Duomo di Volterra

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Coordinate: 43°24′06.45″N 10°51′31.15″E / 43.401792°N 10.858653°E43.401792; 10.858653

Cattedrale di Santa Maria Assunta
Facciata
Facciata
Stato Italia Italia
Regione Toscana
Località Volterra
Religione Cristiana cattolica di rito romano
Titolare Maria
Diocesi Diocesi di Volterra
Stile architettonico romanico, barocco
Inizio costruzione XII secolo
Completamento XVIII secolo
La facciata e il campanile

La cattedrale di Santa Maria Assunta è il luogo di culto cattolico principale di Volterra, chiesa madre dell'omonima diocesi.

Storia e architettura[modifica | modifica sorgente]

Non è sicuro quale sia stata la prima cattedrale cittadina; in ogni caso a partire dal IX secolo esisteva una chiesa dedicata a Santa Maria. Ricostruita dopo il violento terremoto del 1117, fu ampliata nella seconda metà del Duecento.

La cattedrale mostra nel transetto una decorazione di gusto classico, includente lunette ornate con la tecnica dell'ornato appiattito di gusto preromanico, e rombi digradanti che accoglievano al centro bacini ceramici. Gli stessi rombi sono presenti anche nella facciata a salienti, ripartita in tre comparti da lesene quadrangolari di tipo lombardo. Il portale marmoreo è costituito da materiale di reimpiego proveniente dal teatro romano di Vallebuona.

Interno[modifica | modifica sorgente]

L'interno, pur conservando nella struttura e nell'impianto la forma basilicale a croce latina a tre navate, offre un aspetto tardo-rinascimentale. Lo spazio è diviso da ventidue colonne rivestite di stucco simulante granito rosa, intervento eseguito nell'ambito del restauro del 1842-1843, mentre i capitelli in stucco bianco realizzati nel Cinquecento e messi a oro sono di Leonardo Ricciarelli. Anche le pareti dipinte a bande bianche e grigie, il presbiterio e il pavimento sono frutto del restauro ottocentesco.

Il soffitto a cassettoni

La navata mediana e il transetto sono coperti da un grandioso soffitto a cassettoni, meraviglioso insieme di elementi geometrici, decorativi, floreali, di figure di santi, di due grandi ovali dell'Assunta e dello Spirito Santo, progettato da Francesco Capriani, intagliato da Jacopo Paolini, e messo a oro da Fulvio Tucci fra il 1580 e il 1584. Sulla linea delle navate si aprono sei cappelle, che accolgono opere di pittori del secondo Cinquecento.

Le scene raffigurano, nella navata destra, l'Offerta della città alla Vergine di Pieter de Witte (1578), la Natività della Vergine di Francesco Curradi e la Presentazione di Maria al Tempio di Giovan Battista Naldini; nella navata sinistra, il Martirio di San Sebastiano di Francesco Cungi (1587), l'Annunciazione di Fra Bartolomeo Della Porta (1497), l'Immacolata Concezione di Niccolò Circignani.

Nel 1584 fu ricomposto il pulpito con parti di suppellettile del XII secolo, dovuto probabilmente allo scultore pisano Bonamico. L'altare maggiore ospita l'elegante ciborio di Mino da Fiesole (1471). Ai lati, sopra due colonne tortili del XII secolo, sono collocati due angeli cerifori che sarebbero stati eseguiti dallo stesso Mino. Dietro si apre la cappella maggiore o coro, i cui stalli, di forme gotiche, furono eseguiti da maestranze senesi alla fine del XIV secolo.

Al centro della volta è raffigurato l'Eterno Padre, frammento di un ciclo pittorico eseguito da Niccolò Circignani con Storie della vita della Vergine. A destra dell'altare, la prima cappella conserva le reliquie di Sant'Ottaviano, racchiuse in un sarcofago marmoreo eseguito da Raffaello di Andrea Cioli da Settignano. Nella cappella accanto è custodito il gruppo ligneo della Deposizione (1228), capolavoro della scultura lignea romanica.

Francesco di Valdambrino, Madonna dei Chierici

A sinistra è la cappella dove sono conservate le spoglie di Sant'Ugo, vescovo di Volterra nel XII secolo. Segue la cappella della Madonna del Barbialla o dei Chierici, scultura lignea di Francesco di Valdambrino (primo ventennio del XV secolo). Segue al lato del transetto destro la cappella del Sacramento, decorata dagli stucchi di Leonardo Ricciarelli e dalle pitture di Santi di Tito, Giovanni Balducci e Agostino Veracini, mentre al lato del transetto sinistro si trova la cappella dedicata a San Paolo, adornata con marmi pregiati e alla cui decorazione furono chiamati Gherardo Silvani, Giovanni Caccini, Giovanni da San Giovanni, Domenico Zampieri, Matteo Rosselli e Francesco Curradi.

Infine, a onore del grande animatore della Riforma cattolica, si costruì, lungo i fianchi della cattedrale, un'altra cappella nella quale troneggia la tela di Jacopo Chimenti detto l'Empoli raffigurante San Carlo in preghiera davanti alla Vergine.

Cappelle esterne e campanile[modifica | modifica sorgente]

Del complesso della cattedrale fa parte anche la cappella dell'Addolorata, dove sono custoditi due gruppi statuari in terracotta dipinta, attribuiti ad Andrea della Robbia: il Presepio, con l'affresco della Cavalcata dei Magi di Benozzo Gozzoli, e l'Adorazione dei Magi. Nell'attigua cappella, dedicata al Santissimo Nome di Gesù, è conservata, in un ricco reliquiario d'argento, una tavoletta con il monogramma di Cristo, che si ritiene dipinto da San Bernardino da Siena. Sulla linea della facciata, separato dalla cattedrale dalla Cappella dell'Addolorata, si erge il campanile rettangolare, con dodici bifore e quattro occhi; fu innalzato nel 1493 in sostituzione del vecchio che minacciava di rovinare.

Il gruppo scultoreo della Deposizione[modifica | modifica sorgente]

Il gruppo ligneo della Deposizione

Si tratta della opera d'arte più antica che si conservi ancora all'interno del Duomo.

Per la sua datazione solitamente si fa ricorso ad un documento datato 3 gennaio 1228 nel quale il vescovo di Volterra Pagano elargiva una particolare indulgenza a chi avesse concorso al pagamento delle onerose spese per la realizzazione di tale opera. I volterrani contribuirono generosamente tanto che la cappella venne consacrata il 24 settembre dello stesso anno.

Il gruppo scultoreo, opera di maestranze volterrane, consta di cinque figure: oltre al Cristo, nell'atto di sorreggere le mani e le braccia del Deposto sono la Madonna e san Giovanni Evangelista; inoltre Giuseppe d'Arimatea e Nicodemo raffigurati mentre si affannano con scale e arnesi.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Umberto Bavoni, La Cattedrale di Santa Maria Assunta e il Museo Diocesano di Arte Sacra di Volterra, Firenze, Edizioni IFI, 1997
  • Franco Lessi (a cura di), Volterra e la Val di Cecina, collana "I Luoghi della Fede", Milano, Mondadori, 1999, pp. 50 – 56.

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