Mino da Fiesole

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Mino da Fiesole (1429-1484). Le Vite di Giorgio Vasari - terza parte
Rilievo nella Cappella del Miracolo del Sacramento, Firenze
Ritratto di Astorre II Manfredi (1455), National Gallery of Art, Washington
Madonna col Bambino, Louvre

Mino di Giovanni Mini da Poppi, detto Mino da Fiesole (Poppi, 1429Firenze, 1484), è stato uno scultore italiano.

Si adeguò agli stilemi di Bernardo Rossellino, interpretandoli con quella grazia ripresa da Desiderio da Settignano che lo rende simile, per taluni aspetti, all'artista suo contemporaneo Francesco di Simone Ferrucci.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Origini e formazione[modifica | modifica sorgente]

Nacque a Papiano (oggi frazione del comune di Stia), nell'agosto 1429. Le opere della fase giovanile, presentano una matrice toscana, non posseggono, però, elementi stilistici che si possono ricondurre alle principali botteghe di Firenze. Questo fatto non consente una ricostruzione univoca della formazione ed apprendistato dell’artista. Alcuni ritengono che sia formato nei cantieri del Michelozzo e forse anche di Luca Della Robbia

I busti e i primi viaggi[modifica | modifica sorgente]

Fu autore di una serie di busti-ritratto secondo quello stile che si andava affermando in quegli anni, fatto di meticolosità nel comporre i dati fisiognomici, idealizzazione spirituale e un certo virtuosismo nella resa dei dettagli minuti. Suoi sono i busti di Piero de' Medici (1453, ora al Bargello), di Niccolò Strozzi (eseguito a Roma nel 1454, oggi a Berlino), di Astorgio II Manfredi (scolpito a Napoli nel 1455 e oggi alla National Gallery of Art di Washington)

La sua intensa attività anche fuori Firenze portò Giorgio Vasari in errore, facendogli parlare nelle Vite di un fantomatico "Mino del Reame", oggi ricondotto a Mino da Fiesole.

Tornò a Firenze, dove eseguì i ritratti di Giovanni de' Medici e Rinaldo della Luna. Realizzò il monumento funerario Salutati nel Duomo di Fiesole e il monumento funerario Giugni nella Badia Fiorentina. Lavorò a Volterra, dove eseguì nel 1471 il tabernacolo del Duomo, e a Prato, dove eseguì insieme ad Antonio Rossellino i rilievi per il pulpito di Pasquino di Matteo da Montepulciano.

Importanti commissioni a Roma[modifica | modifica sorgente]

A Roma eseguì il monumento funerario di Paolo II in San Pietro (trasferito nel 1650 nella Basilica di Santa Balbina all'Aventino), il monumento funerario Riario nella chiesa dei Santi Apostoli e il monumento funerario Della Rovere in Santa Maria del Popolo. A lui si deve anche il ciborio della sacrestia di Santa Maria in Trastevere.

Rientro a Firenze[modifica | modifica sorgente]

Tornato a Firenze, dal 1462 al 1466 lavorò nella cappella del vescovo Leonardo Salutati nel Duomo di Fiesole e eseguì tra il 1469 e il 1481 il monumento funebre al conte Ugo di Toscana nella Badia Fiorentina. Nel 1466 scolpì un monumento funebre per il figlio primogenito Giuliano scomparso quell'anno, già nella chiesa di Santa Maria in Campo a Firenze fino al XIX secolo.

Del 1475 è l'altare di san Girolamo nella chiesa di Santa Maria Maggiore. Tra il 1471 e il 1484 con l'aiuto di Andrea Bregno e di Giovanni Dalmata realizzò la transenna marmorea e la Cantoria nella Cappella Sistina. Nella cattedrale di Colle di Val d'Elsa ha eseguito il tabernacolo dove si conserva uno dei chiodi serviti, secondo la tradizione, per la crocifissione di Cristo. A lui è attribuito anche un tabernacolo con Madonna sulla facciata del Palazzo Martelli a Firenze.

È sepolto nella chiesa fiorentina di Sant'Ambrogio, dove aveva lavorato al tabernacolo della Cappella del Miracolo del Sacramento tra il 1482 e il 1485.

Vasari ne diede un giudizio non positivo, indicandolo tra quelli che avevano abbandonato lo studio della natura per prediligere la "maniera" dei grandi maestri senza superarli. Oggi tale valutazione è stata fortemente ridimensionata, grazie al riordino delle date nella cronologia dell'opera del pittore e alla constatazione del contesto culturale in cui Vasari scrisse, in cui era già stato superato il Rinascimento.

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