Casa di Andrea del Sarto
Coordinate: 43°46′39.60″N 11°15′46.06″E / 43.777667°N 11.2627944°E
| Questa voce riguarda la zona di: Via Gino Capponi |
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L'antica casa di Andrea del Sarto (nota anche come Casa Zuccari), pittore tra i più stimati del Cinquecento fiorentino, si trovava tra via del Mandorlo (oggi via Giuseppe Giusti) e via dell'Orto dei Servi (oggi via Gino Capponi). Il pittore vi abitò dopo il suo ritorno dalla Francia (1520), quando, fra le altre cose, terminava un ciclo di affreschi monocromi intrapreso nel 1507 nel poco distante Chiostro dello Scalzo.
[modifica] Storia e descrizione
La casa è segnalata da una targa su via Giusti (dove si cita il Vasari che chiamava Andrea "il pittore senza errori"), ha le finestre incorniciate in pietra serena ed è inoltre caratterizzata da una colonna nello stesso materiale incassata in angolo fra le due strade, sormontata da un piccolo stemma degli Zuccari e un grande blasone dei Medici.
Il doppio stemma è dovuto all'acquisto dell'edificio, nel 1577, da parte del pittore Federico Zuccari, che la usò come abitazione durante il suo soggiorno a Firenze per affrescare la Cupola di Santa Maria del Fiore, già iniziata da Giorgio Vasari. Dopo aver ereditato la bottega dal fratello Taddeo, Zuccari era uno dei pittori più in voga in quel periodo e riceveva commissioni da tutta Europa; conscio del confronto con l'eredità dei grandi maestri fiorentini, egli volle probabilmente promuovere la propria immagine quando fece iniziare il lavori per costruire attiguamente, oltre il giardino interno e con la facciata sull'attuale via Giusti, un palazzetto da usare come bottega, oggi chiamato Palazzo Zuccari.
In questa parte più antica lo Zuccari mantenne la sua abitazione privata, anche se il programma decorativo di affreschi dimostra la sua mondanità e il desiderio di dare impulso alla propria notorietà. In origine dovevano essere previsti affreschi in tutta la casa, come il pittore attuò poi nel suo palazzo romano, ma la prematura partenza da Firenze (1579) lasciò il complesso incompiuto.
Al pianterreno un salone affrescato, accessibile tramite un vestibolo di colonne, era stato progettato come stanza per i ricevimenti affacciata sul giardino. Le dimensioni limitate dell'ambiente sono compensate dalla pittura illusionistica, che intende ampliarne la spazialità. I temi raffigurati sono legati al tempo, ai cicli della natura, allo zodiaco, il tutto dominato al centro del soffitto dal dio Crono. Nelle lunette il pittore rappresentò quattro scene legate a ciascuna stagione: nell'Inverno compare tra i personaggi di una scena domestica l'artista stesso.
La proprietà fu ceduta solo nel 1602, quando Zuccari era già residente a Roma in forma stabile; la acquistò Giovan Battista Paggi, che vi fece poi eseguire un altro affresco al piano superiore, esattamente sopra la sala "da ricevimento". L'edificio ebbe vari passaggi di proprietà e ospitò artisti altre volte: tra gli ultimi, Baldassare Franceschini detto Il Volterrano e Carlo Dolci.
Dal 1987 i due edifici appartengono all'Associazione degli Amici del Kunsthistorisches Institut, dopo una donazione della Deutsche Bank, che ha finanziato anche, con altri sponsor, una serie di restauri tra il 1988 e il 2001.
Questa zona nel Cinquecento era abitata da molti artisti, per la sua vicinanza con l'Accademia del Disegno (Firenze), allora situata nella Basilica della Santissima Annunziata presso la cappella di San Luca. Oltre al già citato Zuccari, vissero in questa zona Pontormo, Perugino, i fratelli Da Sangallo (a Palazzo Ximenes da Sangallo), il Giambologna (a Palazzo Quaratesi), ecc.
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