Omohide poro poro

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Omohide poro poro
Omohide poro poro.png
Taeko sul treno con i ricordi del suo passato
Titolo originale おもひでぽろぽろ
Paese di produzione Giappone
Anno 1991
Durata 118 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere animazione
Regia Isao Takahata
Soggetto Isao Takahata
Sceneggiatura Isao Takahata
Storyboard Yoshiyuki Momose
Art director Kazuo Oga
Fotografia Hisao Shiraishi
Montaggio Takeshi Seyama
Musiche Katsu Hoshi
Tema musicale "The Rose" cantata da Harumi Miyako
Doppiatori originali

Omohide poro poro (おもひでぽろぽろ Omoide poroporo?) è un film d'animazione giapponese drammatico scritto e diretto da Isao Takahata, basato sul manga omonimo di Hotaru Okamoto e Yuko Tone.[1] Prodotto da Toshio Suzuki e animato dallo Studio Ghibli, è stato proiettato per la prima volta il 20 luglio 1991.[2]

Il film è ritenuto una tappa importante per i lungometraggi anime soprattutto per l'originalità della tematica proposta, dal momento che la vita sentimentale di una office lady di trent'anni è un soggetto piuttosto insolito per un film di animazione.[3]

Omohide poro poro esplora un genere che all'epoca si pensava tradizionalmente non adatto all'animazione: un dramma realistico scritto per gli adulti, indirizzato soprattutto alle donne. Il lungometraggio tuttavia ha avuto un successo sorprendente ai botteghini giapponesi, attraendo un pubblico di entrambi i sessi.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Nel 1982, Taeko è una donna di 27 anni, single, che ha vissuto tutta la sua vita a Tokyo, dove lavora come impiegata di un'azienda. Decide di fare, come l'anno prima, un altro viaggio in campagna, per visitare la famiglia del fratello del cognato e aiutarli nella raccolta del cartamo, fuggendo così alla vita di città. Mentre viaggia di notte in treno verso Yamagata, inizia a ricordare la sua infanzia, della scolaretta che era nel 1966 e del suo intenso desiderio di andare in vacanza come le sue compagne, che avevano tutte dei familiari fuori dalla grande città.

Fiori di cartamo.

All'arrivo in stazione, scopre che è venuta a prenderla il secondo cugino di suo cognato, Toshio, che conosce appena. Durante il suo soggiorno a Yamagata, comincia a crescere in lei la nostalgia e la tristezza per la sua infanzia, mentre contemporaneamente deve lottare con problemi da adulti, come la carriera e l'amore. Quest'esperienza porta a galla ricordi dimenticati (non sempre positivi): la prima cotta, la pubertà, i problemi coi ragazzi e la frustrazione con la matematica. In bilico tra il presente e i ricordi del passato, Taeko si chiede se sia rimasta fedele ai suoi sogni d'infanzia e nel chiederselo, inizia a capire quanto Toshio la stia aiutando a venirne a capo.

Alla fine, Taeko riesce a guardarsi dentro, riscopre il suo vero Io, comprende la sua vera visione del mondo e delle persone che le stanno attorno e sceglie di restare in campagna invece di ritornare a Tokyo. Alla fine del film, è implicito che lei e Toshio inizieranno una relazione.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Regia[modifica | modifica sorgente]

A differenza del tipico stile di disegno d'animazione giapponese, i personaggi hanno facce realistiche con muscoli facciali ed espressioni. I dialoghi sono stati quindi registrati prima (a differenza del metodo tradizionale di allora) e gli animatori hanno avuto il compito di far coincidere i movimenti della bocca col parlato, il risultato è una sincronia più realistica dei movimenti della bocca e delle espressioni facciali. Solo la parte in cui appare l'infanzia di Taeko (che ha lo stile tipico degli anime) è stata disegnata prima che le voci fossero registrate.

Sceneggiatura[modifica | modifica sorgente]

Le scene ambientate nel 1966 sono state prese direttamente dal manga originario, Takahata ebbe delle difficoltà ad adattarlo in lungometraggio, e perciò scrisse tutta la parte relativa alla Taeko adulta.[1]

Location[modifica | modifica sorgente]

La stazione di Takase nel 2009.

La storia è ambientata nel distretto di Takase a Yamagata, Prefettura di Yamagata.[4] Nel film appaiono le stazioni di Takase e di Yamadera, lungo la Linea Senzan; sebbene oggi ricostruiti, gli scenari per larga parte non sono cambiati. Durante il corso del film, i personaggi visitano località famose, come il luogo di villeggiatura di Monte Zao.

Colonna sonora[modifica | modifica sorgente]

Composta da Katsu Hoshi, la colonna sonora ospita musiche originarie dell'Europa orientale, che tracciano un parallelo tra il mondo contadino di quella zona e la vita rurale giapponese. Nel film sono presenti molte canzoni folk, come Frunzuliță Lemn Adus Cântec De Nuntă, una canzone rumena scritta da Gheorghe Zamfir e utilizzata ripetutamente durante le scene panoramiche come l'arrivo alla fattoria. Gli strumenti utilizzati in questo brano sono il nai suonato dallo stesso Zamfir, i cimbalom e i violini.[5] Anche la musica ungherese è ben rappresentata: si possono ascoltare brani dalla Danza ungherese n.5 di Brahms e citazioni di musicisti ungheresi (Teremtés, adattamento di una canzone folk). La musica di Márta Sebestyén coi Muzsikás è usata in parecchie scene.[6] Della colonna sonora fa parte anche la musica folcloristica bulgara: quando Taeko è sui campi, si può udire Dilmano, Dilbero, seguito da Malka Moma Dvori Mete. I testi di queste ultime due canzoni sono connessi alle tematiche menzionate nel film: la vita dei contadini ed il matrimonio. Tra i tanti brani utilizzati, trova posto anche una canzone folk italiana, Stornelli, eseguita da Italie Eternelle.

Chiude il film, la canzone Ai wa Hana, Kimi wa sono Tane (愛は花、君はその種子 lett. L'amore è un fiore, e tu sei il suo seme?), traduzione giapponese di "The Rose" della cantautrice Amanda McBroom; cantata da Harumi Miyako, la canzone è stata tradotta dal regista e arrangiata da Hoshi[7].

Distribuzione[modifica | modifica sorgente]

Le date di uscita internazionali sono state:[8]

Divieti[modifica | modifica sorgente]

Le commissioni di censura di alcuni Paesi hanno stabilito alcune limitazioni per la visione della pellicola[9]:

  • in Australia è stata sconsigliata ai minori di 15 anni se non accompagnati da un adulto (PG)
  • in Germania è stata sconsigliata ai minori di 12 anni (FSK 12)
  • nel Regno Unito è stata sconsigliata ai minori di 8 anni (PG)

Accoglienza[modifica | modifica sorgente]

Incassi[modifica | modifica sorgente]

Omohide poro poro è stato il film giapponese a guadagnare di più sul mercato domestico nel 1991, con incassi derivati dalla distribuzione pari a 1,87 miliardi di yen.[10]

Critica[modifica | modifica sorgente]

Il film ha ricevuto ampi consensi tra i pochi (vista la scarsa distribuzione al di fuori del Giappone) critici cinematografici che hanno potuto recensirlo; sul sito Rotten Tomatoes ha ottenuto il 100% di "freschezza" su un totale di 6 recensioni.[11] Sull'Internet Movie Database il film ha un voto pari a 7,8[12].

La scrittrice e esperta di anime Dani Cavallaro, del film scrive:

« Sebbene eviti intenzionalmente il tenore epico di produzioni come Laputa e Mononoke, il film offre comunque una caratteristica sintesi, à la Ghibli, di impeccabile fotografia, narrazione e musica in una sinfonia incantevole e affascinante. »
(Dani Cavallaro - The Anime Art of Hayao Miyazaki[13])

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b (EN) Team Ghiblink, Only Yesterday: Frequently Asked Questions (FAQ): Q: Is it based on a manga or a book?, Nausicaa.net. URL consultato il 9 gennaio 2007.
  2. ^ "Omohide Poro Poro". www.bcdb.com, 13 maggio 2012
  3. ^ Mario A. Rumor. The art of emotion. Il cinema d'animazione di Isao Takahata. Rimini, Guaraldi-Cartoon Club, 2007, pp. 243 e segg.
  4. ^ Team Ghiblink, Only Yesterday: Frequently Asked Questions (FAQ): Q: Where did it take place?, Nausicaa.net. URL consultato il 9 gennaio 2007.
  5. ^ The Internet Movie Database, Only Yesterday: Cast, IMDB.com. URL consultato il 21 febbraio 2012.
  6. ^ Team Ghiblink, Only Yesterday: CD Guide, Nausicaa.net. URL consultato il 13 luglio 2009.
  7. ^ Team Ghiblink, Credits // Only Yesterday // Nausicaa.net, Nausicaa.net. URL consultato il 7 agosto 2014.
  8. ^ (EN) Omohide poro poro - Release Info, Internet Movie Database. URL consultato il 6 agosto 2014.
  9. ^ Omohide poro poro (1991) - Parents Guide. URL consultato il 6 agosto 2014.
  10. ^ (JA) Kako haikyū shūnyū jōi sakuhin 1991-nen, Motion Picture Producers Association of Japan. URL consultato il 6 febbraio 2011.
  11. ^ (EN) Omohide poro poro (Only Yesterday) - Rotten Tomatoes, Rotten Tomatoes. URL consultato il 6 agosto 2014.
  12. ^ (EN) Omohide poro poro (1991) - User ratings, Internet Movie Database. URL consultato il 7 agosto 2014.
  13. ^ (EN) The Anime Art of Hayao Miyazaki, McFarland, 6 agosto 2014.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Colin Odell e Michelle LeBlanc, Studio Ghibli: The Films of Hayao Miyazaki and Isao Takahata, Oldcastle Books, 2009, ISBN 978-1-84243-358-4.
  • (EN) Dani Cavallaro, The Anime Art of Hayao Miyazaki, McFarland, 2006, ISBN 978-0-7864-5129-6.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]