*In arancione le giurisdizioni scomparse.
Chiesa Cattedrale Vescovo ordinario Parrocchie Preti Fedeli Dimensione parrocchiale media
Chiesa vetero-cattolica dei Paesi Bassi
Arcidiocesi di Utrecht
Diocesi di Haarlem
 
Santa. Gertrude (Utrecht)
Sante Maria e Anna (Haarlem)
 
Joris Vercammen
Antonius Jan Glazemaker (arcivescovo emerito di Utrecht e vescovo emerito di Deventer)
Dirk Schoon
 
 16
  9
 
 23
  8
  5.469[2]  219
Diocesi cattolica per i vecchi cattolici in Germania Nome di Gesù (Bonn); Matthias Ring
Joachim Vobbe
(vescovo emerito)
 54  99  15.000[3]  278 (370)
Chiesa cattolica cristiana svizzera Santi Pietro e Paolo (Berna) Harald Rein
Hans Gerny (vescovo emerito)
Fritz-René Müller (vescovo emerito)
 33  44  13.312[4]  403
Chiesa vetero-cattolica d'Austria San Salvatore (Vienna) John Ekemenzie Okoro
Bernhard Heitz (vescovo emerito)
 11  15  14.621[5] 1329
Chiesa vetero-cattolica della Repubblica ceca San Lorenzo (Praga)
Concattedrale della Trasfigurazione (Varnsdorf)
Dušan Hejbal  16  22   2.700[6] (1.605[7])  169 (100)
Chiesa polacco-cattolica
Diocesi di Varsavia
Diocesi di Breslavia
Diocesi di Cracovia-Częstochowa

Cattedrale dello Spirito Santo (Varsavia)
Santa Maria Maddalena (Breslavia)
Procattedrale di Santa Maria Vergine (Kotłów)
Maria Madre di Dio e Regina degli Apostoli (Częstochowa)
Procattedrale di Nostra Signora del Perpetuo Soccorso (Strzyżowice)
 
Wiktor Wysoczański
(sede vacante)
(sede vacante)
 
33
20
25
 
32
24
25
 19.035 (2008)[8]  
 244
6 Chiese nazionali
9 Diocesi
9 Cattedrali
1 Concattedrale
2 Procattedrali
7 vescovi ordinari
6 vescovi emeriti
 217  292  69.042 – 70.137 428 – 456

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (DE) Communiqué zur Wiederaufnahme der Altkatholischen Kirche der Mariaviten in Polen in die Utrechter Union
  2. ^ Fonte: SILA (Fine 2008)
  3. ^ Fonte: Diocesi cattolica per i vecchi cattolici in Germania
  4. ^ Fonte: Bundesamt für Statistik - Religionslandschaft in der Schweiz: [1], S. 12 (Stand: 2000)
  5. ^ Fonte: STATISTIK AUSTRIA Volkszählung 2001 in www.integrationsfonds.at
  6. ^ Quelle: Christian Flügel: Die Utrechter Union und die Geschichte ihrer Kirchen; Norderstedt: Verlag Books on Demand, 2006; ISBN 3-8334-6069-5; S. 58–60
  7. ^ Quelle: Altkatholische Kirche in der Tschechischen Republik
  8. ^ Statistisches Jahrbuch 2008: Konzises statistisches Jahrbuch von Polen 2008 (pdf; Seite 132)

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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