Chiesa di San Pier Maggiore (Firenze)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai a: navigazione, cerca

Coordinate: 43°46′16.85″N 11°15′42.42″E / 43.7713472°N 11.2617833°E / 43.7713472; 11.2617833

Chiesa di San Pier Maggiore
L'arco dell'ex-chiesa di San Pier Maggiore
L'arco dell'ex-chiesa di San Pier Maggiore
Paese Italia
Regione Toscana
Località Firenze
Religione Cristiana cattolica di rito romano
Diocesi Arcidiocesi di Firenze
Anno consacrazione
Architetto
Stile architettonico
Inizio costruzione XI secolo
Completamento XIV secolo
Demolizione dopo il 1783
Sito web
Questa voce riguarda la zona di:
San Pier Maggiore
Voci principali
Visita il Portale di Firenze
Giuseppe Zocchi, Veduta della chiesa di San Pier Maggiore (1744)

La ex-chiesa di San Pier Maggiore si trovava affacciata sulla piazza omonima dedicata a San Pier Maggiore, a Firenze.

Indice

[modifica] Storia

Qui sorgeva un monastero femminile benedettino, fondato nell'XI secolo, la cui badessa aveva il compito istituzionale di accogliere il nuovo vescovo di Firenze al suo arrivo in città. Essa veniva perciò chiamata, con fiorentina irriverenza, la sposa del vescovo.

L'antica chiesa romanica ebbe varie trasformazioni e nelle sue forme gotiche trecentesche è visibile nella tavola col Miracolo di San Zanobi di Ridolfo del Ghirlandaio, oggi al Museo dell'Accademia.

Fra le personalità qui sepolte erano gli artisti Luca della Robbia, Piero di Cosimo e Mariotto Albertinelli.

L'edificio, ricco di pregevoli opere d'arte, venne ristrutturato da Matteo Nigetti nel 1638 ed il nuovo profilo ci è stato tramandato grazie ad una incisione di Giuseppe Zocchi (1754). A quel periodo risale la costruzione del portico antistante la chiesa, unico vestigio superstite della chiesa

La chiesa venne demolita nel 1783 perché ritenuta pericolante: in realtà si trattò di una colonna, che non era nemmeno portante, che crollò il 2 settembre di quell'anno e che fece temere per la stabilità dell'intero complesso, tanto che chiesa e campanile (quest'ultimo apparentemente molto simile a quello dell'odierna Santa Maria Novella) vennero abbattuti, e il monastero venne secolarizzato. Dietro questa furia demolitrice vi era il desiderio del Granduca Pietro Leopoldo di ridurre il più possibile la presenza di istituzioni religiose in città, per cui colse l'occasione al volo per sbarazzarsi di un monastero e riorganizzare l'urbanistica della zona. Al posto della chiesa sorsero però casupole di gente povera che cancellarono l'antico splendore della zona. Sono sopravvissute solo le tre arcate del portico della facciata, due delle quali tamponate e occupate da abitazioni private. Le decorazioni e gli arredi sono confluiti in varie istituzioni fiorentine, come lo Spedale degli Innocenti o la chiesa di San Michele Visdomini.

[modifica] Opere già in San Pier Maggiore

[modifica] Altre immagini

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

Strumenti personali
Namespace
Varianti
Azioni
Navigazione
Comunità
Stampa/esporta
Strumenti
Altre lingue