Road Map

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Parte del conflitti arabo-israeliani
e della serie dei conflitti arabo-israeliani
Israele con Cisgiordania, Striscia di Gaza e Alture del Golan

██ Israele e Gerusalemme Est

██ Cisgiordania, Striscia di Gaza, Alture del Golan a e Fattorie di Sheb'a a

Parti in causa
Flag of Palestine.svg
Palestina
Israele
Israele
Storia
Accordi di Camp David · Conferenza di Madrid · Accordi di Oslo/Oslo II · Protocollo di Hebron · Memorandum di Wye River/Memorandum di Sharm el-Sheikh · Vertice di Camp David · Summit di Taba · Road Map · Conferenza di Annapolis
Aspetti rilevanti nella trattativa
Insediamenti israeliani
Barriera di separazione israeliana · Israele · Terra di Israele  · Status di Gerusalemme
Flag of Palestine.svg     Leader attuali     Israele
Mahmūd Abbās
Salām Fayyāḍ
Benjamin Netanyahu
Shimon Peres
Mediatori internazionali
Quartetto · Lega araba · Egitto
Nazioni Unite Unione europea Russia Stati Uniti Flag of the Arab League.svg Egitto
Altre proposte
Iniziativa di pace araba · Opzione giordana · Piano Lieberman · Accordo di Ginevra · Hudna · Piano di disimpegno unilaterale israeliano · Piano di riallineamento israeliano
a Le Alture del Golan e le Fattorie di Sheb'a non rientrano nei processi di pace israelo-palestinesi.

La Road Map (inglese Road map for peace, letteralmente la tabella di marcia per la pace) è un piano per risolvere il conflitto israelo-palestinese proposto dal Quartetto di enti internazionali: gli Stati Uniti, l'Unione europea, Russia e Nazioni Unite. I principi del piano sono stati delineati dal Presidente degli Stati Uniti George W. Bush in un discorso pronunciato il 24 giugno 2002, in cui ha annunciato proposte per uno Stato di Palestina(Stato palestinese) indipendente che viva fianco a fianco con Israele, in pace.

Più in genere, l'espressione Road Map viene usata per indicare una tabella di marcia, un'agenda o piano che bisogna assolutamente seguire, con un elenco di punti a cui bisogna attenersi. È una specie di mappa da seguire per realizzare un'opera.

Vincoli[modifica | modifica wikitesto]

In cambio di questa situazione, la Road Map richiede che l'Autorità palestinese effettui riforme democratiche e abbandoni l'uso del terrorismo.

Israele, per parte sua, deve sostenere e accettare l'emergere di una riforma del governo palestinese e porre fine alle attività di insediamento nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania.

Le 3 fasi[modifica | modifica wikitesto]

La Road Map comprendeva tre fasi con l'obiettivo ultimo di porre fine al conflitto entro il 2005.

  • Fase I (prima del maggio 2003): Fine di violenza palestinese; riforma della politica palestinese; ritiro israeliano e congelamento dell'espansione delle colonie; elezioni palestinesi.
  • Fase II (entro giugno-dicembre 2003): Conferenza internazionale a sostenere la ripresa economica palestinese e avviare un processo che porti alla creazione di uno Stato palestinese indipendente con frontiere provvisorie; rinascita di impegno multilaterale su questioni regionali comprese le risorse idriche, l'ambiente, lo sviluppo economico, dei profughi e il controllo degli armamenti; Gli Stati arabi dovevano ripristinare i contatti pre-intifada con Israele (uffici commerciali, ecc.)
  • Fase III (prima del 2004-2005): seconda conferenza internazionale; status permanente accordo e fine del conflitto; accordo su confini definitivi al fine di chiarire la questione molto controversa della sorte di Gerusalemme, dei rifugiati e degli insediamenti; stati arabi dovranno accettare la pace con Israele.

Altre road maps[modifica | modifica wikitesto]

Sul modello della road map israelo-palestinese sono state chiamate così anche altre proposte simili avanzate nel tempo per la risoluzione pacifica di altri conflitti.

Guerra in Libia (2011)[modifica | modifica wikitesto]

L'11 aprile 2011 Muammar Gheddafi ha accettato la road map proposta dall'Unione Africana per trovare una via d'uscita pacifica al conflitto in Libia iniziato il 17 febbraio 2011. L'annuncio è stato dato dal presidente sudafricano Jacob Zuma al termine di una riunione a Tripoli tra il colonnello libico e una delegazione dell'Unione Africana composta dai presidenti Jacob Zuma (Sudafrica), Amadou Toumani Touré (Mali), Mohamed Ould Abdel Aziz (Mauritania) e Denis Sassou Nguesso (Repubblica del Congo), assieme al ministro degli Esteri ugandese, Henry Oryem Okello. Lo ha annunciato TM News.

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