Márta Sebestyén

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Márta Sebestyén
Márta Sebestyén nel 2010
Márta Sebestyén nel 2010
Nazionalità Ungheria Ungheria
Genere Folk
World music
Periodo di attività 1973 – in attività
Album pubblicati 9

Márta Sebestyén (Budapest, 19 agosto 1957) è una cantante ungherese interprete di musica folk, nonché compositrice e attrice.

Voce del gruppo folk ungherese dei Muzsikás dal 1973, ha anche all'attivo una carriera di cantante solista. Nel suo repertorio figurano anche adattamenti di brani tradizionali di altre culture (tra le altre: hindi, yiddish, celtica, serba e bulgara). I suoi adattamenti dei brani tradizionali ungheresi Somogy e Erdély compaiono nell'album Boheme dei Deep Forest, vincitore nel 1996 del Grammy Award come migliore album di World Music.

Tra le sue collaborazioni, ha cantato nel film Il paziente inglese (Szerelem, szerelem) ed è comparsa nel ruolo di una cantante nel film Music Box - Prova d'accusa di Constantin Costa-Gavras.

Il 2 giugno 2005 il presidente della Repubblica italiana Carlo Azeglio Ciampi le ha conferito il titolo di Cavaliere dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana.

Il 1º giugno 2010 l'UNESCO le ha conferito il premio "Artist for Peace".[1]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Album[modifica | modifica wikitesto]

  • 1987 - Muzsikás
  • 1992 - Transylvanian Portraits
  • 1995 - Kismet
  • 2000 - Dudoltam
  • 2000 - High Days: Hungarian Christmas Folk Songs
  • 2009 - I Can See the Gates of Heaven...

Compilations[modifica | modifica wikitesto]

  • 1992 - Apocrypha
  • 1997 - The Best of Márta Sebestyén
  • 2000 - World Star of World Music

Partecipazioni[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
— Roma, 2 giugno 2005[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Hungarian folk singer Sebestyen UNESCO Artist for Peace in culture.hu, Hungarian Ministry of National Resources, 2 giugno 2010.
  2. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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