Saverio di Borbone-Parma

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Principe Saverio
Don Saverio al matrimonio di sua figlia la principessa Francesca
Don Saverio al matrimonio di sua figlia la principessa Francesca
Capo del Casato dei Borbone di Parma
In carica 15 novembre 1974 – 7 maggio 1977
Predecessore Duca Roberto
Successore Duca Carlo Ugo
Nome completo Francesco Saverio Carlo Maria
Nascita Camaiore, 25 maggio 1889
Morte Zizers, Svizzera, 7 maggio 1977
Luogo di sepoltura Abbazia di Solesmes
Padre Roberto I, Duca di Parma
Madre Maria Antonia di Portogallo
Consorte Maddalena di Borbone-Busset
Figli Maria Francesca, Principessa di Lobkowicz
Carlo Ugo, Duca di Parma
Principessa Maria Teresa
Principessa Cecilia
Principessa Maria della Neve
Principe Sisto Enrico

Saverio di Borbone-Parma, nome completo Francisco Javier de Borbón Parma y de Braganza (Villa Borbone delle Pianore, 25 maggio 1889Zizers, 7 maggio 1977), capo della casata dei Borbone di Parma, pretendente ducale di Parma e Piacenza e pretendente carlista al trono spagnolo con il nome di Javier I.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Saverio era il figlio di Roberto I di Parma e della sua seconda moglie, l'Infanta Maria Antonia di Braganza: aveva undici tra fratelli e sorelle, tra cui la futura Imperatrice d'Austria Zita e il principe Felice di Borbone-Parma, poi marito della granduchessa Carlotta di Lussemburgo. Dalla prima moglie il padre aveva avuto altri dodici figli, tra cui la regina Maria Luisa di Bulgaria, moglie dello Zar Ferdinando I di Bulgaria ed Elia di Borbone-Parma.

Saverio visse i suoi primi anni nella Villa Borbone delle Pianore ed a Schwarzau am Steinfelde in Austria: il suo primo insegnante privato fu padre Sergio Alonso, membro dell'ordine di San Gabriele. Saverio e suo fratello maggiore Sisto di Borbone-Parma studiarono nel collegio Stella Matutina dei gesuiti a Feldkirch in Austria e poi a Carlsburg in Germania, per poi laurearsi a Parigi in agraria e scienze politiche.

Durante la Prima guerra mondiale i due fratelli si arruolarono nell'esercito belga, mentre alcuni dei loro fratelli maggiori erano ufficiali nell'esercito austriaco: Saverio ricevette la Croce di guerra francese e quella belga, oltre alla la Croce dell'Ordine di Leopoldo e nel 1917 aiutò il fratello nel cosiddetto Affare Sisto, un tentativo abortito di organizzare un trattato di pace fra l'Austria e la Francia.

Matrimonio[modifica | modifica sorgente]

Il 12 novembre 1927 a Lignières in Francia, Saverio sposò Maddalena di Borbone-Busset, membro dei Borbone-Busset, un ramo cadetto dei Borbone, considerato generalmente in Francia come non appartenente a pieno titolo alla dinastia borbonica.

Il matrimonio venne riconosciuto come pienamente legittimo, non un matrimonio morganatico, dal pretendente carlista Alfonso Carlo di Borbone-Spagna, duca di San Jaime, sposato alla zia materna di Saverio, mentre il fratellastro di Saverio, il principe Elia di Borbone-Parma, reggente per il proprio fratello minorato il duca Enrico di Borbone-Parma non riconobbe l'unione come dinastica, e quindi valida, per quanto riguardava la successione al trono ducale di Parma. Il motivo per questa mancanza di riconoscimento era dovuto in primis all'ascendenza della sposa, ma era stato anche influenzato da differenze politiche che si riflettevano sulle rispettiva famiglie. Durante gli anni Venti e Trenta il Reggente Elia aveva in corso con Saverio una battaglia legale per la proprietà del Castello di Chambord ed inoltre Elia aveva riconosciuto Alfonso XIII di Spagna come re costituzionale della Spagna, nonostante il loro padre, il duca Roberto I, avesse sostenuto i carlisti, avendo la propria sorella sposato Carlo Maria di Borbone-Spagna, defunto fratello di Alfonso Carlo. Solo nel 1961 il capo della casata Roberto Ugo di Borbone-Parma, figlio di Elia, riconobbe l'unione fra Saverio e Maddalena come dinastica, e quindi legittima per quanto riguardava la successione al trono ducale di Parma.

Reggenza carlista[modifica | modifica sorgente]

Gli anni Trenta furono anni di lotta e speranze per il carlismo: Alfonso Carlo, duca di San Jaime, era un ottantenne, senza figli ed ultimo discendente maschio del primo pretendente carlista, l'Infante Carlo Maria Isidoro di Borbone-Spagna, conte di Molina. Secondo alcuni carlisti erede era Alfonso XIII di Spagna, l'esiliato re costituzionale della Spagna: Alfonso era il più prossimo parente in linea maschile, in quanto figlio di Alfonso XII di Spagna, figlio a sua volta di Isabella II di Spagna e di Francesco d'Assisi di Borbone-Spagna, figlio del fratello minore di Carlo Maria Isidoro; molti però ritenevano che Alfonso e la sua famiglia fossero esclusi dalla successione per le loro idee politiche più o meno liberali.

Davanti a questa divisione, l'anziano pretendente nominò il principe Saverio reggente della Comunione Carlista il 23 gennaio 1936, in quanto più prossimo discendente in via maschile dei Borbone-Spagna a credere negli ideali carlisti: qualche mese dopo scoppiò la Guerra civile spagnola, morì Alfonso Carlo e Saverio divenne comandante in capo degli eserciti carlisti, a fianco dei nazionalisti del generale Franco, con cui entrò in conflitto nel 1937, per l'obbligo di unire tutti i partiti nazionalisti nel Movimiento.

Guerra mondiale, resistenza e deportazione[modifica | modifica sorgente]

Durante la Seconda guerra mondiale Saverio riprese servizio come colonnello nella Quarta Divisione dell'esercito belga e dopo la caduta del Belgio, nel mese di maggio 1939, si ritirò a Dunkerque, dove la sua divisione fu compresa nella Trentanovesima dell'esercito francese. Smobilitato, si unì ai maquis francesi: il Generalissimo Francisco Franco permise alla madre e alla sorella di Saverio, Zita, di attraversare la Spagna per giungere in Portogallo, ma a lui rifiutò il permesso, per cui fu costretto a rimanere nella Francia di Vichy e il 22 luglio 1944 fu arrestato dalla Gestapo. Fu incarcerato per un mese a Vichy e poi a Clermont-Ferrand, dove venne classificato come Nacht und Nebel cioè prigioniero politico. A causa dell'avvicinamento degli eserciti alleati, Saverio fu trasferito prima a Natzweiler-Struthof, poi a Dachau ed infine a Prax nel Tirolo, dove fu liberato dall'esercito statunitense l'8 maggio 1945.

Sovrano carlista[modifica | modifica sorgente]

Dopo la guerra Saverio fu di nuovo il capo del più grande gruppo carlista in Spagna; una minoranza del movimento sostennero invece Giovanni, Conte di Barcellona, figlio di Alfonso XIII, mentre altri l'arciduca Carlo Pio d'Asburgo-Lorena, nipote per parte di madre di Carlo Maria di Borbone-Spagna, duca di Madrid. Il 20 maggio 1952 il Consiglio Nazionale della Comunione Tradizionalista (la frangia carlista che sosteneva Saverio) dichiarò che la reggenza era superflua e che Saverio di Borbone-Parma era il successore legittimo al trono spagnolo: il principe prese il nome di Javier I.

Continuando le sue attività politiche in Spagna, si oppose generalmente al governo del Caudillo Francisco Franco, che quindi prima mostrò maggior benevolenza verso gli altri pretendenti (Giovanni, conte di Barcellona, e l'arciduca Carlo Pio d'Asburgo), e in seguito, nel 1956 lo espulse. Nel 1962 concesse che il suo primogenito Carlo Ugo incontrasse Franco, nel primo di parecchi incontri successivi: Saverio e Carlo Ugo credevano realmente che ci fosse una possibilità per cui Franco avrebbe designato Carlo Ugo come erede anziché Juan Carlos, nipote di Alfonso XIII e figlio di don Giovanni conte di Barcellona; molti carlisti disapprovarono queste trattative.

Il 22 febbraio 1972 Saverio ebbe un grave incidente d'auto e Carlo Ugo divenne il principale leader del carlismo, iniziando una svolta al movimento verso il socialismo: ciò portò a molte nuove adesioni, ma al contempo alla perdita di gran parte dei sostenitori tradizionali del carlismo.

Abdicazione e morte[modifica | modifica sorgente]

Il 20 aprile 1975 Saverio abdicò come re carlista in favore di Carlo Ugo, ma il figlio minore Sisto Enrico si oppose, presentandosi come il "portabandiera" (abanderado) del tradizionale carlismo. Saverio pubblicò una dichiarazione che affermava che la sua abdicazione era stata volontaria e che era Sisto Enrico ad essersi separato dal carlismo: la battaglia fra i due fratelli continuò, ognuno reclamando il supporto del padre, mentre con il primogenito si schieravano le tre sorelle nubili, e con il cadetto la madre e la sorella sposata. Carlo Ugo accusò Sisto Enrico di aver "rapito" l'anziano padre, che si trovava in ospedale, ed il fratello rispose pubblicando una dichiarazione di Saverio datata 4 marzo 1977 in cui l'anziano principe riaffermava il suo sostegno al carlismo tradizionale, condannando la forma socialista di carlismo, descritta come errore dottrinale molto serio.[1] Tre giorni più tardi, il 7 marzo 1977, la figlia Cecilia lo portò via dall'ospedale e in quell'occasione Saverio firmò un'altra dichiarazione, pubblicata da Carlo Ugo, in cui Saverio confermava il primogenito come suo erede[2]: il giorno seguente la principessa Maddalena rese pubblica una dichiarazione che condannava duramente le azioni di Carlo Ugo e di Cecilia.[3]

Il 7 maggio 1977 Saverio di Borbone-Parma morì di un attacco di cuore all'ospedale di Zizers vicino a Coira, in Svizzera, dove era visitato dalla sorella, l'imperatrice e regina Zita. La vedova Maddalena impedì che Carlo Ugo e Cecilia entrassero nel castello dove la salma venne esposta, prima di essere sepolta all'Abbazia di San Pietro a Solesmes, dove tre delle sorelle di Saverio erano state suore.

In televisione[modifica | modifica sorgente]

Nel serial Le avventure del giovane Indiana Jones compaiono Saverio (interpretato da Matthew Wait) e suo fratello Sisto di Borbone-Parma (interpretato da Benedict Taylor), due ufficiali belgi che durante la Prima Guerra Mondiale aiutano Indiana Jones.

Discendenza[modifica | modifica sorgente]

Saverio e Maddalena ebbero sei figli:

  • Maria Francesca (19 agosto 1928), sposata al principe Eduard Lobkowicz;
  • Carlo Ugo, duca di Parma (8 aprile 1930-18 agosto 2010), sposato alla principessa Irene d'Olanda;
  • Maria Teresa (28 luglio 1933);
  • Cecilia (12 aprile 1935);
  • Maria de las Nieves (29 aprile 1937);
  • Sisto Enrico (22 luglio 1940).

Ascendenza[modifica | modifica sorgente]

Albero genealogico di tre generazioni di Saverio di Borbone-Parma
Saverio di Borbone-Parma Padre:
Roberto I di Parma
Nonno paterno:
Carlo III di Parma
Bisnonno paterno:
Carlo II di Parma
Bisnonna paterna:
Maria Teresa di Savoia
Nonna paterna:
Luisa Maria di Borbone-Francia
Bisnonno paterno:
Carlo di Borbone-Francia
Bisnonna paterna:
Carolina di Borbone-Due Sicilie
Madre:
Maria Antonia di Braganza
Nonno materno:
Michele del Portogallo
Bisnonno materno:
Giovanni VI del Portogallo
Bisnonna materna:
Carlotta Gioacchina di Borbone-Spagna
Nonna materna:
Adelaide di Löwenstein-Wertheim-Rosenberg
Bisnonno materno:
Costantino di Löwenstein-Wertheim-Rosenberg
Bisnonna materna:
Maria Agnese di Hohenlohe-Langenburg

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Gran Maestro del S.A.I. Ordine Costantiniano di San Giorgio - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro del S.A.I. Ordine Costantiniano di San Giorgio
Gran Maestro dell'Ordine del Merito di San Lodovico - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine del Merito di San Lodovico
Gran Maestro dell'Ordine di San Giorgio al Merito Militare - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine di San Giorgio al Merito Militare
Cavaliere dell'Ordine del Toson d'Oro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine del Toson d'Oro
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di Leopoldo II - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di Leopoldo II

Opere[modifica | modifica sorgente]

Saverio ha scritto alcuni libri:

  • Les concilia secrets franco-anglais de décembre 1940, Parigi, Plon, 1949.
  • Les Chevaliers du Saint-Sépulcre, Parigi, A. Fayard, 1957.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ http://www.geocities.com/montejurra1976/donjavier4marzo1977.html "Declaración de S.M.C. Don Javier de Borbón"
  2. ^ Última Declaración Política de Don Javier, in Don Javier: una vida al servicio de la libertad, 417
  3. ^ http://www.geocities.com/montejurra1976/donamagdalena8marzo1977.html "Declaración de Doña Magdalena de Borbón"

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Pretendente al Ducato di Parma e Piacenza Successore
Roberto Ugo di Borbone-Parma 1974 - 1977 Carlo Ugo di Borbone-Parma
Predecessore Pretendente al trono di Spagna Successore Flag of Cross of Burgundy.svg
Alfonso Carlo di Borbone-Spagna 1952-1975
Saverio I
Secondo la Successione Carlista
Carlo Ugo di Borbone-Parma

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