Monastero delle Murate

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Coordinate: 43°46′08.74″N 11°16′07.27″E / 43.769094°N 11.268686°E43.769094; 11.268686

Il complesso delle Murate
L'ex-carcere

L' ex-monastero delle Murate si trova in via Ghibellina a Firenze. Per circa cento anni, dal 1883 al 1985 è stato il carcere maschile di Firenze, dopodiché i detenuti sono stati trasferiti a Sollicciano e in altre strutture. Dopo la dismissione è stato a lungo utilizzato in parte come ristorante e luoghi di aggregazione, finché, all'inizio del XXI secolo, un progetto di recupero completo non vi ha ricavato una serie di appartamenti popolari, bar, ristoranti e negozi, facendone, assieme al vicino spazio pubblico di largo Annigoni, uno dei principali luoghi di ritrovo e aggregazione di questa zona del centro cittadino.

Si accede al complesso da via Ghibellina ai numeri 2, 4, 6, 8, 10, 12, 14 e 16, da via dell'Agnolo 1 (interni da 1A a 1M) e dal viale della Giovine Italia; al termine dei lavori la principale corte interna del complesso è stata intitolata "piazza Madonna della Neve" (a est), mentre quella secondaria "piazza delle Murate" (a ovest); in camminamento che lo attraversa "via delle Vecchie Carceri".

Storia[modifica | modifica sorgente]

Nel 1370 dodici donne dette "le murate", seguendo l'esempio di monna Apollonia si fecero recludere volontariamente in una casupola del secondo pilone del "Ponte Rubaconte" (ponte alle Grazie), pregando e vivendo di elemosine in condizioni di estremo disagio.

Visto il crescere del numero delle consorelle, nel 1424 Giovanni de' Benci, che viveva nelle vicinanze, finanziò la costruzione di un nuovo e più grande monastero a ridosso delle mura, intitolato alla santissima Annunziata e a santa Caterina. Il cenobio venne ristrutturato e ampliato una prima volta nel 1471, a seguito di un incendio, e successivamente nel 1571, dopo un'alluvione. Tra i suoi finanziatori in quegli anni ebbe anche Lorenzo de' Medici. L'importanza di alcune sue ospiti può rendere l'idea della sua ricchezza: nel 1478 ospitò Caterina Sforza, la madre di Giovanni delle Bande Nere che vi morì e fu sepolta nella chiesa; nel 1528 la Signoria vi fece chiudere "a serbanza" la giovinetta Caterina de' Medici, durante i tempi duri della cacciata dei Medici, prima che venisse trasferita nel convento di Santa Lucia, nei giorni dell'assedio; dopo la morte di Cosimo I, nel 1574, vi fu rinchiusa Camilla Martelli, sua seconda moglie morganatica che, malvista dal figliastro Francesco I, poté uscire solo il tempo di assistere alle nozze della figlia Virginia col duca Cesare d'Este e per essere trasferita nel convento di Santa Monaca, dove morì; vi furono confinate inoltre le figlie di don Pietro de' Medici, avute illegittimamente in Spagna.

Saletta delle colonne

Soppresso nel 1808, il convento fu poi ristrutturato dall'architetto Domenico Giraldi nel 1845 e trasformato in carcere maschile dopo la chiusura del vicino carcere delle Stinche[1]. Federico Fantozzi, che testimoniò di come i lavori di riduzione del complesso, presumibilmente iniziati nel 1828, fossero ancora in corso nel 1842, informò anche che lo scultore Luigi Pampaloni vi avesse tenuto per diversi anni il suo studio, e fra le altre cose vi avesse scolpito "la statua di Leopoldo I che vedesi sulla piazza di Santa Caterina di Pisa". Nel 1848 l'istituto carcerario era sicuramente attivo e conobbe una rapida crescita tanto che si intervenne con nuovi lavori tra il 1848 e il 1859 (sempre diretti da Domenico Giraldi). E ancora tra il 1860 e il 1870 vi si aggiunge l'ulteriore ala definita da tre bracci (di cui il centrale non più esistente) che si sviluppa fino a delimitare il viale della Giovine Italia.

Negli anni della seconda guerra mondiale il carcere delle Murate fu tristemente famoso in quanto centro di raccolta e tortura dei prigionieri politici e dei partigiani catturati dai nazifascisti in tutta la regione[2][3].

Fra i momenti più commoventi dell'alluvione di Firenze ci fu il salvataggio dei detenuti intrappolati nelle celle, che si prodigarono in ringraziamenti ai salvatori. Oggi ospita un ristorante, una zona residenziale e un parcheggio.

Il restauro[modifica | modifica sorgente]

Lo spazio restaurato

A seguito della costruzione dei nuovi stabilimenti carcerari a Sollicciano (concorso appalto del 1974) si posero le premesse per il passaggio di questo e degli altri immobili adibiti a carceri presenti nella zona (Santa Verdiana e Santa Teresa) al Comune di Firenze, e del loro conseguente recupero nell'ambito di un più ampio progetto di riqualificazione del quartiere di Santa Croce. Nel 1986 fu bandito un concorso internazionale di idee i cui esiti furono esposti in una mostra tenuta nel complesso di Santa Verdiana nell'autunno del [1988]. A questo seguì un secondo concorso bandito per il solo edificio delle Murate.

Nel 1999 sono iniziati i lavori di recupero dell'area, divisi in più lotti, su progetto generale degli architetti Roberto Melosi e Mauro Pittalis e linee guida di Renzo Piano, finalizzati a trasformare la grande struttura in un complesso di case popolari. La prima parte del complesso è stata inaugurata nel 2004, a cui sono seguiti, negli anni successivi, il completamento degli altri lotti.

La cappella della Madonna della Neve

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

La superficie complessiva dell'intervento è di 2700 metri quadrati, con 45 alloggi, di dimensioni medio-piccole e un percorso pedonale. La piazza di Santa Maria delle Neve, formata dall'unione di due cortili e dalla demolizione di una struttura esistente per una superficie di circa 2000 metri quadrati, è di fatto il cuore dell'intervento e rappresenta l' "apertura" alla città.

L'intervento di restauro ha restituito alla questa cittadella a lungo nascosta tra gli alti muri di cinta, rendendo disponibili innumerevoli appartamenti e fondi da destinarsi a uffici e attività commerciali. Più in particolare è stata inizialmente aperta l'area verso il viale della Giovine Italia, destinando il piazzale delimitato dalle mura e dai due bracci carcerari a parcheggio, quindi, procedendo verso il centro della città, sono stati recuperati (primo lotto) i fabbricati alle spalle della cappella di Santa Maria della Neve e attorno al largo spiazzo (accesso dal numero civico 8) che è stato ribattezzato piazza Madonna della Neve (qui è stato aperto anche un ristorante pizzeria).

Il secondo lotto ha interessato il braccio delle celle che taglia la struttura da via Ghibellina a via dell'Agnolo ed i fabbricati prospicienti lo spiazzo ora denominato piazza delle Murate, dove si sono mantenuti i tipici ballatoi propri della struttura carceraria e molte delle antiche porte delle celle, in legno, con il loro complesso sistema di serrature, paletti di sicurezza e spioncini. Ultimo, il completamento del terzo lotto, situato nella zona tra la piazza Madonna della Neve ed il piazzale verso il viale della Giovine Italia[4].

Lungo la via il complesso si caratterizza ancora per la continuità dell'alto muro di cinta, interrotta in corrispondenza della nuova strada e delle piazze prima richiamate.

Cappella di Santa Maria della Neve[modifica | modifica sorgente]

Inglobata nel muro di cinta (al numero civico 6) è la facciata della cappella di Santa Maria della Neve (tradizionalmente riferita a un progetto di Michelangelo) degli ultimi decenni del Cinquecento. Ne rimane solo la facciata con portale centrale sormontato da timpano e due porte laterali con lunette semicircolari e due finestrelle a oculo. Sulla facciata cuspidata vi è un grande finestrone rettangolare. La cappella sofferse gravissimi danni al tempo dell'alluvione del 1966.

Complesso delle Murate
Lo spazio restaurato

Giardino pensile[modifica | modifica sorgente]

Sul viale Giovine Italia è stato allestito nel 2013 un originale giardino pensile verticale[5]. Si tratta di un ‘quadro vegetale’, lungo ben 70 metri, composto da un sistema di pannelli modulari che contengono varie piante diverse per colore e per fioritura nel corso delle stagioni: artemisia, bergenia, edera, lavanda, ginepro, rosmarino, abelia, garofano. L'irrigazione è garantita da un impianto di micro irrigazione automatico.

Opere già alle Murate[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ AA.VV., Guida d'Italia - Firenze e provincia, Touring Club Italiano, Milano 2007, p. 413.
  2. ^ Carlo Francovich, La Resistenza a Firenze, La Nuova Italia, Firenze, 1962, p. 88.
  3. ^ "Il 20 febbraio [1944...,] come ebbe a deporre il medico del carcere delle “Murate” [...]: «per chi veniva arrestato durante quei mesi, le “Murate”, in confronto a “[[Villa Triste (Firenze)|]]”, rappresentavano una specie di paradiso. Se non altro, il detenuto veniva trattato secondo il regolamento carcerario. Il direttore di allora era il dott. Mazzarisi, che cercò di resistere alle continue pressioni degli scherani di Carità per prelevare prigionieri politici senza disposizione dell'autorità giudiziaria.»" Carlo Francovich, La Resistenza a Firenze, La Nuova Italia, Firenze, 1962, pp. 163-164
  4. ^ Comune di Firenze, Notizie sul recupero del complesso ExMurate. URL consultato il 7 febbraio 2014.
  5. ^ Pagina sul sito del Comune di Firenze

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Piazza delle Murate
  • Ferdinando Ruggieri, Studio d’architettura civile sopra gli ornamenti di porte, e finestre, colle misure, piante, modini, e profili, tratte da alcune fabbriche insigni di Firenze erette col disegno de’ più celebri architetti, 3 voll., Firenze, nella Stamperia Reale presso Gio. Gaetano Tartini e Santi Franchi, 1722-1728., I, 1722, tavv. 19-20;
  • Federico Fantozzi, Nuova guida ovvero descrizione storico artistico critica della città e contorni di Firenze, Firenze, Giuseppe e fratelli Ducci, 1842, p. 280, n. 60;
  • Federico Fantozzi, Pianta geometrica della città di Firenze alla proporzione di 1 a 4500 levata dal vero e corredata di storiche annotazioni, Firenze, Galileiana, 1843, p. 221, nn. 544, 546; Firenze 1850, p. 386;
  • Carlo Morelli, Le Carceri penitenziali della Toscana: studi igienici, Firenze, Tip. Nicola Fabbrini, 1865;
  • Emilio Burci, Guida artistica della città di Firenze, riveduta e annotata da Pietro Fanfani, Firenze, Tipografia Cenniniana, 1875, p. 160;
  • Emilio Bacciotti, Firenze illustrata nella sua storia, famiglie, monumenti, arti e scienze dalla sua origine fino ai nostri tempi, 3 voll., Firenze, Stabilimento Tipografico Mariani e Tipografia Cooperativa, 1879-1886, III, 1886, pp. 227-228;
  • Walther Limburger, Die Gebäude von Florenz: Architekten, Strassen und Plätze in alphabetischen Verzeichnissen, Leipzig, F.A. Brockhaus, 1910, n. 490; Garneri 1924, pp. 256-257, n. XLI;
  • Walther Limburger, Le costruzioni di Firenze, traduzione, aggiornamenti bibliografici e storici a cura di Mazzino Fossi, Firenze, Soprintendenza ai Monumenti di Firenze, 1968 (dattiloscritto presso la Biblioteca della Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio per le province di Firenze Pistoia e Prato, 4/166), n. 490;
  • Piero Bargellini, Ennio Guarnieri, Le strade di Firenze, 4 voll., Firenze, Bonechi, 1977-1978, II, 1977, p. 34;
  • Carlo Cresti, Luigi Zangheri, Architetti e ingegneri nella Firenze dell’Ottocento, Firenze, Uniedit, 1978, p. 117;
  • Osanna Fantozzi Micali, Piero Roselli, Le soppressioni dei conventi a Firenze. Riuso e trasformazioni dal sec. XVIII in poi, Firenze, Libreria Editrice Fiorentina, 1980, pp. 78-79;
  • Piero Roselli, Rita Affortunati, Giuseppe Centauro, Giampaolo Trotta, Da un'idea per le Murate: annotazioni dentro e fuori il concorso, in "Bollettino Ingegneri", XXXV, 1987, 9, pp. 3-19;
  • Un'idea per le Murate. Progetti ammessi alla prima fase del Concorso internazionale bandito dal Comune di Firenze, a cura di G. Conti, Milano, Electa, 1988;
  • Firenze. Guida di Architettura, a cura del Comune di Firenze e della Facoltà di Architettura dell’Università di Firenze, coordinamento editoriale di Domenico Cardini, progetto editoriale e fotografie di Lorenzo Cappellini, Torino, Umberto Allemandi & C., 1992, pp. 266-267, n. 206 C;
  • Giampaolo Trotta, Le Murate, un microcosmo nel cuore di Firenze, Firenze, Edizioni Comune aperto, 1999;
  • Mauro Pittalis, Roberto Melosi, Le Murate, Area 5, in "Opere", 2004, 7, pp. 44-51.
  • Franco Cesati, Le strade di Firenze. Storia, aneddoti, arte, segreti e curiosità della città più affascinante del mondo attraverso 2400 vie, piazze e canti, 2 voll., Roma, Newton & Compton editori, 2005, I, p. 280;
  • Touring Club Italiano, Firenze e provincia, Milano, Touring Editore, 2005, p. 413;
  • Claudio Paolini, Architetture fiorentine. Case e palazzi nel quartiere di Santa Croce, Firenze, Paideia, 2009, p. 18, n. 4;
  • L’architettura in Toscana dal 1945 ad oggi. Una guida alla selezione delle opere di rilevante interesse storico-artistico, a cura di Andrea Aleardi e Corrado Marcetti della Fondazione Michelucci, con la collaborazione di Alessandra Vittorini del MiBAC/PaBAAC, Firenze, Alinea editrice, 2011, pp. 98-99, n. FI91.

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