Omosessualità e Cristianesimo

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All'interno del cristianesimo sono presenti visioni differenti riguardo al tema dell'omosessualità; questa viene in prevalenza considerata un peccato, ma si tratta di un tema controverso nel quale le diverse opinioni nascono da differenti approcci alle Scritture, da differenti opinioni sulla natura dell'omosessualità (condizione di peccato, malattia, o identità di genere), nonché da fattori socio-culturali e di sensibilità personale.

Indice

[modifica] Bibbia e omosessualità

Esistono alcune difficoltà da tenere presente nell'affrontare il tema "Bibbia e omosessualità": nella Bibbia non si trova una parola corrispondente al termine "omosessualità" che utilizziamo oggi con una serie di implicazioni che erano estranee al mondo culturale degli autori biblici e dei primi destinatari. I discorsi che possono toccare l'etica sessuale nella Bibbia sono occasionali più che dogmatici: rispondono cioè a occasioni particolari e situazioni concrete (ved. ad es. le lettere di Paolo). Di qui la difficoltà di rispondere alla domanda: che cosa dice la Bibbia sull'omosessualità? Di seguito sono elencati i passi biblici che sono normalmente considerati attinenti alla questione omosessuale, e sono brevemente esposte le varie posizioni che si trovano in ambito cristiano in proposito.

[modifica] Antico Testamento

[modifica] Genesi 19, 1-25: distruzione di Sodoma

Alcuni vedono nella distruzione di Sodoma (Genesi 19,1-25) un serio monito contro le perversioni sessuali, includendo tra esse l'omosessualità. Altri notano che il reale atteggiamento degli abitanti di Sodoma fosse non tanto l'omosessualità, quanto la violenza, culminata nel tentativo di esercitare uno stupro a danno degli ospiti di Lot, e non ritengono che questa vicenda possa essere applicata come racconto esemplare dell'atteggiamento di Dio riguardo all'omosessualità in senso lato, pur essendo essa uno dei tratti presentati dalla popolazione di Sodoma nel passo biblico stesso. Al contrario alcuni sostengono che i due ospiti di Lot (gli Angeli) furono mandati proprio per distruggere queste due città.

[modifica] Levitico 18,22 e 20, 13 - divieto del rapporto sessuale tra maschi

Queste norme, che contengono un divieto esplicito dei rapporti sessuali tra uomini e uomini, si trovano all'interno del codice normativo che aveva la funzione di tener distinto Israele dalle altre nazioni (Levitico 18-22); si tratta di norme di purità.

« Non avrai con un uomo relazioni carnali come si hanno con una donna: è cosa abominevole.
...
Se uno ha con un uomo relazioni sessuali come si hanno con una donna, tutti e due hanno commesso una cosa abominevole; dovranno essere messi a morte; il loro sangue ricadrà su di loro. »   (Levitico 18,22;20,13)

Solitamente il codice di purità non è applicato all'interno del cristianesimo (es. di altre norme di purità: circoncisione, norme alimentari, divieto di farsi tatuaggi o di radersi, impurità mestruale...). Molti cristiani basano la loro visione sull'omosessualità anche su queste norme, ritenendole comunque illustrative della volontà di Dio. Questa visione non è però unanimemente condivisa, sebbene negli insegnamenti di Gesù Cristo egli dica chiaramente di non essere venuto ad abolire la Legge o i Profeti ma per dare compimento (Matteo 5,17).

[modifica] 1 Samuele 18 e ss. - Davide e Gionata

Le interpretazioni dei passi che descrivono la relazione affettiva tra Davide e Gionata sono varie:

« l'animo di Gionata si legò all'animo di Davide fino ad amarlo come se stesso. »   (1 Samuele 18,1)

Davide alla morte di Gionata esclama:

« La tua amicizia era per me preziosa più che amore di donna. »   (2 Samuele 1,26)

tradotto anche come:

« Il tuo amore per me era più meraviglioso dell'amore delle donne. »   (2 Samuele 1,26)

C'è chi vi ha voluto vedervi solo un'amicizia profonda e un amore fraterno, chi, invece, un vero e proprio rapporto d'amore. Nel mondo semitico non era nuova la tradizione letteraria di amicizie profonde tra uomini che sconfinavano anche nell'amore e nell'atto sessuale come accadeva per il poema di Gilgamesh in cui l'eroe si univa ad amicizia con Enkidu.
Della vicenda di Davide e Gionata è stata fornita una spiegazione a carattere storico da Giovanni Garbini, che vede nella storia di questa amicizia, tramandata dai sacerdoti ebrei, un tentativo di screditare la monarchia a vantaggio del governo teocratico mostrandola come fonte di azioni peccaminose[1].
In ogni caso pensare che il profeta Davide, "il consacrato", "l'uomo secondo il cuore di Dio" (1Sam 13:14; At 13:22), abbia peccato di omosessualità, dopo che la legge giudaica nel libro del Levitico afferma "non avrai con un uomo relazioni carnali come si hanno con una donna: è cosa abominevole" (Lev.18,22;20,13), appare sicuramente non conforme alla logica, tenendo anche conto del fatto che come narra la Scrittura ogniqualvolta Davide si discostava dalla via di Dio, veniva ripreso apertamente (vedi ad es. 2Sam.12,1-13;24,1-25), ma se egli si fosse invischiato in un abominio Dio lo avrebbe non solo ripreso ma anche rigettato.

Per approfondire, vedi la voce Omosessualità ed Ebraismo.

[modifica] Nuovo Testamento

Nei Vangeli e negli insegnamenti di Gesù non sono presenti riferimenti diretti all'omosessualità. Una condanna esplicita dell'omosessualità viene solitamente rintracciata nelle lettere di Paolo:

« Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami; le loro donne hanno cambiato i rapporti naturali in rapporti contro natura. Egualmente anche gli uomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono accesi di passione gli uni per gli altri, commettendo atti ignominiosi uomini con uomini, ricevendo così in se stessi la punizione che s'addiceva al loro traviamento. E poiché hanno disprezzato la conoscenza di Dio, Dio li ha abbandonati in balìa d'una intelligenza depravata, sicché commettono ciò che è indegno. [...] E pur conoscendo il giudizio di Dio, che cioè gli autori di tali cose meritano la morte, non solo continuano a farle, ma anche approvano chi le fa. »   (Rom 1,24-28.32)
« O non sapete che gli ingiusti non erediteranno il regno di Dio? Non illudetevi: né immorali, né idolàtri, né adùlteri, né effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriaconi, né maldicenti, né rapaci erediteranno il regno di Dio. »   (1 Corinzi 6,9.10)
« Sappiamo anche che la legge è fatta non per il giusto ma per gl'iniqui e i ribelli, per gli empi e i peccatori, per i sacrileghi e gl'irreligiosi, per coloro che uccidono padre e madre, per gli omicidi, per i fornicatori, per i sodomiti, per i mercanti di schiavi, per i bugiardi, per gli spergiuri e per ogni altra cosa contraria alla sana dottrina »   (1Tim 1,10)

Anche su questi passi biblici le interpretazioni non sono unanimi: se alcuni vi vedono una condanna dell'omosessualità come peccato, altri esegeti analizzano il senso dei versetti nel contesto del significato della lettera ai Romani e nell'ambito della teologia paolina della giustificazione per fede, e/o si occupano della questione della traduzione delle parole greche malakoi e arsenokoites, dimenticando però l'origine di Paolo e la sua conoscenza della legge e la convinzione che la legge stessa fu fatta per indicare a noi il peccato (Levitico 18-22), benché ora sia in vigore la "legge dello Spirito" che è tale in quanto permette la vittoria sul peccato a differenza di quella "antica" che si limitava ad indicarlo. (Per approfondire: [2]).

[modifica] Gesù e l'omosessualità

Nei Vangeli non ci è tramandato che Gesù si sia mai espresso direttamente sull'omosessualità. Gesù non dice una parola su questo, ma tante sulla tolleranza, l’accettazione, il non giudicare.

Riguardo in generale alla ricerca di parole di Gesù che riguardino il tema dell'omosessualità, non c'è una visione unanime tra i cristiani.

Il passo del Vangelo che si riferisce agli eunuchi (Matteo 19,12) non si riferisce agli omosessuali.

Secondo alcuni, nei passi Matteo 19,4 e Matteo 19,5 pur non esprimendosi direttamente nei riguardi dell'omosessualità, viene negata la liceità di unioni non eterosessuali in quanto contrastante con il destino dell'uomo "secondo le scritture". Nei passi Marco 7,21 e Marco 7,22, secondo tale interpretazione, si farebbe riferimento anche agli atti omosessuali, chiamando "intenzioni cattive" fornicazioni e impudicizia, termini piuttosto flessibili ma che possono ricomprendere tutte le deviazioni dalla sana sessualità.

Secondo l'approccio contrario, non è possibile riscontrare nelle parole di Gesù alcun accenno che sia esplicitamente e inequivocabilmente indirizzato a condannare le persone omosessuali in base al loro orientamento affettivo e sessuale; c'è anzi chi vede nell'annuncio cristiano un messaggio di liberazione che riguarda la creatura di Dio a prescindere dalla sua identità di razza, genere, condizione, e pure dall'orientamento sessuale

[modifica] La posizione attuale delle chiese cristiane

[modifica] Chiesa cattolica

La Chiesa cattolica afferma di non condannare la persona con tendenza omosessuale, pur considerando tale orientamento, come stabilito dalla Congregazione per la Dottrina della Fede (Lettera ai vescovi della Chiesa cattolica sulla cura pastorale delle persone omosessuali, dell'1 ottobre 1986 [3]), "intrinsecamente disordinato", e considera l'atto omosessuale abominio perché contrario alla "legge naturale" e dunque precludente al "dono della vita".

Per approfondire, vedi la voce Omosessualità e Cattolicesimo.

[modifica] Chiesa ortodossa

Per approfondire, vedi la voce Omosessualità e Chiesa Ortodossa.

[modifica] Chiese protestanti

In Italia la questione della compatibilità tra conversione e omosessualità è un argomento controverso (anche se non sempre dibattuto apertamente) all'interno di molte realtà protestanti: esistono diverse pubblicazioni a carattere teologico in merito, in molte chiese sono stati istituiti tavoli di riflessione anche a carattere interdenominazionale, ma di fatto non esiste un'opinione unanimamente condivisa tra i membri delle chiese protestanti.

Alcune denominazioni (chiese pentecostali, chiese libere...) ritengono l'omosessualità sicuramente un peccato e chiamano quindi gli omosessuali che intendano entrare a farne parte a rinunciare alle pratiche omosessuali.

Altre (valdesi, parte dei battisti) hanno un orientamento più aperto, seppure sia raro che vengano prese posizioni ufficiali; il dibattito sulla benedizione di coppie omosessuali e sull'ammissione al ministero pastorale di persone dichiaratamente omosessuali è ancora aperto.

Esiste all'interno del mondo protestante un'organizzazione interdenominazionale che si occupa di fede e omosessualità, la Refo.

Per approfondire, vedi la voce Omosessualità e Protestantesimo.

La Chiesa di Gesù Cristo dei santi degli ultimi giorni han prodotto Dio Ama Suoi Figlioli per aiutare i membri gai.[1]

[modifica] Chiese dei Vecchi Cattolici

La Chiesa dei Vecchi Cattolici ha una posizione tollerante.

Ci sono anche delle benedizioni di coppie omosessuali.

Il sacerdozio è aperto anche alle persone omosessuali.

[modifica] Note

  1. ^ Dio Ama Suoi Figlioli

[modifica] Voci correlate

[modifica] Bibliografia (in ordine cronologico)

  • B. S. Witte, J. L. Grubben, J. B. F. Gottschalk, Omosessualità e coscienza cristiana, Claudiana, Torino 1976.
  • John Boswell, Cristianesimo, tolleranza, omosessualità, Milano, Leonardo, 1989
  • Uta Ranke-Heinemann, Eunuchi per il regno dei cieli. La chiesa cattolica e la sessualità, Rizzoli, Milano 1990, pp. 355.
  • Christian Demur - Denis Müller, L'omosessualità. Un dialogo teologico, Torino, Claudiana 1995.
  • William Countryman, Sesso e morale nella Bibbia, Torino, Claudiana 1998.
  • Franca Long, Protestanti e sessualità, Torino, Claudiana 1998.
  • Gabriella Lettini, Omosessualità, Torino, Claudiana 1999.
  • Massimo Consoli, Ecce Homo. L'omosessualità e la Bibbia, Kaos Ed., Milano 1999.
  • Karlheinz Deschner, La croce della Chiesa. Storia del sesso nel Cristianesimo, Bolsena, Massari, 2000.
  • Victor Paul Furnish, Choon-Leong Seow, Robert Brawley, Herman Waetjen, Dale Martin, Jeffrey Siker, Bibbia e omosessualità, Claudiana, Torino 2002.
  • Waldemar Janzen, L'etica dell'Antico Testamento. Un approccio paradigmatico, Torino, Claudiana 2004.
  • I. Himbaza, A. Schenker, J-B. Edart, L'omosessualità nella Bibbia, Milano, Edizioni San Paolo 2007 (originale francese: Clarifications sur l'homosexualité dans la Bible, Editions du Cerf 2007)
  • Yehoshua Bar-Yosef, "Il mio amato", Firenze, Giuntina, 2009

[modifica] Collegamenti esterni

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